lunedì 18 novembre 2013

la lingua che parli influenza i tuoi pensieri? sei bilingue o biculturale?

Qualche giorno fa, ho letto un articolo sull’Economist che tratta una questione che mi interessa molto: se la lingua che parliamo e’ in grado di influenzare la nostra personalita’.

La prima volta che ragionai su questa cosa, fu molti anni fa, quando feci uno scambio linguistico con uno studente americano. Ci incontravamo una volta alla settimana, lui mi aiutava con l’inglese e io con lo spagnolo. Questo ragazzo, era un entusiasta, anzi quasi un esaltato della lingua spagnola. Mi racconto’ che lui voleva parlare il piu’ possibile in spagnolo perche’ in quella lingua si sentiva felice. Es como fumarme un porro, cioe’ diceva che per lui parlare spagnolo era come farsi una canna. Mi faceva molto ridere e dato che anch’io mi sentivo molto piu’ felice parlando spagnolo che inglese, non ebbi grandi benefici dal nostro scambio.

Col tempo, ho notato delle differenze anche nella maniera in cui io stessa uso le lingue. In spagnolo, soprattutto all’inizio, dicevo un sacco di parolacce che non avrei mai detto in italiano (il mio era il famoso spagnolo imparato por la calle…), e ancor meno in inglese.

Anzi, a dire la verita’ in inglese non dico mai nessuna parolaccia. Non mi sono mai ripresa dal trauma di aver detto accidentalmente culo davanti alla Nonna Johnson nel 2008. Dopo quell’esperienza, ancora oggi ho il terrore delle parolacce in inglese, deve essere stress post traumatico.

Ma le differenze piu’ grandi le ho notate in Mr. Johnson. Quando ci siamo conosciuti l’unica lingua che avevamo a disposizione per comunicare era lo spagnolo, poi entrambi abbiamo imparato la lingua dell’altro e io gli ho sempre detto senza scherzare che e’ un po’ come avere avere a che fare con tre persone perche’ la sua personalita’ cambia notevolmente da una lingua all’altra.

Di solito sembriamo tutti meno sicuri di noi stessi in una lingua che non e’ la nostra. Dover pensare in un’altra lingua ci rallenta e ci rende meno spontanei, spiritosi, sarcastici. Come e’ logico che sia, ci sforziamo di non dire qualcosa di sbagliato insomma.

Supponiamo, pero’, che la nostra competenza sia speculare in entrambe le lingue. Ecco, perfino in questo caso potremmo notare delle differenze nel nostro modo di comportarci. Questo avviene, secondo l’articolo, perche’ essere bilingue non significa affatto essere biculturale. Ed e’ qui che la discussione si complica e si fa ancora piu’ interessante.

E’ probabilmente per questo che il mio amico americano si sentiva felice parlando spagnolo perche’ lo associava al divertimento, ai viaggi, alle feste. L’inglese invece per lui era la lingua dei doveri, del lavoro, dello studio. Immagino possa succedere qualcosa del genere anche al piccolo Joe un giorno. L’italiano e’ la lingua di casa, delle vacanze. L’inglese della scuola e del dovere. Oltretutto, stranamente sia io che Mr. Johnson tendiamo a parlargli in inglese quando si tratta di rimproverarlo. Forse perche’ abbiamo l’impressione che capisca meglio? Chissa’.

Mi piacerebbe sapere come la pensate e qual e’ la vostra esperienza.

13 commenti:

ciacco29 ha detto...

Caspita tu si che sai fare riflettere!
Non sono bilingue e non allevo bimbi bilingue quindi non posso pronunciarmi in modo approfondito sul bi(mulit)linguismo/bi(multi)culturalismo, anche se così a naso direi che non sia facile essere perfettamente equlibrati in fatto di usi linguistici e culturali.
Quello che so per certo è che è più facile e più efficace scrivere testi "tecnici" in inglese che in italiano.
L'inglese infatti si presta molto meno alle catene di subordinate ed ai periodi involuti e barocchi.
Ora, è vero che le tecniche che vengono usate sono di derivazione latina e giungono più o meno invariate dalle regole della retorica classica, però è anche vero che per certi versi l'inglese è più simile al latino classico dell'italiano moderno.
Il che è tutto dire.

Valentina VK ha detto...

Io e I'll senator ci parliamo in inglese,con granb stupore degli estranei che ci chiedono sempre perche nn ci parliamo in italiano (lui ora lo sa discretamente) o in polacco (cosi io imparerei meglio).diamine nn saremmo noi due! Sono otto anni che stiamo insieme in inglese che ci diciamo le belle e le brutte cose in inglese,che conosciamo I modi di dire dell altro...in italiano o in polacci non saremmo alla pari e sopratutto nn saremmo noi!

Zion ha detto...

Personalmente non mi sento diversa parlando lingue diverse, solo più frenata quando mi scappa un termine, e magari salta fuori in un'altra lingua (cosa che mi accade spessissimo). Se potessi, vivrei comunicando in un impossibile miscuglio di italiano, spagnolo inglese condito stocasticamente con qualche parola sparsa di tedesco e qualche costruzione propria del francese.
Insomma, sarei incomprensibile, ma sempre me stessa, senza cambiamenti. Quindi non capisco la sensazione che descrivi.

MarKino ha detto...

boh, non so. io passo agilmente dall'inglese all'italiano nella stessa conversazione - metti che sto parlando in italiano con un collega, poi entra una terza persona nella stanza e per coinvolgerla capita che io finisca la frase in inglese.
non mi sembra di percepire cambiamenti di personalita`, nel processo.

havasflugilojn ha detto...

Sul fatto che il bilingue non sia anche biculturale in effetti ci sono diverse opinioni. Alcuni studiosi pensano che il bambino bilingue scelga una delle due culture (e spesso è più quella del posto dove vive che quella della lingua parlata in casa), altri non escludono che possa trovarsi "in mezzo" non acquisendo nessuna delle due, ma non per questo essere "deculturato", anzi questo può essere una grande risorsa, di una persona che cresce con orizzonti "più aperti". Ma in genere il bambino bilingue sa perfettamente adeguare il suo modo di essere nelle situazione: si comporta da inglese con gli inglesi e da italiano con gli italiani. Diciamo che ad ogni modo c'è un'enorme differenza fra il crescere bilingue e imparare una seconda lingua da adulti, intendo a livello cognitivo (cioè dove si "localizza" la seconda lingua nel cervello: nel caso del bambino che cresce bilingue le due lingue si localizzano nello stesso posto e hanno a che fare con la memoria implicita mentre nel caso di acquisizione tarda la seconda lingua si troverà in un'altra area del cervello -sto un po' semplificando). Detto questo la lingua influenza la personalità? A mio parere sì, certamente, e a tal proposito penso sempre alla lingua tedesca dove spesso il verbo va posto alla fine della frase il che implica lasciar parlare l'interlocutore finché non abbia finito senza aggredirlo interrompendolo prima come spesso facciamo noi italiani :)

Anonimo ha detto...

Io parlo bene solo l'italiano ma vivo all'estero, e mio marito non e' italiano (ma non del paese dove viviamo).

Mi ritrovo a dover usare comunemente l'inglese (per lavoro) e a dover interagire con la mia famiglia acquisita. Mi ritrovo a parlare (con livello superiore alla mera sopravvivenza, ma ben distante dalla perfezione) tedesco, ungherese, inglese. (senza aggiungere altre lingue che so a livello rudimentale, e comunque non ho pratica a parlarle).

Beh, decisamente io sono veramente a mio agio solo in italiano. Sto guadagnando confidenza in inglese (all'inizio era terribile: ero stressata perche' e' la lingua che tutti conoscono, ma che parlavo peggio).
Ungherese e tedesco sono lingue che mi mettono piu' a loro agio, nonostante non le domini. Forse, perche' non c'e' lo stress del lavoro associato ad esse.

Confermo che, nel mio caso, il non parlar bene una lingua mi mette a disagio, e non sono veramente me stessa: io riesco a litigare davvero solo in Italiano, per esempio. Un problema se dovessi venire ai ferri corti con chi non lo capisce.

E diro' di piu': ovviamente uno si abitua e se ci fosse necessita', riuscirei a sopportare un lungo periodo di comunicazione solo in lingue diverse dall'italiano, pero' sarebbe una prova dura (come lo e' stato in passato): non sai che bello ora che sul lavoro, volendo, posso parlare italiano, perche' uno stretto collaboratore e' italiano pure lui. Sicuramente rendo meglio.

Pero', giustamente, quando poi rientro in italia e sto con la mia famiglia, e' difficile a volte ridere con loro della mia quotidianita': perche' si svolge in una lingua diversa e, a volte, sento che "perde" nella traduzione.

E' vero, se parlo ungherese o tedesco sono un po' un'altra persona. Lo stesso quando parlo inglese. Che strano, in effetti, perche' fondamentalmente i miei principi non cambiano, sono sempre io. Ma mi esprimo in maniera diversa.

[Bulut]

SELENA ha detto...

mi ritrovo in quel che hai scritto. l'inglese é la lingua del lavoro, lo spagnolo la lingua quotidiana che sí, mi da piú allegria parlare, e anche quando mi arrabbio mi esce lo spagnolo e non l'italiano. l'italiano ormai é la lingua della patria, ma che uso solo con il bimbo. e mi ritrovo anche a pensare in maniera differente a seconda che usi una delle due lingue perché i contesti cambiano. e noto pure questo: lingua-intonazione, nel senso che a seconda della lingua che parlo cambia l'intonazione della mia voce, un fatto abbastanza strano! peró ora lo noto anche nel bimbo ed é incredibile come la voce si adatti alla lingua che si parla. e quindi sí, a seconda della lingua parlata sembriamo persone diverse.

nonsisamai ha detto...

ciacco: no veramente e' l'economist... :))

valentina vk: io penso che ogni coppia mista trovi il suo equilibrio linguistico che dall'esterno e' davvero difficile comprendere a volte. noi abbiamo perfino cambiato lingua. a un certo punto, quando siamo arrivati qui, siamo passati dallo spagnolo all'italiano e ci e' venuto perfettamente naturale.

zion e marco: il dibattito e' piu' che mai aperto. mi piacerebbe chiedere un'opinione a qualcuno che vi conosce nelle varie lingue. quando il livello e' alto, le sfumature sono minime.

havasflugilojn: commento interessantissimo, grazie! l'articolo faceva l'esempio speculare del greco. loro il verbo lo mettono all'inizio e si interrompono in continuazione :)

bulut:quante lingue! a parte il numero delle lingue pero' sono esattamente come te: adoro e ho bisogno di parlare italiano il piu' possibile. l'italiano mi rigenera! (e' anche per questo che e' nato questo posto...)

selena: che strana questa cosa che quando ci arrabbiamo non ci esce l'italiano, mi incuriosisce un sacco questa cosa...

simonetta vernia ha detto...

I miei tre figli relativamente al proprio lavoro parlano correntemente sia inglese che francese e come afferma qualche intervento, ho notato che la lingua influenza la personalità, a mio parere anche se si ha dimestichezza con una lingua straniera fin dai tempi della scuola. A tal proposito mi riferisco alla lingua inglese cosi' sintetica e quasi pragmatica tanto è vero che i miei figli quando parlo mi invitano alla sintesi mentre io formulo periodi con incisi rimandi richiami che implica l'interlocutore a terminare succintamente il discorso senza fronzoli e peamboli. NOI italiani :) !!!!!!
simonetta

simonetta vernia ha detto...

I miei tre figli relativamente al proprio lavoro parlano correntemente sia inglese che francese e come afferma qualche intervento, ho notato che la lingua influenza la personalità, a mio parere anche se si ha dimestichezza con una lingua straniera fin dai tempi della scuola. A tal proposito mi riferisco alla lingua inglese cosi' sintetica e quasi pragmatica tanto è vero che i miei figli quando parlo mi invitano alla sintesi mentre io formulo periodi con incisi rimandi richiami che implica l'interlocutore a terminare succintamente il discorso senza fronzoli e peamboli. NOI italiani :) !!!!!!
simonetta

K ha detto...

La "mia" lingua adesso e lo spagnolo, mi sento piu ad agio parlandolo, piu che con il ceco purtroppo. Io direi che sono la stessa, che mi comporto uguale in tutte le lingue che usiamo tra noi due, anche se adesso D mi dice che nello spagnolo parlo molto di piu come uno scaricatore di porto. Ed e vero!!! Sara perche alla fine non e la mia lengua materna e quindi non mi sembra cosi grave dire delle cose che in ceco non uscissero mai dalla mia bocca. Anche per quello forse le prime parolaccie che dico al arrabbiarmi, sono sempre in spagnolo
Eccetto quando sono in macchina - li bestemmio solo in italiano, e ovvio che la colpa e di chi mi ha insegnato cosi:))

Luciano ha detto...

"Parlo in spagnolo con Dio,in italiano con le donne, in francese con gli uomini, in tedesco con il mio cavallo." (Carlo V)
Ogni lingua ha il suo carattere. Lo spagnolo è una lingua più dolce, più adatta a esprimere sentimenti perfino dell'italiano.
Poi capita facilmente che esistano delle espressioni adatte ad esprimere un concetto in una sola lingua (provateci voi a tradurre in italiano "enchilarse")

Franci ha detto...

Devo dire che, pur non essendo bilingue, parlo fluentemente l'inglese. E noto la differenza. Sarà che gli Stati Uniti mi piacciono un sacco, sarà che con gli statunitensi mi sono trovata sempre meglio che con gli italiani, sarà che gli Stati Uniti sono per me associati a momenti felici della mia vita...però quando parlo in inglese sono più allegra, mi spiego meglio, non ho difficoltà a trovare le parole, mi sento...più "io".