giovedì 22 aprile 2021

il suo papà ha cambiato il mondo

Il processo per l'omicidio di George Floyd è stata un'esperienza molto pesante per tutti quelli che lo hanno seguito. Ha rinnovato i ricordi di un anno fa, lo sgomento, il senso di ingiustizia. 

Ci hanno sconvolto non solo i terribili video o i pareri tecnici di medici e membri delle forze dell'ordine, ma soprattutto le testimonianze di chi quel giorno passava di là per caso e ha assistito a un atto di una brutalità inaudita. Ha testimoniato perfino un bambino. Il cassiere che non ha superato il senso di colpa per aver chiamato la polizia. Un anziano che ha raccontato fra i singhiozzi che quel giorno si era fermato a dare un'occhiata per pura curiosità. Darnella Frazier, la ragazza minorenne che ha avuto la prontezza di girare quel famigerato video che ha permesso a tutto il mondo di sapere come sono andati i fatti e ancora non ci dorme la notte perchè -dice- potevano esserci suo padre o suo fratello al posto del signor Floyd e lei non è riuscita a fare di più.
Alcuni se ne accorgono, altri no, ma queste cose hanno ripercussioni reali sulla vita di tutti.
Ieri, quando ho saputo che Derek Chauvin era stato giudicato colpevole di tutti e tre i capi di imputazione, ho pianto. Ho spiegato a Joe e Woody che mi guardavano perplessi che forse grazie a questo verdetto il mondo sarà un posto un pochettino più giusto quando loro cresceranno. La mia amica nera giustamente dice 'io non festeggio un bel niente, George Floyd è morto, tanti altri sono morti e i miei figli sono ancora in pericolo'. Vi ho già raccontato dell'amichetto di Joe, dieci anni. Un giorno non è riuscito a uscire a giocare perchè era troppo preoccupato che l'assassino di George Floyd non venisse condannato. E' che i poliziotti non vengono mai condannati in questo paese e lo capisce anche un bambino che in un caso del genere con tutte le prove e le testimonianze che c'erano, sarebbe stato inconcepibile, insopportabile.
E infatti, questa volta, giustizia almeno in parte, è stata fatta.
Riflettiamoci però: per condannare un poliziotto bianco che uccide a sangue freddo un cittadino nero ci vogliono numerosi testimoni oculari e addirittura diversi video che mostrano senza nessun dubbio l'accaduto da più punti di vista. Quanti altri casi sono stati e saranno insabbiati in assenza di queste condizioni processuali ideali?
Quello di George Floyd è stato un caso eccezionale sotto tanti punti di vista, ma la giustizia vera non è questa.
Se ci fosse giustizia innanzitutto il signor Floyd non sarebbe morto per aver cercato di usare un biglietto da venti falso e se ci fosse giustizia, lo stesso giorno in cui il suo assassino è stato condannato la sedicenne Ma’Khia Bryant non sarebbe stata freddata per aver impugnato un coltello durante una rissa dalla polizia che lei stessa aveva chiamato.
L'anno scorso quando è scoppiato il caso Floyd tutti quelli che conosco hanno detto o postato qualcosa a riguardo. Siamo andati alle manifestazioni, abbiamo espresso rabbia e solidarietà, abbiamo discusso fino allo sfinimento. E ricordiamoci che prima di questo caso ben pochi proclamavano di supportare Black Lives Matter ad alta voce, era ancora considerato un movimento estremista. Il cambiamento di rotta fu radicale.
A distanza di un anno, senza essere più in lockdown, l'atmosfera generale è decisamente cambiata. Le persone che l'anno scorso si indignavano sui social e andavano alle manifestazioni, quest'anno postano le foto delle prime vacanze dopo il vaccino. Però io dei timidi cambiamenti li vedo lo stesso.
Ci sono state tante aziende, quasi tutte suppongo, che l'anno scorso hanno annunciato maggiore impegno contro il razzismo e poi di fatto non hanno cambiato nulla del loro modo di fare. Altre però (qualunque sia il motivo) hanno sul serio cominciato ad assumere persone provenienti da culture diverse e a farsene vanto anche. Conosco personalmente qualcuno che trovandosi nella posizione di assumere, ha ricevuto la chiara istruzione, a parità di competenze, di dare la precedenza al candidato appartenente a una qualche minoranza discriminata. Conosco uomini bianchi che hanno perso dei lavori per questo motivo o che sono stati messi dietro le quinte perchè le loro aziende preferivano farsi rappresentare da altri. Questa, in qualunque modo la si voglia valutare, è una novità.
Un mio amico, ad esempio, ha un nuovo collega di colore che sta avendo delle difficoltà. Mi ha raccontato che un paio d'anni fa questa persona sarebbe stata semplicemente licenziata o forse nemmeno assunta, ora no. Ora, dopo aver fatto corsi e laboratori sull'inclusione, si ritiene giusto nella sua azienda dare a questa persona le risorse per migliorare. Non ovunque, ma almeno in questo luogo di lavoro e di sicuro in tanti altri, è passato finalmente il messaggio che il razzismo sistematico si riflette sulla vita delle persone in tantissimi modi impedendo a volte ad alcuni anche di compiere il proprio lavoro al massimo delle proprie abilità. Al giorno d'oggi di fronte a una persona che di sicuro è sempre stata penalizzata dal sistema scolastico e dal pregiudizio culturale in genere, la risposta delle aziende che ambiscono alla leadership nel proprio settore non può essere il licenziamento, ma al contrario la tutela e la solidarietà.
Volevo raccontarvi come io sto vivendo qui la notizia di questo verdetto perchè le cose sono sempre più ramificate e collegate fra loro di quello che può apparire a un primo sguardo. Come al solito, più ci si immerge nelle situazioni e più emergono le contraddizioni e gli elementi di complessità.
Tutto è in rapido divenire in negativo, ma anche in positivo. E' impossibile semplificare, ma trovo che abbia senza dubbio ragione la piccola Gianna, la figlia di George Floyd quando dice che il suo papà ha cambiato il mondo.

martedì 20 aprile 2021

innamorarsi di nuovo del domani

Vi stavo raccontando passo passo e con grande divertimento 

(nelle storie su Instagram --> @nonsisamai --> cerchietto 'house hunting'  e in questo post qua sotto) 

come stava andando la ricerca della nuova casa e poi di colpo, ho smesso. 

E' che da un momento all'altro la vita ha cominciato a correre e non sono più stata capace di tener dietro al racconto. Troppe emozioni e troppi avvenimenti.

Avevamo già perso due case offrendo molto più del prezzo richiesto e cominciavamo a sentire storie di amici e conoscenti che ne avevano perse anche molte di più prima che una loro offerta venisse accettata. Siamo entrati in quell'ottica di tempi lunghi (certo, brevissimi rispetto a quelli italiani) anche noi anche perchè eravamo partiti con una ricerca a tutto campo e invece dopo aver esplorato un po' abbiamo capito di voler andare a vivere in un piccolo quadratino sulla mappa.

Poi è cominciata una settimana molto impegnativa. Brutte notizie dall'Italia e anche da qui, un momento faticoso e complicato che non è affatto finito.

Gli americani hanno un'espressione perfetta in questi casi, emotional roller-coaster, le montagne russe emotive. Ecco, le mie giornate in questo periodo sono un su e giù senza soluzione di continuità.

E' andata così.

Quel pomeriggio ci saremmo dovuti incontrare con il migliore amico di Joe, ma la sua mamma cancellò l'appuntamento per un motivo di quelli che si fanno ricordare: "Mi spiace, ma gli è venuta l'ansia che l'assassino di George Floyd non venga condannato, non se la sente di giocare". E come biasimarlo? Lo capisce anche un bambino di dieci anni che sarebbe inaccettabile. In quei giorni era un bombardamento di notizie scioccanti dal processo, doveva aver sentito qualcosa di troppo, povero piccolo. Per di più quel giorno cadeva anche il primo anniversario della morte della mia adorata Ragazzina Pimpante (il mio cane) non mi dispiaceva l'idea di starmene per conto mio. All'improvviso però sul sito della nostra agenzia immobiliare apparve una casa che sembrava perfetta. Mi colpì tantissimo per vari motivi cosi decidemmo di andare a vederla subito. Amore a prima vista. Abbiamo fatto l'offerta più alta che potevamo immediatamente. Siamo stati un po' folli forse, ma non abbiamo avuto nessun dubbio. Mentre andavamo via abbiamo intravisto, seduti su una panchina nel parco di fronte, i proprietari della casa, una coppia di sessantenni che era uscita in fretta e furia per permetterci quella visita improvvisata all'ultimo momento. Ci siamo scambiati giusto un piccolo un sorriso, ma a noi piace pensare che ci sia stata una simpatia, che ci abbiano osservato da lontano da quella panchina e che forse gli sia andata a genio l'idea che la loro casa andasse proprio a una famiglia come la nostra, una famiglia che doveva somigliare tanto alla loro una ventina di anni prima quando fecero lo stesso passo. E' che hanno preso una decisione che non ha molto senso dal punto di vista economico: la mattina successiva hanno accettato la nostra offerta senza mostrare la casa a nessun altro.

Ci trasferiamo a un quarto d'ora di strada, ma questo sarà comunque un cambio di vita notevole per tutti noi. Abbiamo già cominciato a impacchettare tutto e fra un paio di settimane ci sarà il trasloco vero e proprio.

Non ho foto della nuova casa da mostrarvi, però è tutto terribilmente evocativo, proprio come piace a me. Vado a vivere a Collina di Fiori nella casa di Legno Color Té blu.

Avete presente quella sensazione di quando tutti i pezzi combaciano? E le famose farfalle nello stomaco, anche quelle. E' molto simile all'inizio di una storia d'amore, specialmente in questo momento storico, dopo più di un anno di isolamento, di incertezza. Innamorarsi di nuovo della vita, del domani.

L'unico enorme neo è che oltre alla gioia per una vita, la nostra, che finalmente sta ripartendo c'è la preoccupazione immensa per i miei cari che sono ancora in grande difficoltà dall'altra parte del mondo.

Tanti avvenimenti importanti, tante coincidenze, tante emozioni contrastanti. Siamo a un punto di svolta.

mercoledì 14 aprile 2021

il razzismo televisivo italiano

Ogni volta che torno in Italia vedo episodi di intolleranza di ogni tipo, cose che qui in quello che viene definito universalmente uno dei paesi più razzisti del mondo, non esistono da tantissimi anni. Quando lo faccio notare di solito le persone, anche quelle in teoria più progressiste o quelle più colte

o quelle che mi dicono "ma come fai a vivere in America con il razzismo che c'è?"
si offendono e mi dicono che sono 'diventata americana'. Succede tutte le volte. Pian piano però continuando a ragionarci finiamo puntualmente per essere tutti più o meno d'accordo per fortuna. È che in Italia di tante cose non si è mai parlato.
Siamo cresciuti con l'idea malsana che 'siamo tutti uguali' e solo ora capiamo che questo far finta di essere tutti 'uguali' serviva più che altro a placare i sensi di colpa continuando a ignorare il punto di vista di chi è in minoranza.
Ci sono stati tanti brutti episodi di razzismo sulla televisione italiana in queste ultime settimane. Episodi gravissimi. Ho visto Michelle Hunziker e Gerry Scotti, ad esempio, prendere in giro gli asiatici a Striscia La Notizia (qui). Non ditemi 'ma io quei programmi non li guardo', non è questo il punto.
Mi è capitata davanti agli occhi quella scena e per prima cosa mi sono chiesta chissà quanti fra quelli che guardano quel programma sanno che il gesto di stirarsi la palpebra e parlare con la L è offensivo.
Ho ascoltato un'attivista afrodiscendente dire di non avere mai sentito i propri genitori lamentarsi del razzismo in Italia negli anni Ottanta e Novanta e mi è venuto in mente, fatte le dovute distinzioni, che anche io non ho mai sentito i miei genitori pugliesi emigrati a Milano negli anni Settanta lamentarsi di niente, anzi hanno sempre detto solo cose buone dei milanesi.
Chiaramente il razzismo c'era allora come oggi. Forse i nostri genitori stavano cercando di proteggerci quando ci dicevano quelle cose oppure davvero non vedevano, non saprei.
Non sono gli unici comunque. Sapete cosa mi è venuto in mente anche? Quanto io stessa abbia affermato più volte soprattutto nei miei primi viaggi all'estero tanti anni fa, che non è vero che in Italia ci sia un problema di maschilismo. E come mi infervoravo! Mi sembrava impossibile che delle 'brave persone' come le mie figure maschili di riferimento potessero anche portare avanti comportamenti sessisti. E invece no. In qualche momento tutti abbiamo avuto (e avremo) delle defaillance in questo senso, non si tratta di essere brave o cattive persone.
Le "brave persone" sono semplicemente quelle che non appena capiscono di aver offeso qualcuno, si fermano, riflettono e cambiano rotta.
Tra l'altro ho avuto fantastici esempi in famiglia di persone che hanno cambiato completamente idea su tante cose (dal razzismo all'omofobia) anche in età molto avanzata e senza avere una grande cultura alle spalle. Non mi si dica che non si può cambiare una certa mentalità.
Insomma, tutto questo per dire che quando si vive all'interno di certi meccanismi, certi privilegi e stereotipi per tutta la vita, ci vuole una notevole apertura mentale sia per rendersi conto di avere un qualche comportamento discriminatorio sia di essere vittime di una discriminazione.
L'unica arma che abbiamo è ascoltare chi ci fa notare le problematicità che ci circondano e parlare di tutto questo senza stancarci mai, con calma e possibilmente senza attribuirci giudizi morali, riconoscendo che brucia parecchio essere colti in flagrante (sapeste quante volte mi è successo), ma senza scatenare la propria frustrazione su chi ce lo fa notare. Al contrario, ringraziare sempre chi gentilmente ci fa notare un errore inconsapevole perchè di fatto ci permette di migliorare.
E' così che si cresce come individui e come società.

sabato 3 aprile 2021

del mercato immobiliare texano e dell'amicizia

Quando abbiamo cominciato a cercare casa e tutto ancora sembrava relativamente semplice, si è visto che le case più belle e meno care erano lontano da dove vivono i nostri amici. Loro vivono tutti sparsi nel Metroplex e noi qui al momento siamo un po' nel mezzo. 

Ci piace essere nel mezzo, ma ci piace anche cambiare ogni tanto.

La decisione era di quelle difficili. Una persona me lo ha chiesto direttamente: preferisci una casa più bella lontano o una meno bella vicino ai tuoi amici?
Che domanda!
In realtà, quello che ho cominciato a chiedermi seriamente a quel punto è: ma io ce li ho ancora degli amici? Perché è da un anno che non vedo quasi nessuno. Ho degli amici nuovi, quello sì. Ma non eravamo così vicini prima della pandemia, lo saremo ancora dopo?
Forse ci siamo uniti nella disperazione. O forse è stata solo una buona occasione per conoscerci meglio. Che gran casino. 
Poi sono arrivati i vaccini e tutto si è immediatamente chiarito.
Uno dei primissimi giorni dopo aver ricevuto il vaccino mentre facevo una passeggiata, ho incontrato per caso una cara amica. In questi mesi il suo comportamento mi ha creato grandi perplessità. Ci scambiavamo dei messaggi un po' superficiali, ma affettuosi. Il fatto è che appena accennavo alla possibilità di incontrarci (all'aperto, con la mascherina, per carità) la comunicazione si interrompeva di botto. Poi magari mi lasciava dei dolci davanti alla porta e scappava, ma non ci vedevamo, non parlavamo.
Quando ci siamo riviste da vaccinate, ho capito.
Mi ha raccontato la paura che ha avuto in questi mesi, quanto fosse in pericolo per il tipo di vita che stava facendo. "Non so come non me lo sia preso", mi ha detto. Insomma, credo che stesse semplicemente a modo suo, cercando di proteggermi. Situazioni simili si sono ripetute con altri amici. Grandi sfoghi, grande commozione. 
La pandemia, la tempesta invernale che ha sommato trauma al trauma. Ognuno si è chiuso in se stesso per resistere. Però siamo qua, siamo sopravvissuti, non dobbiamo più avere paura gli uni degli altri. Finalmente.
Ma proprio quando ho capito di avere ancora degli amici, ho capito anche che la decisione sulla casa, non dipende del tutto dalla nostra volontà. Nel senso che le case sono poche, i compratori tantissimi, accaparrarsene una è molto più difficile di quanto avremmo mai potuto immaginare. Certo, abbiamo fatto una selezione geografica e di budget, ma dove andremo in parte lo deciderà il caso.
[---> Il motivo per cui c'è tutta questa richiesta di case è che molte società importanti si sono trasferite in zona, i loro lavoratori hanno deciso di venire a vivere in Texas e il mercato immobiliare ovviamente ne sta risentendo parecchio]
A un certo punto avevamo anche trovato la casa dei sogni, per dire.  Era quella attaccata ai sentieri che portano nei boschi. Ci piaceva così tanto che abbiamo offerto 50 mila dollari oltre il prezzo e nonostante ciò l'abbiamo persa. Hanno ricevuto 34 offerte nel giro di un paio di giorni. Ha vinto chi ha offerto 70 mila dollari in più e tutto in contanti. 
Ma noi non ci scoraggiamo e continuiamo a cercare. Prima o poi ce la faremo. Oppure no e rimarremo dove siamo perché alla fine possiamo anche lasciare tutto com'è. É una fase emozionante e anche (abbastanza) divertente. Una di quelle poche volte in cui sai di essere a una svolta, ma non senti l'ansia.
Insomma, dopo un anno come quello che abbiamo passato, direi che tante preoccupazioni si sono decisamente ridimensionate.



P.S. Ho pubblicato tante storie sulle cose incredibili che troviamo nelle case in vendita. Sono in evidenza su Instagram (qui).

lunedì 29 marzo 2021

giovani eroi del guatemala

È successa una cosa un po' strana ieri.

Un vicino ci ha suonato alla porta perché aveva comprato un trampolino per la figlia e non aveva idea di come istallarlo. Ha visto il nostro e ha pensato che potessimo aiutarlo. In realtà non si è rivolto a me, ma solo a Mr J ché sono questioni da uomini forzuti queste.
Mr J è andato ad aiutarlo, ma non tornava più.
Il giovane papà del Guatemala non aveva la minima idea di come fare quel lavoro. Dopo un'oretta, Mr J si è accorto che gli mancavano dei pezzi e lo ha mandato a comprarli. Siccome non parla inglese gli ha dato il bullone in mano. "Gli fai vedere questo e te ne fai dare tot". Visto che tardava, Mr J è uscito a fare altre cose.
Il vicino è tornato e mi ha chiesto il suo numero di telefono, ché sono questioni da uomini
forzuti queste. Glielo ho detto in spagnolo, ma non riusciva a trovare i numeri nemmeno in spagnolo.
Ha fatto digitare a me.
Ecco, ho il forte sospetto che sia analfabeta anche nella sua lingua.
Hanno lavorato per almeno un paio d'ore.
La bimba era impaziente, ma alla fine sono riusciti a montare il trampolino.
A quel punto è successa la cosa più triste del mondo.
Il vicino ha insistito per pagare Mr J.
Dieci dollari.
Ha insistito così tanto dicendo che doveva pagare "per se stesso" che alla fine Mr J con il cuore a pezzi ha accettato i soldi.
Noi siamo rimasti lì con questi stupidi dieci dollari in mano a pensare a questa famiglia stupenda. A quei giovani genitori che senza *letteralmente* sapere né leggere né scrivere sono riusciti a affittare una casetta qui nei suburbi dopo essere stati nel ghetto per sei anni. E sono così contenti.
Ora la loro bambina ha perfino un trampolino tutto per sé, l'emblema della middle-class americana.
Anche se non sanno leggere le istruzioni e reputano inconcepibile che un vicino texano bianco li aiuti per gentilezza, senza voler niente in cambio.
Nonostante tutti i risultati che hanno raggiunto ancora oggi e forse per sempre, per loro sarà tutto in salita.
Questi sono eroi, altroché.

mercoledì 17 marzo 2021

è giusto avere dubbi sui vaccini

Sapete che anch'io che ho sempre creduto all'efficacia dei vaccini, ho avuto un momento di dubbio una volta?

Woody aveva tre mesi. Lo portai a fare i suoi vaccini. Fece la cacca proprio nello studio del medico prima della puntura e poi praticamente mai più per settimane, forse un paio di mesi.

Lui stava benissimo, ma non poteva non allarmarmi un cambiamento così grande e repentino.
Ai miei occhi, c'era una correlazione logica: subito dopo aver fatto quella puntura, ha smesso di fare la cacca.
La pediatra disse che non c'era nessuna correlazione e che era tutto perfettamente normale. Una seconda pediatra disse la stessa cosa. Google confermò.
E potete fare una ricerca anche voi se volete. È una cosa che può succedere ai neonati. Il latte materno è così nutriente che il corpo del bambino lo assorbe quasi completamente.
Sapete cosa è successo? Niente.
I medici avevano ragione.
È stato un caso, un puro caso, il vaccino non aveva nulla a che vedere con quello che è successo subito dopo. Avrebbe potuto smettere di fare la cacca in qualunque momento.
Per dire che io capisco i dubbi, è giusto toglierseli, fare mille domande e poi ascoltare quello che la scienza risponde.
Altrimenti che senso ha fare le domande, no? 😃

domenica 14 marzo 2021

il senso di sollievo

Oggi vengono a cena i nostri carissimi amici, due dei pochissimi senza i quali non so cosa avremmo fatto in questi mesi.

Il fatto è.

Per la prima volta non abbiamo dovuto rimandare perché si è messo a piovere e forse non possiamo stare all'aperto.
Per la prima volta, ci rivedremo e saremo tutti vaccinati.
Per la prima volta ci riabbracceremo. È da ieri che ho una specie di magone quando ci penso.
È un'emozione enorme, quasi un sogno ad occhi aperti.
È cambiato tutto così in fretta. È abbastanza incredibile.
Spero succeda lo stesso in Italia.
Solo allora il senso di sollievo sarà completo.

venerdì 12 marzo 2021

sull'intervista di oprah a meghan

Dubito che al mondo esista un tema più lontano da questo blog di quello dei reali inglesi. Non hanno mai esercitato alcun fascino nei miei confronti e mai me ne sono occupata. 

Il motivo per cui ho deciso di dedicare qualche riga a questo argomento è che da quando è andata in onda la famosa intervista di Oprah a Meghan Markle, non ho potuto fare a meno di notare l'abissale differenza fra la reazione dei media e del pubblico italiani e quelli americani.

In Italia mi sembra che si parli molto di messa in scena, di confezione, ma non dei temi nella loro sostanza. Vedo una tendenza all'ironia facile e una banalizzazione pericolosissima di argomenti che vanno ben al di là del singolo caso e che toccano tutti noi, come la salute mentale, il razzismo, il femminismo e il classismo. 

Bisogna stare attenti a come si trattano certi argomenti. Come si sentiranno le persone comuni alle prese a loro modo con le stesse identiche dinamiche?

Dopo aver letto certi commenti e articoli, l'ho guardata l'intervista e certo anch'io ho pensato che Meghan mentisse spudoratamente quando ha affermato di non aver mai cercato Principe Harry su Google, ma a parte questo, i suoi argomenti mi sono sembrati logici e consequenziali, perfettamente credibili e in gran parte anche verificabili. 

Può darsi che abbia fatto degli errori nella vita? Che siano vere alcune voci su di lei? Certo, ma cominciamo a mettere in chiaro una cosa che dovrebbe essere ovvia: non bisogna essere infallibili per essere vittime di abusi ed essere creduti.

I temi dell'intervista rilasciata a Oprah sono poi grossomodo simili a quelli toccati dalla famosa intervista di Diana alla BBC nel 1995. Evidentemente, c'è un elemento di disagio intergenerazionale all'interno della famiglia reale, anche se ci sono delle differenze che saltano all'occhio. 

Diana era completamente sola contro tutti, Meghan invece può contare sull'appoggio di un elemento di rilievo della stessa famiglia reale, il marito. Tanti di quelli che oggi danno addosso a Meghan lo fanno mettendola in contrasto con l'alta statura morale che attribuiscono a Diana, ma anche nel '95 l'opinione pubblica si divise. Ci fu chi accusò Diana di remare contro la sua stessa famiglia e di non essere all'altezza di quel ruolo. Poi successe che Diana morì, e morì nel modo che tutti sappiamo fornendo suo malgrado in qualche modo una ulteriore prova dei rischi a cui quel tipo di vita la esponeva. E' innegabile che nella percezione dell'opinione pubblica mondiale da quel momento sia diventata una sorta di santa. 

Ho trovato di cattivo gusto le allusioni che ho letto sulla stampa italiana al fatto che Harry abbia incontrato una donna matura, divorziata che gli ricordava la madre e si sia fatto manipolare. Può essere, ma chi lo sa? E' così comune quando si cresce in un certo ambiente, incontrare prima o poi qualcuno che viene da un'altra parte e ti fa notare cose che tu avevi sempre dato per scontate. Non vi è mai successo? Perchè bisogna sempre cadere nella psicologia spicciola o ancora peggio nella retorica della donna strega ammaliatrice che manipola il povero angelico principe con le armi della seduzione? Magari Harry prima o poi avrebbe capito lo stesso, parlandone con qualcun altro, che certi meccanismi della sua famiglia non sono proprio sani o normali.

Mi sembra ovvia e comprensibile la loro decisione di allontanarsi da quell'ambiente tossico. Oltretutto, non bisogna dimenticare che nel caso di Meghan l'intersezionalità è davvero drammatica: oltre al sessismo, al classismo e alla stigmatizzazione dei suoi disturbi psicologici, deve vedersela anche con il razzismo. Tutto questo la mette in una posizione di disagio praticamente unica nella storia della monarchia britannica. 

Ho notato in questi giorni anche un grande snobismo nel dire che gli americani sono dalla parte di Meghan. C'è sempre in chi dice queste cose, un sottinteso di superiorità storica e culturale che non mi piace. 

Certo, qui negli Stati Uniti non c'è mai stata la monarchia, però non dovrebbe essere difficile nel 2021 capire che il fatto in sè che esista una famiglia magicamente designata in base a un criterio che è ereditario e in nessun modo basato sul merito, a vivere al di sopra del popolo per sempre, non ha molto senso. 

Quello del cosiddetto sangue blu è un concetto intrinsecamente basato sulla disuguaglianza e sul razzismo. Il fatto che sia stato normalizzato nei secoli non lo rende meno sbagliato.

Provate a dare un'occhiata all'articolo citato da Oprah durante l'intervista, quello su BuzzFeed che confronta l'atteggiamento della stampa verso Meghan e Kate nelle stesse identiche circostanze (qui). C'è una comprovata disparità di trattamento e chi ha visto l'intervista si ricorderà la battuta prontissima di Meghan sul toast all'avocado. 

A me sembra, e ne sono molto felice, che qui negli Stati Uniti su certe cose non si scherzi.

Avete mai ragionato, ad esempio, sul fatto che il principe Andrea, il figlio della regina in persona è stato accusato di reati penali gravissimi, fra cui la pedofilia, ma quasi nessuno lo sa o ne parla? Che società è una che fa passare sotto silenzio la pedofilia, ma si accanisce contro una mamma che si accarezza 'troppo' il pancione o vuole profumare la cappella in cui va a sposarsi? 

E' un'arrampicatrice sociale (già il termine...), aveva un'età, sapeva a cosa andava incontro.... Ne siamo sicuri? Chi mai si aspetterebbe una cosa simile? 

Pensate a questo.

Voi cosa direste a un'amica che vi chiama e vi dice che dopo il matrimonio, la famiglia del marito le ha sequestrato le chiavi, i soldi, il passaporto e l'ha chiusa in casa per 4 mesi? Che non può nemmeno mettere il naso fuori di casa senza chiedere il permesso? Cosa le direste se vi dicesse che in questa situazione si trova ad avere continue fantasie di suicidio e che le impediscono di rivolgersi a uno specialista?

Io le direi di scappare più lontano possibile da quella famiglia.  

Quelle emerse dall'intervista di Oprah sono circostanze familiari drammatiche e lo sarebbero a tutti i livelli della società. 

La ricchezza non giustifica l'abuso e la privazione della libertà personale in un castello e neppure in una baracca. Su questo non devono e non possono esserci titubanze e distinguo. 

La colpa di Meghan forse è quella di costringere la società occidentale a guardarsi allo specchio. 

martedì 9 marzo 2021

quella luce ora

 Questa è una di quelle cose che al momento mi lasciano senza parole.

E' passato oramai qualche giorno da quando abbiamo perso il nostro amato 'real life Snoopy' eppure sembra così irreale dopo tutti questi anni insieme.

C'è una frase di James Baldwin che mi è stata di conforto al momento dei saluti, un momento che di fatto è durato diversi mesi. Esprime un concetto che va ben al di là di questa esperienza particolare e che è poi per me il senso stesso della vita e di tutto.  



Mr. Boomer  2006? - 2021

"I’m aware, you know, that I and the people I love may perish in the morning. I know that. But there’s light on our faces now."

                                               - James Baldwin  

giovedì 4 marzo 2021

in texas la pandemia è ufficialmente finita

Ieri Greg Abbott, il governatore del Texas, ha deciso che qui la pandemia è ufficialmente finita e ha sollevato la cittadinanza dall'obbligo di indossare la mascherina.

È una decisione sconcertante per molti motivi.
I numeri stavano cominciando a migliorare. La campagna di vaccinazione sta andando bene.
Gli scienziati della University of Texas hanno affermato che Dallas potrebbe raggiungere l'immunità di gregge a giugno (giugno, non fra due anni).
Le mascherine - è dimostrato - funzionano, proteggono, salvano vite.
E allora perché mollare il colpo ora?
Per riaprire l'economia, dice.
Ma se ti ammali o se hai paura di ammalarti, probabilmente eviti di andare in mezzo alla gente a spendere e fare girare l'economia, no?
Non capisco davvero la logica.
E poi qui dovete sapere che era già tutto aperto. I cinema, i ristoranti, le palestre, le scuole...con l'unica accortezza di indossare una mascherina.
Questo, tra l'altro, è un déjà vu dei peggiori. L'anno scorso in primavera la nostra situazione era grossomodo sotto controllo quando Abbott i primi di maggio all'improvviso sorprese tutti con la decisione di riaprire. L'estate successiva ne pagammo le conseguenze. Mentre in Europa ci si godeva una sorta di provvisorio ritorno alla normalità, qui navigavamo a vista nel mezzo di una catastrofe che probabilmente si sarebbe potuta evitare.
Ora sta succedendo la stessa cosa ed è surreale.
Perfino i gestori dei ristoranti e delle varie attività si stanno lamentando perché ora toccherà solo a loro, se vorranno, fare rispettare l'obbligo di mascherina a gente che non l'ha mai voluta e che a questo punto si sente anche nel giusto. Ogni scuola, ogni negozio, ogni palestra potrà decidere per sé.
E il problema non si ferma al Texas. Sono già ben 13 gli Stati senza obbligo di mascherina, il Texas ha fatto più scalpore solo perché è il più grande.
Dicono "statevene a casa" oppure "nessuno vi impedisce di coprirvi la faccia se vi va" dimostrando allo stesso tempo egoismo e ignoranza fuori dal comune. Le mascherine funzionano se tutti le usano.
È bello in queste ore leggere i numerosi comunicati di tutte quelle attività che mettono subito in chiaro che nonostante gli ordini di Abbott, per quanto li riguarda non ci saranno cambiamenti, ma è palese che la situazione ora sarà più complicata e frammentaria.
E poi c'è un'altra cosa.
Da quando è iniziata la pandemia, ogni volta che le cose vengono affidate al buon senso dei singoli, non so voi, io tremo.

giovedì 25 febbraio 2021

e questo è il motivo per cui Joe e Woody oggi indossano pantaloni identici

Per il mio terzo compleanno, i miei genitori mi regalarono la mia prima bicicletta. Era stupenda. La ricordo come fosse ieri. Intanto era blu, il mio colore preferito, e poi era pure metallizzata quindi dal mio punto di vista era non solo blu, ma aveva anche le "stelline". Ricordo il piacere di perdermi guardando quella vernice luccicante in cui vedevo galassie e pianeti, mondi lontani. Un sogno. Quando la biciclettina blu


divenne troppo piccola per me, venne passata a mia sorella. Normale, certo, anche se in realtà fu un evento di una certa portata nella mia infanzia. In famiglia, si fece un gran parlare della biciclettina che in poche parole, doveva farsi irriconoscibile. Mio padre si prese addirittura la briga di ridipingerla del colore preferito di mia sorella, aggiunse il cestino, un campanello nuovo credo: doveva tornare nuova o più che altro doveva essere diversa.

Quando Joe aveva più o meno tre anni, gli comprammo una bici. Non era un'occasione speciale. La trovammo usata a un garage sale. Quando fu troppo piccola, comprammo un'altra bici usata a un altro garage sale e passammo quella lì a Woody.
Non esitai un secondo, non vidi nessun tipo di dramma o dilemma. Anzi, in quell'occasione mi tornò in mente l'episodio della biciclettina blu e pensai "era proprio un altro mondo, un'altra mentalità".
Tempo fa ho comprato un bel po' di vestiti nuovi per Joe e giusto un paio di cosine per Woody che ha ereditato tutto il guardaroba dal fratello. Nessuno dei due ha mai dimostrato un apprezzamento particolare per i vestiti.
Eppure successe una cosa che non dimenticherò mai.
Qualche giorno dopo dal nulla Woody, con degli occhi enormi, occhi che chiedono per sapere, mi fece una domanda. :
- Perché compri sempre tante cose per Joe e per me no?
Che alle mie orecchie suonò come:
- Vuoi più bene a lui?
Un'epifania.
E questo è il motivo per cui Joe e Woody oggi indossano pantaloni
identici. Li stavo comprando per Joe che ne ha bisogno, ero di fretta, quando all'improvviso mi sono ricordata quella domanda e ho tirato su anche una taglia più piccola. E' vero che quella domanda ci ha dato il modo di chiarirci e di spiegarci, di dirci che gli oggetti sono solo oggetti, che hanno una funzione e non c'è bisogno di comprarli se non servono, ma stavolta doveva andare così.
Finalmente ho capito i miei genitori e la loro ansia da "riciclo". E no, non è un altro mondo, non è un'altra mentalità. Certi sentimenti, certe rivalità, certi sensi di colpa sono universali e non vanno mai ignorati. Penso sia fantastico che il piccolo Woody si sia sentito libero di esprimere la sua perplessità.
Più passano gli anni e più mi rendo conto di quanto miei genitori non abbiano mai lasciato nulla al caso nelle piccole cose come nelle grandi. Non so come potrei mai barcamenarmi nella vita senza aver avuto il loro esempio.

lunedì 22 febbraio 2021

dove sono


In questo periodo sono sempre più spesso su Instagram e Facebook, specialmente nelle stories.

Ho pochissimo tempo per scrivere e forse anche poca voglia di fermarmi a fare il punto della situazione. Con le immagini è tutto più semplice, in un certo senso, parlano da sole. E poi ho dei giganteschi problemi con l'algoritmo di Facebook che a volte nasconde i post. Qui oramai penso ci passino ben pochi affezionati.

Ho raccontato dettagliatamente la tempesta invernale che ci ha appena colpito nelle stories. Le trovate in evidenza sul mio account Instagram nel cerchietto #texasfreeze2021

Buona settimana!




 


venerdì 5 febbraio 2021

what feeds your soul

Devo confessarvi che in questi giorni sto facendo davvero tanta fatica.

Ci sono alcune cose che non vanno, ma sostanzialmente il problema è piuttosto banale. 

All'improvviso mi sono resa conto che è passato quasi un anno.

Quell'albero fuori dalla finestra era coperto di fiori quando tutto questo è cominciato e ora è sul punto di fiorire di nuovo.  
Sono sicura di non essere la sola.
Ti senti bloccato, immobile, imprigionato in una sorta di realtà parallela. 

Un anno, è passato quasi un anno.

E il bilancio in questi casi è dietro l'angolo.

Mentre tutto -a livello scientifico, personale, organizzativo, professionale - rimane avvolto nell'incertezza, non faccio altro che cercare risposte. E per ogni risposta trovata nascono altre mille domande e avanti così di palo in frasca, anche se a ben vedere c'è sempre un filo rosso a tenere tutto insieme. 

Uno dei primissimi giorni del lockdown, l'anno scorso, sono praticamente inciampata su una frase:
Usa il tuo tempo facendo quello che nutre la tua anima.

Sull'attribuzione a Frida Kahlo ho forti dubbi, ma non importa chi l'abbia detta.  Quella frase è stata la mia stella polare in questi mesi, il mantra che mi aiutava a ritrovare la rotta quando l'esasperazione annebbiava la vista. Non si può sbagliare troppo se si segue questo principio, no?

E allora le cose che nutrono la mia anima, lo sapete ormai, sono sempre piú o meno le stesse e sempre diverse, sono cose come leggere, camminare, ascoltare, disegnare, conversare... le mie piccole scialuppe.

Mi è tornato in mente quel famoso discorso di David Foster Wallace ai neolaureati, quello in cui diceva che l'unica verità con la V maiuscola è che sei tu che decidi che senso dare alla vita e che lo scopo dello studio non è la conoscenza, ma la consapevolezza di tutto quello che è reale ed essenziale, ma anche ben nascosto, proprio lì davanti ai nostri occhi. 
Noi come pesci che non si sono mai chiesti che cosa sia l'acqua. 
Ho trovato una versione ridotta che ha anche i sottotitoli in italiano, se vi interessa è qui. This is water. This is water. This is water...

In questi mesi, mi ha dato un qualche conforto leggere delle pandemie del passato. L'altro giorno per caso mi sono imbattuta in una lezione di Eva Cantarella sulle pandemie nell'antichità (qui). I paralleli con la nostra situazione attuale si sprecano, ma dopo un po' che ascolti ti chiedi... come mai si parla per quasi tutto il tempo del concetto di responsabilità personale più che delle pandemie?
E' che colpevoli o incolpevoli siamo noi, non gli dei. La pestilenza, ci insegna Tucidide, dipende da noi e dal nostro rapporto con tutto quello che ci circonda. Ecco, non so come dire, un'idea di questo tipo adesso, mi aiuta.

Un'altra cosa che mi aiuta è continuare a seguire il meno possibile l'attualità, però ho trovato interessante un podcast di Johnathan Swan (ve lo ricordate qui? Sembra passato un secolo!) che si intitola How it Happened e mette in fila con chiarezza e brevità i fatti della politica americana da novembre in poi.  Sullo stesso argomento, ma con un taglio diverso e soprattutto in italiano, è uscito da poco anche un episodio speciale di Da Costa a Costa.

Come al solito sto leggendo tanti libri contemporaneamente. 
Si tende a giudicare con sospetto questa pratica, ma io la difendo a spada tratta. Se mi ancoro su un libro, ne prendo in mano un altro e così non sento la pressione di doverli finire in fretta o il presunto senso di colpa della pila sul comodino. Cosa ne pensate? Che lettori siete?
Il dopo Trump mi ha lasciato, oltre a una sorta di stress post traumatico nei confronti delle breaking news, tutta una serie di riflessioni e conversazioni molto dense, di cui magari prima poi vi racconterò qualcosa. Non a caso, i libri che mi hanno colpito di più in questo periodo hanno in comune trattandolo in modo del tutto diverso, il concetto di libertà e la lotta dell'individuo sotto le dittature.

- Sapevate che Sympathy for the Devil dei Rolling Stones è ispirato a Il Maestro e Margherita di Bulgakov? Io no, non l'avevo mai letto.
Un libro denso e misterioso e magico, che ho trovato anche abbastanza difficile, devo ammettere. Da una trama multiforme e intricata emergono una quantità personaggi che sono immersi in una cultura e in una geografia che non mi sono minimamente familiari. Scavando dopo averlo letto, ho scoperto tante cose. Ho anche recuperato una conferenza del professor Alessandro Barbero che mi ha dato spunti e chiarito molti dubbi. I manoscritti non bruciano, questo lo ricorderò.

- Il secondo libro è La Collina del Vento di Carmine Abate. E' una saga archeologico-familiare ambientata in Calabria. Scorre via come un film, vivido. La Calabria è uno di quei posti in cui non sono mai stata, ma che ho la sensazione di conoscere.

Per quanto riguarda i podcast, mi sto appassionando a The Happiness Lab in cui Laurie Santos, docente di Yale, usa ricerche scientifiche per spiegare che cosa ci rende davvero felici o per meglio dire, più felici. Mi è piaciuto molto l'episodio intitolato Reconnect with the Moment in cui la famosa psicologa ed esperta di meditazione Tara Brach (che ha un suo podcast di meditazione, qui) spiega il suo metodo RAIN per riconoscere, consentire, investigare e nutrire le nostre emozioni.  

Visto che gennaio è finito e con lui molti dei nostri buoni propositi, vi segnalo un Ted Talk brevissimo che si intitola The 1-Minute Secret to Forming a New Habit e insegna un ottimo trucco per trovare la motivazione quando risulta completamente assente. 

Per quanto riguarda le serie, ce ne sono due che spiccano.
 
- The Wilds (Amazon) che ho trovato per caso e da cui non sono riuscita a staccarmi fino alla fine. Una sorta di Lost femminista con tanti significati nascosti che ho scoperto in un secondo momento ascoltando l'interpretazione di Marina Pierri e Carolina Capria. 

- Il secondo è Search Party (HBO). C'è qualcuno di voi che l'ha visto? Sembra lo guardi solo io. E' appena uscita la quarta stagione. Ogni stagione si ispira a un genere diverso, attori fantastici, storia surreale, adoro!

Per quanto riguarda la musica, in questo periodo ho scoperto Gordon Lightfood. Lo so, lo so, sono in ritardo di qualche decennio, ma meglio tardi che mai. C'è una canzone che più ascolto e più amo. Si intitola Oh, so sweet. 

Back when life was still only a mystery
Wasn't it good, wasn't it bad?
Or the best you ever had?
But sometimes it was, oh, so sweet


Buon ascolto, a presto.

martedì 26 gennaio 2021

il film soul di pixar è razzista?

Tempo fa per caso mi sono imbattuta in una recensione (qui) del film Soul di Pixar in cui vengono analizzati tutta una serie di nodi critici all'interno della sceneggiatura e si arriva a sostenere che il film sia razzista. 

Lí per lì non ho pensato niente di particolare. Alcune cose le ho trovate assolutamente condivisibili, altre meno. 

Il fatto è che stranamente non l'ho dimenticata, ma ha continuato a tornarmi in mente spesso. Mi ha messo a disagio, ma in modo costruttivo. Praticamente tutte le persone con cui ne ho parlato, mi hanno detto che è un punto di vista "esagerato" e che se vuoi vedere problemi ovunque, finisce che li trovi.

Ieri ho letto un bell'articolo sullo stesso argomento su The New Yorker.  E' di Namwali Serpell e si intitola Pixar's Troubled "Soul" e ho ricominciato a pensare a tutta la faccenda.

Soul è razzista? Ma davvero? Eppure mi era piaciuto così tanto.

Mi è venuta la curiosità di vedere cosa ne pensassero gli altri lettori. Ecco, raramente credo di aver letto commenti più sprezzanti e denigratori su quella rivista.

Qualcosa non torna.

Se la sola idea che un film per famiglie così popolare possa essere definito razzista o quantomeno problematico, infastidisce in questo modo, ci sono davvero dei nervi scoperti.

Trovo avvilente che ogni volta che un membro di una qualche  minoranza sollevi una questione nuova venga:

azzittito

deriso

accusato 

e non semplicemente

ascoltato. 

Quello che traspare da quei commenti e da alcune conversazioni che ho avuto in buona sostanza è: invece di essere "contenti" che finalmente fanno un film importante con un protagonista nero, si lamentano. Si lamentano sempre. Sono loro il problema.

Non credo assolutamente sia così.

Sì, il film mi è piaciuto molto quando l'ho visto.

No, non l'ho interpretato in chiave razziale, ma solo filosofica.

Il fatto che io, come molti altri bianchi con cui ho parlato non abbia considerato il colore dei personaggi, ha un significato? Forse sì. Forse la questione razziale non è in cima alle mie preoccupazioni in ogni momento della mia vita. Altri non hanno il privilegio di dimenticarsene, nemmeno per la durata di un film.

Penso che il film Soul di Pixar sia razzista? Non lo so, ci sto ancora pensando. Voglio ascoltare altre persone di colore, voglio sapere cosa ne pensano loro, è questo che importa.

Se potessi comunque direi a chi mi ha fatto riflettere su tutto questo solo una parola: grazie.

Grazie per avermi messo in difficoltà. E' così che ci si accorge delle cose, anche dei propri bias e ci si mette in discussione. E si migliora.

Un protagonista nero è un passo avanti, ma questo non significa che non se ne possano fare degli altri.