domenica 13 ottobre 2019

l'importanza del guardaroba

Questa settimana di vacanza, è stata davvero perfetta. Non sapevo nemmeno che esistesse il "fall break", che invenzione geniale. Ho letto, sono andata in giro e un paio di notti fa ho anche smesso di sognare di lavorare tutta la notte, evidentemente sto cominciando davvero a rilassarmi. Giusto in tempo per ricominciare tutto da capo domani.
C'è una mia amica che ha appena avuto un bambino e mi sta facendo riflettere e tornare in mente tante cose a cui non pensavo da anni.
Avevo dimenticato, ad esempio, che qualche mese dopo la nascita di Woody regalai quasi tutti i miei vestiti. Mia sorella mi chiedeva...ma sei sicura? Che cos'hanno che non va? Un unico difetto, però enorme: mi ricordavano la me stessa di quei mesi. E poi ho cominciato gradualmente a vestirmi di nero. Mi è sempre piaciuto il nero, ma in questi ultimi anni sono arrivata all'eccesso. L'estate scorsa, la valigia per l'Italia è stata un disastro, ho dimenticato un sacco di cose: era tutto nero, non ci capivo più niente.
E' che il nero è semplice, è rassicurante, ma -lo capisco ora- quello non era un vestirmi, era un coprirmi con la prima cosa che mi capitava sotto tiro.
La mia amica mi parlava del non sentirsi più se stessa, del sentirsi solo un mezzo di sopravvivenza per un altro essere umano. Sensazioni che non mi sono del tutto sconosciute, diciamo.
A volte guardo le donne senza figli e le ammiro, mi sembrano spesso più curate, più affascinanti, più giovani o più giovanili. Ma il tempo passa e i bambini crescono.
Così, questa settimana ho preso una decisione molto seria. Ho deciso che mi rifaccio il guardaroba. Basta, non mi vesto più di nero.
O almeno non solo di nero.
Accidenti già comincio a ritrattare.

martedì 8 ottobre 2019

il mio primo open carry

In Texas e in molti altri stati è legale presentarsi in pubblico con la pistola in bella vista, in una fondina attaccata alla cintura o ad armacollo, ma in tutti questi anni, fortunatamente, non ho mai visto nessuno andarsene poi veramente in giro così. Mi sono sempre chiesta che effetto mi avrebbe fatto. 
L'altro giorno eravamo al lago, in Oklahoma, in una spiaggetta che definirei per bambini visto che lo spazio era una conchetta recintata e l'acqua era piuttosto bassa. Arriva un bizzarro signore barbuto con uno strano cappellone, gli stivali anti alligatore e la tipica cravatta di cuoio dei cowboy. Somigliava un po' all'amico di Curious George, ma invece della scimmietta lui aveva un  maiale selvatico con il fiocchetto. Tutti i bambini sono subito usciti dall'acqua e gli sono corsi intorno. Come si chiama? Cosa mangia? Cosa fa? Mille domande. Il signore ha risposto brevemente, ma era scontroso, quasi infastidito. Con tutta una foresta a disposizione, se non hai voglia di parlare perchè te ne vai con un maiale infiocchettato in un posto che è pieno di bambini? 
Quando ci ha voltato le spalle ho notato che aveva una pistola in bella vista alla cintura.
Brividi. 
La prima persona che vedo indossare una pistola a vista è uno che ha tutta l'aria dello psicopatico. Sarà un caso.

lunedì 7 ottobre 2019

piccolo il mondo, grande il numero di studenti

Mi prendo la briga di fare diverse ore di strada e andare in un altro stato per raggiungere un rifugio in mezzo alla foresta con i cervi sotto alla finestra che neanche Biancaneve, solo per rilassarmi qualche giorno e staccare completamente dal lavoro. 
La prima sera vado a cena con la mia famiglia in un ristorante della zona e un tale mi si avvicina: "Scusi, lei insegna arte alla scuola Wonka?". E indica la figlia, una mia studentessa. Erano seduti proprio accanto a noi. 
Piccolo il mondo, grande il numero dei miei studenti.