sabato 11 gennaio 2020

una settimana più texana delle altre

E' venerdi pomeriggio. 
Mi siedo un attimo a tirare il fiato e a riflettere sulla surreale settimana che ho avuto.
Faccio quasi fatica a credere a tutto quello che è successo.
Lunedi, primo giorno lavorativo del 2020: corso di sopravvivenza in caso di mass shooting con analisi dei vari incidenti del passato e testimonianze dei superstiti (qui). Se aggiungete al fatto che oltre a essere un'insegnante e in quanto tale responsabile di tutti i miei studenti, ho anche due bambini miei nello stesso edificio, potete forse vagamente immaginare la mia angoscia alla fine di quella giornata. 
Il giorno successivo mi si spezza nuovamente il cuore quando una bimba nera di sei anni mi chiede se quel tale bambino di cui parlavamo, quello che si è messo nei guai, era bianco o nero (qui).
Mercoledi ho fatto una lezione su Martin Luther King con una delle classi più disciplinate e serie (e bianche, non l'avevo mai notato prima) che ho.
Fra poco sarà Martin Luther King Day e sto facendo molte lezioni sull'argomento.
C'è stato un piccolissimo gruppo di ragazzi che si è comportato molto male in quella classe. Uno si è preso la briga di disegnare un ritratto di MLK per mezz'ora e poi gli ha aggiunto corna, zanne e artigli per farlo sembrare il diavolo.
Avevamo appena detto che è stato ucciso a 39 anni, che sarà più o meno l'età dei loro genitori, e che aveva quattro bambini. Dov'è l'empatia? Come si spiega una reazione simile? 
Il giorno dopo con lo stomaco ancora chiuso dalla delusione e dalla tristezza sono andata a parlare con la persona deputata in teoria a gestire questo tipo di situazioni. Mi ha consigliato di non dire niente e non tirare più fuori l'argomento. Vi lascio indovinare il colore della sua pelle. Fortunatamente ho poi trovato pieno appoggio in tutti gli altri insegnanti coinvolti e ora ognuno farà la sua parte per capire e correggere.
Il giorno successivo ho fatto una lezione su Keith Haring. Abbiamo letto un libro che raccontava fra le altre cose, quanto fosse buono e quanto avesse aiutato tante persone e soprattutto i bambini malati. La classe era rapita sia dalla storia del bambino che non faceva altro che disegnare sia dalle opere stesse con quei colori brillanti, il contorno deciso dei cartoni animati... finchè è arrivata la domanda fatidica.
- Era sposato?
- No, era gay.
Ho visto qualcuno sghignazzare sotto i baffi, ma ho lasciato cadere, mi sembrava più giusto non dare peso alla cosa in quel momento e fare passare con naturalezza il messaggio che non ci fosse nulla da discutere così come se avessi risposto che era sposato. Dopo un po' passando fra i banchi noto che una bambina ha disegnato Keith Haring (c'era scritto) dentro a un tornado con un fumetto che diceva qualcosa tipo "Muoioooo". E' vero che il compito era più o meno libero, ma doveva avere un senso rispetto a tutto quello di cui avevamo parlato. Quando le ho chiesto spiegazioni, mi ha risposto fra le risate che è stata felice quando ho detto che è morto giovane. Perchè? Le ho chiesto. "E' per la mia religione". Vi lascio indovinare quale religione sia. 
Ma non finisce qui. Successivamente ho accennato l'accaduto alla sua maestra. La collega non ha nulla (credo, suppongo) contro gli omosessuali, ma la sua spiegazione è stata squisitamente teologica. In sostanza il suo ragionamento è: siccome siamo tutti peccatori e siccome tutti i peccati si equivalgono agli occhi di Dio, siamo tutti uguali e "abbiamo tutti bisogno di Gesú". Poi l'ho vista parlare con la bambina. Ho visto la bambina scoppiare a piangere ed è finita così la lezione.
Ero allibita. Io penso che le motivazioni che un insegnante debba usare per convincere i propri studenti a non commettere discriminazioni debbano essere di tipo intellettuale e non basate sulla fede religiosa. Lo davo per scontato in una scuola pubblica e invece. 
E così, finalmente devo dire, oggi è venerdi. Nel mio cassetto, in classe, ora ci sono due kit per il pronto soccorso: uno con i cerotti e la scatolina per mettere i dentini quando cadono e l'altra per fermare i dissanguamenti. Non mi ci abituerò mai.

Avrete notato che non è più venerdi, ma sabato.
Dulcis in fundo, ho dovuto interrompere la scrittura di questo post perchè ieri sera è suonata la sirena dei tornado e siamo dovuti tutti correre in bagno, che è la stanza più sicura della casa.
Woody non si è fatto sfuggire l'occasione: "Mamma per favore non morire. Sarei molto preoccupato per te se morissi".
Scampato pericolo, era solo una tempesta. Partitella a carte in bagno e via, un venerdi sera come un altro per fortuna. 
Stamattina mi sono svegliata con Joe che si vestiva velocissimo saltellando di gioia come un grillo impazzito: "Sta nevicando! Sta nevicando!". E in effetti stava proprio nevicando. 
Sono passate quattro ore e c'è un sole che spacca le pietre. Domani dovremmo essere sui 15 gradi.
E niente. Andiamo avanti così, senza annoiarci mai.

mercoledì 8 gennaio 2020

privilegi

Ieri un mio studente, un bambino di sei anni, ha rotto un tavolo. Proprio rotto rotto. Non sono cose che succedono tutti i giorni, abbiamo tavoli abbastanza robusti. Quindi adesso c'è un tavolo ribaltato senza una gamba che sembra una sorta di scivolo in mezzo alla mia classe e funziona un po' come una calamita, solo che invece del ferro attrae i bambini.
Visto che come tutti sanno è inutile ignorare l'elefante... cioè il tavolo rotto nella stanza, ho messo subito le cose in chiaro con le classi che sono arrivate dopo. Sì, c'è questo oggetto misterioso, qualcuno è finito in presidenza piangendo, non fate come quel qualcuno.

Risposta di una bimba afroamericana:
- È stato un bambino bianco o nero?
Mi è venuto solo da dire: non ha nessuna importanza. Però il fatto che me lo abbia chiesto, lascia un certo amaro in bocca.
Numerosi studi mostrano come perfino a scuola i bambini neri tendano a essere puniti più di quelli bianchi. Le bambine di colore poi tendono sempre a essere percepite come meno innocenti e più anziane della loro età reale.
Posso immaginare che queste siano cose di cui si parli a casa di quella bambina. I genitori l'avranno messa in guardia oppure avranno avuto qualche brutta esperienza.
Come sempre, a un bambino bianco (così come a un'insegnante bianca) una domanda del genere non sarebbe mai venuta in mente.
Se ci pensate, è questa l'ingiustizia vera, che una parte della società debba preoccuparsi fin dall'infanzia di queste problematiche, che una bambina di sei anni sotto sotto possa avere il dubbio di essere punita per il suo aspetto fisico e non per il suo comportamento.
Immaginate come piccoli episodi come questo che succedono ogni giorno, possano poi condizionare la crescita di una persona.

lunedì 6 gennaio 2020

il mio primo giorno di lavoro del 2020

Oggi a scuola abbiamo fatto il corso di pronto soccorso. Di solito qui gli insegnanti lo fanno un anno sì e uno no. L'ho fatto tante di quelle volte che non pensavo ci fossero delle sorprese e invece.
Questa volta oltre alle solite cose ci hanno insegnato come intervenire sulle ferite di arma da fuoco. Cose tipo esercitarsi a inserire garze kilometriche nelle ferite o fare smettere di sanguinare uno che ha perso la mano. Poi sono andati via quelli del pronto soccorso ed è arrivato un agente federale che era esattamente come uno può immaginarsi un agente federale americano. Una sorta di incrocio fra Brad Pitt e Bradley Cooper con una voce di quelle che ti fanno scattare sull'attenti, ma che allo stesso tempo ti danno sicurezza anche di fronte all'impensabile. E lui ha fatto una lunga presentazione, sulle dinamiche più comuni che si innescano quando in un luogo pubblico arriva un "active shooter".
E niente. Sono arrivata a casa, ho preso la bici di corsa prima che andasse giù il sole e sono arrivata qui nel mio posticino a cercare di capire se c'è un modo per dimenticare tutto quello che ho sentito oggi e allo stesso tempo per ricordarlo in ogni dettaglio in caso dovesse tornare utile.
E questo è stato il mio primo giorno di lavoro del 2020.
Decisamente
#noncelasifa

giovedì 2 gennaio 2020

piccole scoperte di questi giorni

In questi giorni di vacanza, ho fatto tutto tutto quello che mi piace (cose tipo dormire, disegnare o passeggiare senza meta). Viaggiando molto (foto qui), non ho avuto tempo per leggere, ma ho scovato alcune cose che potrebbero interessare a qualcuno di voi. Dopo tutto se siete arrivati fino a questo piccolissimo blog, è perchè abbiamo gusti simili.
(Tutto in inglese, vi avverto)
Mi sono imbattuta in alcuni podcast che sono legati al tema che mi affascina sempre molto dei cosiddetti "buoni propositi" dell'inizio dell'anno.
- Il primo è un episodio di Code Switch, un podcast che ho trovato spesso illuminante. Si occupa dei temi più disparati, ma dal punto di vista della diversità e dell'identità. In questo caso -l'episodio si intitola Beautiful Lies - il tema è la bellezza. All'inizio dell'anno tutti cercano di fare dei cambiamenti per risultare più attraenti, ma da dove vengono le norme di bellezza a cui cerchiamo di conformarci? Si parla, ad esempio, di come è cambiato il concetto di bellezza coreano dopo l'introduzione della chirurgia plastica che 'occidentalizza' la forma degli occhi. Si parla dello stereotipo femminile quasi irraggiungibile delle Latinas da cui ci si aspetta che siano magrissime, ma allo stesso tempo formose come Sofia Vergara o Jennifer Lopez. Le famiglie insistono per farle mangiare, ma poi le bombardano di commenti sul peso e i disturbi alimentari aumentano a vista d'occhio (a un certo punto pensavo parlassero della Puglia). Si scivola così dentro al tema del rapporto fra bellezza e povertà e bellezza e potere.
- Poi c'è un episodio di Hidden Brain, un podcast di psicologia, che mi è piaciuto molto. Si intitola Creatures of Habit: How Habits Shape Who We Are - And Who We Become e spiega come si formano le abitudini.
Ho trovato anche il tempo per guardare (anzi binge-guardare fino alle 2 di notte) due serie belle belle, che parlano di donne:
- Mrs. Fletcher (HBO) che racconta la vita di una madre dopo che l'unico figlio esce di casa per andare all'università.
- Shrill (Hulu) che racconta la vita di una ragazza intelligente, acuta, brillante e...grassa.
Aggiungo alla lista (mi sembra di essere Obama...) anche il primo episodio di The Art of Design Season 2 su Netflix, con Olafur Eliasson che parla del suo lavoro (qui il trailer). Arte e ambientalismo. L'ho guardato ben due volte. Oro.
Ultimamente la politica, cerco di evitarla, ma questo podcast di Vox che spiega tutto quello che Trump ha realizzato finora come presidente, mi è piaciuto moltissimo e mi ha dato da riflettere.
Ci sono ancora tre giorni e mezzo di vacanza, scappo!