martedì 14 ottobre 2014

il muro delle scuole medie

L’altro giorno ho fatto quattro chiacchere con un paio di amici che vivono qui da molti anni. Non sono italiani, ma europei e da come parlavano avevo la sensazione che venissero da un sistema scolastico e sociale molto simile al nostro.

Erano molto preoccupati per i figli che hanno appena cominciato le scuole medie.

Dicono che ogni ora cambiano classe e compagni. Fra una lezione e l’altra hanno quattro minuti per spostarsi e trenta miseri minuti per il pranzo. Tempo per socializzare ridotto ai minimi termini insomma. Infatti, non riescono a fare amicizia e uno di loro e’ gia’ stato preso di mira da un bullo. Per di piu’ l’ambiente e’ ipercompetitivo. Gli studenti sono spinti a competere in ogni area e i genitori intervengono di continuo. Nemmeno suonare uno strumento e’ legato puramente al piacere della musica. Ogni settimana i migliori stanno in prima fila e se sei in ultima fila tutti sanno che fai pena, e’ umiliante. Uno di loro ha tolto la figlia da nuoto perche’ alcuni genitori degli altri ragazzetti della squadra la sgridavano quando andava troppo piano e faceva perdere punti al gruppo. Mi hanno fatto venire un’ansia pazzesca con tutti questi discorsi. Soprattutto ho pensato che io non ce l’avrei mai fatta a undici anni a sopravvivere in un’ambiente simile. A me aveva traumatizzato che alle medie mi chiamassero per cognome, figuriamoci.

In effetti, da quando sono qui ho sentito dire innumerevoli volte frasi tipo la scuola media e’ un inferno, e’ il peggio, anni da cancellare, ecc. Speravo fossero esagerazioni e puo’ essere che lo siano. Ho un’amica americana con un figlio della stessa eta’ che non mi ha mai raccontato nulla di allarmante.

Quando le ho chiesto spiegazioni, mi ha detto che e’ vero, che la scuola media e’ orribile, ma che e’ normale, e’ cosi’ che va e non c’e’ niente di strano. Anzi e’ meglio che sia dura cosi’ si abituano poi per il liceo. Anche Mr. J. non era per niente scandalizzato quando gliene ho parlato.

La mia impressione e’ che avendo fatto le scuole qui, capiscano meglio la situazione e il fatto che sopravvivere e’ possibile e estremamente probabile per fortuna. Pero’ forse non capiscono che la scuola puo’ essere anche molto meglio di cosi’. Entrambi mi hanno raccontato di botte vere, di bulli che non scherzavano mentre io non ho mai visto niente di cosi’ grave in Italia. Credo che il motivo sia molto semplice: e’ difficile sfogare la propria aggressivita’ con qualcuno che si conosce. Magari il bulletto sull’autobus puo’ prendere di mira un ragazzino perche’ non gli piace la sua giacca o qualcosa del genere, ma una volta che lo conosce, che ci passa insieme ogni mattina, non credo si metta a massacrarlo di botte senza motivo. 

La nostra scuola avra’ tante pecche, e’ vero, pero’ il fatto di frequentarsi tutti i giorni abitua i ragazzi ad avere dei rapporti relativamente profondi ed elaborati fra loro. Ho conosciuto una delle mie piu’ care amiche alle scuole medie. Non credo sarebbe stato possibile senza vedersi ogni mattina e passare i venti minuti della ricreazione insieme. Per me imparare a conoscere delle persone, parlarci, aiutarsi a vicenda sono valori fondamentali. Mi sono servite certamente molto piu’ queste lezioni nella vita che l’algebra o l’educazione tecnica.

Questo della scuola media mi sembra un caso interessante perche’ e’ davvero uno di quelli rarissimi in cui ho visto un muro. Da una parte gli americani, quelli che hanno fatto la scuola qui e che, pur criticandola, l’accettano per quello che e’ e dall’altra noi europei che ci scaldiamo tantissimo e proprio non capiamo il senso, la scala di valori applicata.

7 commenti:

ciacco29 ha detto...

Sarò pazza, ma sono molto soddisfatta della scuola dei miei figli, quindi, non so, magari parto male ecco.
Però penso che tu abbia ragione e mi preoccuperebbe verderli immersi in un ambiente così competitivo, non tanto per la competitività tra ragazzi, che c'è un po' ovunque, quanto per il fatto che, mi sembra di capire, sono gli adulti di riferimento a spingerla e favorirla.
Ecco, non mi piacerebbe, ma devo ammetterlo, io sono quella che non manda il figlio alla scuola di calcio perchè non le piacciono i genitori che invocano la sostituzione del giocatore scarso nenache si contendessero la coppa del mondo.

La perfezione stanca ha detto...

Manchi da parecchio dall'Italia, eh? La competitività alle scuole medie certo qui non c'è, i cambi di classe e compagni nemmeno ma il bullismo, la violenza, le prevaricazioni sono ormai all'ordine del giorno. E conoscersi non sembra serva ad arginare questo tipo di violenze, anzi!
Frequentarsi tutti i giorni rende solo più facile tormentare il soggetto di turno. Non hai letto che per fare uno "scherzo" un ragazzo ha infilato il tubo di un compressore nell'ano di un quattordicenne e sparando aria ad alta pressione gli ha devastato l'intestino?
O i suicidi in tante scuole italiane di ragazzi e ragazze travolti da episodi di bullismo?
I tempi sono cambiati anche qui purtroppo.

nonsisamai ha detto...

ciacco: perche' pazza?
leggevo ieri che in norvegia fino a 12 anni non segnano i gol per non far sentire nessun bambino a disagio. anche cosi', e' un po' eccessivo forse...

la perfezione stanca: sono via da otto anni, ma ho ancora parenti e amici in Italia e leggo i giornali ogni giorno. insisto. mi sembrano cose che, saranno meno rare forse, ma per fortuna si sentono ancora al telegiornale non tutti i giorni. non crero la norma sia quella. tra l'altro, l'esempio del povero 14enne di Napoli, per me non c'entra. quello e' un puro atto criminale, visto che il colpevole e' un 24enne. spero siamo d'accordo che a 24 anni si sia adulti sotto qualunque punto di vista.

Luciano Canosa ha detto...

Il discorso "è un periodo orribile, ma fa crescere" mi fa pensare a un altro che sentivo tempo fa: "il militare è formativo". Boiate pazzesche. I traumi non fanno crescere, fanno vivere male tutta la vita. E chi sopravvive e si fa forte non è grazie a queste esperienze, ma NONOSTANTE i traumi subiti.

ciacco29 ha detto...

Scusate tutti subito, perchè non voglio certo fare polemica, ma non mi sembra corretto annoverare il crimine di Napoli, commesso da tre adulti nei confronti di un adolescente in un contesto totalmente avulso da quello scolastico o ricreativo oragnizzato come una tto di bullismo. Se ne sminuisce la gravità oltretutto. Detto questo, le statistiche parlano chiaro e, nonostante le nostre lamentazioni quotidinae (sono fiorentina e qua si fa polemica anche sulle giornate di sole) l'Italia su cerete cose non è affatto messa male: crimini violenti e suicidi ad esempio. Poi per carità, tutti possiamo essere stati toccati da vicino ed essere rimasti traumatizzati, ma elevare il aprticoalre a generale richiede qualcosa di più.
Infine, e scusate ancora, quello che mi fa sperare è che da noi, gli atti di bullismo, quello vero, finiscono ancora in cronaca nazionale come è successo giorni fa a Perugia. Non sono normali.
Il rischio caso mai è la bambagia

nonsisamai ha detto...

Luciano: standing ovation.
Ciacco: diciamo esattamente la stessa cosa, l'ho ribadito anche su FB, tanto per togliere ogni dubbio :)

Ivano Bellini ha detto...

è possibile evitare la media e passare direttamente al liceo!?