mercoledì 17 giugno 2020

se qualcuno vi chiedesse che cos'è il white privilege

Quando abbiamo deciso di portare i bambini al picchetto davanti alla stazione della polizia della nostra zona per la morte di George Floyd, eravamo tutt'altro che tranquilli.
Ve lo avevo raccontato qui. Ci abbiamo pensato molto mooolto bene. Abbiamo cercato di considerare tutto. Dai numerosi precedenti incontri sempre positivi, con la polizia locale al fatto che la presenza di una famiglia come la nostra potesse essere particolarmente utile e significativa in quel contesto, anche solo per allentare la tensione. Abbiamo elaborato vari piani. Uno era: arriviamo lì, vediamo com'è e se c'è qualcosa che non va ce ne andiamo senza nemmeno scendere dalla macchina. Un altro era: se tutto sembra a posto scendiamo, ma rimaniamo comunque vicino alla macchina, così se le cose si mettono male, ce ne torniamo subito a casa.
Quando ti prendi la responsabilità di portare due bambini a una manifestazione durante una pandemia e con tutta la violenza che c'è stata ultimamente, non lo fai a cuor leggero. E' finita, come sapete, che siamo arrivati lì e, come è successo poi in tante altre piccole città in giro per gli Stati Uniti, era quasi una sorta di festa della comunità a cui ha partecipato attivamente (e allegramente) perfino il capo della polizia.
Seguendo il piano B, senza nemmeno farci troppo caso, abbiamo lasciato la macchina nel parcheggio della stazione di polizia: dopo tutto era il posto più vicino alla manifestazione in assoluto. C'erano due agenti fuori e gli abbiamo chiesto se andasse bene parcheggiare lì, come fosse la cosa più normale del mondo.
Poi ho notato che il parcheggio era vuoto. Ci siamo sentiti così sicuri da andare a chiedere alla polizia se potevamo lasciare la macchina nel loro parcheggio intanto che andavamo a manifestare contro di loro. Se qualcuno vi chiedesse che cos'è il "white privilege", ecco è questo. Il "white privilege" sono tutte quelle cose che fai in tutta normalità, ma che per altri con la pelle di un colore diverso dal tuo, non sono normali per niente. Ho sempre detto ai miei bambini quando andavamo in posti affollati: "Se vi perdete, chiedete aiuto a un poliziotto oppure un'altra mamma". Anche questa mi é sempre sembrata una cosa normalissima. Sempre finchè mi sono resa conto che una mamma nera, non direbbe mai una cosa del genere. Direbbe il contrario probabilmente: "Se ti perdi, non andare mai da un poliziotto". E chi mai potrebbe darle torto? (Qui una serie di storie di bambini uccisi negli ultimi anni). I privilegi dei bianchi sono tantissimi e non ce ne rendiamo nemmeno conto. Pensiamo sempre di faticare, di dover superare mille difficoltà e ingiustizie ed è così, anche se le difficoltà che abbiamo noi sono una minima parte rispetto a quello con cui devono vedersela altri nella vita.
Ci riteniamo giustamente ottime persone e ottimi professionisti, unici artefici dei nostri successi, ma quasi mai ci fermiamo a pensare che siamo in una certa posizione perchè, indipendentemente dai nostri meriti, abbiamo avuto delle opportunità che ad altri sono state negate ai blocchi di partenza. Rendersi conto di tutto questo, riconoscere le proprie zone d'ombra, è difficilissimo, ma è anche fondamentale per contribuire al cambiamento.

5 commenti:

Bulut/Nuvola ha detto...

"Se ti perdi, non andare mai da un poliziotto".

Non so. Un poliziotto bianco andrebbe a fare male ad un bambino nero? Il generico poliziotto se la prende con i bambini?

Davvero mi pare esagerato. La polizia è tutta un covo di criminali?

Mi pare davvero senza senso.

Dove ho vissuto io, e ho vissuto nell'odiata Turchia (odiata dai mass media e dall'occidente, mica da me) non vedrei nessun poliziotto, ma anche nessun adulto, andare a fare del male ad un bambino.

Perdonami, ma da quello che descrivi, i neri hanno ragione a temere la polizia, e la polizia è talmente ignobile che, di standard, farebbe male ad un bambino nero. Davvero mi fa difficile crederlo.





nonsisamai ha detto...

Nuvola: da un lato mi fa piacere che tu non ci creda perchè è così che dovrebbe essere nel mondo civile. Spero che guardando i visi di questi bambini meravigliosi, tutti uccisi dalla polizia in anni molto recenti (una, 7 anni, mentre dormiva nel suo letto, un altro 12 perchè aveva in mano una pistola giiocattolo, un altro ancora, 17 perchè indossava un cappuccio, ecc.), ti renda conto, come ho fatto io, del tuo enorme privilegio.

https://www.facebook.com/nonsisamaiblog/posts/3157616780925913?__tn__=-R

Anonimo ha detto...

e invece...
comunque io conosco genitori, turchi, che hanno un'altra opinione anche riguardo la Turchia ed è un'opinione basata su quello che hanno vissuto loro e i loro figli.
il white privilege è pure potersi stupire di un post come questo...
anna

Chicca ha detto...

Il white privilege è che noi bianchi siamo expat, in Africa e in Asia, ma anche in altri paesi a maggioranza bianca... gli altri sono sempre e solo immigrati, anche se sono nati e cresciuti in un paese dove lavorano e pagano tasse...

nonsisamai ha detto...

Chicca: il white privilege e' ovunque una volta che te ne accorgi.