lunedì 4 marzo 2013

il karma della signora gesso

L’altro giorno chiaccheravo con la Signora Gesso e le chiedevo come si sta trovando nella nostra scuola. Se va tutto bene o se ha delle difficolta’, essendole capitata la classe piu’ numerosa.

- Numerosa? Con diciassette? Figurati! Tu non sai a cosa sono abituata io!

Poi mi ha spiegato di aver lavorato oltre che all’estero, anche nelle scuole pubbliche con classi ben piu’ numerose e problematiche.

- Una volta avevo una supplenza brevissima, in uno dei quartieri piu’ difficili di Dallas. Mi guardavo intorno ed ero l’unica persona bionda con gli occhi azzurri della scuola, facevo quello che dovevo fare, ma mi sentivo completamente fuori luogo. Un giorno lavorai fino a tardi e uscii per ultima da scuola. Stavo caricando un sacco di cose in macchina, avanti e indietro, finche’ per sbaglio lasciai andare la portiera e rimasi chiusa fuori, senza soldi e senza telefono. In giro non c’era un’anima, ne’ un’auto ne’ un passante e stava per diventare buio. Avevo paura di spostarmi, avevo paura di rimanere li’, ero stanca e non riuscivo a pensare, ma sapevo di dovermene andare e in fretta. Non mi sentivo per niente al sicuro. A un certo punto, da lontano sentii il rumore della saracinesca di un garage che si apriva e mi precipitai a vedere di chi si trattava. Mi trovai di fronte quest’uomo un po’ anziano, di colore, che mi saluto’ con gentilezza e che mi inquadro’ subito come la nuova insegnante. Avendo lavorato in quella scuola solo per pochi giorni, mi insospetti’ molto il fatto che mi conoscesse, ma decisi di fidarmi. Mi chiese se avessi bisogno di aiuto.

- Beh…si. A dire il vero, avrei una richiesta un po’ particolare…potrebbe aiutarmi a forzare la portiera della mia macchina?

Il signore scoppio’ in una sonora risata.

- Ma certo! Ce la caviamo molto bene con questo tipo di cose da queste parti!

Si mise all’opera e dopo un po’ effettivamente il vetro si abbasso’ senza rompersi. Mi aveva salvata e non sapevo nemmeno come ringraziarlo. Mi venne in mente di prendere tempo:

- La ringrazio infinitamente e domani mattina ricevera’ una bella sorpresa da parte mia.

La mattina seguente mi presentai alla sua porta con in mano una bellissima torta con scritto sopra ‘grazie’. Tutto sembrava finito li’ ma dopo scuola venni affiancata da un suv dai vetri oscurati. Mi spaventai a morte perche’ mi fece capire chiaramente di essere li’ per me. Mi fermai, cos’altro potevo fare? Scese un giovane uomo e mi mise un braccio intorno al collo. Mi abbraccio’! Voleva solo ringraziarmi perche’ avevo reso suo padre davvero felice con quella torta.              

Ecco vedi, io sono convinta che - non importa dove vai - il novantanove per certo delle persone sono buone, e’un fatto certo. E se tu sei buono con loro vieni ricambiato quasi sempre alla stessa maniera. Io nella vita ho sempre cercato di comportarmi bene con tutti, anzi anche di fare qualcosa in piu’ di quello che avrei dovuto e sai perche’? Perche’ poi ti torna tutto indietro, e’ cosi’ che ti proteggi dalle cose, cercando di restituire quello che hai ricevuto.”

Comincia a starmi simpatica questa signora Gesso.

5 commenti:

Marica ha detto...

che bello :-)

come diceva dario celli, la gentilezza ti torna indietro :-)

70millimetri ha detto...

Ma non era leggermente omofoba? Invece ora dimostra un lato positivista notevole, per curiosità, quanti anni ha?

nonsisamai ha detto...

gia' e' proprio lei, e' sulla sessantina.

Baby1979 ha detto...

piacevolmente colpita dalla signora Gesso che avevo già bollato come omofoba, antiquata e rigida!

nonsisamai ha detto...

anch'io. la vita e' cosi', le persone non sono tutto bianco o nero per fortuna.