giovedì 14 febbraio 2019

non si può più scherzare?

Da italiana, il razzismo in Italia, l'ho scoperto di colpo una quindicina di anni fa, quando Mr J cercava casa a Milano e le agenzie immobiliari per telefono gli dicevano:
- Mi dispiace non affittiamo a stranieri.
Poi quando capivano che era americano, lo accoglievano a braccia aperte. E quella era solo la punta dell'iceberg. La Prefettura di Milano dove si va a fare il permesso di soggiorno, era un girone infernale e anche lì la stessa cosa: lui, americano biondo con gli occhi azzurri, veniva trattato in modo diverso, decisamente migliore. I vari impiegati si stupivano che dovesse fare la coda come tutti gli altri. Guarda che ingiustizie.
E' stata un'esperienza illuminante, non avrei mai potuto avere accesso a quella mentalità senza l'aiuto di uno straniero.
Ci sono stati una miriade di piccoli episodi che in questi anni mi hanno lasciato l'amaro in bocca vedendo il razzismo dilagare silenziosamente in Italia. Ve ne racconto uno davvero minuscolo perchè sono sempre i dettagli a farmi più impressione.
Mi racconta una persona che conosco, una persona che non definirei mai razzista, che conosce un bergamasco simpaticissimo e che lo prende sempre in giro per l'accento. Un giorno il bergamasco si stufa e gli dice di smettere. Lui si stupisce molto perchè non gli sembra di fare niente di male e continua finchè il bergamasco non si offende sul serio e non gli rivolge più la parola.
Allora, per non perdere l'amicizia, si siedono a un tavolo e ne parlano e ne parlano finchè non si chiariscono.
- Quindi hai smesso di prenderlo in giro?
- Assolutamente no, ti pare? Altrimenti cosa facciamo? Non si può più scherzare su niente? Lo prendo in giro e non si offende più, ha capito.

Lo vedete anche voi? E' infido, è dentro tutti noi in qualche misura. Provate a sostituire bergamasco con cinese, senegalese, albanese. E' un gioco di forza. Quello che si offende, fa sempre la figura di quello che non sa stare al gioco, allora magari lascia perdere, ma non mi stupirebbe se non rispondesse più al telefono.
Tutto il razzismo a cui viene dato sfogo liberamente in Italia in questo periodo, mi fa male come fa male a quasi tutti gli italiani che conosco e che giustamente non parlano d'altro, però c'è un però. Esisteva anche prima, solo che non si poteva nominare.
In Italia non c'è il razzismo, ti dicevano.

Adesso almeno questo non si può più sostenere. Il razzismo è alla luce del sole (ogni giorno ce n'è una nuova), in mezzo a noi e sopra di noi, fra i nostri politici. Finalmente però possiamo cominciare ad analizzare i comportamenti. Quelli più gravi e quelli del tutto involontari. Questo è senz'altro un punto di partenza. Tanti in questo modo cresceranno, forse ci sarà una crescita collettiva dopo questa fase tribale.
Quando hai una malattia e non te ne rendi conto, non hai nessuna speranza di guarire.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Mah..io ti vedo troppo ottimista.
Io negli ultimi 15 anni ho visto leggermente diminuire il razzismo verso i "meridionali" a scapito degli stranieri extra UE.
Ma nei primi anni '2000 nella rossa Emilia Romagna era un continuo di battute sui meridionali, io sinceramente non ne potevo più.
Anche perchè mi tocca sul vivo.
Chissà i cingalesi o i tunisini come si sentono.
Per me gli italiani sono razzisti e provinciali.Punto.
simona

Anonimo ha detto...

Ehh ehh, certo che l'idea che il finale della tua storia sia che il bergamasco abbia "capito" mi ha fatto un po' sorridere. Tipo fare una cosa sbagliata, ma farla talmente tante volte che alla fine diventa giusta, anche agli occhi di chi subisce il torto.

Che l'Italia sia razzista appare chiaramente e tutto d'un tratto non appena uno ha la possibilita' di vivere un po' fuori da Italia in posti come gli USA. Poi resta un po' quel dubbio che anche tu tante volte sollevi: la gentilezza di facciata che vedi negli USA (e probabilmente in altri paesi) e' meglio o peggio? Se vedi anche solo l'immaginario nord contro sud (italiani) e' permeato nella commedia, in televisione e nei luoghi comuni di tutti i giorni. E qui mi riferisco anche quelli positivi: il caloroso e fantasioso napoletano, il laborioso veneto, il serio e posato piemontese... Capire che questo e' una faccia del razzismo e soprattutto che uno dovrebbe andarci piano soprattutto in situazioni in cui il diverso e' in netta minoranza numerica sarebbe importante.

Ho sentito dire che che il razzismo e piu' genericamente il rifiuto dell'inclusione del diverso siano frutto di una condizione naturale della nostra mente. Pensare e valutare richiede energia, quindi il nostro cervello trova utile categorizzare fatti e persone rifugiandosi in pregiudizi che non richiedono di pensare e valutare. Il razzismo non e' quindi solo delle "cattive persone" ma e' in diversa misura in tutti. E richiede tempo ed energia per essere limitato.

Grazie per i post riflessivi!
ed

nonsisamai ha detto...

Simona: lo so, è peggiorato, ma quando si tocca il fondo poi si comincia a risalire, lo sto vedendo qua.

nonsisamai ha detto...

Ed: Grazie a te! E' vero la gentilezza di facciata, a volte ferisce e crea un sacco di malintesi, ma la preferisco forse al dire sempre tutto in faccia senza filtri. In Italia a volte mi sentivo giudicata, non hai caldo? Non hai freddo? Sei dimagrita? Sei ingrassata? Sembri stanca...e anche questa storia degli scherzi, ti confesso che a volte mi è pesata un po' come al bergamasco. Abbozzi perchè non hai voglia di fare problemi, ma bisognerebbe forse darsi dei limiti e osservare meglio le reazioni quando si fanno una serie di battute alla stessa persona sullo stesso difetto. Per quanto riguarda gli stereotipi...argomento interessantissimo. Ho scoperto proprio ieri che Topolino nasce da stereotipi razzisti ad esempio. Mi è venuto in mente in Italia l'omino delle Tabù. Super razzista, l'ho capito solo ora. Se trovo il tempo di studiare meglio la questione, magari ne scrivo qui. A presto!