giovedì 31 maggio 2018

...e sono due

Per il suo compleanno, ho comprato a Woody due dinosauri nuovi. Sono piuttosto voluminosi e all'inizio mi era sembrato che fossero un T-Rex e un brachiosauro, poi ieri guardando bene, mi sono rivolta a Joe, l'esperto:
- Sai che mi sa che mi sono sbagliata? Quello lì ha più l'aria dello spinosauro che del T-Rex...
- Certo, è chiaramente uno spinosauro - mi risponde lui colto alla sprovvista da tale incomprensibile errore di valutazione da parte mia. Ha ragione, come si fa a confondere un tirannosauro e uno spinosauro? Che vergogna.
Woody che aveva in quel momento il dinosauro in mano, ha subito esclamato:
- T-Rex!
Gli ho risposto che no, guarda, è uno spinosauro quello. E lui di nuovo:
- T-Rex!
E io: -Spinosauro.
- T-Rex!
- Spinosauro!
Allora è intervenuto Joe:
- Lo sai cosa penso mamma? Che lui lo sa che è uno spinosauro, ma gli piace dire il contrario.
Accidenti quante ne sai Joe.
Stamattina, onde evitare discussioni:
- Woody, come sta oggi il tuo T-Rex?
- Mamma, spinosauro, non T-Rex- mi risponde lui con la stessa pena nel cuore del fratello.
Sono rimasta di stucco, ha appena imparato a parlare -ma proprio letteralmente, parla coerentemente da un paio di mesi- e già mi corregge. Pure lui!



mercoledì 30 maggio 2018

roseanne e le conseguenze

Negli ultimi mesi qui si è discusso molto del remake di una vecchia serie -Roseanne, Pappa e Ciccia in Italia- che pare essere stato concepito con l'idea di soddisfare il disperato bisogno degli elettori di Trump di vedersi rappresentati nell'immaginario collettivo in maniera positiva. Gli ascolti difatti, fra le mille polemiche, sono subito schizzati alle stelle e Trump in persona non ha mancato di esprimere il suo apprezzamento per lo show.
A un certo punto però Roseanne Barr, la protagonista di questa serie che si intitola appunto Roseanne in suo onore, ha deciso di cominciare a usare Twitter come Trump. Il suo account è diventato cioè un mezzo perfetto per incitare all'odio, diffondere strampalate teorie complottiste e fake news e offendere a destra e a manca. Oggi ha scritto qualcosa di cosí raccapricciante da non poter essere ignorato. Tutto il paese, come quando Trump twitta qualcosa del genere, si è indignato.
La differenza in questo caso, è che la cosa non è finita lì. Dopo qualche ora anche il canale televisivo che ospita la serie, la ABC, ha twittato classificando le affermazioni della suddetta attrice come 'ripugnanti' e 'rivoltanti' e cancellando il programma, una punizione esemplare che ha lasciato tutti di stucco.
E io gongolavo. Sí é vero, è solo un programma televisivo, ma qualcosa evidentemente si sta muovendo. Pian piano chi fa quello che fa Trump -chi ha pubblicamente la stima e il rispetto di Trump in questo caso specifico- comincia a essere punito. Chi ha molestato delle donne, qualche volta va a processo, talvolta viene condannato come Bill Cosby, e chi dice schifezze razziste e sparge menzogne perde il posto di lavoro. Cominciano a esserci network che sono disposti come in questo caso a perdere milioni e milioni di dollari anziché essere associati a personaggi di dubbia moralità. Proprio oggi -in risposta a un incidente di qualche tempo fa in cui un impiegato fece arrestare senza motivo due clienti di colore- tutti gli Starbucks degli Stati Uniti sono rimasti chiusi per fare un corso di superamento dei pregiudizi razziali.
Forse non tutto è perduto.
Per qualche strano motivo (forse perché é il presidente? Ma anche prima in realtà...) Trump non viene mai considerato responsabile per le sue parole e azioni, ma di questo passo sarà sempre più imbarazzante sia per lui fare quello che fa sia per i suoi estimatori difenderlo. Credo che la strategia della società civile sia questa, una sorta di accerchiamento morale, possiamo solo augurarci che alla lunga funzioni.

martedì 29 maggio 2018

se le orecchie fischiano o no e perché

L'italiano di Mr J è pressoché perfetto, ma a volte non è questione di capire le parole.
Entro in casa e senza pensarci gli dico una frase che non usavo da anni e anni... "ti saranno fischiate le orecchie!". 


Mi ha guardato come un marziano.

lunedì 28 maggio 2018

e le molestie verbali?

C'è una serie comica americana (non so quanto sia conosciuta in Italia e con che titolo) che si chiama Arrested Development. E' appena uscita la nuova stagione e il cast la sta promuovendo un po' ovunque come succede in questi casi, ma durante un'intervista al New York Times, la scorsa settimana, è successo qualcosa che di comico purtroppo non ha molto. L'attrice quasi ottantenne Jessica Walter che interpreta la madre di questa stramba famiglia, ha denunciato di essere stata molestata verbalmente dall'attore che fa suo marito, Jeffrey Tambor, non nuovo a questo tipo di accuse. La notizia ha tenuto banco per giorni qui perché è una serie storica molto amata e anche perché nel fare questa denuncia la Walter non ha ottenuto nessun sostegno dal resto del cast maschile. Al contrario Jason Bateman e gli altri attori hanno sminuito l'accaduto e giustificato Tambor. Hanno detto che il mondo dello spettacolo è pieno di grandi attori che fanno le bizze e in sostanza sono cose normali. La Walter ha spiegato fra le lacrime che non è così normale se in sessant'anni di carriera le è successo solo una volta, ma è stata difesa solo dall'altra attrice presente, gli uomini le hanno voltato le spalle. E internet è esploso. Il giorno dopo sono arrivate le scuse molto pubbliche e molto sentite a Jessica Walter da parte di tutti quelli coinvolti e il tour  promozionale è stato sospeso. 
All'inizio ho dovuto rileggere un paio di volte per essere sicura di avere capito bene. Questo scandalo è scoppiato per delle molestie non sessuali, ma verbali. 
Il tizio durante la lavorazione della serie ha ripetutamente urlato e umiliato la collega. Si tratta di un maltrattamento psicologico che i colleghi di sesso maschile hanno coperto e giustificato. 
Ecco, a me che sia scoppiato un caso per questo motivo sembra di una civiltà incredibile. 
Sui siti italiani in questi giorni ho letto commenti di odio profondo nei confronti di Asia Argento che ha denunciato il suo stupro a Cannes. I commenti che vedo sui siti americani sullo stesso avvenimento, sono per lo più di segno diametralmente opposto, viene lodata per il coraggio e ringraziata.  
Qui addirittura adesso si sta andando oltre le molestie sessuali, si comincia a stabilire che non è giusto in nessun caso trattare nessuno, soprattutto le donne, come pezze da piedi. Si comincia a mettere nero su bianco che avere talento o potere non ti dà nessun permesso speciale per calpestare la dignità e i sentimenti degli altri, anzi.
E come all'inizio del #metoo, i ricordi personali hanno cominciato ad affiorare. Piccoli abusi che mi hanno fatto soffrire, ma che non ho mai considerato tali perché la cultura era diversa. Ho sempre pensato fosse colpa mia, questo mi hanno fatto credere per tutta la vita.
La prima cosa che mi colpí della scuola Flanders fu che gli insegnanti parlavano a bassa voce. Ero cresciuta credendo che fosse normale che gli insegnanti urlassero. Alle elementari avevo avuto delle grosse difficoltà perché una delle maestre (che ricordo ancora con grande affetto per il resto) ti rimproverava ad alta voce quando facevi un errore e io non lo tolleravo e mi si fermava il cervello e piangevo come una fontana, nessuno mi aveva mai urlato a casa. Sono convinta che il mio rifiuto per la matematica sia nato da lì, ma mai nessuno ha preso le mie parti. Sono cresciuta convinta di essere debole, ero quella che piangeva. A mia madre la maestra diceva che ero troppo sensibile e che peccavo di amor proprio, ancora oggi lo ricordo come un piccolo grande dramma.   
Nel mondo del lavoro, il primo a tornare alla mente è stato una sorta di supervisore in quella che è ancora oggi una delle più famose gallerie d'arte di Milano. Cito un episodio fra tanti. Una mattina mi passò accanto e davanti a tutti mi fece togliere la collana che indossavo perché secondo lui non andava bene. Ogni giorno aveva qualcosa da ridire sull'abbigliamento, i capelli, la postura, però il ragazzo che lavorava con me poteva venire vestito come gli pareva. Era un omone sulla cinquantina, uno che intimidiva fisicamente, molto più grande, grosso e anziano di me, con uno sguardo leggermente strabico, mi pare di ricordare. Il giorno in cui osai lamentarmi, fece una scenata incredibile. Mi urlò contro con gli occhi di fuori e la saliva che gli usciva dalla bocca per la rabbia. Me ne andai sbattendo la porta. Avevo resistito un mese in quella gabbia di matti. Fu un'esperienza che per un po' mi buttò giù e mi segnò. Ero giovane, avevo paura che fosse normale e che sarebbe successo di nuovo. Il proprietario di questa galleria, il capo di questo losco personaggio, comunque era una donna e non era da meno in quanto ad arroganza. Chiamava le sue assistenti scimmie e stupide e nonostante tutto c'era la fila per lavorare con lei. C'era quest'idea diffusa, e forse c'è ancora, che se hai potere puoi e gli altri ti devono anche dire grazie. Del resto, ancora oggi viene invitato nelle varie trasmissioni uno come Sgarbi che ci ha costruito una carriera sull'abuso verbale e l'insulto gratuito. 
Mi fa molto piacere constatare che pian piano anche questo tabù stia cadendo e si cominci a dire ad alta voce che non si fa, che siamo persone civili e meritiamo di trattarci in maniera civile.  
Questo paese è così assurdo. C'è quest'ignoranza diffusa, il razzismo, il culto delle armi e tutto il resto, ma poi a volte ti sorprende con un balzo pazzesco in avanti. Nel bene e nel male, dopo tutti questi anni non smette di appassionarmi.

domenica 27 maggio 2018

ragazzina ribelle

La settimana scorsa per via di un malinteso, il cancello del giardino è rimasto aperto e entrambi gli acchiappaconiglietti sono scappati. Bubu, essendosi reso conto della follia commessa alla sua veneranda età, è immediatamente tornato indietro, mentre la Ragazzina ha avuto una sorta di crisi di panico e ha cominciato a correre senza senso. Quando mi ha visto, è scappata via anche da me con la coda fra le gambe. A quel punto sono entrata in panico anch'io. Ho lasciato i bambini alla vicina e ho cominciato a correrle dietro. Un altro vicino mi è venuto subito dietro per aiutarmi. Mr. J ha fatto lo stesso e altri vicini hanno cominciato a seguire lui. Dopo circa un'ora, uno dei vicini -precedentemente noto come the naked runner, corre tutti i giorni, con addosso solo un paio di pantaloncini cortissimi anche in pieno inverno, berretto, sciarpa e pantaloncini inguinali, é fantastico- è riuscito a placcarla come una palla da football saltandole addosso. 
Adesso, la guardo lì che dorme beata e sembra che non sia successo nulla, ma è stata un'esperienza piuttosto angosciante. A volte senti quelle notizie incredibili di persone che annegano o si buttano sotto un treno nel tentativo di salvare un cane e pensi che siano pazzi, ma in quei momenti ti scatta qualcosa di strano nel cervello e ti sembra che l'unica cosa che conti sia salvare il cane. Ancora abbiamo gli incubi pensando all'immagine della nostra dog-sitter, una ragazzina di quattordici anni, che si butta in mezzo a una strada grande e piena di traffico nel tentativo di fermare le auto prima che investano la Ragazzina. 
Ma insomma, tutto è bene quel che finisce bene.
Io che ero corsa dietro alla Ragazzina senza portarmi il cellulare e che ero appena tornata dalla palestra ho continuato a correre per un'altra mezz'ora dopo che l'avevano trovata, con una temperatura esterna vicina ai quaranta gradi battendo tutti i miei record personali. Mr. Johnson quando tutto è finito, era arrabbiatissimo con la Ragazzina pensando al caos che aveva causato e soprattutto alla ragazzina umana in mezzo alle macchine che sfrecciavano.
La Ragazzina anche dopo essere tornata a casa se l'è vista piuttosto brutta. Secondo i nostri calcoli dovrebbe avere superato i dieci anni e normalmente non fa altro che dormire tutto il giorno, correre in quel modo e con quel caldo per un'ora, ha completamente mandato in tilt il suo corpo. Ha cominciato a calmarsi e a respirare bene dopo un paio d'ore.
Ma la conseguenza più importante di tutto questo è stata che abbiamo finalmente conosciuto diversi dei nostri vicini. E' stato bello sapere di essere circondati non solo da una serie di corridori in forma eccellente, ma anche da persone così gentili. Combinazione, il giorno dopo davamo una festa e abbiamo invitato anche loro. E' stato molto carino. 
Chissà perché è così difficile rompere il ghiaccio qui. Una volta che abbiamo cominciato a chiacchierare, abbiamo scoperto di avere un sacco di cose in comune.  
Numero uno: l'amore per i nostri animaletti.

mercoledì 23 maggio 2018

senza vergognarsi

Woody ha compiuto tre anni l'altro giorno e continuano a saltare fuori foto di lui neonato. Arrotolato nel lenzuolino dell'ospedale, sulla bilancia, mentre beve il latte con il tubicino, con addosso delle tutine che erano sempre troppo grandi anche quando erano piccole piccole. Tutti mi dicono... ti ricordi? Guarda che bello. E io vorrei dire sí, mi ricordo tutto, ma non fatemici pensare. Dopo tre anni, ancora non riesco a guardare quelle foto con serenità. E' stata dura sia fisicamente che psicologicamente. Ho vissuto dei momenti di grande sconforto. Una gravidanza accompagnata oltre che dal dolore fisico più o meno costante anche dal terrore che qualcosa di terribile - qualcosa che fra l'altro avevo già sfiorato con Joe- potesse davvero succedere. Qualcosa che poi di fatto è quasi successo, quasi. E poi anche il dopo. Lui che era troppo piccolo, lui che non ha dormito per un anno, lui che tratteneva il fiato e sveniva e sembrava morto anche se in realtà non aveva niente, abbiamo scoperto dopo. Io che ho avuto la febbre alta appena tornata a casa dall'ospedale e anche una sorta di eruzione cutanea, dolori di ogni tipo. Il primo mese, pioveva sempre e stavo sempre male o almeno questo ricordo. Non so come avrei fatto se non ci fosse stata mia madre ad aiutarmi in quei giorni. Pochi mesi dopo, una lontana conoscente, in circostanze simili e diverse, non ce la fece e lasciò soli i suoi gemellini. La percentuale di mortalità materna in Texas per qualche bizzarro motivo è altissima, ma non usciamo fuori tema. Mi rendo conto di essere privilegiata. Ho avuto il supporto della mia famiglia e la possibilità di essere assistita da medici estremamente competenti. La verità però é che dopo aver vissuto un'esperienza simile, non ti senti esattamente come si vede nei film. Quelle storie del tipo '...e dopo aver visto la morte da vicino, riscoprì la gioia di vivere e vissero tutti felici e contenti'. Beh, per me per un po' fu il contrario. La paura ti si aggrappa addosso e non ti molla più. Per la prima volta capisci quanto tutto sia fragile e possa crollare da un momento all'altro, travolgendoti.
Se per caso all'ascolto ci fosse qualcuno che sta attraversando qualcosa di simile in questo momento, ecco, vorrei dirvi quello che dicevano tutti a me e che non mi é servito a niente, ma che ho in seguito sperimentato essere vero: passa. Abbiate pazienza, passa e poi arriva il bello, quell'altra cosa di cui tutti parlano. Esiste, arriva ed è veramente bello. Non dimenticherete i momenti bui, ma tutto avrà finalmente un senso.
Non vergognatevi di chiedere aiuto.

lunedì 21 maggio 2018

la mamma dinosauro

Joe si rivolge a Woody con gravità: 

- Woody, adesso tu hai tre anni e ti stai avvicinando alla fine dei tuoi anni da bambino piccolo, ma non ti preoccupare. Sta per cominciare l'infanzia e l'infanzia è molto meglio. Guarda me: ho sette anni e ho ancora anni di infanzia davanti.

Woody lo osserva perplesso e allora lui si rivolge a me:

- Possiamo cominciare a pensare al mio compleanno adesso?

- Il tuo compleanno è a dicembre, cominciamo a pensare al mio compleanno che è fra un solo mese ed è anche un compleanno importante...

- Fai trent'anni?

[Qualche settimana fa pensava che io avessi 49 anni e suo padre 22...]

- Quaranta.

Fa una pausa come per cercare le parole giuste.

- Beh, congratulazioni!

- Congratulazioni per cosa?

- Per sopravvivere così a lungo! Significa che ti sei presa buona cura di te stessa. E per un tempo moooolto molto lungo. Ben fatto!

Adesso ho capito perchè gli piaccio tanto, pensa che sia un dinosauro.

P.S. Aggiungo anche la versione originale. E' più carina perché usa la parola 'toddlerhood' che non è per niente comune e che non sapevo come tradurre, anzi se avete suggerimenti, sono bene accetti. In Italiano non c'è il concetto di 'toddler'. 
😎🇺🇸️ Joe to Woody:
- Woody, now you are 3 and you are getting close to the end of your toddlerhood, but don't worry. Your childhood is about to start and that is so much better. Look at me: I'm 7 and I still have years of childhood ahead.
Then he turns to me:
- Can we start thinking about my birthday now?
- Your birthday is in December, let's start thinking about MY birthday which is in only one month and also it's going to be a very big one...
- Are you turning 30?
(He previously thought I was 49 and his dad 22...)
- 40.
He stops for a second.
- Well, congratulations!
- For what?
- For staying alive this long! That means you took very good care of yourself. And for a very very long time. Good job!
Manage

domenica 20 maggio 2018

siamo tutti felici?


Woody non parla moltissimo in generale, ma c'è una cosa che gli sta particolarmente a cuore. 
Lui vuole vederci tutti felici.
Ogni tanto mi vede un po' pensierosa e mi chiede are you happy? e allora io ho istantaneamente un moto di gioia perché... come si può non averlo di fronte a una domanda così, fatta da un ometto così? Ma lui non si accontenta.
Is Baba happy? Is Gaga happy? 
Are we all happy? Siamo tutti felici?
Ha già capito questa cosa fondamentale che tanti adulti finiscono per non capire mai nella vita, che siamo tutti legati fra noi, che uno non può stare veramente bene se l'altro sta male. 

Oggi il mio Woody fa tre anni e da un lato vorrei metterlo in un barattolo come una lucciola e godere di questa sua età meravigliosa per sempre, dall'altro sono curiosa di vedere le prossime mosse. 

#evvivawoody

venerdì 18 maggio 2018

i pregiudizi che aiutano a crescere

Ieri ero ho fatto una lezione di arte. 
Ho distribuito il materiale e ho spiegato ai bambini:
- Potete creare assolutamente quello che volete: può somigliare a qualcosa o essere completamente astratto. Just have fun. Divertitevi".
La maestra dopo un po' passa tra i banchi e no, per lei non ci siamo:
- Ma insomma! Non mettete giù le cose a caso...fate un albero, un cuore, una casa...vi abbiamo dato tutte queste belle cose: siate creativi!

Oggi ho rifatto lo stesso progetto in un'altra classe. La maestra stavolta non ha partecipato alla lezione.
Tutti i lavori dei bambini, per me hanno il loro fascino in ogni caso, ma devo ammettere che i risultati finali di oggi avevano qualcosa in più a livello visivo, lo hanno notato tutti.
Mentre li mettevo ad asciugare, è arrivata la maestra di ieri.
- Sono meravigliosi! - ha esclamato.
E poi ha aggiunto a bassa voce:
- Questi sì che sono belli, quelli della mia classe erano spazzatura!
Ha detto proprio così, spazzatura.
Ecco, non importa che gli studenti l'abbiano sentita parlare in questo modo o no, un messaggio di questo tenore arriva forte e chiaro, sempre, tramite canali che non sono solo verbali.
Di sicuro lei pensa che le sia capitata una classe senza talento, ma la responsabilità è sua. E' palese in un caso come questo che se non ti senti apprezzato, non dai il massimo, specialmente a livello creativo.
E' stato fatto uno studio interessantissimo una volta (Rosenthal e Jacobson, 1968). Ad alcune maestre era stato fatto credere che alcuni bambini scelti a caso fossero speciali. Nel giro di pochi mesi quei bambini che non avevano nulla di speciale rispetto a tutti gli altri, hanno effettivamente raggiunto risultati migliori dei compagni.
La creatività ha bisogno di fiducia e di libertà.
I bambini per crescere bene hanno bisogno di fiducia e libertà. Di pregiudizi anche, certo, ma solo positivi.

domenica 13 maggio 2018

la festa della mamma

Il tramonto di un lunedì molto poco esaltante. È da un po' che faccio una vitaccia che non mi soddisfa. Studio come una matta (roba che non mi dà quello di cui avrei bisogno, ma che devo studiare per forza) fino all'una di notte ogni sera. Per di più ero stata male tutto il fine settimana. Li avevo abbandonati davanti alla televisione tutto il pomeriggio dopo scuola per studiare e recuperare quello che non avevo fatto mentre ero malata. Joe doveva andare a
camminare nel bosco con i boy-scout, Mr J ha avuto un contrattempo quella sera, così all'ultimo momento sono andata io. Mi sembrava una perdita di tempo, un ritardo sulla mia tabella di marcia e invece è stato l'unico momento significativo della mia giornata. Loro erano così contenti di essere all'aria aperta in quella luce stupenda, nella natura con i loro amichetti. Sulla strada verso casa ci ha sorpreso questo tramonto incredibile così, girando a caso per qualche minuto, ho trovato una piccola collina da cui guardarlo. C'eravamo solo noi. Appena siamo scesi dalla macchina, loro due hanno cominciato a correre e ad abbracciarsi. 
Felicità pura. 
Essere mamma è tutto questo. 
Alti altissimi e bassi bassissimi, ogni giorno anche più volte al giorno, come sulle montagne russe. È un'esperienza che non assomiglia a nient'altro e per cui non potrò mai essere riconoscente a sufficienza.

martedì 8 maggio 2018

lui 22 e io 49

Stasera abbiamo festeggiato il compleanno di Mr Johnson. Chiedo:
- Allora Joe, secondo te quanti anni compie tuo papà?
- 22.
- E io quanti anni ho?
- 49.

😥

domenica 6 maggio 2018

sì, possiamo chiamarlo eroe

Non so se in Italia sia arrivata questa notizia, ma alla fine del mese scorso, c'è stato un tentativo di mass shooting in un ristorante a Nashville.
Un tizio tira fuori un fucile semi automatico simile all'ormai famigerato AR15, quello usato nel liceo della Florida, e fa in tempo a uccidere quattro persone, ferirne altre quattro, prima che un cliente disarmato -una persona qualunque, non un membro delle forze dell'ordine in borghese- gli salti addosso e lo disarmi a mani nude salvando la vita a chissà quante persone e rischiando la sua.
Non solo. James Shaw Jr. è questo il nome di quello che nessuno ha esitato a definire eroe, appena tornato a casa ha aperto un GoFundMe che ha raccolto nel giro di poche ore oltre un centinaio di migliaia di dollari a favore delle famiglie dei sopravvissuti. Non solo. James Shaw Jr. intervistato dai principali organi di informazione, ha lanciato un messaggio positivo di cui questa società non potrebbe avere più bisogno, ripetendo all'infinito: non sono un eroe, chiunque nella stessa situazione avrebbe fatto lo stesso, siamo esseri umani, ci prendiamo cura l'uno dell'altro.
Peccato che non sia proprio così. Il poliziotto di guardia a Parkland ad esempio era armato eppure andò a mettersi al riparo, mentre il killer nel giro di sei minuti uccideva 17 persone fra studenti e insegnanti.
Come dicevo James Shaw Jr. è stato ospite in tutti i principali programmi, su tutti i mezzi di informazione americani e non solo per un paio di settimane oramai.
Chi è che non lo ha ancora chiamato e nemmeno nominato pubblicamente?
Trump. Trump che proprio un paio di giorni fa, era qui a Dallas al congresso dell'NRA a ripetere che ci vogliono più armi anche nelle scuole. Va da sé che James Shaw Jr. sia un gentiluomo di colore. Chiaramente un eroe, e per giunta nero, che dimostri per l'ennesima volta e nei fatti quanto sia sbagliato il famoso mantra della lobby delle armi che solo un buono armato può fermare un cattivo armato, non fa il suo gioco.


P.S. Per completezza: C'è anche un ulteriore lieto fine per il nostro eroe. Una giornalista ha aperto un GoFundMe anche per lui dove sono stati già donati più di 200 mila dollari. Ellen DeGeneres l'ha invitato nel suo show, lo ha intervistato lungamente, gli ha consegnato un altro grosso assegno sia per lui che per le famiglie delle vittime e gli ha anche fatto la sorpresa di presentargli il suo giocatore di basket preferito. Insomma, come si dice? Fai del bene...

giovedì 3 maggio 2018

mamme così

Tutte le mamme smettono di preparare la cena perché all'improvviso si rendono conto che le cose che stanno preparando hanno un colore stupendo, vero?


mercoledì 2 maggio 2018

la guerra dei johnson

A casa Johnson è in corso oramai da diverso tempo, un paio d'anni credo, la guerra del bucato. E' successo così: Mr. J ha osato criticare in diverse occasioni le mie (in)discutibili capacità di lavandaia e un bel giorno abbiamo deciso di comune accordo che le sue cose se le lava da solo. Recentemente, ho smesso anche di usare il cesto dei vestiti sporchi che avevamo in comune perché era perennemente strabordante. Comunione dei beni, divisione del bucato. Oggi aveva un qualche appuntamento speciale al lavoro credo e ieri sera si è fatto una lavatrice con un paio di pantaloni e due camicie. Non ho detto niente, ho alzato giusto un po' il sopracciglio. Stamattina arriva con la sua bella camicia nuova appena lavata e mi fa:
- Guarda che bella, non c'è nemmeno bisogno di stirarla!
- Stai scherzando?
- Ma no dai...sarà il materiale, me la vedo bene così, che dici? Posso andare?
No che non puoi andare!
E così mi sono offerta, anzi gli praticamente imposto, di stirargli quella camicia.
E niente stavolta mi ha fregato.
Ho perso miseramente la battaglia della psicologia inversa, ma non la guerra.
Non la guerra.

martedì 1 maggio 2018

fare o non fare

Strana questa malinconia di quando in Italia c'è qualche ricorrenza e qua no. E' come se tutti fossero a una festa, impegnatissimi a divertirsi e a stare insieme... tranne me. 
E non mi esalto troppo nemmeno quando c'é una festa qua e in Italia no. 

Devo essere io. 
O le feste. 
O il fatto che condividere è più importante di fare o non fare.