martedì 16 febbraio 2010

la verita’ e’ scomoda e la realta’ complessa

Oramai se mi seguite abbastanza spesso, vi sarete resi conto di quanto in questo periodo piu’ che mai, sia interessata a tutti i problemi relativi al razzismo e ai cambiamenti della societa’ in questo senso. Dunque, cos’e’ la cosa peggiore che a una persona come me, cosi’ idealista e presa da queste tematiche puo’ succedere?

Accorgersi che determinati luoghi comuni -che combatto e combattero’ sempre per principio- talvolta possono anche essere veri.

Un po’ di tempo fa ho organizzato una piccola festa e ho fatto per la prima volta qui una delle mie cose preferite in assoluto: fare conoscere i miei amici fra loro e vedere cosa succede. Da straniera qui, faccio in genere amicizia con gli stranieri. Non e’ una scelta deliberata, capita cosi’ tante volte e dicono sia piuttosto normale. Erano quasi tutti di paesi diversi e si sono trovati bene come prevedevo, un gruppo omogeneo all’apparenza. Tranne due. Lo hanno notato tutti: era come se non c’entrassero. Dentro di me, probabilmente mi ero accorta da un po’ che qualcosa non quadrava, ma non riuscivo proprio ad accettare l’evidenza. Questa coppia, che inizialmente mi aveva ispirato simpatia e con cui sulla carta si hanno mille cose in comune, dopo due anni di conoscenza anche piuttosto assidua, si e’ rivelata una macchietta perfetta di ogni vizio e leggenda legati al loro paese di origine. Non mi hanno fatto nulla di male, anzi. Mi hanno sempre spiegato tutte le loro tradizioni e fatto entrare abbastanza nella loro mentalita’ da farmi capire che – accidenti!- non mi piace neanche un po’. Ecco l’ho detto, che liberazione. C’e’ voluto un giudizio esterno per farmi aprire gli occhi: la verita’ e’ che non avrei mai fatto amicizia con persone cosi’, se non fossero state di quel paese li’. Non potevo mica mettermi a escluderli pure io come gran parte della societa’ in tutto il mondo fa da sempre. E invece alla lunga, devo ammettere che quei piccoli scogli iniziali sono diventati scogliere, precipizi, veri e propri abissi di incomprensione culturale e politica da cui e’ sempre piu’ complicato riemergere.

Per favore, non cercate di indovinare il paese da cui provengono, sarebbe troppo sbagliato metterla su quel piano li’, anche perche’ sono ancora sicura che si tratti di un caso da non generalizzare assolutamente. Il punto a cui voglio arrivare e’ un altro: perche’ le cose devono essere sempre cosi’ problematiche? Uno dice: odio il razzismo, studio libri su libri, sono perfettamente al corrente dei pericoli e me ne guardo e poi –proprio io- mi imbatto in due che sono uno stereotipo fatto persona?!

Come se io fossi una mafiosa che mangia pizza e suona il mandolino tutto il giorno!

Questa cosa mi da’ un fastidio inimmaginabile. E’ cosi’ comodo ragionare per compartimenti stagni qualche volta, pensavo di poterlo fare almeno in questo caso, e invece no.

Non ci sono mai abbastanza etichette da appiccicare alla realta’.

24 commenti:

D. ha detto...

Neanche a me piacciono gli stereotipi (come a tutti gli "emigranti" suppongo), ma in generale credo che abbiano una base di veritá: sono una visione esagerata e distorta di comportamenti ed elementi culturali "reali". È razzismo pensare che tutti i membri di una certa etnia o nazionalitá pensino e si comportino secondo questi stereotipi. Non è razzismo trovare una persona che incorpori tutti gli stereotipi del caso e non apprezzarla.

Secondo te esistono gruppi in cui sia più forte la relazione tra appartenenza e personalitá della gente? In cui la proporzione di mafiosi-mangia-pizza sulla popolazione totale sia "alta"? Non voglio esempi concreti... ma è un dubbio che mi sono posto qualche volta. Ci sono gruppi su cui a pensare per stereotipi "si fa peccato ma ci si azzecca spesso"?

Daniele

cowdog ha detto...

il fatto e' che - purtroppo - se certi luoghi comuni esistono e' perche' qualcuno, in parte o completamente li incarna. come per le leggende, c'e' sempre un fondo di verita' che le ha ispirate.
e noi sappiamo che tra gli italiani che emigravano c'erano i gran lavoratori (magari qualcuno suonava il mandolino), ma anche i criminali. e poi gli spaghetti li mangiamo piu' o meno tutti, no? :)
P.S. comunque e' successo anche me, diverse volte. e fortunatamente ho un'amica con la quale ho potuto sempre aprirmi e dire "non mi piace", senza essere tacciata di razzismo, perche' in fin dei conti se un individuo e' cosi', non significa che tutta la nazione lo sia. e allora si', quello sarebbe razzismo.

Francesca ha detto...

Mi dispiace che tu ci sia rimasta male...ma sono sicura che sia un caso e che quei due sarebbero così anche provenendo da un'altro paese/cultura. Secondo me il razzismo è trasversale e non dipende da singole etnie. Io ho amici dello "stesso loro paese" e devo dire che sono persone meravigliose con un cuore veramente grande e le differenze culturali che inevitabilmente ci sono tra noi ci arricchiscono reciprocamente. Baci

suibhne ha detto...

sono d'accordo con Daniele, capita che qualcuno incarni gli stereotipi...

Ma poi ci sono stereotipi e stereotipi: se non si può dire che tutti gli italiani siano mafiosi, tutti gli ebrei siano tirchi (o tutti i genovesi, cosa in realtà un po' più vera), tutti i francesi non si lavino... è generalmente vero che in Francia si fa un gran parlare orgoglioso di "essere francesi", che in Svizzera tutto va generalmente come deve andare e che i cinesi emigrati tendono a costituire comunità impermeabili...

Elisen ha detto...

lo stereotipo si fonda sull'osservazione del reale ed è quindi molto utile. l'importante è non esaurire o limitare la conoscenza dell'altro attraverso esso.
ps- comunque i tedeschi sono di un glaciale! :)))

Ali ha detto...

Non sentirti in colpa, non pensare alla nazionalità, pensa a loro come persone. Ti piacciono o no? Tutto il resto non dovrebbe influenzare il tuo parere.

:*

MarKino ha detto...

secondo me, non e` razzismo se, a ragion veduta, decidi che non ti piacciono LORO.
se poi, per induzione, decidi che probabilmente non ti piaceranno molti dei loro connazionali, allora questo, secondo me, comincia ad esser razzismo.

nonsisamai ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
nonsisamai ha detto...

daniele: se "sei tu" :) sai a cosa mi riferisco, ne abbiamo parlato quando eri qui e stavo cominciando a rendermi conto del problema.

se "non sei tu" ho fatto una grande gaffe, pazienza :)

comunque per quanto riguarda la domanda, per la mia esperienza finora, la risposta e' no. non ci sono gruppi, ma qualche volta persone che riflettono determinati stereotipi in maniera particolare. il problema nasce quando gli stereotipi sono negativi. insomma, un conto e' conoscere un italiano mafioso, un conto uno che mangia la pizza, no?

un bello spunto di discussione. sarebbe interessante se qualcun'altro volesse dire la sua in proposito.

nonsisamai ha detto...

cowdog: sono sempre discorsi un po' rischiosi e imbarazzanti da fare pero'...

francesca: e tu come fai a saperlo? :))

suibhne: gia', e' proprio un problema di quale e' lo stereotipo. ho un amico francese, per esempio, che fa un po' "il superiore" a volte quando si parla del suo paese. e viene puntualmente preso in giro. anzi, e' lui il primo a ridere sotto i baffi quando "entra nello stereotipo". insomma, sta tutto all'intelligenza delle persone, al contorno, se cosi' si puo' dire.

elisen: questo commento ha un non so che di geniale :)))

ali: sinceramente no. pero' non mi piace nemmeno che non mi piacciano. mi sono capita da sola :) comunque grazie ali

markino: come tutti non penso di essere razzista :) pero' e' brutto che una volta che ti viene spiegato tutto il perche' e il per come di determinate tradizioni e religioni continui a non capirle e a non apprezzarle.

cowdog ha detto...

nooo Elisen, non mi puoi dire che i tedeschi sono glaciali. fatti un giretto qui in svizzera...

nonsisamai ha detto...

cowdog: si, pero' renditi conto che elisen viene dal texas :)

MarKino ha detto...

@ nonsi: era un tu impersonale :) ...
bhe, ma si puo` pure decidere che certi aspetti di una cultura si puo` non accettarli o quantomeno non capirli, senza per questo essere razzisti; il razzismo e` un giudizio a priori sul singolo, basato sulla generalizzazione: sei italiano quindi sei disonesto/cuoco/enologo/puttaniere ...

cowdog ha detto...

@markino la tua equazione mi ha fatto ridere ! italiano enologo e puttaniere meglio di mafioso e mandolinista?

@nonsi eh gia', e' tutta una questione di prospettive. io mi sono trasferita da milano alla germania e poi mi sono catapultata qui, tra le bamche e le mucche...

D. ha detto...

Si, Daniele "sono io" :)

Sono naturalmente daccordo su stereotipi positivi e negativi... gli italiani mangia pizza sono davvero insopportabili! ;)

Anja ha detto...

Devo dire la verità, io credo sinceramente che la cultura di cui parli tu sia specificamente una che e' difficile da comprendere. Almeno, se guardo alla mia esperienza quasi tutte le persone con cui non riuscivo proprio a "connettermi" o che proprio non mi piacevano venivano da dove vengono i tuoi amici. Si noti non tutti quelli che venivano da li' mi creavano resistenze, ma quasi tutti quelli con cui non mi mi sono trovata bene venivano da lì. Credo sia possibile, che ci siano distanze culturali oggettivamente difficili da colmare. il che non giustifica alcune generizzazione e scusa le frasi contorte ma ho voluto rispettare il tuo desiderio di non fare "nomi". Cosa che condivido, che senza contesto accurato travisare è troppo facile.

Anja ha detto...

(p.s. commento fatto ammesso e non concesso che da lettrice assidua abbia capito di chi parlavi :) )

nonsisamai ha detto...

markino: spero che il puttaniere sia riferito solo ai fatti di attualita' :( "enologo" invece mi ha fato venire in mente....
http://nonsisamai-nonsisamai.blogspot.com/2009/12/arent-you-italian.html

d: menomale!

anja: credo che tu abbia capito. in effetti ne ho fatti di tentativi e ne ho anche scritto qui ogni tanto, ma sembra che piu' li conosco e meno li capisco. e' molto triste anche perche' questa distanza in teoria non dovrebbe esserci con tutto quello che condividiamo a livello culturale. e qui mi fermo.
non e' che voglia fare gli indovinelli e' che non si sa mai purtroppo chi sta dalla'ltra parte dello schermo. mi fa piacere che tu abbia capito questa necessita', grazie.

Francesca ha detto...

Quando dici che "determinate tradizioni e religioni continui a non capirle e a non apprezzarle", non credo che si possa parlare di razzismo. Il razzismo c'è quando manca il rispetto per l'altro. Per il resto secondo me è lecito dissentire se non condividi.

MarKino ha detto...

@cowdog: contento di averti fatta ridere! e poi nonsi ha gia` fatto notare comme l'equazine italiano = enologo (peraltro successa anche a me, ospite a cena a casa di studenti tedeschi) possa essere imbarazzante :)

@nonsi: ma il razzismo si fa anche su quello ... non ti capita mai di stranieri che ti chiedano: sei italiana? ma come potete continuare ad eleggere berlusconi?

Elisen ha detto...

@cowdog - l'ho detto per giocare sul discorso stereotipi..come sempre sbatto contro il limite della scrittura!pazienza...comunque rispetto ai texani son glaciali :)

cowdog ha detto...

@Elisen: si scherza, conosco fin troppo bene i tuoi commenti intelligenti per non avere capito.
Ma allora 'sti texani sono davvero cosi' caldi ?

nonsisamai ha detto...

markino: se capita? magari in maniera un po' meno diretta ma quasi sempre...ufff

francesca: si, e' stato fatto un notevole sforzo. che non si fermera' qui, ci riprovero'! :)

cowdog: bollenti! :)))

Verde ha detto...

non ti infastidire. hai cercato di capire, di conoscere. Non si può condividere le idee di tutti e nemmeno trovare simpatici tutti.