mercoledì 21 marzo 2007

il consumismo americano

Ieri al dogpark tutti raccontavano un aneddoto carino sul loro raccoglipallinedatennis.
Ce ne sono di varie forme e colori, bellini. E poi la pallina va proprio lontano.
Io non ce l'ho.
Per un istante infinito ho pensato che quasi quasi ne avrei bisogno.

Cosi' mi e' venuto in mente il libro che sto leggendo, quando Bernard Henri-Levy parla del concetto di 'obesita'' nella societa' americana. Ovviamente non si riferisce all'obesita' del corpo, che oramai non e' superiore ai livelli europei (seni di plastica, quelli si, almeno qui a Dallas, danno nell'occhio), ma alla smania di possesso, alla stravaganza. 'The bigger is, the better is' e' la regola e un po' ti tira in mezzo anche se ti prepari, se lo sai che e' cosi' e vuoi starne fuori. Sempre saldi, sempre grandi offerte, occasioni per festeggiare. E si rischia veramente di rimbambirsi.
Il "Dallas Morning News", per esempio, viene letto quasi esclusivamente di domenica, tant'e' che se ci si abbona, gli altri giorni arriva gratis. L'edizione domenicale costa $ 1.50 e ha circa $ 200 di coupon di sconto per tutti i principali negozi della citta'. Quando vado a fare la spesa vedo le sciure dallasiane con i loro coupons in mano e sembrano proprio soddisfatte di risparmiare.
Ogni tanto ho provato anch'io a usarli, ma non ha funzionato molto: finisce quasi sempre che compro la cosa piu' cara con lo sconto, perche' lo sconto ce lo hanno piu' che altro le cose che non vendono bene e poi sono talmente contenta di avere lo sconto che non controllo abbastanza.
Io non dico che sia positivo o negativo tutto questo comprare pero' ne prendo atto. C'e' il piacere di comprare e c'e' ricchezza e io ho una sensazione strana qui. Che tutti stanno bene, stanno talmente bene che poi alla fine e' vero che quello che succede intorno, nel resto del mondo, importa davvero a poche persone. Ci ho anche provato a spiegare a un americano che cos'e' un centro sociale, ma e' davvero difficile. In Texas, da quanto mi risulta non ci sono nemmeno i sindacati, cioe' hanno pochissimo potere. Mi hanno spiegato che il datore di lavoro ha grane penali talmente gravi se non ti paga o se ti combina qualche danno che in genere fila tutto liscio. Infatti, non ho mai sentito nessuno lamentarsi qui. E' meglio? E' peggio? Forse per me e' semplicemente inconcepibile pero' di fatto funziona ed e' gia' qualcosa.
E' sempre tutto cosi' diverso rispetto al mondo che conosco. E io ci provo a capire, ci provo sempre.

Davanti ai bagni con la moquette pero' no. Li' passo.

14 commenti:

Anonimo ha detto...

Ma che bella scoperta! Non ti conoscevo e sono stato proprio contento di leggere il tuo ultimo post. Mi piaci un sacco!
non è che a Dallas hanno anche un modo super rapido per fare in modo che mi riprenda dalla scarlattina? Da tre giorni sono murato vivo nell'appartamento dei miei genitori, con loro dentro, e credo di non poterne più delle loro chiacchiere, di tutte le macchie rosse che mi ricoprono, di televisione e internet. Ho cercato di consolarmi con una caraffa di vodka e una pastiglia che ho trovato in borsa ma non c'è stato niente da fare, sono sempre qui più pezzato di una vacca frisona.
Almeno tu mi ha fatto uscire dai confini, anche solo con la mente: sono volato a Dallas e ho immaginato seni di gomma, Jr, Pamela e tutto l'eccesso che degli USA mi piace.
Thank you darling!
D'ora in poi ti leggerò con moltissimo piacere.
Un bacio scarlattiniforme.
Valerio
quablog78

nonsisamai ha detto...

Thank You! Sulla scarlattina, mi informo perche' non so come come si dice in inglese...pero' mi fa piacere averti portato un po' fuori dalla stanzetta infetta con la fantasia
:o)

Anonimo ha detto...

Ok, anch'io passo davanti ai bagni con la moquette...ma sai quanti acari ci girano?Io morirei di starnuti, per non parlare dell'umidità...Ti prego, evita di comprare il raccoglipalline da tennis, altrimenti quando torni finisce che non ti riconosco più...oppure anche il tuo cane non ti riconoscerà più...
Da Vigevano City a Dallas con un bel salto oceanico
Bocculus

@LLERTA ha detto...

che figata il giornale che arriva gratis durante la settimana lavorativa. Pero' a pensarci bene lo leggo piu' che altro di domenica anche io (niente coupon-sconti, solo piu' tempo e relax per farlo).
Una volta ho provato spiegare ad uno straniero cosa e' un centro sociale e temo di non esserci riuscito. Ci lamentiamo - in Italia - della mancanza di liberta' e di essere in braghe di tela - e non ci rendiamo conto di altre realta appena fuori dal confine. Tutto e' surplus, tutto e' dovuto. Vorrei emigrare ma anche no alle volte

phlegmfatale ha detto...

Have you picked up a Dallas Observer, which is a free local weekly paper? The new issues are put out every Wednesday, and each issue has a great listing of restaurants, theater performance listings, music concerts and art events.

Thanks for coming to my blog, and welcome to Dallas - I hope you are happy and prosperous here!

phlegmfatale ha detto...

Although there is a splendor to decadent excess, I think the type of excess we have here is very often a type of immaturity. It is child-like to spend all one's resources on immediate pleasures rather than to build something lasting and of substance. The preponderance of fake breasts here indicates a self-hate which I will never understand. Still, there is something to be said for the great variety which is available here, too. I hope you enjoy exploring Dallas.

If you ever make it out for drinks in the downtown area, I think you should check out Lee Harvey's, which is in a non-traditional neighborhood, and a great casual hang-out. A lot of the patrons there work in the creative arts or are musicians.

phlegmfatale ha detto...

http://leeharveys.com/pages/about.html

nonsisamai ha detto...

Bocculus: i bagni con la moquette in realta' oramai si trovano solo a casa di qualche tex-nonnina, il vero problema e' lo spogliatoio della piscina (dove per di piu' non c'e' un minimo di privacy): la moquette bagnata a piedi nudi non e' il massimo.

@:1- A me sembra che in Europa in generale, la gente sia piu' sensibile nei confronti delle notizie che arrivano dal mondo (mi manca proprio il nostro senso dell'ingiustizia) qui troppe cose a parte su NPR, mi sembra che passino cosi', senza farci caso (vedi impiccagione Saddam), ma magari sono io che non ho ancora trovato i giusti canali di informazione. Ho tanti amici italiani che si impegnano nel sociale, che passano l'estate in Kosovo o in Africa a dare una mano, qui ancora non ho incontrato nessuno cosi'. Vedremo. D'altra parte, quasi tutti qui alla mia eta' hanno gia' un paio di figli, non e' che se ne possano andare tanto in giro...sarebbe un discorso lunghissimo...
Vero e' che non ci sono piu' le serate passate ad ascoltare la gente che si lamenta: il lavoro, la politica, il caro affitti...like I said sono tutti contenti e mi fa specie.
2- Ho appena letto gli sviluppi della saga Tondelli, non sapevo nemmeno chi fosse, ma mi sono divertita a leggervi.Bello.

nonsisamai ha detto...

mi sono persa un paio di commenti mentre scrivevo il mio...

nonsisamai ha detto...

WOW! So...do you understand italian?
Anyway, thank you very much for your interesting explanations, I appreciate your comments. Thank you for the advice too. I have been looking very much in these days for interesting places close to Dallas 'cause I have an italian friend coming here next week. He will stay here for a while and I want to show him the best of Dallas. Of course I enjoy Texas very much.

@LLERTA ha detto...

gli americani sono per me una gigantesca incognita. I miei precedenti con loro non sono dei migliori, sará per la barriera linguistica (ma li capisci davvero quando parlano a razzo?) o forse che ho avuto a che fare con certe determinate tipologie. Sta di fatto che in mezzo a milioni di persone anonime, obese come vengono definite nel tuo post, ci sono certe individualitá che l’Europa invidia. Rare, ma ci sono.
Certo in Texas in pochi si lamentano, ma la loro contetentezza è vera o solo il frutto di avere utilizzato i coupon per acquistare cose assolutamente inutili?
Alle volte penso che il luogo comune si stava meglio quando si stava peggio abbia un fondo di veritá, che dovremmo sperimentare la fame e la precarietá (non quella lavorativa of course), come l’hanno sperimentata quelli che ci hanno preceduto e come la stanno vivendo tuttora i popoli dei paesi che citi.

Beh, il divertimento è tutto ;-)

tieni d'occhio phlegmfatale, dal profilo mi sembra un tipino interessante!

nonsisamai ha detto...

Alle domande piu' serie mi sembra che in parte abbia risposto Phlegmfatale. La barriera linguistica invece e' di mia competenza. C'e' gia' un post da qualche parte ma l'argomento e' piuttosto spinoso per la sottoscritta, va tirato fuori con cautela.
Per il fatto che parlano a raffica non mi sembra:qui parlano lentamente e sottovoce. Avendo imparato tutto da Mr.Johnson il texano mi e' molto piu' familiare dell'inglese della regina. Un'ultima cosa: mai -mai- generalizzare, ma io spesso noto una certa differenza di spessore fra gli americani che sono stati in Europa o comunque in giro per il mondo e quelli che non sono mai usciti di casa.

Ehol ha detto...

Ciao Nonsisamai (tutto attaccato mi suona più come un 'nome' che un 'nicknome' he he he)
Intanto grazie per essere passata.
Grazie anche per gli auguri.

Ho scelto di rispondere a questo post perchè è davvero stimolante: l'opulenza indifferente americana (o almeno, di certi americani. Non conoscendo bene l'ambiente non mi sento di generalizzare) è in buona parte un fenomeno che si vive anche da noi. Anche nella 'povera' Italia (che tanto povera proprio non è).
In fondo, è molto facile vivere pensando solo a se stessi. E consumare è quanto ti insegnano a fare in continuazione (pensa ai bombardamenti pubblicitari).
Non so quanti anni hai, anche se mi sembri abbastanza giovane, ma vedere certi ragazzini qui da noi, che vestono Prada oppure Gucci e che se non hanno questo o quello non sono contenti mi mette una tristezza infinita.
Il sogno di molta gente è comprare quello che non possono. Che tristezza :(

Un bacio e un augurio di buona permanenza in terra statunitense
Ehol

nonsisamai ha detto...

Ciao Ehol, il tuo nick invece mi ricorda non so perche' un personaggio mitologico, tipo un fauno, e' una cosa bella? :)
Sono contenta che sei passato e in effetti, mi sembra che questo argomento interessi molto, anche a giudicare dai commenti pervenuti in altra sede. It's all about money?!
Speriamo di no, ma un po' forse si'!
Grazie e arri-sentirci spero alla prossima!