martedì 17 gennaio 2012

lascio tutto e me ne vado

Avete presente quelli che dicono prima o poi lascio tutto e me ne vado? Tanti, eh? Ecco, una coppia di miei amici l’ha fatto davvero. Li’ per li’ e’ stato uno shock anche perche’, appunto, queste sono cose che magari si dicono tanto per dire, soprattutto quando non c’e’ un vero piano alternativo e loro un piano B non ce l’avevano al momento. Per di piu’ lei era contentissima di vivere qui, era lui che l’aveva sempre detto e ultimamente stava diventando quasi un’ossessione. Che Dallas non gli piaceva, che il clima era orribile, una litania senza fine. Anzi, ora che ci penso erano soprattutto queste due le sue lamentele. Negli ultimi tempi sembrava quasi depresso dal fatto di non poter praticare i suoi amati sport all’aperto, non parlava d’altro. Ognuno ha le sue priorita’ nella vita.

E cosi’ un giorno ha deciso e l’ha fatto. Ha scelto a tavolino lo stato che gli sarebbe potuto piacere di piu’, che piu’ gli ricordava lo stile di vita che conduceva nella sua adorata Francia, e nel giro di un mese ha trascinato tutta la famiglia proprio li’. Ha convinto sua moglie non so come e poi anche i suoi capi che il suo lavoro poteva farlo da qualunque posto. Si e’ fatto carico di tutte le spese di trasferimento, ha preso moglie e figli piccoli e se n’e’ andato. Alla festa di addio che gli abbiamo organizzato lei piangeva e lui era assolutamente esaltato. Diceva che eravamo tutti invitati nella loro nuova casa perche’ qui non ci avrebbero mai piu’ messo piede. Ha tirato fuori una simpatia in quel periodo…davvero insospettata. Forse a suo modo cercava di farsi coraggio, ma, a differenza della moglie, non posso certo dire che abbia lasciato un gran vuoto dietro di se’. Quando ripenso a quel periodo, mi rendo conto che tutto, proprio tutto, sembrava giocare contro di lui.

Eppure, ora che sono passati dei mesi possiamo proprio dirlo, ha fatto bene. Si sono ambientati benissimo, hanno fatto subito amicizia con altri stranieri del posto e adorano la nuova casa e il nuovo clima. Ora dicono che se anche il lavoro andasse male, non tornerebbero in patria, ma cercherebbero qualcosa proprio in quella citta’.

Questa cosa mi ha fatto piu’ volte pensare. Le persone che si lamentano sono tantissime, ma quelle che riescono davvero a cambiare la propria situazione sono poche. Ma allora come si fa a cambiare?

Forse per cambiare bisogna davvero vedere qualcosa che agli altri sfugge e andare dritti per la propria strada senza ascoltare nessuno. Forse bisogna essere anche un po’ folli o forse solo avere tanta fiducia in se stessi. Pero’ certo se proprio si sta male, meglio buttarsi.   

13 commenti:

Lucy van Pelt ha detto...

Non è stato così anche per te? ;)

Ali ha detto...

Per noi è stato proprio così...

tizi ha detto...

i tuoi amici hanno tutta la mia stima ! Sono anni che sento amici lamentarsi di continuo del posto dove vivono , (sono italiani che vivono qui negli States) ,ma alle parole non segue mai un`azione ,solo parole e lamentele che alla fine mi hanno fatto sempre pensare al detto :ti lamenti perche` in fondo ci stai bene .Beh , questa e` proprio una eccezione alla regola.In bocca a lupo ai tuoi amici 1

Spiessli ha detto...

Secondo me ci vuole tanta determinazione e anche un briciolo di "incoscienza". D'altra parte la fortuna aiuta gli audaci. O almeno così dicono.

dolcedisale ha detto...

credo che per certe persone sia molto più facile immaginare un "altrove" senza impegnarsi per raggiungerlo piuttosto che impegnarsi davvero per vivere "qui e ora"...così c'è sempre una scusa pronta da tirare fuori da uno dei tanti cassetti mentali che abbiamo....

mariantonietta ha detto...

i tuoi amici hanno avuto un gran coraggio. e lei è stata grande. ha lasciato un posto che le piaceva per l'ignoto, "solo" per il benessere del marito.

il bona ha detto...

Una curiosità, anzi due: i tuoi amici che se ne sono andati i Francia sono americani ,italiani o cosa?
La seconda cosa:il clima a Dallas è così terribile? Fa un caldo insopportabile?
Per quanto riguarda il coraggio di mollare tutto e cambiare vita, paese ecc, sono d'accordo con te parzialmente, nel senso che il nostro destino è nelle nostre mani e dobbiamo essere artefici di noi stessi in tutti gli ambiti della vita.
Non mi sono mai piaciuti gli alibi, però sia io e la mia famiglia che tanti miei amici desidereremmo tanto andare a vivere negli Usa o in Canada, ma non credo di avere mai avuto la possibiltà di poterlo fare ne sono nelle condizioni di potermi creare l'opportunità da solo.
Certo che sentire altri amici a cui propongono (le aziende) di trasferirsi a Miami, Toronto e altre città americane e loro che rifiutano mi fa mangiare le mani...

Il bona ha detto...

La prossima volta magari scriverò in un italiano un po più comprensibile ahahahhah

nonsisamai ha detto...

il bona: 1)i miei amici sono andati in un altro stato degli usa, il colorado. lui e' francese e lei sudamericana per cui in teoria il loro piano era sempre stato quello di tornare in uno di questi due paesi.

2) effettivamente si: a dallas per due- tre mesi all'anno fa un caldo insopportabile. luglio- agosto: 40 gradi fissi, un incubo! :)
in tanti si organizzano per andare a correre nei centri commerciali dal caldo che fa, pero' e' anche vero che c'e' il sole quasi tutti i giorni tutto l'anno e negli altri 9 mesi puoi uscire quanto vuoi. altri amici si sono trasferiti da boston, dove fa molto freddo d'inverno, e dicono che qui il clima e' molto meglio. e' del tutto soggettivo.
a lui piaceva la bicicletta ed effettivamente qui e' un attimo monotono, e' piattissimo! :)

3) a me pare che l'italiano andasse bene, ma mi sa che oramai lo parlo un po' a caso :)

nonsisamai ha detto...

lucy: devo dirti di no, o almeno non completamente. ci ho pensato per anni, non e' stata affatto una decisione avventata la mia, anche se ad alcuni puo' essere sembrato.

Marica ha detto...

c'e; cosi tanta differenza di clima tra colorado e texas? nella mia ignoranza non l'avrei mai detto...
pero' se puo' continuare a fare il suo lavoro, almeno in parte era "coperto", voglio dire e' quando si va senza lavoro che e' proprio un salto nel vuoto... di quelli che non riuscirei mai a fare.

ci vuole coraggio e un po' di pazzia.... ;-)

Lucy van Pelt ha detto...

No scusa, non mi riferivo all'avventatezza, ma al lascio tutto e me ne vado. Non avevo colto che il tuo post sottolineasse la tempestività della decisione dei tuoi amici.

dancin' fool ha detto...

io lun prossimo "me ne vado".
e sono felicissima :)

(perfetto esempio di chi, come dici, non solo si lamenta ma fa di tutto per cambiare, per fortuna)