venerdì 12 maggio 2017

ricapitolando

Ricapitolando. Trump licenzia il direttore dell'FBI e che problema c'e'? E' un suo diritto, no? Solo che licenziare un direttore dell'FBI e' un atto gravissimo e rarissimo. Per la precisione, c'e' un solo precedente. Nel 1993 Bill Clinton chiese le dimissioni dell'allora capo dell'FBI perche' aveva commesso delle frodi. Al suo rifiuto, si vide costretto a rimuoverlo dall'incarico, ma per non provocare strappi, impiego' sei mesi per arrivare al licenziamento. Comey, il direttore dell'FBI attuale, invece, ha scoperto di essere stato licenziato mentre stava tenendo un discorso pubblico e su uno schermo e' apparsa la notizia. Ha sorriso pensando fosse uno scherzo riportano le cronache. A qualcuno poi e' toccato l'ingrato compito di prenderlo in disparte e spiegargli che no, non era uno scherzo. Ma non finisce qui. Trump quel giorno, fa sapere tramite una lettera di aver licenziato Comey -nonostante abbia dichiarato "per ben tre volte che non c'e' un'investigazione a suo carico"- per via di quello che ha fatto a Hillary durante la campagna elettorale e che secondo molti ha portato alla sua sconfitta, cioe' alla vittoria di Trump stesso. Cooosa? Trump licenzia il direttore dell'FBI adesso, proprio adesso che l'FBI sta investigando sui legami del suo team con la Russia, per difendere Hillary? E' quello che hanno detto e scritto praticamente tutti. Il giorno dopo cambia versione. L'ha licenziato solo perche' "non ha fatto un buon lavoro". Poi si vede con un ministro russo. La stampa americana non e' ammessa, quella russa si'. Stamattina Trump ha minacciato con fare mafioso Comey su twitter. "Comey ti conviene sperare che non ci siano delle registrazioni delle nostre conversazioni". Ieri e' uscito un editoriale del NYT che si intitolava "Trump sta insultando la nostra intellingenza".

1 commento:

Daniela Tonelli ha detto...

Quanto ha ragione il NYT!