giovedì 8 settembre 2022

piccolissimi passi avanti

Una volta, alla fine di una giornata lunghissima, dalla disperazione, ho scritto una sorta di breve lettera per i miei studenti e l'ho appesa fuori dalla porta. È un po' stucchevole forse, ma è quello che penso e volevo aumentare le possibilità che lo sapessero subito in qualsiasi modo, a scanso di equivoci. 
È un messaggio molto semplice:
Cari studenti, siete capaci di grandi cose. Credo in voi. Vi ascolto. Vi rispetto. Sono qui per voi. 
Quando finalmente ho trovato un momento per tradurla anche in spagnolo. L'ho fatta rileggere a una persona madrelingua per sicurezza.

"Vosotros? - mi guarda leggermente inorridita - Cos'è latino?"

Nell'America centro meridionale, nei paesi dei miei studenti almeno, non si usa il voi (vosotros) come in Spagna ma il loro, (ustedes). Io che lo spagnolo l'ho imparato in Spagna, ho sempre detto "vosotros". In realtà, troverei molto difficile sostituire il "voi" con il "loro" anche in italiano, ma devo farlo, devo "riprogrammarmi" anche in questo senso perché adesso so con certezza altrimenti non mi capiscono. Quella persona pensava parlassi latino!
Qualche volta a scuola, soprattutto con quella famigerata classe di "nuovi al concetto di scuola", ho avuto la terrificante sensazione che non capissero non solo l'inglese, ma nemmeno lo spagnolo.
Ecco, è possibile che non fosse solo una sensazione. Mi hanno spiegato che è plausibile.
Abbiamo degli studenti appena arrivati da paesi come il Guatemala ad esempio, che a casa parlano solo dialetti o lingue indigene e stanno imparando entrambe le lingue allo stesso tempo.
+ Il concetto di scuola
+ la vita in un nuovo paese 
+ tutto il resto.
È del tutto naturale che siano confusi e agitati poveri piccoli.
Il primo giorno di scuola per capire un po' chi avevo davanti, ho chiesto a tutte le classi di fare un autoritratto usando solo certi colori. Devo dire che non è andata benissimo, ma i disegni sono comunque fantastici in tutto ciò che raccontano di questi bambini.
Il fatto che li abbia appesi tutti quanti come avevo promesso li ha emozionati molto. In questa scuola purtroppo non c'è (ancora) l'abitudine di esibire i lavori degli studenti.
Uno studente di quelli più grandi, uno di quelli che mi hanno dato più filo da torcere, mi ha ringraziata. Ha cercato il suo disegno e poi mi detto solo: "grazie", non ci potevo credere. Un'altra, una ragazza che durante quella prima lezione era stata portata via a forza perché si era scagliata contro un compagno e aveva urlato, fra le altre cose, che sono un'incompetente, si è fatta dare un foglio perché ora vuole esserci pure lei su quel muro con gli altri.
Tanti piccoli passi avanti che mi riempiono di felicità e speranza.

4 commenti:

Bulut/Nuvola ha detto...

È molto bello quello che scrivi :)

Speriamo :)

E coraggio :)

Anonimo ha detto...

Complimenti per quello che stai facendo. Bellissimi i post di questi ultimi giorni.
Grazie
Ed

Nonsisamai ha detto...

Grazie :)

gota ha detto...

Ciao
sei una di quelle persone che mi auguro mio figlio possa incontrare nel suo percorso di studi. Ti ammiro
roberta