lunedì 10 luglio 2017

l'umanità

Un paio di fatterelli. Stamattina arriva mio cognato e racconta di essere preoccupato per il barbone sotto casa sua. Gli sembrava non stesse bene, poi l'ha rivisto prima di uscire e ha avuto l'impressione che si fosse un po' ripreso. Avrebbe dovuto chiedere se aveva bisogno di qualcosa? Portargli da mangiare o da bere con questo caldo? Era preoccupato insomma.
Questo pomeriggio ho rivisto l'amico psicologo ed è sempre un evento, ma questa volta di più perché ho conosciuto la sua bambina. Insieme abbiamo visitato un'altra perla artistica della provincia di Milano. L'arte è ovunque sul serio in Italia, questo paese è un pozzo senza fine di cose belle.
Stasera, sull'onda della nostalgia, ho guardato il mio primo film di Fantozzi e ho riso, ma ho anche capito perché non avevo mai visto un film di Fantozzi.
Prima di salire da mia sorella, ho visto il barbone di cui parlava mio cognato o per lo meno ho immaginato fosse lui visto che di barboni qua in giro non ce ne sono molti. Non sembrava morto, se ne stava lì. Non mi sono fermata. Dopo il film, però mentre tornavo a casa l'ho visto di nuovo. Un uomo che mi è sembrato piuttosto giovane, aveva acceso le quattro frecce ed era sceso a parlare con lui. Dato che ero in bicicletta ho potuto sentire abbastanza da capire che il barbone gli stava raccontando qualcosa della sua vita.
Un tale si ferma senza paura a ascoltare le storie di un barbone a mezzanotte in una stradina deserta d'estate.
E così me ne vado a dormire pensando all'umanità che trovo qui e che "dall'altra parte" non vedo molto ultimamente.
L'umanità, quella cosa che uno tende a pensare che sia ovunque e in effetti è così, ma mi sembra che "di là" tutti abbiano paura di tutti ormai, qui invece ancora si fa uno sforzo per venirsi incontro e parlarsi.
In Italia l'umanità nel bene e nel male la vedi e la senti. Mi mancherà proprio questa cosa qui più di tutto.

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