lunedì 31 agosto 2009
una delle peggiori
- ... Insomma, e' molto difficile da seguire, ci sono tantissimi precetti, e' estremamente complicato.
- Ma non c'e' una specie di manuale? Qualcosa che ti spiega esattamente cosa puoi mangiare?
- La Bibbia.
venerdì 28 agosto 2009
learning the hard way*
Invece, niente. Niente di niente.
I soliti buongiorno buongiornino (per restare in tema) e affettuosita' varie.
Ho fatto le mie lezioni ed era tutto normalissimo. A un certo punto mi sono anche dimenticata di ieri. Mentre mi affrettavo ad uscire, pregustando la gioia dello scampato pericolo, pero' mi sono sentita chiamare.
Era la direttrice che mi rincorreva. Aspetta!
Ecco, lo sapevo. Gocciolina di sudore, semi-arresto cardiaco, salivazione azzerata. Speravo proprio di averla fatta franca.
- Volevo dirti che ho parlato con gli operai e vengono a sistemarti i cassetti lunedi. E poi ho anche ordinato tutto quello che hai chiesto nella lista di stamattina [Oibo'! Di solito ci vogliono settimane...], dovrebbe arrivare tutto fra qualche giorno, si spera. Abbi ancora un po' di pazienza, e' il primo anno, e' tutto da riorganizzare.
- ...Certo, non c'e' problema, grazie. Ci vediamo domani allora.
Ora, non so se prima o poi qualcuno di questi bambini tornera' a casa dicendo alla mamma che la maestra di arte fa vedere gli uomini nudi e questo sit-in ci sara' davvero e non solo nella mia immaginazione, ma mi sa proprio che stavolta mi sono fatta uno di quei film...
E mi sento anche un po' in colpa perche' davvero non ho mai avuto nessun motivo per pensare di lavorare in una scuola di trogloditi, tutt'altro.
Tutta colpa di Mr. Johnson. [Buffo che sia arrivato esattamente mentre scrivevo questa frase]
Dice che altrimenti non lo avrei mai preso sul serio.
E ha ragione.
* Una specie di loro sbagliando si impara
giovedì 27 agosto 2009
"I told you she was soft on full frontal nudity"
Per la prima volta mi viene voglia di cominciare un post con una parolaccia. Calma. E sangue freddo.
Partiamo dall'inizio. Oggi ho fatto una, credevo, molto interessante lezione sul David di Michelangelo. Ho spiegato brevemente cosa rappresenta e perche' e' cosi' importante. Poi abbiamo cominciato a parlare delle ombre e di come si puo' ricreare la tridimensionalita' sul foglio. Gli ho fatto vedere come si faceva e ci abbiamo lavorato su per tutto il resto del tempo. Niente di strano, no? Invece prima, a cena, ho raccontato tutto questo a Mr. Johnson e...
- Non gli avrai mica fatto vedere il ...???
- Beh, scusa se ce l'ha...
- Non mi sorprenderebbe se ti licenziassero.
- COSA?! Licenziare un'insegnante di arte perche' fa vedere il David? Stai scherzando vero?
- Si viene licenziati per molto meno, credimi. Lavori in una scuola cristiana, non puoi fare come ti pare.
- Ma me lo hanno detto loro! E' arte, e' solo arte, una delle opere piu' famose del mondo e poi i bambini hanno anche detto che la conoscevano gia'...ma che cos'e' il medioevo questo??!! [fiumi di parole, fulmini, saette, ecc.] ....e poi tu dico!?
- Io? Io cosa?
- Me lo dovevi dire che era cosi'! Mi devi dire le cose prima che le faccia, non dopo, se no mi spieghi a cosa mi serve?!
- Ma come facevo a prevedere che il secondo giorno gli facevi vedere...quello!
- Io non gli ho fatto vedere quello, gli ho fatto vedere una statua! Non ha senso!
- Tu non sai dove possono arrivare le madri americane...
- Si certo...allora domani mattina mi ritrovo un bel sit-in davanti alla classe, magari con tanto di cartelli...ma fammi il favore, mi stai prendendo in giro...
Allora va di la' e apre il suo bel cofanetto. I Simpson, stagione numero due, mi pare. Episodio intitolato "Itchy and Scratchy and Marge". C'e' un’intera pagina su wikipedia dedicata a questo episodio.
Eccolo qui, solo un piccolo frammento, ma se avete due minuti, guardatelo che' ne vale la pena.
- Ooops.
E' il mio unico commento.
Pero' non e' possibile.
Ditemi che non e' possibile. Che domani mattina vado a scuola, che sara' tutto normale e ripensando a tutto questo mi faro' una sana risata. Ditemi che non sto vivendo in un episodio dei Simpson…
Certo che magari se a un certo punto qualcuno mi chiamava Lisa, un motivo ci sara’ stato...Resta la domanda:
"Is it a masterpiece or just some guy with his pants down?"
mercoledì 26 agosto 2009
dopo una settimana
Il primo giorno, appena mi hanno detto che gli operai avevano finito, sono andata a vedere la mia classe. Non era ancora proprio perfettamente finita, non lo e' ancora a dire il vero, per niente, ma molto meglio di prima con tutto buttato per terra alla rinfusa. Si' certo, quei tubi rumorosi, lo sporco, i cinque inquietanti centimetri fra il pavimento e la porta che da' sul giardino [sapete qui con tutti i simpatici animalitti che girano...], pero' non ne sono uscita per ore. Volevo renderla migliore possibile. La mia classe. Mia. Si' perche' teoricamente ho un capo certo, il direttore, ma in pratica la' dentro il capo sono io. Responsabilita' completa anche per quanto riguarda le grane ovviamente. E mi sta benissimo perche' per la prima volta sento di fare il mio lavoro. Non ho piu' paura, come prima, di dare piu' di quanto posso ricevere perche' il mio lavoro ora e' un piacere e poi imparo tanto. Tutte quelle classi da gestire, decine di nomi da memorizzare, ma ogni giorno devo trovare qualcosa di nuovo per ognuno, e' questo che mi arricchisce. Non e' semplicissimo, e' vero, ma mentre cerco nuove idee, in fondo faccio per lavoro quello che ho sempre fatto nel tempo libero, scarabocchiare e passare ore in libreria o nei negozi di art supply [scusate, sara' la stanchezza, ma in questo momento non mi viene proprio in mente come si dice questa cosa in italiano].
Ci sono tante cose da mettere a posto, prima di tutto il mio inglese forse, ma non mi sembra di poter chiedere di meglio.
E poi tutti quegli scaffali: ogni tipo di colore, pennarello, tempera, gesso, pennelli, tipi di carta, qualunque cosa.
La' dentro mi sento come un bambino in un negozio di giocattoli.
E invece sono al lavoro.
Pazzesco.
martedì 25 agosto 2009
andiamo a correre al centro commerciale?
L'ho raccontato a un paio di texani e non si sono minimamente stupiti. Pare sia normalissimo. Ogni centro commerciale ha in genere anche il suo piccolo club di sportivi della domenica. Dato il caldo eccessivo [che' a noi viene da ridere quando in Italia ci si lamenta dei 35...], e' molto piu' sano correre nel centro commerciale dove c'e' l'aria condizionata, soprattutto per le persone anziane.
In effetti, non fa una piega. Nonostante le punture di non meglio identificati insetti e svariati incontri faunistici poco rassicuranti, mi ostino ad andare al parco con i bracchetti tutti i fine settimana e benche' ci vada sempre molto presto o molto tardi per evitare il troppo caldo, trovo pochissima gente d'estate. Vanno al centro commerciale!
Ecco, ho scoperto una cosa nuova.
lunedì 24 agosto 2009
un po’ di dietro le quinte
Le cose piu' interessanti legate a questo blog succedono sempre dietro le quinte, soprattutto attraverso le molte lettere che mi arrivano da chi passa di qua. Praticamente tutti, come prima cosa si giustificano che non hanno mai scritto a nessuno cosi', che sono capitati qui per puro caso, che non sono pazzi maniaci. Come se ci fosse qualcosa di male a mandare una mail… Ogni tanto qualcuno mi scrive semplicemente per raccontarmi di un qualche cambiamento nella sua vita, dicendo quasi sempre qualcosa tipo non so perche’ ho voglia di dirtelo visto che non ci conosciamo, ma e’ come se te lo dovessi dopo averti letto per tanto tempo. Qualcuno mi chiede un consiglio se deve prendere qualche decisione. Qualcuno mi scrive che mi ha sognato e mi racconta anche il sogno. Qualcuno mi chiede come sto, se sono felice. Qualcuno pensa di aver colto qualcosa di me che nemmeno io ho colto. Qualche volta considero seriamente la cosa e qualche volta, invece, resto fortemente perplessa. Qualcuno mi ringrazia. Qualcuno scrive che sta leggendo tutto dall’inizio. Qualcuno e’ come se bussasse alla porta. Qualcuno mi chiede consigli legali dietro lauto compenso, figuriamoci. I piu' mi raccontano delle loro grane burocratiche tra richieste di visto e consolati. Qualcuno mi chiede di scrivere di qualcosa in particolare, per esempio di raccontare dello sviluppo del volo in questa zona e di tutti gli italiani che capitano qui per questo motivo.
L'email piu' indimenticabile credo, mi e' arrivata da un anziano avvocato che mi confidava che, preso da un -non sapeva nemmeno lui esattamente quale- impulso, con un inglese stentato studiato al liceo, aveva invitato nella sua villa in Toscana nientemeno che l'ex presidente americano George Bush. Diceva di non averlo detto nemmeno alla moglie, in sostanza si domandava perche' lo avesse fatto. Perchè l'ho fatto? Figurati se poi accetta....Forse e' che mi fa un po' pena, gli tirano anche lo scarpe, mi ricorda il mio vicino di casa.
Per finire ci sono quelli che mi chiedono se sono “vera”. Una signora simpaticissima una volta, azzardo' l'ipotesi, facendomi molto ridere, che dall’altra parte dello schermo ci fosse un qualche cinquantenne russo che finge di essere una ragazza italiana che vive a Dallas. C'e' anche stato qualcuno pero' che, al contrario, ha preso tutto quello che scrivo qui per oro colato. Lo ha estrapolato dal contesto, gli ha dato il significato che ha creduto e poi me lo ha rovesciato addosso citandolo a memoria come nemmeno io potrei mai fare. A una cosa del genere non rispondo per principio. Se qualcuno vuole davvero delle risposte di qualunque tipo da me bisogna che mi faccia delle domande, che mi parli, proprio a me, non a Nonsisamai. Altrimenti e’ troppo comoda, venire qui ipotizzare, decontestualizzare, giudicare. Vorrei dire che si', sono “vera”, pero' anche che questa pagina non e’ un diario. Tanto per cominciare, per come lo intendo io, un diario e’ segreto e qui di segreto non c’e’ proprio nulla, altrimenti non lo renderei pubblico. Io qui racconto una parte della mia realta’ quotidiana e a volte la smonto e ci gioco anche, altrimenti che gusto ci sarebbe? Voglio comunicare delle cose e per farlo, non sento di dover necessariamente fare una cronaca dettagliata dei fatti, non sono mica la cnn. Le sensazioni sono verissime, accontentatevi di questo, per il resto, nomi, date e luoghi, si possono anche mischiare e non ci vedo niente di male o di strano, tanto il messaggio non cambia. Per me l'importante e' la sostanza. E poi il confronto anche. Il tentativo di parlare soprattutto del cambiamento, dello shock culturale, di un'infinita' di aspetti di un'esperienza, quella dell'emigrazione italiana all’estero, che tante persone vivono tutti i giorni come me sulla propria pelle e tante altre reputano interessante e vogliono conoscere meglio.
Se vi siete riconosciuti in questo post, vi mando un saluto affettuoso e vi ringrazio ancora perche' mi avete quasi sempre fatto tanto tanto bene con le vostre parole e per favore, se vi va, continuate a scrivermi, e’ splendido sentire anche di voi. nonsisamai.nonsisamai@gmail.com
sabato 22 agosto 2009
l'altra campana
Non solo Jesus Camp. Perche’ fortunatamente ci si puo’ anche ridere su.
(E scoprire che fine ha fatto Kirk Cameron!)
venerdì 21 agosto 2009
vivere al contrario
Anche quello fa parte del gioco.
giovedì 20 agosto 2009
a fuego lento
[- Wow, quanto e' gay tutto questo!
Scusate, quella e' un'altra storia]
E poi, proprio quella sera c'e' un'emergenza al lavoro. E' cosi' impegnato che addirittura, in maniera piuttosto insolita devo dire, non non fa nemmeno in tempo ad avvertirmi. Del resto i miei festeggiamenti sono sempre a sorpresa: nessuno capisce mai cosa ci sia da festeggiare esattamente. A quel punto allora si rimanda e invariabilmente ogni volta, dopo qualche giorno, arriva una brutta notizia e non solo nessuno ha piu' voglia di festeggiare proprio un bel niente, ma il micromotivo di allegria viene completamente dimenticato.
Non vi dico da quanto tempo non azzecco una cena di queste.
Che tristezza.
Vorra' dire che mi faro' un bel brindisi da sola, sperando che non arrivi qualche altra spiacevole telefonata.
Colpo di scena! Questa volta arriva!
E' tardissimo, ho le braccia ricoperte da punture di zanzare, lo stomaco appallottolato dalla fame, i capelli bagnati e la tuta, ma si festeggia! Paella e mousse al cioccolato.
Vuoi vedere che si sta davvero rompendo quel brutto cerchio dei 30? Speriamooo.
mercoledì 19 agosto 2009
il primo giorno di scuola e quelle domande
A questo punto e' arrivata la domanda, proprio "la domanda", una di quelle che ogni tanto arrivano e che ti fanno riconsiderare interi capitoli della tua vita che davi per archiviati.
- Perche'?
Qui, come si vede nei film non c'e' una classe sola, ma gli studenti si spostano a seconda della materia. Ognuno si siede dove gli pare, quindi il mio racconto risultava completamente assurdo.
- Perche' non potevate spostarvi?
Perche'?
Gia', perche'.
Non ne ho idea.
martedì 18 agosto 2009
sulla divisa non si scherza
Menomale che il controllo delle divise non ha nulla a che' vedere con la sottoscritta, o almeno spero.
- Possono usare gli elastici colorati per i capelli? La risposta e' si'.
Possono mettersi le canzettine bianche con i pompom rosa?
La risposta e' no, no, NO!
lunedì 17 agosto 2009
la luna di miele lavorativa
Resta il fatto che anche se il direttore in questo periodo si rivolge sempre a me con un gran sorrisone e trova tutte le mie iniziative cosi' intelligenti ed europee, ci sono state decine di imprevisti e problemi. Ho avuto un breve assaggio di quello che sara' insegnare ai ragazzini piu' grandi, per esempio, e so che non sara' assolutamente facile guadagnarmi il loro rispetto (oltre che mantenere un certo distacco quando ti parlano come ti parlano), ma in questo momento non riesco proprio a preoccuparmi, cosa ci devo fare? E' cosi'. Anzi non vedo l'ora che sia domani mattina per ributtarmi nella mischia delle riunioni, della mission impossible della mia classe da rendere presentabile in due giorni e tutto il resto. Ho voglia, ho proprio voglia.
Cerco di fissare questo momento nella mente perche' non riesco a smettere di stupirmene e poi perche' so benissimo che presto ne arriveranno altri in cui magari tutto questo mi sembrera' lontano e irreale. Eppure sono giorni importanti questi, non sono sensazioni che si provano poi tante volte nella vita. Purtroppo ne conosco un po' di persone che hanno seguito la propria passione e poi quando finalmente e' diventata un lavoro hanno cominciato ad odiarla. Mi chiedo come andra' nel mio caso. Immagino che se non funzionasse e se potessi, passerei all'inseguimento della passione numero due e poi della numero tre e cosi' via...ma chissa'.
Ad ogni modo mi sembra un gran privilegio quello di poter provare. E per come la vedo io, e' un privilegio poi anche quello di poter cominciare in generale. Adoro gli inizi. Quando e' tutto nuovo, e pulito. E qualunque cosa sembra ed e', in fondo, possibile.
venerdì 14 agosto 2009
quizás, quizás, quizás
Vedremo se andra' meglio con il teatro.
Gli 'italiani' invece, questo weekend mi hanno detto why don't you come to the Ferragosto cena? Mi sono guardata un po' intorno mentre allestivano la cosa fra beach balls e salvagenti e ho detto no grazie.
Forse e' meglio conservare il ricordo dell'originale ancora per un po'.
Buon fine settimana :)