giovedì 22 febbraio 2018

coerenza

  Appena mi sono trasferita qui, a uno dei primissimi garage sale a cui sia mai andata, ho trovato questa macchina per fare la pasta italiana, ancora imballata, con il libretto della ricette in italiano, per 5 dollari. Una cosa stranissima in Texas. Mi sembrava di avere vinto la lotteria, era identica a quelle che avevo sempre visto a casa in Italia. Che fortuna. 
Ecco, credo di averla usata tre volte in tutti questi anni.

mercoledì 21 febbraio 2018

il chicken bunny

All'inizio stupore e meraviglia. Era così vicino e immobile. Solo che era proprio immobile. Dopo un po' siamo scesi dalla macchina, gli siamo passati davanti e lui niente. Joe sostiene che sia un chickenbunny. Chiaramente non poteva muoversi perché stava deponendo le uova. According to Joe. 

martedì 20 febbraio 2018

non c'è qualcosa che non va?

Perché il sesso è osceno e la violenza no? 
In Texas è illegale esibire in pubblico un dildo, ma è perfettamente legale girare con una pistola a vista, anche in un campus universitario. 

Non c'è qualcosa che non va?

venerdì 16 febbraio 2018

chissà








Mentre portavo Joe a scuola stamattina, abbiamo visto un palloncino in cielo. Era di quelli lucidi, a forma di stella. Come sempre sono sorte tante riflessioni.

- Chissà se raggiungerà la prossima galassia...
- Chissà...
- Magari incontrerà quella cagnolina che è andata bello spazio e poi nessuno ha più saputo niente di lei...

Il privilegio di guardare il mondo con i suoi occhi ogni giorno. Evviva Joe. 

giovedì 15 febbraio 2018

cose semplici, piccole e grandi al tempo stesso

Mi stavo godendo questo tipo di pomeriggio. 

Stavo facendo mille esperimenti e giochi in giardino con i miei bimbi. Dopo una settimana grigia e freddissima, è arrivata all'improvviso la primavera, tante risate. Eravamo così genuinamente felici e spensierati. Pensavo a questo...che giornata stupenda in tutti i sensi. 
Cose semplici, piccole e grandi al tempo stesso. 
In mattinata avevo fatto una bella chiacchierata con un'amica che non sentivo da tanto. E poi sapevo che Mr. J come sempre sarebbe tornato a casa con dei fiori dopo che ci eravamo detti che San Valentino è una stupidata e non c'è bisogno di festeggiare e avremmo bevuto uno spritz e avremmo scherzato di noi. Tutto a meraviglia insomma, finché non ho acceso la radio e ho sentito di sfuggita la notizia della sparatoria nel liceo della Florida, un morto. Ho aperto un secondo FB e nessuno dei miei contatti ne parlava. Uno studente di liceo morto ormai non fa specie. Ci sono già stati otto school shootings dall'inizio dell'anno, uno proprio qui alle porte di Dallas tra l'altro, e sembra che la gente nemmeno lo sappia. Una volta si commentavano per giorni queste cose. Hai visto? Che roba. Ora è tutto nella normalità, ora parliamo solo dell'ultima follia dell'imperatore. Dopo poco però i morti salgono a 17 e qualche voce comincia a sentirsi. Mentre preparo la cena danno l'intervista alla madre di due studentesse di quella scuola. Due gemelle che al momento della sparatoria erano in due aule diverse. Chiariscono subito che si sono salvate entrambe, ma ho le lacrime agli occhi immedesimandomi in quel genitore, cosa deve aver provato. E poi intervistano un'insegnante. 
Spiega con lucidità che a scuola erano preparati esattamente a questo tipo di evenienza. Avevano fatto tutte le esercitazioni del caso, tutto lo staff della scuola era prontissimo, eppure. Anche l'assassino aveva fatto quelle stesse esercitazioni per anni, aveva frequentato quella scuola fino a pochi mesi prima. Forse questa possibilità non era stata considerata. E comunque ora l'avranno capito per bene che se un pazzo armato fino ai denti decide di fare una strage in una scuola, non c'é niente da fare. 
E andiamo avanti così. Tu puoi costruirti a fatica la tua piccolissima e preziosa serenità familiare, ma appena fuori casa ti tocca lo stesso fare i conti con questo tipo di episodi e allora che senso ha? 
E' vero, tutto, qualunque disgrazia, può succedere sempre e ovunque, ma questo particolare tipo di disgrazia, la meno inevitabile in fondo, succede solo qui e l'unica cosa che possiamo fare noi che qui ci viviamo, è guardare ogni volta e ringraziare il cielo che non sia toccato a noi. 

mercoledì 14 febbraio 2018

chiudo gli occhi e cerco di continuare a sognare

Il nostro San Valentino è cominciato cosí.

- Joe sei riuscito a dormire con Woody che piangeva?
- Non l'ho sentito piangere.
- Bene! È che dormivo così profondamente che per un bel po' pensavo ci fosse un bambino che piangeva nel mio sogno... quando sono arrivata da lui era disperato, poverino. Avrà fatto un brutto sogno...

- Ma no. Sicuramente ha fatto un bel sogno e era triste perché era finito. Mi succede sempre. Poi però io chiudo gli occhi e cerco di continuare a sognare. 

lunedì 12 febbraio 2018

i ritratti ufficiali

Sono appena stati presentati al pubblico i ritratti ufficiali di Michelle e Barack Obama. La cosa più bella l'ho appena sentita dire a Amy Sherald, l'autrice del ritratto di Michelle, parlando con il NYT. 
Ha detto grossomodo che se il pubblico guardando tutti i ritratti presindenziali in fila, noterà una drammatica diversità quando arriverà a questi due ritratti, sarà giusto perchè il cambiamento di stile riflette in pieno l'immenso cambiamento storico che gli Obama hanno rappresentato per questo paese.
La settimana prossima terrò un paio di lezioni di arte nella scuola di Joe e ho appena deciso che saranno assolutamente su Amy Sherald e Kehinde Wiley. C'è cosí tanto di cui parlare con i bambini. Due grandissimi artisti che oggi sono entrati ufficialmente nella storia dell'arte, e non solo dell'arte.

domenica 11 febbraio 2018

segni di civiltà

Vorrei farvi riflettere su un piccolissimo fatto a cui magari se avete sempre vissuto in Italia, non avete mai pensato. 
A Macerata, la scorsa settimana, un criminale si è messo a sparare ai neri per strada e ieri un po' in tutte le città italiane ci sono state delle marce contro il razzismo. 
Ecco, a me da qui sembra una gran cosa che tante, tantissime persone in ogni città sentano il desiderio di manifestare la propria solidarietà a chi in un modo o nell'altro è stato colpito da questo e altri episodi di violenza e discriminazione razzista. Voi lo date per scontato forse, ma non è così normale. 
Qui negli US ne sono successi di questi incidenti eppure normalmente, se anche c'è una manifestazione in risposta, non è quasi mai pacifica, capita sempre qualche altro incidente. 
Il fatto che la gente si riversi nelle strade per esprimere un valore cosí alto come quello dell'uguaglianza e non abbia nessuna paura di farlo, è di per sé un gran segno di civiltà.

sabato 10 febbraio 2018

non è vero


Nell'ultimo post ho scritto che avevo perso la speranza, ma non è vero, sono già tornata alla carica. Chissà che continuando a bussare prima o poi qualche porta si apra, no?

venerdì 9 febbraio 2018

qui è dove ho perso la speranza

[Continua da qui]

Le parole della direttrice avevano ferito a tal punto me, che non ero nemmeno coinvolta direttamente nella situazione, che avevo deciso di non parlarne alla mamma della bambina o almeno di rifletterci molto bene prima di farlo.
Per un po' l'ho evitata, lo ammetto. Poi un giorno l'ho incontrata per caso, abbiamo cominciato a parlare e ho deciso così, su due piedi, di accennarle qualcosa. Più che altro perché anche lei aveva riposto qualche speranza in quell'incontro, non volevo che si sentisse tradita anche da me, che pensasse che non avevo fatto quello che le avevo promesso. E giustamente si è arrabbiata, anche se non quanto mi sarei arrabbiata io al suo posto. Fra le altre cose, ha nominato i media. 
- Vedrai poi, basta pronunciare quella parola e si mettono tutti sull'attenti! 
Ma il punto del nostro ragionamento iniziale era proporre e richiedere alla scuola delle attività educative specifiche contro il razzismo, chiamare i giornalisti e fare un casino avrebbe distolto tutti dallo scopo e avrebbe creato una tensione enorme. Senza contare che nel frattempo la piccola razzista (chiamiamola sempre cosí per semplificare) ha cambiato scuola e l'altra bambina è serena e oramai a questa storia non sembra pensarci più.   
Mr. J mi dà un consiglio che mi sembra ottimo. 
- Invece di chiamare i media, si potrebbe chiamare l'NAACP che è l'associazione che storicamente si è sempre occupata di tutte queste problematiche. Loro avranno sicuramente tutte le competenze per far capire alla direttrice il suo errore. E lei capirà perché non è mica una persona malvagia, ha solo bisogno che qualcuno la aiuti, con le parole giuste, ad ampliare un po' i suoi orizzonti. A quel punto, si darà da fare e da questa brutta esperienza, emergeranno vantaggi a lungo termine per tutti. 
Ero così contenta. Per un paio di giorni ho pensato davvero di aver trovato una soluzione praticabile, giusta per tutti, ma quando ne ho parlato alla mamma della bambina, tutte le mie speranze sono crollate. Aveva già perso ogni residuo di quell'indignazione iniziale. Non ha nemmeno considerato seriamente l'ipotesi, anzi l'ha demolita.
- Loro non hanno tempo per un incidente così piccolo.
E ha cominciato a raccontarmi un incidente ben più grave che riguarda la sua famiglia. 
Una sera, pochi mesi fa, il suo compagno, stava tornando a casa, anzi era già davanti a casa. 
La polizia lo ferma con una scusa ridicola, come purtroppo succede spesso alle persone di colore da queste parti. Sembra tutto a posto, il poliziotto è anche gentile, solo che quando inserisce il suo nome nel sistema, scatta l'arresto. Pare sia coinvolto in una sparatoria, in un inseguimento, forse anche in un omicidio, roba seria. 
- Ma posso almeno portare dentro la macchina? 
- No tu vieni con noi.  
Con l'ingenuità di chi pensa che sia sufficiente essere innocente, il malcapitato fa quello che farei anch'io al suo posto, si presenta davanti al giudice senza avvocato. Appena si accorgono dell'errore grossolano, mi mandano a casa e mi chiedono anche scusa. Ma il giudice lo respinge. Trovati un avvocato, e uno buono.
Lo mettono in prigione per alcuni giorni finchè la sua famiglia non è in grado di pagare i tremila dollari della cauzione.
Per sbrogliare la matassa, ci vuole qualche mese. Per farla breve, si è trattato di un banalissimo caso di omonimia scoperto non dall'avvocato che non ha fatto nulla tranne intascarsi la lauta parcella, ma dalla sua compagna, cioè la mamma della bambina di cui sopra, che si è incollata ai social per capire chi fosse questo delinquente e scoprire, tra l'altro, che si era appena ammazzato in un incidente stradale, fornendo in questo modo la prova definitiva dello scambio di persona.
Diceva lei:
- Siamo stati fortunati.
Non ci potevo credere. Un uomo completamente innocente, un padre di famiglia senza nessun precedente, viene fermato dalla polizia con una scusa, viene arrestato per sbaglio, perde giorni di lavoro, deve pagare un sacco di soldi e deve anche considerarsi fortunato. 
Fortunato per cosa? Per non essere stato massacrato di botte dai poliziotti? Per non essere finito sulla sedia elettrica?
- Ma avete provato a chiamare l'ACLU (American Civil Liberties Union)? Magari possono aiutarvi ad avere un risarcimento, parliamo di un sacco di soldi spesi per un errore, questa è un'ingiustizia enorme!
- Queste cose succedono tutti i giorni. E' un incidente troppo piccolo

Siamo stati fortunati.

venerdì 2 febbraio 2018

il giorno dell'armadillo

- Joe, svegliati, è il giorno della marmotta!
- Che bello e cosa ha fatto l'armadillo?
- No, ascolta... è il giorno della marmotta, non so cosa abbia fatto l'armadillo.
- Ma mamma in Texas si guarda l'armadillo non la marmotta!
E niente. Come al solito ha ragione lui. Adesso seguiremo con ansia gli sviluppi della giornata dell'armadillo, ma mi sa tanto che l'inverno quaggiù è finito da un pezzo.

sabato 27 gennaio 2018

cose che succedono a casa Johnson di sabato mattina

Woody si è fatto male (si suppone...) e piange disperato. Joe vuole in tutti i modi aiutarlo. Prima gli porta il ghiaccio, poi comincia a leggergli un libro, ma Woody urla troppo. Allora Joe a sette anni decide di andare a prendere la sfera per fare gli esercizi di respirazione. 
Una scena assurda. 
Joe che apre e chiude lentamente la sfera e fa vedere al fratello di due anni come respirare.
E... funziona.


Woody si calma quasi immediatamente e gli strappa la sfera dalle mani. Solito prepotente, penso. E invece no! Comincia a condurre lui l'esercizio di meditazione.


Sono senza parole.

giovedì 25 gennaio 2018

i nemici

Ieri ho scritto questo piccolissimo pensiero su Woody e un commentatore anonimo mi ha chiesto se avrei scritto lo stesso per una figlia femmina. Certo, mah...ho capito bene la domanda? 

Sarei felicissima di avere una piccola belva femmina! 

Proprio l'altro giorno un'amica mi ha raccontato un aneddoto fantastico. Stava facendo shopping con il suo bambino. Stava comprando una maglia per sé. Lei è un tipo molto sobrio e il figlio le ha portato da provare una maglia rosa con le paillettes. Ha guardato il figlio probabilmente con un certo sbigottimento e gli ha chiesto:

- Ma sei sicuro? Ti piace proprio questa?
A quel punto è intervenuta la commessa e parlando direttamente al bambino lo ha rassicurato: 
- Tesoro, quella maglia è bellissima e non c'è niente di male se ti piace.
La cosa divertente è che la mia amica è dichiaratamente lesbica da qualcosa come 25 anni quando ancora le cose erano veramente complicate anche qui. Mi fa guarda te se devo essere presa per la giacchetta dalla commessa di Target e ci siamo fatte una bella risata. 
Insomma, non si è mai aperti o chiusi abbastanza al giorno d'oggi e anche questo è un segno dei tempi. Siamo sempre più divisi, sempre più con il coltello fra i denti a cercare di smascherare il cosiddetto nemico. Ma sono ben altri i nemici. 
A volte basterebbe farsi davvero una risata in più insieme per capirlo.

mercoledì 24 gennaio 2018

la mia piccola belva

Non scrivo tanto di Woody perché non parla ancora molto. È una forza della natura lui, è un ciclone che non si ferma un attimo, ride, strilla, si arrampica, fa di tutto. Woody è pura vita, ma di quella vita che si vive, non di quella che si scrive. 
Ieri vado a prenderlo all'asilo. Lui è lì che gioca, non mi ha notato, allora mi fermo un attimo a osservarlo. È sempre un piacere spiarli, vedere cosa fanno quando non ci sei. 
È concentratissimo su un qualche gioco finché la maestra lo chiama ad alta voce e lo risveglia di colpo esclamando il suo nome.
Lui si gira, la guarda con un sorriso furbastro e:
- ROOOAR!
Ruggisce come il T-Rex che ha stampato sulla maglietta.
Perché lui è così, è la mia piccola belva.

domenica 21 gennaio 2018

non ci strappiamo i capelli

Ieri, mentre Joe e Mr J trionfavano al Pinewood Derby, io e Woody siamo andati alla seconda edizione della Marcia delle Donne. Un po' tutti lí avevamo l'impressione che quest'anno ci fossero più persone e che l'organizzazione fosse decisamente migliore, ma l'atmosfera era completamente diversa. L'anno scorso era pesante, Madonna che dramma. Ricordo quel giorno come quello in cui riuscii finalmente a tirare un po' il fiato vedendo che così tante persone provavano più o meno quello che provavo io a proposito del passaggio da Obama a Trump. E ricevemmo diversi sguardi di disapprovazione prima di raggiungere la manifestazione con i cartelli in mano, perfino i bambini.
Quest'anno invece tanti sorrisi, tutto molto più rilassato. Ecco, sembrava una festa, ma è strano perché a ragion del vero, se eravamo depressi l'anno scorso, ora che si parla addirittura di un secondo mandato, dovremmo tutti strapparci i capelli.