venerdì 12 settembre 2014

non e’ vero, ma un po’ ci credo

Tempo fa suo cognato si ammalo’ in modo piuttosto serio e lei mi disse testualmente e in almeno un paio di occasioni:
- Perche’ lui? Perche’ sempre i migliori? Non poteva succedere a lei? [La cognata ndr]
Una frase che mi gelo’, o almeno mi raffreddo’ molto, il sangue nelle vene. Ora. Io posso essere una persona razionale e sapere perfettamente che augurare una cosa non significa provocarla, ma poi…no, non si fa.
Sono cresciuta con la chiara idea che non si augura il male a nessuno. Non ci ho nemmeno mai riflettuto sinceramente sul perche’ e il per come, e’ una di quelle cose che sono cosi’ e basta. L’ho sentito talmente tante volte che ho finito per assorbirlo in maniera del tutto acritica. E’ un immenso luogo comune, ma non dei peggiori, a mio parere.
Ecco. Potete immaginare il brivido che mi e’ corso lungo la schiena quando nemmeno un mese dopo, la suddetta persona mi ha annunciato in tutta serenita’ che la cognata aveva scoperto di avere un tumore.
Certo, non si puo’ dire che lei sia responsabile, ci mancherebbe, ma fossi stata al suo posto mi sarei sentita come minimo in imbarazzo, se non addirittura colpevole in qualche strano modo. Lei nulla invece. Ma proprio nulla, come se se ne fosse dimenticata, come se quelle parole, ripetute ben due volte in mia presenza e per cui, assumo, ragionate con convinzione, non fossero mai esistite.
Lei non immaginerebbe mai di sentirsi in difetto per una cosa del genere, a me invece e’ stata la prima cosa che e’ venuta in mente.
Lei e’ americana, io italiana. La tentazione di generalizzare trattando qui di shock culturale e’ tanta, ma in realta’ non saprei. Una cosa simile non l’ho mai sentita dire da nessun’altro in tutti questi anni, quindi non so se questa totale assenza di scaramanzia (e buon gusto, diciamolo) sia una particolarita’ di questa persona o una differenza culturale vera e propria. Quello che mi ha lasciato a bocca aperta e’ il fatto che non abbia fatto nessun collegamento fra le due cose, nemmeno per scherzo. Forse per lei e’ del tutto inconcepibile che ci sia una qualche connessione fra augurare il male di qualcuno e il fatto che questo male subito dopo si realizzi. In effetti, la sua posizione e’ molto piu’ logica della mia. 
Comunque, meglio cosi’. Le due ora vanno d’amore e d’accordo com’e’ giusto che sia data la situazione drammatica.
Nel frattempo, la cognata ha perso tutti i capelli per via della chemio e lei le ha anche offerto, per solidarieta’, di rasarsi non tutta la testa, che dopo tutto insomma…ma una striscia di capelli laterale. La generosa proposta e’ pero’ caduta nel vuoto.

13 commenti:

Luciano Canosa ha detto...

Anche a me è stata inculcata l'idea che non si augura il male a nessuno. Ma non è mai stata una cosa mia. Mi sono liberato molto molto presto di questo scrupolo. Di persone a cui auguro continuamente il male ce ne sono. Sono vendicativo e se qualcuno mi fa del male non solo gliene auguro altrettanto, ma se ne ho l'occasione gliene faccio io stesso (è capitato raramente di averla quest'occasione ma non me la sono lasciata scappare).
E trovo che vada bene così.
Non credo di avere tutto questo potere, comunque. Di persone che augurano e pregano il male ne ho sempre viste.

ciacco29 ha detto...

Sono ragionevolmente convinta che augurare del male a qualcuno non basti a provocarlo.
Augurarlo e basta intendo.
Però trovo davvero di cattivissimo gusto farlo, tanto che, quando mi è successo di ascoltare simili sfoghi, ho finito per allontanrmi da quella persona.
Non so, lo trovo un modo vigliacco di prendersela con qualcuno non puntando il dito sui suoi comportamenti o le sue idee che ci disturbano o danneggiano, ma su qualcosa, la sua salute, che non c'entra nulla.

Anonimo ha detto...

Io una volta, in un violento impeto di rabbia, ho augurato del male ad una persona (gliel'ho proprio urlato in faccia, per ferirla).

Questo molto tempo fa.

Questa persona, in seguito, ha avuto problemi (non causati da me, ovviamente, ma sembrava quasi che il mio cattivo augurio si fosse avverato).
Non sai quanto sono stata male. MI sentivo colpevole. Anche perché', era una persona cara, con cui avevo avuto contrasti, ma tra le più' care.

Da allora davvero non dico più nulla. Tantomeno alle spalle (mai fatto).
E' irrazionale, lo so, so di non essere stata la causa, ma mi sento colpevole. Come se le mie parole avessero avuto davvero effetto, in quanto dette con rabbia e cattiveria.

Il brutto e' che non c'e' perdono o espiazione.

Per quanto riguarda la persona che citi, boh, puo' davvero essere che non se ne rende conto di cio' che ha detto. Oppure, lo sa benissimo, ma dissimula, non vuole responsabilità "morali".

B.

Brioches ha detto...

Secondo me la gente non riesce mai a dare il giusto peso alle parole, dicono frasi così e poi se ne dimenticano, come se nulla fosse...

MarKino ha detto...

mi sembra ovvio che augurare il cancro a qualcuno non lo causi.
il punto, secondo me, e` che sperare che qualcuno soffra di una morte lenta, dispendiosa fisicamente ed emotivamente straziante per la vittima e chi lo circonda, e` indice che sei una persona di merda.

nonsisamai ha detto...

Certo, è ovvio che augurare una cosa non provoca quella cosa, ma -chiamatemi hippy, new age o supertiziosa o quello che volete- per me pensare certe cose bene non fa, soprattutto a chi le pensa. Credo fermamente nel pensiero positivo, quindi perché dovrei negare quello negativo? Soprattutto quando c'è mia nonna che fornisce esempi in merito da quando sono nata? :)

valentina corino ha detto...

Purtroppo, però, ho sentito fin troppi Italiani fare uscite così poco piacevoli.
Anche io non vedo correlazione tra l'affermazione e gli eventi in sé, ma certo non sono auguri da farsi :(

Anonimo ha detto...

Se sentissi una persona augurare il male ad un assassino o a uno stupratore, non credo che mi allontanerei da lei oppure la considererei una persona di m.... A volte capita e basta. E' uno sfogo di rabbia. Non vi e' mai capitato di augurare una multa salata o una ruota bucata a qualche matto x strada? Oppure siamo tutti li' a morderci la lingua x non augurare il male a nessuno in ogni momento della giornata

nonsisamai ha detto...

anonimo: no, ma qui non si parla di multe o ruote bucate o assassini o stupratori. qui si parla di augurare la morte ben due volte e quindi non durante uno sfogo a una persona di famiglia, e' leggermente diverso. e poi ti dico, per me dire o pensare non fa molta differenza. e' inconcepibile la sola idea di sedermi qui e pensare spero che tizio o caio tiri le cuoia. ci sono cose ben piu' costruttive a cui pensare, no?

Anonimo ha detto...

Indubbiamente c'e' di meglio a cui pensare! Solo che spesso mi e' successo di mandare gli "accidenti" a qualcuno per strada o dopo aver ascoltato qualche brutta notizia. Concordo pienamente che augurare il male a qualcuno intenzionalmente sia indicativo di un malessere interiore... specialmente a qualcuno che si conosce bene :(

G ha detto...

Sono approdata sul tuo blog da un po', finalmente ti lascio un commento.

Tutto quello che mi sento di dire è che una situazione simile è kafkiana. Ad ogni modo, non credo che funzioni davvero...la Terra sarebbe spopolata, ormai.

Un saluto!

nonsisamai ha detto...

ciao gi, benvenuta! e' vero :))

Julia ha detto...

Augurare il male a qualcuno è una delle cose peggiori che si possa fare, eppure lo facciamo, perchè siamo esseri umani ed è nella nostra natura essere cattivi ed egoisti..
Mi sono ripromessa tante volte di smetterla di augurare il male alle persone e ho davvero smesso di farlo quando mi sono resa conto che tutte le cose che dicevo succedevano, ogni volta, sempre più spesso, mi sembra una cosa surreale.
Ora mi sento sempre in colpa per quello che ho augurato.
Dagli errori si impara, prima o poi :)