lunedì 17 marzo 2008

una storia dal profondo west

Le loro famiglie si erano trasferite nella contea di Seminole dall'Arkansas e dal Mississippi. Negli anni Venti in quelle pianure sterminate non c'era altro che petrolio, ma era tutto quello che serviva loro per inseguire proprio li' la fortuna. Quando il petrolio fini', qualche decennio piu' tardi, rimase ben poco e la gente comincio' ad emigrare altrove. Ma loro no. Rimasero attaccati al loro pezzo di terra dove ancora oggi non arriva nemmeno il postino e se si viene morsi da un serpente velenoso come ogni tanto accade, mandano l'elicottero. Nessuno lo capisce veramente perche' a ottant'anni suonati si ostinino a rimanere, ma evidentemente li' hanno tutto quello che gli serve. Il loro mondo e' la prateria e quelle infinite strade senza mai una curva. Le mucche, le galline, i cani e soprattutto il trattore John Deer su cui il nonno ha istallato una sorta di ascensore inventato da lui oramai incapace anche di camminare senza sostegno. Dopo un rapido sguardo, individuo ben 3 automobili e due pick up che' loro le vecchie macchine non le buttano mai. In uno dei granai e' ancora parcheggiato, mezzo sepolto, un pick up degli anni Cinquanta che nessuno riesce piu' a tirare fuori dalla terra. Si chiacchera per ore, finalmente ci si capisce ed e' un piacere, un privilegio per me. Quella volta che nell'alveare un'ape gli entro' nella maschera da apicoltore. Quei fiori rossi che dice lei cosi' non si comprano piu' e che si tramandano nella famiglia da generazioni. Il tatuaggio sull'avambraccio del nonno, quello che fece per sfida in gioventu' quella volta che qualcuno gli diede del vigliacco. Si tratta di una donna, originariamente nuda che su richiesta della nonna fece poi rivestire con gonna e camicetta appropriate in occasione del matrimonio. Quando fa il pugno sembra che balli. Le rughe profonde scavate dal sole sulla pelle. L'orologio con tutti i fusi orari del mondo che usava piu' di trent'anni fa quando era radioamatore per ricordarsi a che ora contattare i suoi amici in Nuova Zelanda o alle Hawaii. E pensare che oggi invece basta accendere il computer. E loro lo accendono e lo usano da sempre. Quella volta che sparo' a una puzzola in garage. La casa costruita da loro perennemente in disordine, piena di libri e oggetti di artigianato indiano locale, e tante fotografie. Quella grande stanza sempre chiusa di cui un po' si vergognano perche' non riuscirono mai a finirla. Ma avevano altro da fare, la loro vita e' sempre stata fuori al sole e al freddo, non in casa. Quante storie. Il nonno che sta morendo e non l'ho mai visto cosi' felice, perche' oggi c'e', perche' oggi ha potuto raccontarci tutte queste cose e perche' con la vita che ha fatto -dice- e' gia' tanto, avrebbe dovuto essere gia' morto quella volta nel '74...

15 commenti:

The False Ulysses ha detto...

Piace molto per come lo racconti il profondo west...
Ma a me piace moltissimo anche il profondo south est...lo sai no??
Spero vada tutto bene.
Quanto agli alberi del post precedente...a bonsai come sei messa?
Stai bene
A presto

Eli ha detto...

che dolci i nonni..belle immagini. Una foto alla ballerina tatuata??bacio

nonsisamai ha detto...

ulysses: chi non muore si rivede! :)
mi chiedi dei bonsai? beh, io sono un bonsai. a presto!

eli: devi sapere che il nonno e' diventato dolce da pochissimo. dicono che fino a pochi anni fa avesse un caratteraccio, non vorrei farlo arrabbiare :)

Notebooks ha detto...

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Anja ha detto...

che bella la storia della ballerina..

caravaggio ha detto...

colplimenti gran bel blog buona giornata

Anonimo ha detto...

nina

eccoti qui, ci chiedevamo dove fossi finita...

che super nonno. e che super storie (il tatuaggio "rivestito", poi...;)

allora ci sono ancora posti dove si vive così, come vedevamo nei film (qui sembra così lontano tutto questo...)

bello.

MarKino ha detto...

la cosa piu` bella del viaggiare, son gli incontri che fai... fermarsi e condividere un pezzo di strada...

Ubikindred ha detto...

E' senmplice, amica nonsisamai...sono un cretino! :-D
P.S.
Il fascino è a dir poco innegabile, ma penso che fuggirei in città per sempre dopo due settimane :-D

Valeria ha detto...

how was the tornadosa night?

bei racconti.
I nonni sono preziosissimi.

ciao!

nonsisamai ha detto...

caravaggio: benvenuto :)

nina: in realta' stanno scappando tutti e capisco il perche'. io impazzirei a vivere li'...

markino: a volte vale di piu' parlare con una persona del luogo che visitare mille musei

ubi: ma non ti buttare giu'!
ah! ...io dopo molto meno :))

valeria: stavolta si sono sbagliati per fortuna. niente tornado notturno. in compenso sta diluviando da ore e c'e' pericolo di allagamenti, ma io sono riuscita ad arrivare a casa sana e salva per fortuna. tutto bene, grazie! :)

S E R E N A ha detto...

Veramente troppo bello il tuo blog...mi porta a sognare posti lontani...veramente suggestivo...passa a trovarmi su www.goccedivita-serena.blogspot.com

nonsisamai ha detto...

serena: benvenuta e grazie

Anonimo ha detto...

nina

hai ragione nonsisamai. mia nonna abita in un paesino sulle alpi al confine con la Francia...tanto carino da visitare....tanto terrificante l' idea di abitarci!

bacioni

Anonimo ha detto...

Bellissimo articolo ...
Saro' un po fuori moda, anch io
uso orologi con fusi orari del mondo, per contattare i miei amici nel mondo attraverso la radio.
Oggi esiste internet e' vero, ma quando c'e' un black out o una calamita' naturale, inizia l opera dei radioamatori, con le nostre radio siamo in grado di effettuare un servizio di communicazione a 360°.

73 + 51

Fabio
iz8ftw