martedì 5 maggio 2015

ma mamma io per dirti il vero, l'italiano non so cosa sia...*

Fra le cose che mi affascinarono di Mr. J. e che lo rendevano unico rispetto agli altri ragazzi che avevo frequentato fino a quel punto, c'era il fatto di percepirlo in modo completamente diverso, a seconda della lingua che parlava.
Quando ci siamo conosciuti, in Spagna, parlavamo spagnolo fra noi e non ho mai fatto nessuna considerazione particolare, eravamo alla pari, alle prese con un territorio sconosciuto. Poi pero' quando ho cominciato a sentirlo esprimersi in inglese, anche senza capire bene quello che dicesse all'inizio, ho visto una personalita' molto diversa, molto piu' decisa, forte. E mi e' piaciuto molto scoprire questo lato di lui. Quando ha imparato l'italiano, un altro cambiamento. In italiano lo trovo piu' ingenuo, quasi infantile, tenero. Anche questo mi ha sempre divertito perche' lui poi non e' cosi', conoscendolo bene.
Ecco con Joe, sta succedendo piu' o meno la stessa cosa, solo che lui adesso ha quattro anni e sto avendo la possibilita' di seguire tutta l'evoluzione fin dall'inizio. E' interessantissimo. Conosco tanti bambini alle prese con il bilinguismo e vedo che la gamma di possibilita' e' incredibilmente diversificata. A volte ci sono differenze molto significative perfino all'interno di una stessa famiglia: fratelli di eta' simili, cresciuti nello stesso ambiente possono imparare la seconda lingua a un ritmo completamente diverso. Un amichetto di Joe, che ha la sua stessa eta' e che abbiamo frequentato tantissimo in questi anni, e' stato zitto fino a tre anni e poi un giorno, all'improvviso, ha cominciato a usare due lingue senza problemi. Un fenomeno questo che mi e' capitato di osservare diverse volte anche a scuola. Alcuni parlano in ritardo, alcuni si rifiutano di parlare la lingua di casa e altri, tipo Joe, prendono il tutto con una certa naturalezza e si buttano senza farsi intimidire. Un giorno la nonna americana cercava di comunicare via Skype con quella italiana e lui vedendola in difficolta', non ha tradotto, si e' limitato a darle un consiglio molto semplice: Just speak Italian. Credo abbia realizzato solo da poco che non tutti parlano italiano e inglese come noi. All'asilo fa qualche ora di spagnolo e sospetto fortemente che fino a un certo punto fosse convinto che parlassero una specie di italiano sbagliato.
Joe ha sempre parlato entrambe le lingue, fino a un certo punto piu' o meno allo stesso livello, ora invece l'inglese e' decisamente avanzato e noto anche dei piccoli cambiamenti. Con me continua a parlare sempre e solo in italiano, anzi sembra faccia fatica a parlarmi in inglese e devo costantemente ricordarlo di farlo quando siamo in mezzo ad altre persone che non ci capiscono. Siamo al fatidico punto in cui, quando gli leggo un libro e sono indecisa su una parola, chiedo a lui come pronunciarla. E' abbastanza umiliante, considerando che ha solo quattro anni, ma ho preferito essere onesta e dirgli la verita': questa non e' la mia lingua e la sto ancora imparando, a volte ho dei dubbi. Con Mr. Johnson invece ha quasi abbandonato l'italiano. Un giorno ha realizzato che gli piace di piu' parlare in inglese con lui, ma non so da cosa sia dipeso il cambiamento, noi si e' parlato sempre italiano in casa.
La maestra mi ha detto che il suo inglese - vocabolario, uso dei verbi e grammatica- e' ottimo per la sua eta', a maggior ragione considerando il bilinguismo e sono rimasta quasi stupita perche' non lo sento mai parlare in inglese. Ma le differenze fra una lingua e l'altra non sono una questione puramente linguistica.
Proprio come il padre, in inglese ha un altro atteggiamento, un'altra sicurezza. E' molto buffo, ma  in inglese cerca di fare il vocione impostato, di sembrare piu' grande e anche piu' ribelle. In italiano invece e' piu' se stesso (o almeno cosi' lo percepisco io), si preoccupa solo di trovare le parole e piu' il tempo passa dall'ultimo soggiorno in Italia, piu' queste parole si nascondono.
Ieri mi parlava della conchiglia della tartaruga ad esempio. In effetti, in inglese c'e' solo la parola shell per il guscio, la conchiglia o anche il guscio dell'uovo. E' uno dei pochi casi in cui l'italiano e' piu' specifico, non ci avevo mai pensato.

Ma il peggio restano i miscugli.
Mino = I mean = Voglio dire
Ho forgato= I forgot = Ho dimenticato 

E poi c'e' l'ordine delle parole:
Chi e' questa cosa di? 
Chi stavi parlando con? 

Quando vuole raccontarmi qualcosa che ha imparato -gli piace molto la scienza, ad esempio, e gli animali- mi chiede di parlare in inglese per essere piu' preciso. In italiano, invece, e' piu' poetico. Lo sai? Quando le nuvole sono pesanti, comincia a piovere. 
Hai davanti un bambino che in inglese comincia discorsi tipo I know a lot about caribous and underwater volcanoes... e in italiano sai, i coniglietti non possono correre sott'acqua. 

Insomma, divertimento assicurato, aspettando il prossimo capitolo.


* L'abbiagliamento di un Fuochista, Francesco De Gregori

7 commenti:

Zion ha detto...

stupendo e affascinante! :-)

Selena G. ha detto...

Il mio, quasi 5 anni, fa il gioco del pappagallo. non vuol parlare italiano con me, cosí che quando ripete quel che dico lo faccio in italiano. e lui furbo che fa? lo traduce perfettamente in spagnolo!!!
almeno ha la totale comprensione delle lingue, verrá il giorno che vorrá parlare anche italiano heheh

nonsisamai ha detto...

zion: :)

selena g: carino! :) a me sembra che quando si tratta di spagnolo e italiano sia tutto molto piu' difficile. ho la sensazione che Joe non abbia imparato quasi nulla, e' troppo simile, lo capisce, ma risponde in italiano.

Rabb-it ha detto...

Confermo per i coniglietti è molto scomodo saltellare con l'ombrello sotto la pioggia. ;-)

No, niente mi sono interessata e divertita a leggere l'intero post e visto il finale cunicolo non ho saputo resistere alla S.O.M. :-D

nonsisamai ha detto...

Rabb-it: e chi meglio di te?? :))

Mamma in Oriente ha detto...

Il mio secondogenito quasi tre anni e mezzo fino a un paio di mesi fa quasi non parlava. Ora sa tantissime parole sia inglesi che italiane ed inizia ad approcciare le prime frasette in uno strano mix di italiano inglese e storpiature di entrambe le lingue. Insomma uno spasso!

nonsisamai ha detto...

mammainoriente: stava studiando, adesso goditelo! ;)