lunedì 14 aprile 2008

parliamo d'altro, va

Mentre continuo a fare del mio meglio per non pensare che domattina potrei svegliarmi con qualche strana notizia dall'Italia, rispondo alle vostre richieste di chiarimenti riguardo alla questione della casa, per lo meno per come la interpreto io qui in questa zona degli Stati Uniti.

Per noi italiani, la casa e' qualcosa di immobile ed eterno. Compriamo in genere una casa o al massimo due credo, nell'arco di tutta una vita e quella e' la nostra casa con la "C" maiuscola, un luogo che non e' solo fisico, ma soprattutto spirituale. Un luogo che parla di noi e della nostra vita e che viene caricato di significati profondi e non solo materiali. Non ci immaginiamo mai che qualcosa di male succeda alla nostra casa, anzi la casa e' vista come rifugio per eccellenza. In Italia normalmente, le case durano parecchio.

Qui in parte e' cosi', ma non completamente. La gente, nell'arco della vita, trasloca moltissime volte anche percorrendo grandi distanze e nessuno ci trova nulla di particolarmente drammatico. Si segue il lavoro. E' naturale, o almeno cosi' mi sembra di capire in base alle mie conoscenze, che si finisca per vendere la propria casa, magari anche nel giro di poco tempo e ricominciare tutto altrove. Vedo che qui in caso di disastri naturali, purtroppo abbastanza frequenti, la gente in genere non si strappa i capelli per la casa andata distrutta: si guarda intorno, vede che la propria famiglia sta bene e si rimbocca le maniche per ricostruire.
A me sembra un atteggiamento molto diverso dal nostro, dovuto sia a differenze naturali che culturali rispetto all'Italia. Io personalmente, ancora non riesco a sentire la mia casa qui, la prima che abbia mai avuto, con distacco. Per me ha tutto il valore sentimentale che avrebbe se fosse in Italia e l'altro giorno quando c'e' stato il tornado, ne ho avuto la conferma.

19 commenti:

Valeria ha detto...

con qualche strana notizia?
io la chiamerei disastrosa.


per il concetto di casa, sono d'accordo.


grazie per gli auguri.

Fabrizio Cariani ha detto...

a proposito della mobilita' dei lavori: una cosa che mi sconvolge e' il poco controllo che in alcune professioni si ha su dove si finisce per lavorare: conosco gente che e' stata sballottolata fra Princeton, Orange County e Las Vegas...

Dedy ha detto...

anche a me è "toccato" comprare una casa in un Paese che non sento casa, un appartamento che non sento come rifugio, casa....e con la consapevolezza che lo venderò e ne comprerò un altro (speriamo) altrove....spero almeno mi sentirò "casa" la prossima volta!

emmequadro ha detto...

concordo pienamente. sia con te che con valeria, anche se la mia scelta di aggettivo cadrebbe su "catastrofica".

Anonimo ha detto...

nina

alla prima constatazione concordo sul disastro.

già.

MiKo ha detto...

Beh, c'è anche un concetto di casa (inteso come edificio) completamente diverso. Io vivo in una casa di fine '800 con muri maestri di tufo spessi oltre 60 cm; in Texas stavo praticamente in una casa di cartapesta (e poi si lamentano di spendere tanto per riscaldamento/condizionamento). Mi ricordo di aver passato diverso tempo sulle freeway incollato ad un camion che portava un'intera casa. House-chasing, lo chiamavo io :)

tracina ha detto...

ma la gente si assicura contro queste eventualità catastrofiche?nel senso,ci sono compagnie che ti assicurano nonostante si sappia che quella sia una zona ad altissimo rischio ambientale(della serie,te la sei cercata)?vabè che pagando puoi assicurare di tutto..oppure ricostruire è relativamente economico?

mammaepoi ha detto...

è così anche a londra e a parigi, per quello che ho visto migliaia di anni fa quando abitavo li. hai proprio ragione sull'italia, invece: qui la Casa ha un valore sentimentale. quando ho traslocato avevo un magone.. ps incrociamo le dita. notizia nefasta, o "strane notizie" come dici tu, VADE RETRO.

fragile093 ha detto...

Oddio, dipende dai. Forse la maggior parte la vive come dici tu, ma non tutti qui sono cosi'. Io conosco anche gente che vive la propria casa "all'italiana". Specialmente gente che ci mette le mani, la modifica, la fa piu' sua. Ci sono persone che comprano casa (o a volte la fanno costruire su misura) con il desiderio di trovare un posto dove crescere i propri figli e trascorrere una vita intera. E spesso succede anche che ci riescano. L'American Dream in fondo e' proprio quello, no?

Dal mio punto di vista, la differenza per i traslochi sta nel fatto che in Italia abbandonare il "paesiello natio" e' ancora visto e vissuto da molti come una situazione quasi estrema, uno strappo definitivo e spaventoso. Qui i confini sono molto piu' vasti e la mentalita' e' spesso ancora quella degli esploratori di un paio di secoli fa, sempre alla ricerca di opportunita' migliori per se stessi (quello che la Constituzione chiama pursuit of happiness). E il lavoro e' sentito molto di piu' come parte integrante della propria persona, un percorso personale per cui vale la pena fare qualche sacrificio. E' questo che permette alla gente di avere meno paura di spostarsi e ricominciare.


@tracina: si', da noi ci si puo' assicurare (e se hai un mutuo sei obbligato a farlo per legge, come per la macchina) contro tornadi, grandine (anche di quella qui ne viene giu' parecchia) e quelli che chiamano "acts of god". Anche se c'e' gente che sostiene che non sia necessariamente una cosa positiva, perche' invoglia a prendere casa in posti dove i disastri naturali sono praticamente garantiti (vedi New Orleans, ad esempio). Food for thought. =)

janetframe ha detto...

ditelo a me che abito a meno di 10 km dalla casa dove sono nata...

Raffaella ha detto...

Nella mia vita ho cambiato molte case avendo sempre la consapevolezza che la casa è dove sono gli affetti.

Per quanto riguarda le notizie, le cose stanno andando d male in peggio...

Baol ha detto...

La differenza sta nel fatto che tu, comunque, ti sveglierai in Texas....siamo noi che stiamo in Italia...però il tuo conforto sarà d'aiuto

Valeria ha detto...

il disastro c'e'.


good luck my beloved Italy.
che rabbia.

cowdog ha detto...

anche in germania mi pare di capire che le persone non si attacchino così tanto alla casa, come luogo fisico. lo conferma il fatto che pochi la comprano. anche i tedeschi si spostano spesso e volentieri, seguendo l'università e il lavoro. un'altra cosa che ho notato è che i tedeschi spesso prendono possesso della casa e poi traslocano; quindi si vedono qs appartamenti (perché qui le tende praticamente non esistono, quindi si ha un vero spaccato sulla vita altrui solo guardando fuori) in cui i mobili appaiono col ritmo di un pezzo ogni due mesi.

destino volle che mi trovi a milano in qs lunedì nero.
e già prevedo massive prese per i fondelli, quando tornerò nella valle del reno.

katika ha detto...

carissima, ti scrivo per dirti che qui non ce la posso fare: lo psychodwarf incomberà ancora su tutti noi. trovami un lavoro lì. Preferisco un tornado a lui.

nonsisamai ha detto...

valeria: e' che avevo una mia scaramanzia inventata in questi giorni, ma evidentemente non e' servito.

fabrizio cariani: si, ma dipende dal lavoro, non credo sia cosi' comune.

dedy: benvenuta :)

emmequadro: e infatti la catastrofe e' arrivata.

nina: facciamoci coraggio.

miko: mi stupisco di te. sono osservazioni scontatissime. il texas e' nato nell'800. credo gli edifici piu' antichi qui, fra i piu' antichi degli usa, risalgano al secolo precedente.
si lamenta chi vive in un appartamento o un condo, ma chi ha una casa costruita con tutti i crismi non ha nessun problema. e poi scusa hai vissuto qui mesi e non ti sei chiesto come mai le case sono di legno? non ci credo.
critiche cosi' le ho sentite mille volte, ma tu ci hai vissuto, e' questo che mi stupisce. scusa, ma sai che sono sempre sincera.

tracina: si, parte della differenza e' proprio qui: essendo assicurati tutti in effetti, la ricostruzione non e' cosi' difficile.

mammaepoi: incrociare le dita non e' bastato...

fragile: anch'io conosco persone cosi' che non lascerebbero mai la loro casa, ma non credo siano la maggioranza. comunque, come sempre racconto quello che vedo io, sicuramente opinabilissimo.

baol: ma quale conforto? dovrete raccogliermi con il cucchiaino :(

cowdog: il fatto e' che a questo punto e' davvero al di la' di ogni immaginazione. non credo ci prenderanno nemmeno in giro.

katika: quasi tutto e' preferibile in effetti...

fabio r. ha detto...

sulle notizie mi sa che di buone ne troverai pochine domani... Citizen Kane is back!

Per quanto riguarda la Casa sono d'accordo: da noi è più uno state of mind, un nido, ed io (che di case ne ho cambiate 4 nella mia vita, sebbene in zone vicinissime, praticamente tra 2 città) sento che parti infinitesimali di me sono in ogni casa in cui ho vissuto.
All'estero difficilmente è così.
Ciao

sariti ha detto...

le notizie si sono trasformate in certezze...e' una tragedia!!!il lo psiconano per 5 anni non lo voglio!!!!! e pensa che ho fatto pure la scrutatrice, per cui mi sono vissuta tutto in diretta...che tristezza infinita...

Per quanto riguarda il concetto di casa hai perfettamente ragione, noi italiani abbiamo sicuramente inculcato il concetto di "nido"...ora pero' che vivo in austria con il mio ragazzo, seppur stando in affitto( la' quasi nessuno compra casa, ovviamnete mi riferisco alle citta'...), abbiamo instaurato un rapporto davvero stretto con il nostro appartamento...al momento non riesco davvero a pensare di doverci trasferire da un altra parte...

(non so se si e' capito quel che volevo dire, ma sono davvero esausta dopo queste 2 giornate tesissime...perdonatemi...)

nonsisamai ha detto...

fabio r: almeno quello era un grande film con un grande interprete. questa e' una farsa.

sariti: perdonatissima :(