giovedì 2 maggio 2013

cavillocrazia

C’e’ una cosa a cui continuo a pensare da giorni, ma sono costretta a rimanere sul vago per non dare nessuna pubblicita’ indesiderata alla persona che mi ha aiutato. Vediamo se si capisce il nocciolo del discorso senza chiamare le cose con il loro nome.
A me serviva una cosa dall’Italia e una persona estremamente professionale e appassionata del suo lavoro mi ha aiutato ad ottenerla. Poi ho scoperto che questa persona non lo ha fatto solo con me, ma lo fa sempre, sistematicamente, con tutti quelli che le chiedono aiuto.
Quello che mi ha fatto andare un po’ in crisi e’ che sono felicissima di avere ottenuto questa cosa fondamentale che mi serviva, ma mi sento comunque, un po’ come se avessi fatto qualcosa di furbo, di scorretto. In fondo l’intervento di questa persona e’ stato un piccolo sotterfugio perche’ chi nella mia stessa situazione, si e’ rivolto a un altro impiegato, non ha certamente ottenuto lo stesso risultato negli stessi tempi.
Eppure non capisco. Io ci ho davvero provato a fare le cose per bene, seguendo le regole e questa persona anche, ma non c’e’ stato altro modo. Comincio a pensare che forse non siamo noi, ma sono proprio le regole a non essere percorribili in Italia perche’ se una persona di buona volonta’, professionale, anzi cosi’ professionale da rasentare la perfezione, cosi’ professionale da lavorare molte piu’ ore di quelle che dovrebbe, non riesce a fare il suo lavoro seguendo le regole, chi puo’ riuscirci?
Non capisco nemmeno se ho fatto qualcosa di male poi o se piu’ che altro avrei potuto agire diversamente per raggiungere il medesimo scopo.
Delle volte e’ come se nel sistema italiano uno si sentisse autorizzato a eludere delle regole, talmente tanto che come nel mio caso, spesso non si rende nemmeno conto di farlo. Il fatto e’ che deviare e’ rischioso. Non rispettare la legge vuol dire tante cose, ma fondamentalmente nulla di buono. C’e’ chi lo fa con il buon senso, certo, come in questo caso, eliminando una trafila che non ha senso di esistere, ma c’e’ anche chi va ben oltre e sentendosi nel giusto per di piu’.
Il cittadino comune si sforza, ma proprio non capisce. Tra l’altro, ho scritto insieme a una serie di amici che avevano avuto esperienze simili alla mia, una lettera di lodi a questa persona che ci ha aiutato, mi sembrava il minimo da fare per qualcuno che risponde alle email due ore prima che apra il suo ufficio, e non ci crederete, ma questa lettera e’ stata rifiutata. Non e’ incredibile? Verra’ letta da chi di dovere solo se inviata per posta. Voglio dire: questa persona era li’, di fronte a me, ma io ora devo prendere quella stessa lettera e devo mandargliela per posta se voglio che la legga. Da pazzi. Ecco perche’ poi uno si sente autorizzato ad arrangiarsi come puo’ per sopravvivere in questa giungla di cavilli senza senso.

11 commenti:

mammagari ha detto...

È una delle cose brutte dell'Italia, mannaggia com'e frustrante. Ecco, a volte la vita in Italia è frustrante. Non solo questo, per fortuna, ma tant'è. Mi diverto sempre a leggere dei tuoi confronti e misunderstanding culturali... ma questo aspetto della frustrazione, dell'impossibilità tutta all'italiana, mi mette un po' d'angoscia, perché io, alla fine, sono sempre rimasta.

Marica ha detto...

hai perfettamente ragione... ed e' assurdo che sia cosi'!!!

ogni volta c'e' da arrabbiarsi, poi con 9 ore di fuso orario di differenza non ne parliamo!!

noi stiamo provando a cancellarci dall'Ordine... seguira' post :-/
[se ce la faremo]

sc ha detto...

Non so di cosa parli nello specifico ma non c'è niente di folle nella complicazione burocratica Italiana, è stato voluto. diceva Alexander Stille :


Un tale sistema può sembrare come una brillante follia, ma dietro a cio’ vi e’ un metodo: è stato intenzionalmente progettato per renderlo indispensabile ai partecipanti. La moltiplicazione delle procedure amministrative, la concessione di licenze, regolamenti e strozzature burocratiche crea un numero estremamente elevato di leve con cui il governo puo’ controllare, ritardare, o seppellire prima possibile qualsiasi progetto.

Ciascuno di questi passi è un’opportunità per l’esercizio del potere e del nepotismo, per la richiesta e la concessione di favori.


http://italiadallestero.info/archives/3319

Mario Rossi ha detto...

Bhè ovviamente il post è stato scritto in modo criptico volontariamente in maniera che solo il diretto interessato capisca, tuttavia letto da una persona estranea ai fatti come me, risulta alquanto "losco", sembra e lo dico in buona fede nonchè in maniera IRONICA, una contrattazione per sostanze illegali :D

Detta la stupidaggine, concordo in pieno sul fatto che la burocrazia italiana sia al 99% inutile e favoreggiante i traffici illeciti e la via degli agganci/conoscenze/nepotismo/raccomandazioni/bustarelle.
Uno schifo.

Pola ha detto...

Concordo con il tuo sentimento, che purtroppo sono arrivata a condividere e a praticare, dopo anni di ostinazione. Onestamente non so se ci sia una radice malevola in questo sistema sempre molto arzigogolato che pervade tutta la pubblica amministrazione in Italia. Quello che però mi schifa è che alla fine arrivi sempre a un solo risultato: devi chiedere aiuto a una persona (esterna o interna all'organizzazione). Questa dipendenza è un costo in più per il cittadino (nonché una perdita di tempo) che alimenta un sottobosco di favori e consulenti. Molto spesso mi chiedo: ma perchè semplicemente non prendono un modello tedesco e lo traducono e applicano in Italia? Perché basta varcare le Alpi per trovare sistemi che funzionano. Possibile che siamo impermeabili alle buone pratiche?

mammagari ha detto...

PS ho deciso di assegnarti un piccolo premio, se ti va passa da me :)

Luciano ha detto...

Quoto in pieno sc. Le complicazioni burocratiche sono volute. L'Italia così come è oggi sta bene a tanta gente, me ne accorgo ogni giorno parlando con le persone. Per questo non credo che in Italia la crisi economica stia per finire, anzi temo che il peggio debba ancora arrivare.
Probabilmente ho capito di cosa parli. Spesso è necessaria la 'spintarella' per ottenere il giusto, è angosciante.
Spero di non esserti sembrato ostile coi miei commenti "dall'altra parte", ma trovo che non si debba arrivare all'eccesso opposto di fare i furbi ogni volta che si può, e non parlo di te.

nonsisamai ha detto...

marica: dgli ingegneri?

sc: inquietante...e interessante, grazie.

mari rossi: no, la mia esistenza e' molto piu' banale, credimi! :D
ci hai preso in pieno pero'.
quelli che seguono nonsisamai su fb probabilmente hanno capito tutto benissimo, cercavo solo di non essere 'gugolabile' stavolta.


nonsisamai ha detto...

pola: non credo esportare cose che funzionano altrove funzioni. per fare una battuta si puo' dire che basta vedere cos'e' successo quando qualcuno ha cercato di esportare la democrazia...

luciano: ma no, non sei stato ostile, solo coerente e ti stimo per questo. ti dico, in tutta sincerita', nel caso di cui si parlava "dall'altra parte", se ho la possibilita' di scegliere, quella tassa specifica preferisco non pagarla.

mammagamari: certo, grazie! :)

Mario Rossi ha detto...

Bè, la democrazia non è merce da esportazione, è più un prodotto di nicchia che si deve meritare e volere.
Per questo non funziona praticamente mai, soprattutto in paesi islamici.
Non per razzismo ma semplicemente perchè là vige la sharia per cui la legge si rispecchia negli insegnamenti del Corano e della vita del suo inventore...e sono incompatibili con la democrazia per come la intendiamo noi, la quale deriva (checchè se ne dica) dagli insegnamenti del vangelo...

Detto questo, purtroppo l'Italia è quello che è per motivi moooolto vari.
Già l'ultima volta che l'Italia è stata unita era durante l'impero romano.
Il modello tedesco o meglio quello austiaco è già stato provato in italia, nell'800 ed ha funzionato alla grande incrementando il divario tra nord austriaco e sud borbonico...

mammagari ha detto...

:)