domenica 11 settembre 2011

l’11 settembre

Se fossi da un’altra parte sono sicura che non ci avrei pensato nemmeno tanto. Magari avrei tirato fuori l’11 settembre cileno e tante altre belle chiacchere. Perche’ bisogna dispiacersi di piu’ che per un attentato terroristico in Egitto o in India? Ma sono qui, non da un’altra parte e allora, e’ una giornata un po’ triste. Sono sbucate tante bandiere in giro, ma non quante ne vidi la prima volta che venni qui, due anni dopo l’attentato. Stamattina, non so come, me ne ero quasi dimenticata, ma poi al centro commerciale hanno fatto un minuto di minuto di silenzio. Un minuto di silenzio al centro commerciale, che cosa ridicola. E poi alla radio…Hello darkness my old friend…
E soprattutto le testimonianze di di chi ha perso un figlio, un marito, un genitore, quelle ultime telefonate. Chi ha chiamato l’ex moglie per dirgli che l’amava ancora, proprio in quel momento. Come non commuoversi? Ti alzi per andare al lavoro una mattina come le altre con tutti I tuoi casini e non torni piu’ a casa. Per cosa poi?
No, essere qui fa tutta la differenza, lo senti molto meglio il dolore da qui. Come quando muore il tuo cane o cade un aereo in Australia per dirla con un’immagine cinica e bruttissima.

4 commenti:

Sara ha detto...

Ciao! Ho provato le stesse sensazioni. Le testimonianze dei parenti delle vittime e dei sopravvissuti hanno fatto scendere piu' di qualche lacrima e mi hanno fatto venire la pelle d'oca. E' molto diverso viverlo qui, sentire il dolore di un popolo e di una nazione con cui condividiamo la vita quotidiana rende quel dolore anche un po' piu' nostro.

Isabel ha detto...

l'ho trovata una cerimonia molto toccante. A prescindere da tutte le opinioni che si possono avere a riguardo dell'Iraq e della politica estera americana, delle persone sono morte. E questo è un fatto

e.l.e.n.a. ha detto...

io ero tornata esattamente da un mese da new york. quindi rimasi particolarmente colpita. e da quel momento ogni ricorrenza è un ripercorrere le sensazioni di allora.

Lucy van Pelt ha detto...

Io credo che l'Egitto o l'India vadano ricordate nei giorni dei rispettivi attentati. Di undici settembre ce ne sono due, al massimo si potrà scegliere tra quelli.
Non so, sarà che ho grande rispetto per i morti e anche dall'Italia continuo a commuovermi.
(Scusa se sembro polemica ma ieri ho scritto un post giusto giusto sull'argomento, magari ti sembrerà che abbia risposto con troppa veemenza).