martedì 6 luglio 2021

cos'è una gran signora?

Questa mattina quando ho letto che Raffaella Carrà se n'è andata in silenzio come una 'gran signora', ho sentito un piccolo moto di rabbia.

"Se n'è andata da gran signora quale era. In rigoroso silenzio. Non me la posso immaginare vecchia e malata. Raffa ha lasciato un'immagine di sé assolutamente perfetta".
Ho appena passato un fine settimana - triste ammetto- con una persona estremamente anziana e malata e sono convinta che Raffaella Carrà avrebbe lasciato un'immagine altrettanto perfetta se avesse mostrato la sua vecchiaia e la sua malattia.
Una persona anziana, malata o entrambe le cose non ci deve assolutamente niente, non è responsabile degli stati d'animo che può suscitare negli altri. Non deve nascondersi e non ha nulla di cui vergognarsi. Il suo compito è quello di stare al mondo come tutti gli altri.
Mi disturba molto, in generale, questo associare il silenzio alla 'gran donna', alla donna da ammirare.
E poi c'è la questione della scena "cult".
Adesso che è venuta a mancare Raffaella Carrà, molti sono andati a ripescare la cosiddetta scena "cult" con Roberto Benigni.
"Cult".
Veramente? Nel 2021 è ancora "cult" quella roba? Andate a rivedervelo quel famosissimo video.
A me personalmente fa venire il magone. Ma cosa c'è da ridere? Lei dice chiaramente "no" e lui se ne frega e la butta per terra e le mette le mani ovunque in diretta nazionale.
E' una scena di una violenza inaudita.
Lei è una donna che in quella situazione non dà il suo consenso, al contrario dice di no eppure viene sopraffatta fisicamente mentre il pubblico ride a crepapelle.
Ero una bambina all'epoca e sentivo i grandi dire che lei era stata "brava" una grande professionista perchè era stata al "gioco". Ma che gioco? Che scelta aveva?
Cosa significa "fare la brava"? - mi chiedevo- non lamentarsi? Farsi letteralmente scavalcare da un uomo?
Come tutti concordo che Raffaella Carrà sia stata una grandissima donna, ma lo è stata nonostante una scena degradante come quella non in virtù della stessa. Lo è stata perchè grazie al suo immenso talento è riuscita a farsi strada in un ambiente e in una società che trattava le donne in quel modo e ancora se ne compiace.

6 commenti:

Speranza ha detto...

Ho rivisto quella scena che mi faceva tanto ridere. L’ho trovata incredibile, non solo non mi fa più ridere, ma mi disgusta. Il tempo non è passato invano e le battaglie che si stanno compiendo oggi stanno dando i loro frutti, lentamente ma inesorabilmente.

e.l.e.n.a. ha detto...

concordo pienamente. aggiungo che a me dà altrettanto fastidio - quando si parla di reazioni davanti a lutti o tragedie - di "dolore composto" come se fosse un merito (sic!) e come se il lasciarsi andare a emozioni e sentimenti di disperazione o pianto fosse qualcosa di riprovevole.

mocaliana ha detto...

concordo su tutto e hai fatto bene a farlo notare, perché, sopratutto il silenzio della gran signora, fa parte di quelle cose ripetute e interiorizzate a cui non si fa più caso ma che a ben guardare sono terribili.

Antonella ha detto...

Mi vien da pensare che forse gli autori degli articoli a cui ti riferisci volessero con l'uso di quell'espressione - da gran signora - riferirsi al fatto che la Carrà non ha fatto della sua malattia uno spettacolo. Se questo è il caso la loro colpa è quella di aver usato un cliché. Forse lo hanno fatto per pigrizia, per mancanza di originalità o tempo, o forse semplicemente perchè erano assenti alla lezione del corso di scrittura in cui si raccomanda di stare alla larga dalle frasi fatte.

Nuvola ha detto...

Sono sostanzialmente d'accordo con te riguardo al fatto che una persona anziana e malata non è responsabile degli stati d'animo che può suscitare negli altri, non deve nascondersi e non ha nulla di cui vergognarsi.

Però c'è da considerare che chi è malato non ha voglia di mostrarsi sotto i riflettori del pubblico... Chi è malato e soffre vuole avere i propri cari vicini a sè, non l'attenzione dei media. Se uno è malato davvero le energie non bastano, occorre usarle per le cose importanti.

Concordo che l'espressione verbale è piuttosto inadatta.

Nonsisamai ha detto...

Speranza: sono d'accordo con te. Lentamente ma inesorabilmente #celasifa

E.l.e.n.a: ogni cultura ha idee completamente differenti a riguardo. Sarebbe bello essere liberi di esprimersi almeno in quei momenti.

Mocaliana: già. Mi è venuta in mente tutta la retorica della donna che sta un passo indietro. Quanti danni ha fatto...
Antonella e Nuvola: la citazione è testuale. Sono le parole della persona intervistata poi inserite nei vari titoli. Vorrei che sia chiaro che il tema qui non è la scelta personale di R. C. (che nessuno si sognerebbe mai di giudicare, spero). Il discorso che a me interessa è che, al di là delle scelte di ognuno, la società dovrebbe accettare pienamente la malattia e la vecchiaia come normali fasi della vita. Solo questo. Questo tipo di mentalità condiziona la vita di tutti, non si ferma alla persona famosa di turno.