mercoledì 22 marzo 2017

cinque dollari. o solo uno

Ieri Joe torna a casa da scuola e mi dice tutto agitato:

- La maestra ha detto che bisogna portare i soldi per la gita! Mancano tre settimane e possiamo portare cinque dollari oppure un dollaro. Se qualche bambino si dimentica di portare i soldi andiamo lo stesso allo zoo, ma non facciamo niente di speciale come andare sul trenino.

Mi e' venuta una tristezza a pensare che magari in classe di Joe c'e' qualche bambino che non puo' portare a scuola cinque dollari e nemmeno uno per andare allo zoo. 
Vivo in questo quartiere da tanti anni. Non e' un quartiere povero, per niente, e nemmeno ricco, e' un posto normale nei suburbi. Mai sentito di nessun crimine in dieci anni. Eppure adesso che ho un figlio nella scuola pubblica noto tante cose in piu'. 
La mensa, ad esempio, e' gia' piena prima del suono della campanella al mattino. Tutti quei bambini arrivano in anticipo per fare colazione perche' a casa non hanno da mangiare. Ricevono il pranzo di sicuro e poi non so di preciso come funzioni in questa scuola in particolare, ma ho letto che in altre danno anche la cena nel pomeriggio e le mense restano aperte durante le vacanze per non rischiare di lasciare i bambini a digiuno. Fa impressione, eh?

E' un po' come il razzismo. Tanti non credono che esista perche' non lo vivono sulla propria pelle, eppure in questo paese, uno dei piu' ricchi al mondo, il razzismo c'e' e c'e' anche la fame.

In tutto questo il governo Trump ha proposto di tagliare i fondi sia per questo servizio agli studenti sia per Meals on Wheels che consegna cibo a casa degli anziani in difficolta'.

Mi ha lasciato completamente di stucco sentire questo ragionamento dal direttore del budget del governo:

"Questi dovrebbero essere programmi educativi, giusto? Dovrebbero nutrire i bambini che non hanno cibo a casa cosi' che vadano meglio a scuola. Ma sapete che c'e'? Non esiste una prova provata che funzionino."

In altre parole, bisogna dare da mangiare solo ai bambini che se lo meritano. Ma non gli viene in mente che la mancanza di cibo possa essere la punta dell'iceberg? Che un bambino in una famiglia che non puo' permettersi di mettere insieme il pranzo con la cena magari ha genitori morti, malati, in prigione, violenti e chissa' quali altri problemi? 
I bambini vanno seguiti per ottenere risultati positivi a scuola, il cibo dovrebbe essere il minimo, la base per una buona crescita, non un premio per un buon voto.

Che brutto mondo e quello che piu' fa specie e' che la maggior parte di quelli che approvano questo governo e questi ragionamenti si definiscono cristiani, antiabortisti o pro life come si dice qui, a favore della vita, ma solo quella dei feti evidentemente. Una volta fuori di li', ti arrangi. Che ipocrisia. 

15 commenti:

NonPuòEssereVero ha detto...

Vorrei scrivere un commento sensato, ma non mi viene in mente nulla, se non che fa impressione :(

nonsisamai ha detto...

Grazie Nonpuòesserevero, capisco cosa intendi.

La perfezione stanca ha detto...

Magari sono a favore della vita, ma solo della loro. Già l'America non è che mi piacesse granché, ma dai tuoi racconti e da quelli di Valeriascrive, la situazione adesso mi sembra addirittura ripugnante. Questo presidente che si accanisce sui deboli, sugli infelici, sugli emarginati, sui diversi a me appare come un sadico con fantasie di potere perverso. Come se ci godesse a fare quanto più danno può. E, come ho scritto anche a Valeria, nei vostri post c'è una vena di tristezza mista a stupore, quasi non riusciste a credere ai vostri occhi. Anche noi abbiamo le nostre gatte da pelare, ma dopo Trump a me sembrano quasi leggere. Che dire, non sarebbe bello se poteste tornare in Europa, magari in un paese civile come la Svezia?

Abaya and Heels ha detto...

Che tristezza. Non ho parole 😶

Mamme nel Deserto ha detto...

Davvero che tristezza!

Anonimo ha detto...

In Italia il pasto a scuola non è gratuito...si paga.Nel nostro comune la tariffa è di € 5,65. Ho sentito spesso lamentele (in effetti, per un bambino della materna, tipo il mio, che non mangia quasi nulla, sono tanti..ma in assoluto mi pare una cifra più che ragionevole, anzi!!),e so che molti tornano a casa per pranzo, e rientrano nel pomeriggio per evitare di pagare, soprattutto i bambini figli di immigrati.Ci sono state polemiche su polemiche in alcune scuole che hanno vietato accesso alle mense ai figli dei "morosi".Forse c'è una percentuale di "furbetti" che approfitta del servizio senza pagare, ma a me fa sempre impressione..invece di fare polemiche, chiediamoci perchè alcune famiglie faticano a trovare 5€ al giorno per sfamare un figlio.Un paese civile non può accettare che le famiglie in difficoltà si arrangino!!
simona

nonsisamai ha detto...

La perfezione​: direi che hai colto bene lo stato d'animo. L'amarezza più grande per me nasce dal fatto che non è Trump il Vero problema, ma tutta la gente che mai e poi mai avrei pensato fosse attratta dalle sue idee. Io ho vissuto benissimo qui fino a Trump, adesso mi viene voglia di scappare onestamente, ma al paese perfetto non è che ci creda molto.

nonsisamai ha detto...

Simona:Esatto. A me tra l'altro sembrano tantissimi, immagina una famiglia mono reddito con un paio di fogli, è una bella cifra. Portare il pranzo da casa non si può? Qui ognuno può scegliere.

Slicing Potatoes ha detto...

Mio marito si occupa di sicurezza alimentare (che e' la condizione di accesso al cibo e fa parte dello studio delle inequita' sociali) e dice proprio quello che scrivi tu. Tra l'altro ci sono fior di studi che dimostrano come la salute dei bambini provenienti da famiglie in condizione di insicurezza alimentare si deteriori durante le vacanze scolastiche, proprio perche' viene a mancare il supporto della mensa scolastica.
I tagli alla scuola pubblica, o per dirla in altro modo, la parificazione delle scuole private non ha un impatto solo sul livello di istruzione, ma anche sulle condizioni di salute delle fasce più deboli. Pensiamoci.

Anonimo ha detto...

Non so se si possa...al nido non era possibile, forse alle materne ed elementari si.
Però il problema persiste..per un bambino della scuola elementare 5 euro sono un prezzo giusto per il pasto pricipale, io credo spenderei più o meno la stessa cifra, a casa, per un primo,un secondo ,un contorno e la merenda.
Se un genitore preferisce far pranzare il figlio a casa per risparmiare, probabilmente non può assicurargli un pasto adeguato.Questo deve far riflettere.

Anonimo ha detto...

Io poi sarei contraria a creare delle differenziazioni tra chi ha i soldi per pagare e chi deve portarsi il cibo da casa.
I bambini soffrono già per le ingiustizie che vedono, ma almeno a scuola hanno il diritto di sentirsi tutti uguali..
simona

nonsisamai ha detto...

Simona: qui non è visto così. Alcuni bambini preferiscono portarsi il cibo da casa solo perché sono più schizzinosi. Normalmente il cibo della mamma è più buono. Anche nella mia scuola che è privata e quindi non ci sono poveri, è solo una questione di preferenze. Di solito è solo comodità. Se non ho tempo, mangia in mensa. Altrimenti un panino, una pasta,un frutto, qualche verdura cruda, olive, carote... cose così...qui il pranzo non credo sia il pasto principale. A scuola hanno giusto una mezz'ora per mangiare. Se metto qualcosa in più, non finisce mai perché dice che non c'è tempo. Insomma, sembra abbastanza diverso in questo caso.

nonsisamai ha detto...

E poi ben pochi qui possono uscire dal lavoro, andare a prenderli e cucinare a casa. Mai sentito, forse anche per le distanze: ci vorrebbe una pausa pranzo di un'ora e mezza.

Daniela Tonelli ha detto...

Qui di sbagliato non c'e' solo Trump che ormai conosciamo......
Qui di sbagliato c'e' tutto, a partitre dallle differenze sociali, i pasti per i bambini, il fatto che le mamme abbiano un lavoro che non consente volendo di preparare un pasto per il figlio, ( in italia il, fatto che oltre a non avere lavoro, non ci sia nemmeno il part time per le donne, se non quelle xhe lavorano per lo stato
), che nel 2000 ci siano ancora proble i di nutrizione,...continuo?.........

nonsisamai ha detto...

Daniela : concordo in pieno.