giovedì 4 giugno 2015

il turbinoso arrivo di woody

Si sente sempre dire: il giorno piu' bello della mia vita e' stato quello in cui mi sono sposato o quello in cui e' nato mio figlio. Ecco. Sono felicemente sposata, ho due figli adesso, eppure se penso a un ipotetico giorno piu' bello della mia vita, ammesso che ci sia, mi vengono in mente soprattutto giorni normali, in cui non e' successo nulla di speciale. Quelli in cui hai il tempo di guardarti intorno e assaporare la tua vita, cosa che, devo ammettere, un po' mi manca in questo periodo.
Woody e' nato pochi giorni fa e certo, il momento in cui l'ho visto per la prima volta, e' stato fortissimo, indimenticabile e perfetto, ma la verita' e' che quasi tutto quello che c'e' stato prima e anche dopo e' stato ed e' ancora, piuttosto difficile.  In tutta la vita, non credo di aver mai sofferto tanto fisicamente e per quanto tu possa essere razionale e determinato e straentusiasta di una situazione, che tra l'altro hai desiderato con tutte le tue forze, dopo un po' succede che dal corpo il malessere passi allo spirito. E' fatale forse, mettiamoci anche gli ormoni impazziti. Ti manca l'energia, hai cosi' tante limitazioni che praticamente tutto quello che amavi fare prima ti e' precluso. Ci vuole tanta pazienza, una qualita' di cui non sono mai stata molto provvista purtroppo.
Eppure quando nasce un bambino, si dice mamma e bambino stanno bene e sembra sempre finisca tutto li', come nelle favole. Una specie di e vissero felici e contenti prima che tutto cada nell'oblio.
Allora, vado un po' controcorrente e vi racconto come qualche volta vanno davvero le cose.
Quando e' nato Joe, c'e' stato un grande problema durante il parto. Ho rischiato grosso, ma non lo sapevo prima e l'incoscienza mi ha aiutato ad affrontare la situazione. Questa volta invece, e' stata tutta un'altra storia. Mi hanno spiegato che succede molto raramente, ma per mia immensa (s)fortuna, ho avuto di nuovo lo stesso identico problema e con rischi perfino piu' gravi essendo la seconda volta. Quello che mi faceva piu' impressione nelle ultime settimane prima del parto era il modo in cui mi parlavano i medici. Non erano mai di fretta. Mi chiamavano anche a casa e mi spiegavano tutto nei minimi dettagli. Le visite potevano durare intere ore ed ero sempre io a decidere quando era abbastanza. Non so come funzioni in Italia o nemmeno se sia normale qui, ma il problema in questo mio caso particolare, era che toccava a me, una volta compresi i rischi, decidere che tipo di intervento volevo. Ho sentito mille pareri, ma era proprio uno di quei casi in cui non c'e' solo un modo di operare oppure, come disse una volta il mio fantastico e super rassicurante ginecologo asiatico traducendo letteralmente dalla sua lingua credo, there is not just one way to kill a chicken, non c'e' un solo modo di uccidere una gallina.
Dopo essere finita in ospedale un mese prima del parto, dal mio lettuccio, a riposo forzato, ho cominciato a fare dei pensieri strani. Sulla mia sopravvivenza, soprattutto. Anche in questo caso, come con Joe, sapevo che il rischio era tutto mio e che il bimbo stava bene e questo mi aiutava moltissimo, certo, ma sostenere tutte quelle conversazioni su quanti litri di sangue avrei potuto perdere e su cosa era andato storto alle madri che prima di me non ce l'avevano fatta, mi aveva provato emotivamente. Alla fine avevo scelto la strada che diminuiva al minimo il mio rischio di perdere la vita, ma che portava con se' tanti altri rischi, come quello di tornare in sala operatoria dopo qualche giorno o perfino di subire qualche danno permanente.
Il giorno dell'operazione le infermiere mi dicevano che un caso come il mio capitava si e' no una volta l'anno e che mi portavano da un'altra parte ed era tutto un po' diverso. Tutto lo staff venne a salutarmi e a presentarsi, dalle infermiere, all'anestesista. A un certo punto, nell'attesa di iniziare, il mio medico, quello della gallina, mi prese lungamente la mano nel tentativo di darmi conforto. Un comportamento talmente fuori dal suo personaggio che ottenne il risultato opposto di darmi perfettamente la misura dei pericoli a cui stavo andando incontro.
Ad operazione iniziata, Mr. Johnson era li' con me e io stavo bene, ero serena, vigile e non avevo nessun dolore. Dopo pochissimi minuti, abbiamo sentito il pianto di Woody. Davvero si', uno dei singoli momenti piu' esaltanti della nostra vita. E poi, nello stupore generale, un'operazione che si pensava sarebbe dovuta durare ore e' finita quasi subito, o almeno questa e' stata la mia percezione. E' andato tutto nel modo migliore possibile. Non e' successo niente di tutto quello che avevamo paventato. Non mi sono mai sentita tanto fortunata nella vita, e' stato incredibile, surreale, un sogno ad occhi aperti.    
Questo di solito e' il momento che dicevamo, quello in cui il padre esce dalla sala operatoria e dice "mamma e bambino stanno bene" e cala il sipario perche' e' arrivato il lieto fine. Pero' siccome non e' una favola e nella realta' raramente vissero tutti felici e contenti e basta, sono successe tante altre cose. Per quanto sia andata molto meglio del previsto, l'operazione non era comunque una passeggiata. Oltretutto, uscita dall'ospedale mi sono beccata una febbre alta che non si sapeva da dove arrivasse e tanti altri problemucci che dopo due settimane stanno solo cominciando a migliorare.
Mi sono fatta un'idea sul perche' di tutto questo. Credo che il mio corpo stesse continuando a mandarmi chiari segnali di smettere di fare bambini. Lui non sapeva che il messaggio era gia' stato ampiamente recepito.
Adesso siamo in questa fase un po' complicata di stupore e meraviglia permanente per questo secondo essere perfetto e sublime che e' entrato a fare parte delle nostre vite e tante altre cose meno piacevoli. Le preoccupazioni per la sua salute fisica (niente di grave, era un po' prematuro e ha perso un po' piu' peso del previsto) e per le enormi insicurezze di Joe condite da un mio livello di energia bassissimo per affrontare tutto questo nel modo piu' pieno e sereno.
Chissa' forse e' il mio destino quello di avere sempre un qualche rimpianto, ma in questo caso, mi sarebbe davvero piaciuto godere di piu' di tutto questo, a partire dalla gravidanza e poi tutto quello che e' venuto dopo. Avrei voluto che gli ultimi mesi fossero stati un po' meno difficili e angoscianti, ma e' andata cosi'. Anzi. E' andata benissimo comunque.
Mi viene in mente quello che dice sempre una mia amica in carriera, con tre figli piccoli e mille impegni. Qualunque cosa ci possa capitare di brutto o doloroso, guarderemo sempre a questi anni e a questi giorni, come i piu' belli della nostra vita.

8 commenti:

Zion ha detto...

Felice di leggerti, ma un po' terrorizzata dalle possibilità che c'erano dietro a questo evento.
Mamma e bambino stanno bene...Ora però c'è la vita da affrontare! Spero tu possa riposare un pochino, presto. Molto presto. Abbracci!

Anonimo ha detto...

hai affrontato uno stress enorme - la paura che qualcosa andasse male per te, per tuo figlio e comunque hai gia' un altro figlio al quale non hai potuto dire che avevi la testa altrove. E' una roba grandissima questa qui. E poi mettici il baby blues. Gli ormoni stanno facendo la loro parte in tutto questo, ma e' una cosa buona parlare del proprio malessere quando c'e' e se c'e', perche' essere felici per la nascita di un figlio e' ovvio. Meno ovvio, meno facile da accettare e da ammettere e' di essere stanchi. E poi davvero questa seconda gravidanza e' stato parecchio impegnativa, c'e' anche questo.

bacio!
valeriascrive

G ha detto...

Sono davvero felice che stiate bene!
Forse avresti potuto vivere tutto con più serenità, ma pensa a quanto saranno fieri Joe e Woody di avere una mamma così forte! :-) un abbraccio!

Anonimo ha detto...

Per vari motivi di salute anch'io non ho potuto godere come mi sarebbe piaciuto del primo periodo dopo la nascita del mio secondo figlio e purtroppo questo periodo di difficoltà si è prolungato per anni perché i motivi di salute erano più seri del previsto.
Ciò mi ha sempre pesato molto, per me ma soprattutto perché lo leggevo come qualcosa che il primo figlio aveva avuto ed il secondo no. Ma ora che mio figlio è grande, grazie anche alla sua enorme sensibilità, il nostro rapporto è meraviglioso e quel passato finalmente non mi pesa più.
Ed il primo figlio, che aveva 4 anni e mezzo in più, ha sempre capito e mi ha sempre aiutata.
Ho scritto tutto ciò nella speranza che ti possa servire un poco per essere più serena. Certamente mi ha aiutato molto il fatto che i miei figli sono stupendi dal punto di vista umano (lo scrivo senza orgoglio perché è solo merito loro) ma sono convinta, da quel poco che leggo di voi, che anche i tuoi non siano da meno.
Coraggio, tutto passa, prima o poi, e tanti rallegramenti per il tuo sogno coronato e tanti auguri per il futuro
Mila

mammagari ha detto...

Insomma, salviamo solo il bello. E imprimiamolo nella memoria. Il brutto lasciamolo andare.

Marica ha detto...

mi spiace per questo stato di preoccupazione e per le tue condizioni di salute... un giorno saranno un lontano ricordo!
cerca di metterti subito in forze :-)

Agnes P ha detto...

È incredibile come tu racconti tutto questo lasciando comuque trasparire un equilibrio di fondo non comune. Woody e Joe sono molto fortunati e sono sicura che pian piano le vose torneranno a posto,intutti gli ambiti.

dancin' fool ha detto...

Ciao N,

Ovviamente ho perso il mio primo commento (scrivo col cell, che barba). I primi periodi di una donna dopo la nascita di un figlio sono tra i più complicati e delicati della sua vita... Personalmente conosco donne che non si ricordano niente dei figli di que periodi perché erano troppo prese dalle difficoltà ed emozioni difficili etc. Io tipo ho avuto dei problemi fisici post parto. Ora che sto bene mi rendo conto di quanto stessi male allora, non riuscivo neppure a tenere la bambina in braccio. Tuttora ho delle preoccupazioni da risolvere (non a causa sua) e ho come un campanello d'allarme che mi suona in testa per avvertirmi di non lasciarmi travolgere da queste cose e non dimenticare di godermi ogni attimo con lei... Che è cmq come un sole che splende sul grigiume di quel che non vale la pena.

Quindi starai bene presto! E non sei sola come vedi a vivere queste difficoltà :) un bacione (allora si chiama Woody il piccolo? :)