martedì 11 dicembre 2018

piccolo e grande al tempo stesso

Ero in fila al supermercato e davanti a me c'era un uomo dal viso sfigurato in modo orribile. La fila era lunga. Quelle situazioni in cui qualcuno fissa e qualcun altro guarda dall'altra parte. Ecco, il cassiere ha fatto un gesto che mi ha colpito. Di solito lui, le volte che l'ho visto almeno, dà l'impressione di uno che si fa molto i fatti propri, è chiaramente poco entusiasta del suo lavoro. Del resto è un ragazzo molto giovane e sveglio, bello oltretutto, è fuori luogo in quel posto. Comunque, cosa ha fatto? Semplicemente si è ritagliato un minuto per parlare con il signore sfigurato in modo normale. Credo gli abbia chiesto cosa mangiasse per cena o qualcosa del genere. E non solo questo, gli ha fatto il saluto, quello cool dei neri dove ci si toccano le mani. Il signore sfigurato ha sorriso e si è come sgonfiato, rilassato. E probabilmente è successo lo stesso a tutti noi che guardavamo la scena. Avevamo di nuovo di fronte una persona qualunque e non un mistero insolvibile, uno scherzo della natura da compatire. 
Chissà se si conoscevano o quale fosse la storia. Fatto sta che appena quelle due mani si sono toccate, è successo qualcosa di importante, piccolo e grande al tempo stesso.

martedì 4 dicembre 2018

...e la fiducia nell'umanità?

Capita anche a voi a volte di sentirvi diffidenti nei confronti del prossimo? A me purtroppo succede sempre più spesso di aspettarmi il peggio dagli altri e questo non mi piace. E' che ti guardi intorno, senti un sacco storie e poi un paio di esperienze negative magari le hai già avute e per qualche strano motivo, ti vengono in mente sempre prima di quelle positive. Però l'altro giorno mi è successa una cosa -anzi più di una, una vera e propria catena di eventi direi- che mi ha fatto riflettere, e molto.
Stavo avendo una giornata no, capita. Del resto, dopo una nottata insonne anche la minima scocciatura diventa una montagna da scalare. Visto che ero più o meno nei paraggi, per consolarmi decido di concedermi qualcosa di buono al supermercato italiano.
Oramai si trovano un po' tutti i prodotti italiani qui, ma c'è un unico supermercato che considero più o meno autentico e sono andata proprio lì. La nostalgia del cibo è una cosa seria per gli emigranti. Mi sento sempre meglio dopo che ci sono stata. Non è il mangiare, è l'atmosfera.
Insomma, faccio la mia spesa come sempre. Scambio due parole con la cassiera che vuole sapere cosa ci si fa con l'orzata. L'orzata, vorrei risponderle, ma lei ovviamente non sa cosa sia e ora che ci penso non lo so nemmeno io. Una conversazione di grande spessore. Un altro cliente si mette in fila dietro di me e automaticamente tiro fuori il portafogli, mah? Non trovo la carta di credito. Non può essere, ho appena fatto benzina! Può essere. Accidenti.
Le chiedo se può tenermi un attimo le buste mentre vado a controllare se per caso mi sia caduta in macchina.
Cerco meglio che posso ma, alla fine mi devo arrendere. Evidentemente l'ho persa. Deve essere successo quando l'ho tirata fuori per fare benzina. Non è la fine del mondo. Devo solo farla bloccare e farmi fare una copia. Anzi, sono quasi contenta perchè almeno ho venti dollari e posso pagare il panino e i cannoli da portare a casa, se sono fortunata magari anche la mia amata orzata.
Quando rientro, spiego che mi dispiace lasciare là la spesa, ma purtroppo ho perso la carta di credito. La cassiera sussurra brevemente quello che é successo al proprietario e lui senza tanti convenevoli (perché lui è cosí), le risponde senza guardarmi: "Dalle le sue buste, tornerà".
Mi vergogno a morte ad ammetterlo, ma mi è venuto da piangere. Ottanta dollari. Questa persona che odia i convenevoli, questa persona che non gestisce, come dicevamo una multinazionale, ma un supermercatino di quartiere, ha dato fiducia a me, una perfetta estranea che gli riportassi ottanta dollari, sono davvero tanti. Un gesto incredibile per un piccolo esercizio commerciale come quello o forse anche per uno grande.
In un momento storico in cui sembra che tutti siano portati all'ostilità di default, questa persona ha deliberatamente scelto di dare fiducia a una sconosciuta, come se fosse la cosa più naturale del mondo e senza nemmeno pensarci un secondo.
Non ero in pericolo, non ero affamata, non avevo bisogno di aiuto, ma lui ha accettato il rischio lo stesso. Mi piace pensare che non lo abbia visto come un rischio, che gli sia sembrato ovvio che tornassi. Quanti lo farebbero?
Questa storia natalizia di buoni sentimenti potrebbe finire benissimo qui, ma se per caso avete un pezzo di carbone al posto del cuore e continuate ancora a essere pessimisti e sospettosi nei confronti del prossimo, vi racconto anche quello che è successo dopo.
Sulla strada del ritorno, ho chiamato sia la scuola in cui ero stata sia il benzinaio che ha chiesto scrupolosamente a tutti i dipendenti, ma nessuno aveva trovato la mia carta. Così sono andata in banca e in cinque minuti di orologio, mi hanno risolto il problema. Grazie banca, fra l'altro.
Appena arrivata a casa, suona il telefono: è la banca. Figurati, mi sembrava troppo facile. E invece no, non c'era nessun problema con la nuova carta. Avevano chiamato solo per avvertirmi che qualcuno aveva appena riportato la mia vecchia carta in banca. Cioè qualcuno non solo l'ha trovata, ma per essere sicuro al 100% che tornasse al legittimo proprietario, la sottoscritta, si è preso perfino la briga di riportarla nella banca giusta.
A quel punto ero davvero senza parole. Sola con il mio enorme senso di riconoscenza e una rinnovata fiducia nell'umanità, pensavo agli ottanta dollari. E se il signore si fosse pentito? Se fosse preoccupato? Non potevo tornare a pagare prima di tre giorni, magari uno fa un gesto di slancio e poi se ne pente. Mi viene in mente di mandare un messaggio alla pagina Facebook del supermercatino per rassicurarlo che andrò a pagare il prima possibile. Non sono sicura che qualcuno lo leggerà, ma scrivo un messaggio carino in cui cerco di esprimere in un paio di righe quanto sia stato apprezzato il gesto.
Due minuti dopo, il commerciante, quello che non fa convenevoli mi risponde "Mi fa piacere che sia andato tutto bene, non c'è bisogno che torni. Puoi pagare per telefono". Non si smentisce mai lui.
Alla fine ognuno ha il suo carattere e il suo modo di fare, ma ci pensate a quanti episodi di questo tipo succedono ogni giorno in tutto il mondo? Non sono eventi spettacolari come lo schianto di un treno o il prossimo tweet di Trump, però capitano anche queste cose e molto più frequentemente di quanto si sia portati a pensare.
E' dall'altro giorno, da quando mi è successa questa cosa, che ci penso: anche quando sembra che vada tutto a rotoli da qualche parte c'è qualcuno che sta facendo qualcosa di stupendo per il semplice gusto di farlo, anche in questo preciso momento. Bello, no?