venerdì 3 maggio 2013

dai fatti alle parole

Mi e’ successa una cosa molto buffa.

Vado a prendere il piccolo Joe all’asilo e la maestra mi dice tutta seria che deve parlarmi. Dal momento che questa e’ la maestra con cui devo litigare tutti i giorni perche’ non vuole farmelo portare a casa, ho pensato che ne avesse combinata qualcuna grossa stavolta, per la prima volta a dire il vero.

- Joe ha tirato fuori un’intera scatola di macchinine!

- …

- …E poi le ha rimesse tutte a posto senza che nessuno gli dicesse nulla e si e’ messo a giocare con qualcos’altro, e’ stato l’unico!

Sospiro di sollievo, era uno scherzo. Pero’ le dico di non farsi troppo quest’idea che sia un angioletto perche’ a casa ha il suo bel carattere a volte. Innanzitutto, invece di mettere via i suoi giochi si limita a cantare la canzoncina che cantano all’asilo quando e’ ora di mettere via

[“clean up clean up everybody clean up”, ma la sua versione fa piu’ o meno cosi’: “clina’ clina’ ever clina’”. Praticamente canta come me quando non parlavo una parola di inglese…] 

e soprattutto, dice sempre: ‘stop!’, ‘smettila!’ e sia io che Mr. Johnson ci rimaniamo malissimo e non capiamo perche’ ci tratti cosi’ male.

A quel punto e’ impallidita un attimo lei.

- Veramente glielo abbiamo insegnato noi…

E mi spiega che gli insegnano a dire ‘stop’ quando qualcuno fa qualcosa che non gli piace invece di dirlo “con le mani”. Ci penso un secondo e noto che in effetti, fino a un po’ di tempo fa, mi prendevo certe sberle. Vuoi l’acqua? Bum. Diventava rosso di rabbia e mi buttava il bicchiere per terra.

Quindi questo ‘stop!’ e’ un grande passo avanti a quanto pare perche’ gli insegna un po’ di autocontrollo.

Dice la maestra che se non mi piace “stop” lo possiamo sostituire con “no grazie”. Mi veniva da dire che magari avrebbero potuto farlo fin dall’inizio, ma mi rendo conto che forse una parola corta come ‘stop’ funziona meglio.

Ora che mi e’ stato spiegato, mi piace, mi sembra un buon sistema per fargli capire di esprimersi a parole invece che alzando le mani. Che ne dite mamme all’ascolto? Promuoviamo la maestra?

7 commenti:

Rabb-it ha detto...

Più che altro boccerei la mamma... perché glielo hanno dovuto insegnare all'asilo. :-P
(Oh sto scherzando eh...)

^_^

Luciano ha detto...

Questo "stop" mi ricorda un post del blog di Marica, dove racconta di come alcuni bambini rifiutino così anche il contatto fisico. Segnalano lo stop all'altro bimbo che si avvicina e quello si ferma. C'entra qualcosa? Ora mi verrebbe difficile recuperare il post.
Secondo me in questo approccio manca la spiegazione: non si picchiano gli altri perché fa male. E forse un gesto alternativo il bimbo può trovarlo da solo, un gesto che in maniera naturale gli permetta di esprimersi e scaricare la sua aggressività.

Crazy time ha detto...

Io conoscevo lo stop come lo ha raccontato Luciano. Stop non ti avvicinare.


Non grazie e' piu' carino ma e' anche piu' difficile da dire, quindi, bo, si', direi che va bene


valescrive

Marica ha detto...

Luciano, non ero io, era valeria che l'avevo scritto!
ed e' quello che stavo per commentare pure io, cioe' che l'aveva scritto valeria tempo fa :-)
secondo me se e' per sostituire le botte date agli altri bambini ben venga, certo "no grazie" sarebbe meglio :-/

Valentina ha detto...

No grazie sarebbe bello, ma come dici tu sarebbe piu'difficile per lui e anche per gli altri bambini che non avrebbero forse una percezione del significato. COem detto é auspicabile che oltre che a insegnare lo stop, abbiano anche dato la spiegazione.
Comunque alle volte le cose hanno delle soluzioni che sembrano molto semplici e che pero'sono efficaci

nonsisamai ha detto...

non ho capito a quale post vi riferite, certo che se l'ha notato anche qualcun altro magari e' un sistema proprio 'americano'? boh...

...whatever works!

ad ogni modo non e' proprio 'stop' nel suo caso e' piu' "TTOP! ;)

Mario Rossi ha detto...

Non so come assimilare questa cosa.
Da un lato è bello vedere che i bambini imparano maniere "civili" per comunicare, dall'altro tolgono il "contatto umano" e mi sembra di aver capito che gli americani non amino tanto essere toccati o simili e che insistano tanto sullo spazio personale.
Soprattutto tra gli uomini che non si sfiorano nemmeno per paura di essere visti come gay... mah
Abituato da noi che ci diamo baci e abbracci, lo trovo un pochino inquietante.

Sono d'accordo che un bambino non debba menare gli altri ma da qui a fagli temere qualsiasi interazione fisica mi sembra un pochino esagerato.Un bambino pensa che sia sbagliato toccare gli altri, non elabora in modo così complesso come un adulto.
Basterebbe insegnar loro a non picchiare...