mercoledì 27 agosto 2014

un’emozione unica

Sono tornata dall’Italia piena di entusiasmo e di idee nuove e interessanti. Raccontavo all’insegnate piu’ aperta e fuori dagli schemi che conosca, ad esempio, di un laboratorio di cui ho sentito parlare quando ero li’. Riguarda le emozioni. Fra le altre cose, la maestra fa delle foto ai bambini in vari momenti della giornata -quando sono felici, tristi, annoiati…- e poi le mostra ai bambini stessi e alle loro famiglie durante una sorta di evento speciale o presentazione. Ne parlano tutti insieme e i bambini tendono di solito a inventare degli aneddoti di sana pianta, ma e’ molto importante perche’ per la prima volta, a tre anni, si trovano ad affrontare quelle emozioni, a osservarle, a provare a giustificarle. A quel punto, pero’ sono stata interrotta.

Molto bello, ma qua no. Non funzionerebbe mai. Gli americani non hanno un buon rapporto con le emozioni, almeno con quelle negative. I genitori non sopporterebbero mai di vedere i figli piangere a scuola in loro assenza. Nella mia classe ho appeso foto di bambini anonimi che piangono o ridono o mostrano altre emozioni e piu’ di una volta dei genitori si sono lamentati. Pretendono che tutto per un bambino sia FELICE. Se il figlio e’ sconvolto per qualche motivo, vogliono solo che smetta subito. Non chiedono all’insegnante vada a fondo e capisca qual e’ questo motivo, ma solo che faccia tornare la normalita’ nell’immediato. Non capiscono che cosi’, e’ molto piu’ probabile che il bambino non superi quell’ostacolo e si ritrovi nella stessa situazione.

Ripensavo a questa conversazione e mi sono venuti in mente tutti quegli inquietantissimi Mickey Mouse di Keith Haring. Descrivono alcuni aspetti di questa societa’ meglio di un trattato di sociologia.  Untitled

4 commenti:

Nuvola Sospesa ha detto...

Il non saper superare le emozioni negative e' una grande debolezza.

Capisco che per un genitore anche sia frustrante vedere che il figlio soffre (io lo so bene!). Pero' la vita e' difficile, bisogna combattere sempre.

Quell'insegnante, almeno, e' molto consapevole. Ti abbraccio,

Crazy time ha detto...

E ci vivo pure in un paese cosi'.
Valeriascrive

Luciano Canosa ha detto...

Devo dire che non ti invidio per niente.
Sembra che quasi ogni giorno tu debba combattere con la stupidità di questi genitori. Perché di fronte a queste cose io non mi sento di parlare di differenze culturali, per me questa è idiozia e basta.

Questi genitori nascondono la testa sotto la sabbia appena il bambino piange. Ma non è mica obbligatorio fare figli, chi non se la sente di fare il genitore non lo faccia. Meglio non essere genitori che essere dei pessimi padri/madri.

Lo sanno anche i sassi, lo sa anche un ignorante come me che le emozioni devono essere liberate e che in caso contrario si va incontro a problemi seri.

Ma non erano i genitori italiani quelli iperprotettivi e quelli americani i genitori che lasciano crescere i figli, che non li agevolano troppo proprio perché crescano? Forse la generalizzazione è troppo grossa.

nonsisamai ha detto...

@luciano mi stai dando parecchio da pensare, magari ti rispondo con un post.