mercoledì 28 novembre 2012

i primi tempi

Mi e’ tornato in mente che all’inizio il tipo di cui vi raccontavo ieri non mi stava particolarmente simpatico. Lui e’ il migliore amico di Mr. Johnson da tempi immemorabili, e’ perfino venuto al nostro matrimonio in Italia. Ogni volta che abbiamo avuto bisogno di qualcosa e’ sempre stato presente. Una volta si e’ fatto quattro ore di strada per aiutarci a far passare un divano da una porta, un vero amico insomma, ma all’inizio io non lo capivo, non capivo quello che diceva, e non era solo questo. Lui scherza sempre e non c’e’ cosa piu’ frustrante per una persona che non parla bene una lingua di non capire perche’ gli altri ridono. Non sai mai che faccia fare, se ti hanno offeso… e’ imbarazzante. Ricordo un’infinita’ di serate cosi’, passate ad abbozzare, a cercare di capire cosa succedeva, a non sentirmi me stessa, a non riuscire a esprimermi, a un certo punto a rinunciare a esprimermi, mentre percepivo che invece avrei potuto starci bene con quelle persone perche’ in fondo avevamo una miriade di cose in comune.

Pensavo oggi che obiettivamente i primi tempi qui, sono stati duri, che una conversazione su argomenti profondi e difficili come quelli di cui vi accennavo ieri, la potevo solo sognare, ma io non li ricordo cosi’ quei momenti. E anche tornando a rileggere quello che scrivevo allora, non sembra che me la passassi poi tanto male, anzi. Forse e’ solo che ero davvero convinta della mia scelta e vedevo tutto con gli occhi della novita’, ero disponibile nei confronti della vita. Insomma, l’entusiasmo fa la differenza.

A volte succede che esperienze che tranquillamente potrebbero abbatterti (come un trasloco transoceanico ad esempio…) ti fanno un baffo e altre che sulla carta dovrebbero essere un bel po’ piu’ semplici, ti colgono di sorpresa e ti fanno stramazzare al suolo perche’ quando sei convinto di una cosa per quanto difficile possa essere e la vuoi fare veramente, non ti ferma nessuno, quando invece non te la sei cercata.... 

Come dicono le giovani marmotte be prepared.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Come ti capisco :)
Ho a che fare spesso, da quando mi sono trasferito a Zurigo, con un irlandese cresciuto in una fattoria (ora system engineer) che è simpaticissimo, disponibilissimo e parla sempre... insomma, uno con cui è impossibile non andare d'accordo e stringere amicizia... se capissi quello che dice :S

Elia

70millimetri ha detto...

Quella è una mia grande paura, a breve farò il gran salto verso la terra di albione e l'idea di non avere la capacità di giocare con le parole, mi blocca parecchio, so che col tempo la cosa si supera e l'entusiasmo (come hai giustamente scritto) aiuta, però suppongo che i primi tempi sarà dura.