mercoledì 22 marzo 2017

cinque dollari. o solo uno

Ieri Joe torna a casa da scuola e mi dice tutto agitato:

- La maestra ha detto che bisogna portare i soldi per la gita! Mancano tre settimane e possiamo portare cinque dollari oppure un dollaro. Se qualche bambino si dimentica di portare i soldi andiamo lo stesso allo zoo, ma non facciamo niente di speciale come andare sul trenino.

Mi e' venuta una tristezza a pensare che magari in classe di Joe c'e' qualche bambino che non puo' portare a scuola cinque dollari e nemmeno uno per andare allo zoo. 
Vivo in questo quartiere da tanti anni. Non e' un quartiere povero, per niente, e nemmeno ricco, e' un posto normale nei suburbi. Mai sentito di nessun crimine in dieci anni. Eppure adesso che ho un figlio nella scuola pubblica noto tante cose in piu'. 
La mensa, ad esempio, e' gia' piena prima del suono della campanella al mattino. Tutti quei bambini arrivano in anticipo per fare colazione perche' a casa non hanno da mangiare. Ricevono il pranzo di sicuro e poi non so di preciso come funzioni in questa scuola in particolare, ma ho letto che in altre danno anche la cena nel pomeriggio e le mense restano aperte durante le vacanze per non rischiare di lasciare i bambini a digiuno. Fa impressione, eh?

E' un po' come il razzismo. Tanti non credono che esista perche' non lo vivono sulla propria pelle, eppure in questo paese, uno dei piu' ricchi al mondo, il razzismo c'e' e c'e' anche la fame.

In tutto questo il governo Trump ha proposto di tagliare i fondi sia per questo servizio agli studenti sia per Meals on Wheels che consegna cibo a casa degli anziani in difficolta'.

Mi ha lasciato completamente di stucco sentire questo ragionamento dal direttore del budget del governo:

"Questi dovrebbero essere programmi educativi, giusto? Dovrebbero nutrire i bambini che non hanno cibo a casa cosi' che vadano meglio a scuola. Ma sapete che c'e'? Non esiste una prova provata che funzionino."

In altre parole, bisogna dare da mangiare solo ai bambini che se lo meritano. Ma non gli viene in mente che la mancanza di cibo possa essere la punta dell'iceberg? Che un bambino in una famiglia che non puo' permettersi di mettere insieme il pranzo con la cena magari ha genitori morti, malati, in prigione, violenti e chissa' quali altri problemi? 
I bambini vanno seguiti per ottenere risultati positivi a scuola, il cibo dovrebbe essere il minimo, la base per una buona crescita, non un premio per un buon voto.

Che brutto mondo e quello che piu' fa specie e' che la maggior parte di quelli che approvano questo governo e questi ragionamenti si definiscono cristiani, antiabortisti o pro life come si dice qui, a favore della vita, ma solo quella dei feti evidentemente. Una volta fuori di li', ti arrangi. Che ipocrisia. 

lunedì 20 marzo 2017

qualcosa non torna

Ieri abbiamo provato per la prima volta un ristorante che ci è stato raccomandato caldamente da moltissime persone. È molto carino, Texas style con una cucina tradizionale. Funziona così. Tu scegli un tipo di carne e loro ti portano un sacco di contorni. Non penso sia possibile finirli, ma se li finissi potresti continuare a ordinarne senza pagare nulla di più. In quattro abbiamo mangiato molto bene e speso trenta dollari che non è niente per un servizio simile. È avanzata tantissima roba, soprattutto carne.
Il problema è questo. Forse io sono un po' ipersensibile come sempre, ma mi sono sentita in colpa alla fine. In qualunque ristorante qui ti chiedono se vuoi portare via gli avanzi. Qui puoi portare via solo la carne, ma per scoraggiarti te la fanno mettere in una busta di plastica trasparente tipo quelle del supermercato. No grazie. I contorni li buttano in automatico. Insomma a me a vedere tutto quel cibo buttato, è venuta la malinconia. Mentre in Europa si cominciano a cercare soluzioni per non sprecare il cibo dei supermercati e dei ristoranti qui nessuno batte ciglio davanti a questi comportamenti. Sono sicura che non riciclano nemmeno. Perfetto esempio di quel consumismo americano che tanto fa odiare questo paese nel mondo.

domenica 19 marzo 2017

la festa del papa'

In dieci anni di Nonsisamai non ho mai scritto di alcune delle persone a cui tengo di più al mondo, soprattutto del mio papà ed è strano ma mi viene il magone solo a pensare alla sua faccia, al suo famoso naso storto, gli occhi piccoli e verdi, i capelli sempre più sale e meno pepe. Ho avuto un'infanzia meravigliosa e il mio papà mi ha insegnato tutte le cose che mi sono servite di più nella vita: l'immaginazione, il senso di responsabilità, il coraggio e anche un pizzico di incoscienza. E poi mi ha sempre ascoltato, fin da piccolissima, con grandissimo interesse. Ben pochi adulti nel mondo da cui viene lui, rispettano l'opinione dei bambini in questo modo.
Mi sono commossa ieri quando ho detto a Joe che oggi è la festa della papà italiana e che dobbiamo fare qualcosa di speciale per Mr J e lui mi ha risposto: "E anche per il nonno Cacco".
Buona festa del papà a tutti i papà presenti, passati, futuri e nel cuore.

venerdì 17 marzo 2017

sabato 11 marzo 2017

la direzione

Ieri sera, a cena con amici, cercavamo in qualche modo di consolarci a vicenda e di dare un senso alla bizzarra realta' che ci ha travolto dopo le elezioni. Ci chiedevamo soprattutto quand'e' che e' diventata accettabile la meschinita'. A parte le solite questioni razziste e le follie che arrivano sui media in tutto il mondo, una volta, non tanto tempo fa, nessuno si sarebbe sognato di chiedere ad alta voce, nella vita quotidiana perche' i sani dovrebbero pagare l'assicurazione medica per i malati o perche' se io non ho figli dovrei preoccuparmi delle tasse sulla scuola. Qualcuno e' stato sentito sostenere addirittura che gli uomini non dovrebbero pagare le cure per le donne che partoriscono dato che non partoriranno mai.
L'individualismo che abbiamo sempre visto qui e che fa parte della mentalita' e della cultura di questo paese, sta raggiungendo vertici paradossali.
Del resto c'e' tutta una classe politica che non fa altro che alimentare questi sentimenti negativi, gente che non si vergogna di metterci la faccia. Ci sono molti segnali incoraggianti di resistenza per carita', ma la sensazione e' che la societa', e ancor di piu' l'umanita', in qualche maniera stia implodendo.
E' come se avessimo corso come pazzi per un pezzo e adesso avessimo completamente perso la direzione.

venerdì 10 marzo 2017

alla scoperta di se stesso

È da un paio di giorni che Joe ripete che da lunedì prossimo scatta la sua settimana TV free, senza TV. A me la cosa all'inizio ha fatto molto ridere: Joe adora i cartoni, non riesco nemmeno a immaginare che se ne privi e per di più, da solo. 
Ieri mentre tornavamo dagli allenamenti di baseball, ha tirato fuori lo stesso proposito e Mr J ha avuto la mia stessa reazione, è scoppiato a ridere, solo che avendo sentito questa cosa più e più volte, ho deciso di indagare. Così Joe ci ha spiegato che si è reso conto di guardare troppi cartoni e che in questo modo non fa altre attività che potrebbero magari piacergli più di guardare i cartoni. Allora ha deciso di non guardare i cartoni e provare ogni sera una nuova "attività", dice lui. Alla fine della settimana avrà più chiaro quello che gli piace. La settimana successiva, sarà la volta dei video games. Niente video games per una settimana. Fra due settimane, e si arriva davvero alla fantascienza, ma staremo a vedere, niente cartoni e niente video games. Insomma, Joe a sei anni, sta cercando di conoscere se stesso.
Dubito che porti a termine questo piano così come lo ha concepito sulla carta, ma accidenti... quanto è saggio il nostro Joe?! Più di me di sicuro. Dovrei provarci anch'io, una settimana senza smart phone e una senza computer. 

E poi muoio perché non ce la posso fare, impossibile.

mercoledì 1 marzo 2017

il mattino a casa johnson

- Mamma lo sai che ieri ho visto una bambina raccogliere delle piante e buttarle nella spazzatura?!
- Oh no...
- Non ti preoccupare le ho parlato!
- E cosa le hai detto?
- Che se strappa le piante non c'e' piu' cibo per gli erbivori e se gli erbivori muoiono non ci sara' piu' cibo per i carnivori e...
- E poi cosa mangiamo?
- Ma noi non siamo carnivori, mamma. Noi siamo onnivori, e' per questo che abbiamo dei denti piatti e dei denti aguzzi.
- Si, si certo...e la bambina cosa ti ha detto?
- Ha detto... "E cosa succede se un asteroide colpisce il pianeta terra?!" Ma io le ho detto che e' molto difficile.
E niente questo e' Joe alle sei e mezza del mattino a sei anni. 


p.s. Tutto questo (e in realta' molto di piu'...) lo ha detto in inglese. In questo periodo l'italiano gli sta stretto, credo non capisca a cosa gli serva visto che lo capiamo tutti se parla nella lingua che gli risulta piu' semplice e spontanea. Urge un bel viaggio in Italia per rimettere tutto nella giusta prospettiva.

lunedì 27 febbraio 2017

bless her heart

Ho incontrato per caso una conoscente che si e' trasferita. Mi raccontava del figlio che prima frequentava una scuola privata cristiana e adesso invece va in una scuola pubblica.
Quando le ho chiesto come andava mi ha risposto questo:
- Bene! E' strano perche' all'inizio eravamo un po' preoccupati visto che e' una scuola a maggioranza ebrea e invece ci siamo trovati subito bene. Abbiamo fatto tante amicizie, i rapporti sono proprio uguali!
Accidenti, esseri umani che si comportano in maniera simile, questo si' che e' sorprendente.
Mi sono accorta di essere rimasta un attimo a bocca aperta, ma non sapevo che faccia fare.
Mi sono immaginata l'effetto della frase se si se si fosse trasferita in un quartiere a maggioranza nera per esempio, ma suppongo intendesse dire una cosa buona, bless her heart.
E con questo uso perfetto della piu' insidiosa delle espressioni meridionali, direi che sono diventata ufficialmente texana.

venerdì 24 febbraio 2017

giudizi universali

Sto passando la serata a mettere a posto il mio archivio scolastico e all'improvviso mi viene in mente un articolo di The Onion, il giornale satirico:
Nuovo studio conferma che la maggior parte degli umani e' al picco della felicita' quando il resto della famiglia dorme.

Qualcosa di vero c'e' come al solito. Stare qui in silenzio a lavorare e' probabilmente la cosa piu' piacevole e rilassante che abbia fatto in tutta la mia interminabile giornata. Mentre catalogo progetti vecchissimi del mio primo anno di insegnamento qui in Texas, ogni tanto trovo appunti disperati. Uno dice che quella certa volta, si' alla fine era venuto fuori un bel lavoro, ma solo perche' la classe era piccola e la maestra era stata cosi' gentile da darmi una mano dato che per inesperienza non avevo pianificato bene la lezione.
Ecco pensavo a quella maestra. Non siamo amiche, ma mi ha sempre incoraggiato. Non avevo mai realizzato prima quanto mi abbia aiutato in questi anni. Mi ha costantemente riempito di complimenti. Ha ripetuto mille volte lei, dall'alto della sua carriera trentennale, di aver imparato da me. Probabilmente non ho mai dato peso a questa cosa perche' non l'ho mai presa sul serio, ma adesso che il tempo ha fatto il suo dovere ho capito di essere riuscita ad andare avanti in questo lavoro solo grazie alla fortuna di aver incontrato diverse persone di questo tipo.
Chissa' quante castronerie avro' detto in inglese i primi anni, quanti errori, non ci voglio neppure pensare, eppure lei ha sempre scelto di soffermarsi solo sulle mie abilita'.
Mi viene spontaneo paragonarla a quasi tutti gli insegnanti che ho avuto dalle elementari all'universita', con loro era tutta un'altra musica. Le lodi arrivavano con estremo pudore, l'analisi degli sbagli invece era precisissima e implacabile. Mi hanno aiutato? Certamente, pero' sono abbastanza convinta che con un atteggiamento meno rigido mi avrebbero aiutato di piu'.

Le critiche devono davvero essere costruttive per avere un senso altrimenti ti bloccano, soprattutto se fai qualcosa di creativo. A incoraggiare, invece, raramente si sbaglia.

p.s. Se vi interessa l'argomento, trovate alcuni dei miei lavori qui.

mercoledì 22 febbraio 2017

preferivo quando si nascondevano

Qui sono giorni e giorni che parlano di questo cosiddetto ideologo del movimento neonazista (mi rifiuto di nominarlo) che, fra le altre cose (difendere la pedofilia, odiare le donne e fondamentalmente tutto e tutti), e' dichiaratamente gay e omofobo allo stesso tempo.
Ho scoperto che una conoscente, molto simpatica, iraniana di seconda generazione, avrebbe votato per Trump quando il giorno del bando contro i musulmani (quello che poi e' stato bloccato dai giudici) ha dichiarato che trovava la cosa buffa e che questo atteggiamento di depressione generale non portava da nessuna parte.
Conosco una famiglia che ha detto, come tutti, che se vinceva Trump emigrava e pero' e' emigrata davvero in fretta e furia e siccome non sapevano dove andare, si sono licenziati e si sono trasferiti in un paese del terzo mondo. Uno di loro e' gravemente malato.
La cognata messicana di un mio amico ha votato per Trump anche se il marito non e' a posto con i documenti perche' e' contro l'aborto. Adesso probabilmente le deporteranno il marito, ma un sacco di donne americane non riceveranno le cure che necessitano (perche' le cliniche a cui vogliono tagliare fondi si occupano di salute femminile a tutto tondo, non solo di aborto).
Mi sveglio stranamente di buon umore, faccio piani per la giornata, poi pero' accompagno Joe a scuola. Sono tre minuti tre di macchina e ingenuamente accendo l'autoradio, sento le notizie e mi viene voglia di tornarmene sotto le coperte e non uscire piu'. Cosa devo fare? Chiudere le comunicazioni con il mondo esterno per quattro anni?
E' tutto cosi' assurdo ultimamente. Non capisco le persone, le logiche del potere, quello che sta succedendo, quelli che odiano cosi' tanto gli altri da andare contro se stessi e i propri cari per causare un danno a qualcun altro. Preferivo quando si nascondevano.

martedì 14 febbraio 2017

l'unica arma

In questo ultimo anno noi in questa parte di mondo, siamo stati bombardati da messaggi discriminatori di ogni tipo. E' stato detto e ribadito all'infinito oltre a tante altre cose ad esempio che i messicani sono criminali e cosi' anche i musulmani, ma due esempi su tutti sono stampati in maniera indelebile nella nostra memoria collettiva. Il video dell'attuale presidente che incoraggiato dai suoi, dal palco di un comizio imita gli spasmi di un giornalista portatore di handicap e la registrazione che in teoria avrebbe dovuto costargli la presidenza, quella in cui dice che le donne ti lasciano fare tutto quello che vuoi se sei una star. Non mi prendo la briga di tradurla, ma eccola qui, se vi interessa sapere quanto in basso siamo caduti.
"I moved on her like a bitch, but I couldn't get there, and she was married. Then all of a sudden I see her, she's now got the big phony tits and everything. I'm automatically attracted to beautiful [women]—I just start kissing them. It's like a magnet. Just kiss. I don't even wait. And when you're a star they let you do it. You can do anything ... Grab them by the pussy. You can do anything."
Mesi di questo e molto altro su tutti i media alla fine hanno creato dei grossi danni a livello sociale e culturale, danni che si sono palesati gia' il giorno successivo all'elezione dell'attuale presidente. Un episodio tipico, accaduto in modalita' simili in una quantita' di scuole, e' stato ad esempio quello di studenti che si sono messi a scrivere o a urlare soprattutto nel contesto di eventi sportivi in presenza di latinos, uno degli slogan preferiti di Trump durante la campagna elettorale Build that wall! Costruisci quel muro! alludendo al muro al confine con il Messico. Anch'io nel mio piccolo come insegnante, mi sono accorta che qualcosa di nuovo e non necessariamente positivo stava frullando nelle testoline dei piu' giovani. Negli ultimi mesi mi e' capitato di origliare in classe certi discorsi del tutto nuovi anche fra bambini piccoli, cosi' quest'anno ho deciso di prendere la situazione di petto dal punto di vista dell'insegnamento e di implementare tutti gli spunti e le lezioni relativi alla tolleranza. 
Adesso e' febbraio, e' il Black History Month, il mese specificamente dedicato allo studio della storia e del contributo degli afroamericani e ho letteralmente tappezzato la scuola di immagini adeguate a celebrare questa ricorrenza. Il valore della diversita' per me ora piu' che mai e' al primo posto. Cerco di mostrare diversi concetti di bellezza ai bambini perfino se parlo del Rinascimento e la risposta che ottengo da loro e' fenomenale. Hanno bisogno di vedersi rappresentati, tutti, e' fondamentale.
   
Stavo pensando che quando ho cominciato a fare questo lavoro, insegnare arte ai bambini, dieci anni fa, non sapevo nemmeno cosa fosse il Black History Month. Nessuno me lo aveva spiegato, non c'era nessuna aspettativa affinche' lo includessi nel mio programma. La mia prima reazione, quando ne venni a conoscenza, fu di rifiuto. Mi sembrava ci fosse qualcosa di fondamentalmente sbagliato nel separare la storia dei bianchi da quella dei neri e poi - adesso sembra assurdo dirlo ma...- non vedevo il razzismo. Ero stata accolta benissimo ovunque anche se con il mio accento e i miei colori avrei potuto essere scambiata per sudamericana o qualcos'altro. Appena arrivata, quando il mio inglese era davvero pessimo e facevo solo da assistente a Ms Guorton, la scuola mando' una lettera ai genitori per dire quanto fossero in un certo senso onorati di avere qualcuno che veniva da lontano, qualcuno diverso, come me. Non mi passo' nemmeno per l'anticamera della mente che forse se quel lontano fosse stato, che ne so, l'India o la Cina o l'Irak, non avrei ricevuto lo stesso omaggio. Forse si', ma forse no, chissa'. La mia opinione sul Black History Month, pero', cambio' drasticamente quando, con tutta l'umilta' possibile, andai a chiedere consiglio a vari colleghi sugli artisti piu' importanti o sui temi su cui avrei potuto concentrarmi e mi accorsi che non sapevano nulla, e non solo i bianchi, nemmeno i neri conoscevano bene la loro storia. A quel punto mi fu chiaro che il Black History Month era un'occasione preziosa e unica per divulgare certi concetti, per far passare il messaggio di uguaglianza che deve assolutamente esistere e consolidarsi in una scuola. 
In questi anni ho avuto modo di riflettere a lungo su tutto questo, gradualmente mi sono resa conto di tanti, tantissimi, piccoli dettagli. Ho constatato di recente che a scuola, in dieci anni, non abbiamo mai avuto personale delle pulizie bianco. Noi diamo del tu a loro, com'e' normale che sia fra adulti, ma loro danno sempre del lei a noi. Mille volte ho chiesto di essere chiamata per nome e non e' mai successo. Pur essendo io molto piu' giovane, a me viene dato del lei e credo sia un chiarissimo retaggio dell'educazione al rispetto o piu' che altro alla subalternita' che queste persone hanno ricevuto fin dall'infanzia. 

Quello che mi impressiona e' che i diritti civili sono una conquista cosi' recente in questo paese, eppure prima di Trump tutti facevano finta che fosse tutto a posto, che vivessimo in una cosiddetta societa' post-raziale o almeno questa era la mia fortissima impressione. Del resto, era stato eletto un presidente nero, chiaramente eravamo tutti sullo stesso piano o cosi' ci faceva comodo pensare. Negli ultimi due o tre anni sono cominciati o meglio sono stati portati all'attenzione delle masse, tutti quegli incidenti con la polizia, i morti ammazzati a favore di telecamera, le manifestazioni violente. Quello che nessuno ha visto e' stata la rabbia dei bianchi che montava silenziosa e si nutriva di notizie false spacciate per vere. 
La cosa piu' importante che ho imparato sul razzismo in tutti questi anni qui pero' e' molto semplice: che gli unici che non lo vedono, il razzismo, sono i razzisti e i razzisti non sono necessariamente quelli che ci si puo' immaginare, quelli con il coltello fra i denti, ma di solito sono piu' banalmente quelli che si girano dall'altra parte.        

venerdì 27 gennaio 2017

un mondo capovolto

A settembre ho fatto dieci anni in Texas. Dieci anni sono abbastanza per farsi un'idea di tante cose. Mi ero seduta e avevo scritto a lungo su questo argomento, io funziono cosi', ho bisogno di allineare i fatti uno per uno nero su bianco. Non ho mai condiviso quelle idee perche' prima che potessi finire di ragionarci, la campagna elettorale ha preso una piega inquietante e mi ha assorbito completamente. 
Non ho un'idea precisa di quello che arrivi a voi all'estero di quello che sta succedendo qui. I giornali italiani mi sembrano come sempre concentrati sulla politica e la cronaca interne, ma la situazione qui e' difficile. Trump si e' insediato da una settimana e ha gia' smantellato tutto quello che poteva. Mente di continuo su qualunque cosa, anche la piu' insignificante. Ha affermato, ad esempio, che appena ha cominciato il suo discorso di inaugurazione ha smesso di piovere. E' falso, lo hanno visto tutti, ci sono le foto, i video, eppure lui continua con questo suo gaslighting, non so come si dica in italiano. Non e' follia, al contrario, e' una tecnica ben precisa di manipolazione che lui sta mettendo in atto alla perfezione e con inaudito successo.   
Voi avete avuto i terremoti ed e' una tragedia, ma qui e' la societa' intera che sta tremando, non c'e' piu' nessuna certezza.
A settembre stavamo cercando casa, sempre qui, nello stesso quartiere, solo qualcosa di un po' piu' grande visto che la famiglia si e' allargata parecchio in questi anni. Eravamo tutto sommato contenti. Pur con le normali difficolta' della vita che hanno tutti, ci e' sempre piaciuto vivere qui. Dopo che Trump ha vinto abbiamo smesso di parlare della casa e abbiamo cominciato a parlare dei passaporti. Facciamo in modo che sia tutto in ordine, just in case.   
Sembra la fine del mondo. Tutto quello che credevi di sapere, le persone che credevi di conoscere... di fatto non esistono, e' tutto capovolto. 
Ieri mattina, una mia amica, una persona mite, normalissima, ha postato su Facebook, su una pagina pubblica, questo messaggio:
Sono sempre stata contraria alle armi. Adesso sento che ogni donna, tutte le lesbiche, i gay, i bisessuali, i transgender, i queer e ogni  persona non bianca, dovrebbe possedere un'arma per proteggersi dal governo.
Ha avuto tanti consensi e poche critiche. Se leggessi un'affermazione simile, senza sapere chi l'ha scritta, penserei subito a un'aspirante terrorista degli anni Settanta, una brigatista o un personaggio simile. 
Insomma, la situazione sta degenerando davvero in fretta in un senso e nell'altro. Vedo tanti ostinarsi ad andare avanti come se non stesse succedendo nulla, tanti bianchi soprattutto. Quelli toccati dalle varie misure di Trump se ne stanno da parte in silenzio per paura, sembrerebbe, mentre io e tanti altri manifestiamo apertamente e continuamente il nostro sgomento. Ve lo confesso, sto soffrendo molto. Nell'era Obama ho avuto due figli, ero piena di speranza. Potevano esserci attentati e disastri naturali come e' nell'ordine delle cose, ma sentivo di essere nel posto giusto, si parlava ogni giorno di diritti, di ambiente, di solidarieta', uguaglianza. 
Oggi vorrei scappare da questa gabbia di matti e non posso.  

domenica 22 gennaio 2017

ed e' gia' un giorno migliore

Ieri e' stata una giornata difficile. Adesso Trump e' a tutti gli effetti presidente, l'uomo piu' potente del mondo, e ci tocchera' provare sulla nostra pelle se davvero portera' a termine le infauste promesse fatte in campagna elettorale oppure no.
Durante la cerimonia di inaugurazione ero in palestra e tutti gli schermi erano sintonizzati sulle news. Cercavo di ignorarli, tenendo la faccia incollata sul mio telefono.
Arriva una signora sulla cinquantina, tutta sorridente, e comincia a parlarmi del tempo a Washington. 
- Piove? Non si capisce. Avranno freddo? Lo sai che non possono portare ombrelli per motivi di sicurezza? 
Va avanti per dieci minuti nel silenzio piu' assoluto. A un certo punto non ne posso più. 
Guardi, mi spiace ma il tempo a Washington non è la mia più grande preoccupazione in questo momento.
- Ah si? 
- Si. Non sono molto entusiasta di questa inaugurazione.
- Io si' invece, sono proprio pronta per un cambiamento, Hillary e' corrotta! [crooked come diceva in continuazione Trump in campagna elettorale] 
E se ne va. 
Penso. Beh. Almeno se n'è andata. Ma niente, dopo un minuto torna. Ma sai che non si capisce proprio se piove...
Incredibile. Cosa vuole? 
Quando ha cominciato a vaneggiare su un possibile attentato, mi sono alzata di scatto e ho fatto una cosa molto poco politicamente corretta. 
Sono andata a prendere Woody all'area bambini li' accanto. La baby sitter, che conosco di vista ma con cui non ho mai parlato di politica, era di colore e ho dato per scontato che fosse contro Trump. Non bisognerebbe mai farsi delle idee basate sul colore della pelle, ma ci ho azzeccato, i neri che hanno votato per Trump sono pochi e nessuno pare averli mai visti. Ho fatto una piccolissima battuta e mi ha subito seguito, quanto ne avevo bisogno. 

Quello che mi lascia di stucco -mi ha detto- e' che... e' cattivo. Dice cose cattive e la gente lo ha votato lo stesso. 

Con quelle parole in mente, sono andata a prendere Joe a scuola e mi sono messa a pensare a cosa scrivere sul nostro cartello per la marcia delle donne di oggi. Ho optato per una parafrasi positiva del famigerato e subdolamente razzista slogan di Trump, make America great again
Rendi l'America gentile di nuovo.



La marcia qui a Dallas come nelle altre citta' da quello che vedo, e' andata nel migliore dei modi. 
Abbiamo parcheggiato la macchina poco distante dal ritrovo eppure in quei pochi metri, mi sono sentita a disagio. Joe era orgogliosissimo del suo cartello e diceva a tutti Make America kind again! Era dolcissimo, ma le reazioni non sono state tutte positive. Abbiamo ricevuto anche qualche sguardo di disapprovazione e non mi ha fatto piacere  perche' il messaggio era semplice e portato con la grazia di un bambino, ci vuole un bel cuore di carbone per offendersi.
Le stime della polizia dicono che eravamo fra i cinquemila e gli ottomila che per i parametri texani e' tantissimo. La manifestazione piu' importante del Texas e' stata organizzata ad Austin dove c'e' il parlamento, questa qui come tantissime altre, e' stata messa su all'ultimo minuto su Facebook ma ha avuto successo a suo modo. Una tale gioia. Vedere una quantita' di bambini, anziani, sedie a rotelle, tutti i colori, tutti i credo, camminare insieme, sorridere insieme, e' stato importante e mi ha toccato in maniera profonda. Mi ha ridato speranza. 
Anche la polizia e' stata ineccepibile. Gli agenti erano sorridenti, gentili e i manifestanti li ringraziavano continuamente e facevano foto con loro. 
La gente qui non e' abituata alle manifestazioni. C'e' questa idea che non servano a niente, che non siano costruttive e che quelli che ci vanno siano dei lagnosi inconcludenti. Beh, per manifestare contro Trump, sono usciti di casa in tanti, tantissimi in tutto il mondo, non solo qui. Quando vedi che l'unica cosa che ti e' rimasta e' manifestare il tuo dissenso, lo fai eccome. 
Chissa' forse tutto questo ci unira' e creera' la nostra forza nel futuro.  
Ad ogni modo, l'ultimo pensiero prima di concludere questa giornata cosi' speciale lo dedico a un tale che abbiamo incontrato per strada mentre andavamo alla manifestazione stamattina. Ha visto Joe con il suo cartello e si e' commosso o esaltato, non saprei dire. Ha chiesto di fare una foto con lui per ricordo e poi e' scappato via esclamando... and it's a better day already, ed e' gia' un giorno migliore.  

mercoledì 18 gennaio 2017

la marcia delle donne

È successo questo. Poco prima della fine della campagna elettorale sono uscite delle registrazioni in cui si sentiva Donald Trump dire cose vergognose sulle donne. La più famosa è che se sei uno di potere le puoi afferrare dagli organi genitali, diciamo cosi' (testualmente grab them by the pussy). 
Non solo Trump, contrariamente a tutte le previsioni, ha poi vinto le elezioni ottenendo il sostegno entusiasta di un sacco di donne rincitrullite, ma qualche giorno fa c'è stato anche un arresto. Un vecchio politico del suo partito ha pensato bene di applicare questo concetto alla lettera e di dare un pizzicotto a una collega proprio lì. Il distinto settantenne ha prima cercato di fare passare l'incidente come uno scherzo fra vecchi conoscenti e poi, messo di fronte all'evidenza filmata delle telecamere di sorveglianza, avrebbe affermato amo questo nuovo mondo dove non esiste più il politicamente corretto confondendo in maniera clamorosa il politicamente corretto con la civiltà perché è questo che sta succedendo qui, si confonde il politicamente corretto con l'educazione e il rispetto. La conseguenza e' che da quando è stato eletto Trump, succedono ogni giorno questi fatti deprecabili. 
Hai voglia di urlare a uno che parla un'altra lingua di tornarsene a casa sua e lo fai, ti stanno sulle scatole i neri? Li insulti per strada o appendi la bandiera dei confederati alla finestra, gli handicappati non ti fai piu' nessuno scrupolo a prenderli in giro e i gay pure. Per alcuni politicamente corretto vuol dire tenere con estrema fatica a bada i bassi istinti come quello di toccare una donna senza il suo consenso. E' tristissimo, ma come glielo spieghi che le cose non stanno cosi' a questi trogloditi che adesso si sentono in diritto di mettere in pratica le porcherie che escono dalla bocca del presidente eletto?
Qui tutti parlano della marcia delle donne che ci sara' sabato prossimo a Washington per protestare contro la mentalita' sessista di Trump e mi ero rassegnata a non partecipare per motivi logistici, ma dopo aver sentito questa notizia, io e Mr J ci siamo informati meglio e abbiamo visto che ci sono marce simili in tutti gli Stati Uniti e perfino in giro per il mondo per solidarietà nei nostri confronti. Cosi' sabato mattina parteciperemo alla marcia delle donne qui a Dallas tutti e quattro che e' giusto che Joe e Woody imparino certi valori fin da piccoli.