lunedì 23 dicembre 2019

ti tuffi?

Un pomeriggio mentre finivo di lavorare Joe e Woody giocavano in classe. Dopo un po' Woody ha trovato una gomma o qualcosa del genere e ha fatto per mettersela in bocca. La classe di arte è davvero un postaccio alla fine della giornata. No, meglio non mettere niente in bocca.
Lui accenna quel suo sorriso furbetto e Joe lo avverte:
- Don't do it, you don't want to get really sick and die (Non farlo, non vorrai mica ammalarti e morire).
- I don't want to dive (non voglio tuffarmi)! - e mette subito giù la gomma.
Woody dice "to dive", tuffarsi, invece di "to die", morire, e l'effetto è sempre notevole perchè immaginare la morte come un tuffo verso l'ignoto in un certo senso è acuto e anche molto poetico, a mio parere. E' un'immagine evocativa, onirica quasi.
Poi ha proseguito:
- Did Terry dive? (Terry si è tuffato?)
Terry, nonno Terry, era il papà di Mr J che purtroppo si è tuffato tanti anni fa. Nemmeno io l'ho mai conosciuto. Non parliamo spessissimo di lui, quindi sentirlo nominare così da Woody, come se facesse parte della nostra quotidianità, mi ha fatto un po' trasalire.
Joe, come sempre, si è incaricato delle spiegazioni.
- Sì, nonno Terry è morto.
- E dov'è adesso?
- Non c'è più, è morto.
- E dove abita?
- Woody... non c'è più.
- Sì ma dove abita? Dov'è la sua casa?
- Non ha una casa, non c'è più.
- Ah, non abita più in Texas?
Non ne siamo venuti a capo. Per lui, a quattro anni, che una persona non ci sia più, non ha nessun senso. E devo dire che posso capirlo: anch'io che di anni ne ho molti di più, faccio ancora fatica ad afferrare questo concetto.
Mentre tornavamo a casa, sono ricominciate le domande.
- Dove abita Terry?
Ho cercato di spiegargli che non abita da nessuna parte perchè il suo corpo non c'è più. Alcune persone credono che ci sia un paradiso dove vanno le persone come lui, ma non ne so molto, non ci sono delle prove scientifiche o delle fotografie del paradiso.
Lui riflette un attimo, poi guarda fuori dal finestrino e indica un tizio che cammina sul marciapiede:
- Well, good thing that guy didn't dive! (Menomale che quel tizio non si è tuffato!).
Ed è finita cosí, cioè non è finita per niente. La morte e il tempo che passa sono diventati - con molta serenità devo dire- gli argomenti preferiti di Woody. E' riuscito a intrattenerci per quattro ore di viaggio, una volta, parlandoci di tuffi, Terry e tutto il resto. Lo affascina la condizione umana, il mistero dell'esistenza. A chiunque capiti sul suo cammino per prima cosa chiarisce "Io ho quattro anni". Magari è a testa in giù al parco giochi, vede un bambino arrivare e mette subito in chiaro ancora dondolando: "Ho quattro anniiii". Gli adulti di solito si guardano alle spalle e quando realizzano che sta parlando proprio con loro, gli dicono qualcosa tipo bravo, anche se non ha molto senso oppure cercano di battere il cinque e lui li guarda stranito e glielo rispiega: "Ho quattro anni, tu quanti anni hai? Come ti fa sentire il fatto che l'anno prossimo avrai un anno di piú?".
A lui sembra una cosa entusiasmante e meravigliosa diventare sempre più grande. E' convinto che ogni anno diventerà sempre più grande e forte e a un certo punto, finalmente, andrà in terza come suo fratello. Dopo la terza, il futuro si fa più nebuloso.
Una volta stavamo giocando a farci il solletico e lui fra le risate ha urlato: "Mamma, tu non ti tufferai mai!".
Mi ha lasciato di stucco. Era completamente fuori contesto, non stavamo facendo un videogioco in cui si 'muore', nessuno stava parlando di 'morire' e a lui è venuta in mente questa cosa lo stesso.
A rafforzare le sue paure un piccolo incidente che è successo qualche settimana fa. Mentre ero con lui al parco, sono quasi stata investita da un automobilista molto distratto (spoiler alert: non mi sono fatta nulla - qui tutta la storia). Mentre io ero di spalle, lui ha visto questo macchinone dirigersi verso di me e fermarsi giusto un filo prima di toccarmi. Chiaramente si è spaventato tantissimo. Quando tutto è finito, si è raccomandato: non morire mai più mamma!

Come fanno i bambini a metterci di fronte a tutto il meglio e il peggio della vita ogni giorno, più volte al giorno? In un certo senso, tra l'altro, è buffissima questa cosa di Woody per la morte: è il bambino più allegro che abbia mai visto. Ride tutto il giorno. "Culetto! Puzzetta! e ride, ride come un matto. Poi magari all'improvviso, sempre col sorriso sulle labbra, torna al suo argomento preferito dopo i Pokemon: il mistero della condizione umana.

4 commenti:

Bulut ha detto...

I bambini sono straordinari... e lo è il tuo Woody :)

Un abbraccio e buon natale!

nonsisamai ha detto...

Grazie, anche a te Bulut! :)

dario celli ha detto...

Non morire più, per favore...

d.

Unknown ha detto...

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