giovedì 16 gennaio 2014

notizie americane

In questi giorni mi hanno colpito due notizie americane.

La prima e’ quella del dibattito sulla possibilita’ o meno di vietare l’ingresso ai bambini nei ristoranti di lusso. Sono decisamente d’accordo sul fatto di non portare un bambino in un ristorante di lusso, ma non mi piacciono i divieti. Tra l’altro, non riesco a immaginare una discussione simile in Italia, abbiamo tutt’altro approccio nei confronti nei bambini, piu’ naturale a mio parere. Qui, ad esempio, allattare in pubblico e’ una sorta di affronto, in Italia una semplice esigenza che non scandalizza nessuno (almeno questa e’ sempre stata la mia esperienza). Tutto quello che riguarda i bambini, mi sembra troppo complicato e iper–regolato negli Stati Uniti. Appena sono arrivata qui, pur non avendo figli rimanevo sempre interdetta quando ricevevo un invito con scritto a chiare lettere di non portare bambini. Oramai ci ho fatto l’abitudine, pero’ mi pare sempre brutto. Mi pare brutto anche portare bambini in posti non per loro, ma dove lo mettiamo il buon senso dei genitori in tutto questo discorso?

La seconda notizia invece e’ quella del tale in Florida che si e’ irritato a tal punto con qualcuno che usava il telefono al cinema (per mandare un messaggio all’asilo della figlia piccola mica per parlare, eh) da tirare fuori la pistola e ammazzarlo a sangue freddo. Il suo avvocato ha sostenuto che si e’ sentito minacciato perche’ la vittima gli ha tirato addosso dei popcorn (non e’ una battuta).

E’ una notizia che mi ha scioccato due volte: per l’accaduto in se’ e per le reazioni. Non solo i soliti commentatori pazzi, ma fior di critici cinematografici e bloggers si sono messi a sostenere tra il serio e il faceto che la vittima se l’e’ cercata. Insomma, in un secondo hanno spostato il dibattito da “guarda cosa combinano quelli che dicono di andare in giro armati per proteggerci” (il pistolero era un ex poliziotto) a “quanto e’ fastidioso quando la gente manda i messaggi durante un film”.

Quando leggo cose simili penso che non mi amalgamero’ mai, saro’ sempre un outsider. E mi va bene cosi’.

46 commenti:

caterina ha detto...

tu credi davvero che l'italia sia more child friendly? unpaese che non ha bagni pubblici con fasciatoi, marciapiedi con rampe solo in un senso, nessun menu bambino al ristorante, il diritto di poterti tirare il latte in ufficio (in bagno ovvio), gente che ti guarda male se vai in metro col passeggino e prova a tirare fuori la tetta al parco sempione e poi dimmi se ti sentiresti a tuo agio??no mi spiace ma su qto per me gli US sono un anno luce avanti, poi quella dei ristoranti e' un'altra storia anche perche devi essere ben ricco per portare fori a cena un bambino in un ristorante di lusso che paciuga nel piatto, gioca col sale, non mangia nulla e ti costa come un adulto!

nonsisamai ha detto...

ma io non ho detto child friendly! ne ho parlato anch'io diverse volte di tutti i problemi che dici tu e siamo d'accordo. il fatto e' che qui e' tutto ansiogeno, dalla gravidanza (rischi la denuncia se ti vedono bere un bicchiere di vino!) alle regole di sicurezza. mi ricordo che prima che nascesse Joe al corso in ospedale ci dissero che doveva sempre portare il cappellino e un mese dopo che non era sicuro e cosi' per tante altre cose. centinaia di regole che cambiano in continuazione. ci sono giocattoli considerati adatti a un bambino di 2 anni in europa e qui di 6 anni. che poi anch'io sono sempre a favore della sicurezza, ma cercare di regolare tutto, anche se un bambino puo' o no entrare in un ristorante, mi sembra eccessivo. insomma, intendevo solo dire che nel bene e nel male in europa mi sembra ci sia un ambiente piu' rilassato, dove un bambino non e' un extraterrestre.

Alessandra ha detto...

Ma'...io credo che gli eccessi siano eccessi e basta in ogni dove, in America come nel vecchio continente e non è che siccome un paese è perfetto per certe cose gli si devono perdonare le balordate in altre.
Ad ogni buon conto concordo sullo stile un po più rilassato quaggiù, che non sempre è pregio, anch'io sacramento fino alla settima generazione quando devo pascolare il nano con il carrozzino e mi trovo per esempio le macchine di traverso sul marciapiede o per entrare al Comune mi devo fare tre rampe di scalescale...poi però magari l'impiegata mi invita a cambiargli il pannolino 'la su quella scrivania che perlamordiddio io nel bagno in fondo al corridoio non ci entro dall'86'....poco freddo ma molto creativi!

dolcedisale ha detto...

Come sempre direi che sei riuscita a fare una buona fotografia delle due realta' e mi sembra che del resto sia sempre la grande differenza di cui si parla(anche nei rapporti tra adulti), questa sorta di schizzofrenia(mi riferisco a entrambi) tra quello che si fa in gruppo,come societa' e quello che e'invece l'individuo singolo...avremmo da imparare entrambi! Questa dei bigliettino"no bambini"non la sapevo proprio...chissa che facce farebbero da noi! La cosa invece davvero inquietante e'l'atteggiamento nei confronti delle armi,che proprio non sembra voler cambiare...altro sintomo di schizzofrenia per un paese estremamente "razionale"!

Marica ha detto...

la mia esperienza e' limitata, ma sinceramente ho sempre pensato che in america ci sia un'atmosfera piu' rilassata in tema di bambini che non in italia.... qui i bambini li vedo piu' "selvaggi", cioe' si possono sporcare, possono andare in giro a maniche corte quando fa freddo, si possono bagnare ecc... in italia invece guai se prendi freddo o ti sporchi ecc :-/
poi forse qui ci sono piu' regole, tipo per il car seat o per il crib bumper ecc, ma non mi pare ci sia piu' "ansia" per questo.. buh...
su questa cosa del divieto sono perplessa.. come dicevo io non andrei mai in un ristorante di lusso, e se mai dovesse capitare mai ci porterei D... pero' il divieto, uhm... prob a qualcuno potrebbe dare fastidio

ciacco29 ha detto...

Non posso fare paragoni finchè non vengo in USA (va be' ormai non manca tanto) però sono d'accordo con chi dice che in Italia spesso non sono previste strutture per accogliere i bimbi e rendere più facile la vita ai loro genitori, al contempo, per la mia esperienza, però è facile trovare aiuto e supporto nei singoli. Niente di nuovo insomma,nello iato pubblico/provato.
Quanto al divieto nei ristoranti "di lusso" sinceramente lo trovo aberrante, si parla molto e giustamente di correttezza e di rispetto della diversità e poi si trattano i bimbi come soggetti indesiderati a prescindere.
Detto questo, a me è capitato di portare i nani fuori a pranzo in posti che non fossero proprio delle bettole e mi è anche capitato qualche sguardo un po' perplesso del cameriere di turno, evidentemente preoccupato per la truppa, soprattutto per quella sotto il metro, ma non abbiamo mai avuto problemi.
Sarà che i nani mangiano (il che aiuta molto se il servizio non è troppo lento) e io non apprezzo i menu bimbi quindi loro ne ignorano l'esistenza

Mario Rossi ha detto...

Io sono dell'idea che ognuno debba poter crescere i figli a modo suo, ma sempre nel rispetto delle regole.
Qua in Italia sembra che molti non l'abbiano capito, piccoli esempi:
in chiesa vedi bambini che scorrazzano in lungo e in largo, arrivano fino all'altare....e i genitori che fanno finta di niente!
Così al ristorante, tu sei lì che mangi e i bambini di altri ti vengono contro la sedia o a toccarti con le mani lorde; o al cinema quando ti danno i calci dietro alla poltrona.
E' questione di rispetto! Quando ero piccolo se infastidivo la gente, mia mamma mi sgridava, ora i genitori se ne fregano, ti guardano come dire "che ci devo fare? Sono bambini!"
Che devi fare? EDUCARLI, IDIOTA!

Mi immagino poi quelli che fino al giorno prima hanno sempre schifato quei ristoranti perchè "fighetti" o "da ricconi" e "non ci andrei mai nemmeno sotto tortura", che adesso hanno una voglia matta di portarci i figli, solo perchè sono i classici "antagonisti"!Che poi ci sono migliaia di posti costruiti appositamente per portare i figli a giocare e divertirsi.
Bhà

ciacco29 ha detto...

@MArio Rossi: caro Mario hai certamente ragione quando dici che i figli vanno educati e questo non sempre accade purtroppo.
Non sono invece d'accordo sul fatto che i bimbi debbano stare solo nei posti "pensati per loro", secondo me i bimbi devono imaprare a stare ovunque e questo si ottiene portandoli ovunque e comportandosi, magari, come tua madre se danno fastidio.
Ho l'impressione invece che si tenda a lasciare che facciano come vogliono, purchè in apposite "riserve" a loro destinate.

Mauri83 ha detto...

In tutto ciò che hai descritto, ultimamente mi sento molto più d'accordo con gli Americani che non con le assurdità italiane.
Qui in Italia, l'estate scorsa mi sono imbattuto più volte in mamme o nonne che lasciano (o meglio buttano) i propri figli/nipoti in mezzo alla strada per parlare con le amiche, tanto per dirti; Permettendosi oltretutto d'insultarmi perchè stavo passando in macchina, non ci siamo più ormai!

Anonimo ha detto...

D'accordo con Marica... mi sa ti sbagli un po' o hai una visuale troppo ristretta e chiusa di entrambi i Paesi. Specie l'allattamento in pubblico, anche in Italia dove mai lo hai visto? Non è né così frequente e naturale da vedere né così socialmente accettato come dici. Mai vista come un'esigenza così forte da non poter fare a casa, cosa che infatti preferiscono tutte per evitare di attrarre troppi sguardi e giudizi.
Per la seconda notizia, è abbastanza offensivo e ignorante l'attribuzione di certi tratti a un certo posto. Su Internet la libertà di parola va anche agli idioti con un account su Twitter, se le notizie e le opinioni le leggi da loro non so cosa puoi pretendere.

ero Lucy ha detto...

Concordo con Caterina. E a Miami e' abbastanza normale allattare in pubblico, alcune mamme nature, altre coperte da un lenzuolino.

nonsisamai ha detto...


Ognuno si regola su come comportarsi, ma io non ho mai sentito di nessuno che sia stato insultato in pubblico mentre allattava in Italia, qui si. Un altro esempio, il pottytraining. Qui non c'è tolleranza. Le mie amiche in Italia a 2 anni e mezzo hanno tolto il pannolino e basta, con tutti gli incidenti e le schifezze che questo comporta. Qui l'idea è di aspettare almeno fino ai tre anni prima anche solo di provare e poi cmq pull up fino a che non si raggiunge 'la perfezione'. Non dico che una cosa sia giusta e l'altra sbagliata semplicemente che mi fa venire l'ansia una maestra che si sconvolge per un bambino che si fa la cacca addosso ad esempio. Poi sono d'accordissimo sul fatto che l'Italia non sia attrezzata. Ci ho provato anch'io a prendere la metropolitana a Milano con un passeggino, dico semplicemente che per quello che è la mia esperienza (magari la vostra è diversa e ci sta, rendetevi conto che io parlo sempre e solo per me) le persone sono più rilassate nei confronti dei bambini e in generale direi delle funzioni del corpo, la pipì, la cacca, il pianto.... La nudità non sconvolge nessuno da noi qui non posso nemmeno far vedere il David a scuola. E poi comunque, i commenti vanno benissimo, se si firmano, soprattutto quelli negativi, ancora meglio.

ero Lucy ha detto...

Io credo di aver capito che il texas sia un posto davvero molto particolare. Ecco perche' scrivo sempre che l'america e' enorme: e' davvero difficile generalizzare.

nonsisamai ha detto...

Infatti il sottotitolo del blog è 'un'italiana a Dallas'.

ero Lucy ha detto...

Eh ma cicci, nel post scrivi Stati Uniti e noi quello capiamo.

Mimma Zizzo ha detto...

Addirittura è così terribile Dallas ? O forse lo vivi un po' male tu? Pensa che persino a kuwait city ci sono donne che allattano in pubblico, chiaramente coperte da un lenzuolo grande. E io che pensavo di vivere nel posto più integralista . Però ho accettato le sue regole. Comunque per tutti è' difficile amalgamarci lo dice il sostantivo che ci contraddistingue expat.

Sabina ha detto...

L'America è davvero grande!
Per quanto riguarda l'allattamento io sinceramente ho trovato più naturalezza qui a San Francisco ad allattare in pubblico piuttosto che in Italia! Si allatta tranquillamente al parco en plein air come durante il corso di yoga per mamme e bambini!
So anche che San Francisco non rappresenta l'America e che qui l'atmosfera è molto più "rilassata"... ma posso posso assicurare che durante tutti i corsi prenatali e postnatali che ho fatto qui, non ho mai percepito le cose che mi dicevano come degli ordini o dei must! Mi sembra davvero che la tua esperienza sia molto diversa...

Anonimo ha detto...

Get a life and stop being so boring, judgemental and inaccurate!

Luciano ha detto...

Scusami Ema, ma non me la sento proprio di stare buonino.
Anonimo 1 e 2: consiglierei di consultare i diritti del lettore. Esposti ovunque e facili da trovare. Molto belli. Il lettore ha il diritto di non leggere, di rileggere, di saltare le pagine, e tanti altri. Ma non ha il diritto di insultare chi scrive, né di imporle cosa scrivere. Non si è d'accordo sui contenuti? Gentilmente se ne discute ed è anche molto interessante scambiarsi le opinioni. Siamo ospiti nel salotto di nonsisamai, non è che in casa degli altri ci si mette ad alzare la voce e a offendere il padrone di casa.

Luciano ha detto...

Sull'allattamento in pubblico in Italia devo dire che per mia moglie è sempre stato possibile allattare nei bar, ad un tavolino appartato, senza mai ricevere critiche né sguardi di nessun tipo.
Riguardo ai ristoranti, vedrei bene l'opposto: segnalare i locali child-friendly. I bambini si annoiano a stare una sera seduti e immobili. I ristoranti che hanno spazi per farli giocare lo fanno notare e i genitori li preferiscono. Cosa che succede anche al supermercato. Di proposito scegliamo sempre e solo l'unico della città con lo spazio bimbi. Lasciamo lì la tremendazza e facciamo la spesa in pace. In altri negozi poi è difficile farla star ferma perché non ci è abituata, ma facciamo tutti un piccolo sforzo. Però un po' di pazienza da parte degli altri per qualche piccolezza ci vuole. Solo un po', tollerare la vivacità non la maleducazione. Sarà fortuna la mia, non aver mai ricevuto lamentele per mia figlia in 4 anni? E non è mica una santarellina, è una bimba bella vivace.

nonsisamai ha detto...

Ragazzi, io ho anche riletto il post e non capisco quale sia il vostro problema. È un blog personale che racconta un'esperienza personale in un certo luogo specificato fino alla nausea. Il Texas non è abbastanza progressista per voi? Benissimo, sai che novità. Non siete d'accordo? Comprensibilissimo, io quello che volevo dire l'ho messo li, questo è il vostro spazio, sfogatevi pure se non avete di meglio da fare. Certo che insultare, specialmente rimanendo anonimi, è abbastanza disgustoso. E non solo quello, ma lasciamo perdere.

caterina ha detto...

e' proprio vero che non si finisce mai di imparare, qui a New York e' tutto cosi diverso, cosi ovattato se cosi si puo definire, forse complice la molteplicita di razze, costumi, religioni e provenienze o la stessa immensa superficie della citta ma davvero non mi riconosco in questo post e lo sai che ti voglio bene e mai mi permetterei di darti addosso.. quello che qui fa la differenza vera sono i range, se tuo figlio non dice 50 parole all'anno di eta e' indietro, se non e' perfettamente potty trained ai due anni e mezzo e un piscione cronico e via discorrendo..con qto la smetto con gli appunti e le correzioni e mando un poco affanculo l'anonimo commentatore di sopra! bacio

nonsisamai ha detto...

cate: ecco vedi, tipo sul potty training qui e' il contrario. fosse per il pediatra e le maestre bisognerebbe aspettare anche i 4 anni, praticamente finche' il bambino non ti dice lui basta :)) ogni posto ha le sue caratteristiche, e' un paese enorme. io parlo del mio posto e di quello che vedo io da quasi otto anni, magari un'altra persona anche qui puo' avere un'altra esperienza, ci sta. ci si confronta ed e' bellissimo. possibilmente non a pesci in faccia in maniera anonima ne' a mo' di stalker da un sito all'altro che' non mi sembra molto costruttivo. e comunque se i miei argomenti controversi sono questi, mi viene anche un po' da ridere. un bacio grande a te.

Marica ha detto...

ehy, io cmq non volevo essere negativa, volevo solo riportare la mia opinione... come ho specificato, la mia esperienza e' limitata, mentre la tua, visto il lavoro che fai, riconosco e' piu' ampia.
poi credo molto da che persone si cnoscono ecc ecc....

Anonimo ha detto...

Cara " non si sa mai" , scusa non conosco il tuo nome ma ti seguo da poco.
Per la mia personalissima esperienza ti dico di non prendertela. Purtroppo gli italiani sono " tuttologhi" sanno tutto di tutti, nascono sapendo come fare le madri, conoscono la geografia nei minimi particolari, usi e costumi di ogni popolo, detengono la verita' assoluta su ogni argomento, ma soprattutto sono " rompi...."
Detto questo, il tuo post era molto chiaro, come molto chiaro e' il fatto che stai parlando di una realta' di un Paese specifico, Se qualcuno non capisce, probabilmente e' perche' legge superficialmente o di fretta. Sei stata brava comunque a rispondere in modo garbato a tutti quei commmenti acidi, privi di senso.
Buona fortuna per il tuo blog! Emanuela

Ciacco ha detto...

Se sono io la stalker avendo usato come pretesto questa tua riflessione per farne una mia che, ovviamente, non può riguardare nè il Texas, nè gli USA, mi scuso.

Audra ha detto...
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Audra ha detto...
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Audra ha detto...

Io sono americana DOC, nata e cresciuta a New York City (di origini italiane, eh?) e devo dire una cosa sola: gli Stati Uniti e' un paese STRAGRANDE. Cioe' il Texas non e' come New York esattamente come New York non e' come Boston, ecc.

Per me il Texas e' un altro pianeta. Non ci metterei piedi mai, neanche se qualcuno mi offrisse un sacco di soldi.

Per il resto, concordo con gli altri. Essendo vissuta sia a New York che in Italia (e da questo giugno in poi--nei Paesi Bassi), trovo che New York sia un posto molto piu' 'civile' per quanto riguarda i bambini. In Italia mi ha sempre dato fastidio il fatto che i genitori lascino i propri bambini soli a fare tutto cio' che vogliono come piccoli selvaggi per strada, nei bar, nei ristoranti, ecc. Manca un orario strutturato, mancano regole, e cosi'--almeno credo--i bambini cresceranno troppo viziati, e diventeranno adulti proprio insopportabili.

Per quanto riguarda le armi; tutti sanno che anche l'idiota medio puo' aprire un account Twitter e dire delle minchiate. Io, come la stragrande maggioranza del mio stato, sono contra le armi e voglio regole piu' severe al riguardo. Ribadisco che l'America non e' il Texas! Anzi...

nonsisamai ha detto...
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nonsisamai ha detto...
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nonsisamai ha detto...

audra: sei una razzista.

cugini expat ha detto...

boh

cugini expat ha detto...

nel senso,
tu scrivi
"Quando leggo cose simili penso che non mi amalgamero’ mai, saro’ sempre un outsider. E mi va bene cosi’"

lei scrive
"Per me il Texas e' un altro pianeta. Non ci metterei piedi mai, neanche se qualcuno mi offrisse un sacco di soldi."

e poi le dai della razzista?

allora qualunque americano che legge il tuo blog poteva dare della razzista a te

nonsisamai ha detto...
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Baol ha detto...

Guarda, in questi giorni anche qui in Italia abbiamo dato forte esempio di come la libertà di commentare tiri fuori il peggio che c'è nelle persone quindi non mi meraviglia che l'attenzione, nel caso del tizio in Florida, si sia spostata da "portava la pistola" a "se l'è cercata". Non mi meraviglia ma mi schifa lo stesso, però, che si sia arrivati a tanto.

MarKino ha detto...

@cugini_expat: boh. a me invece pare che la differenza tra: "non capiro` mai fino in fondo la cultura del Texas" e "il Texas e` un posto di selvaggi, mica come noi a NY" mi sembra abbastanza evidente ...

ero Lucy ha detto...

Rileggo i commenti alla luce dell'altro post... boh, sono senza parole.

MarKino non voglio difendere Audra, chi la conosce, ma non ha scritto quello che dici tu, non letteralmente. E la parola civile era virgolettata.

nonsisamai ha detto...

Mi ero ripromessa di non rispondere, ma non e' cosi' semplice. Come sapete, non uso praticamente mai toni pesanti, ma quel 'razzista' lo rivendico tutto.
Scusate ma se questa Audra fosse milanese o torinese e avesse detto

"Per me Napoli e' un altro pianeta. Non ci metterei piedi mai, neanche se qualcuno mi offrisse un sacco di soldi."

Come l'avreste chiamata?

Per me quella li' è un'affermazione razzista da manuale. E adesso spero davvero di non sentirne più parlare.

MarKino ha detto...

@ero Lucy: magari mi sbaglio, ma lei on sarebbe la prima newyorkese che incontro che ha un atteggiamento paternalistico (se va bene), o di disprezzo (se va male), nei confronti del south-west degli USA.
magari non era la sua intenzione, ma la frase che tanto ha fatto arrabbiare nonsisamai suona proprio male.

alidep ha detto...

Gli Stati Uniti sono vasti, le abitudini, le regole cambiano da stato a stato. È come paragonare lo stile di vita londinese a quello napoletano...
A me, in Florida, è capitato di dover allattare in pubblico e non ho avuto problemi, per esempio. Il potty training lo fanno a partire dai 24 mesi negli asili. Ho sempre frequentato persone e non mi è mai capitato il veto "figli". Paragonando le esperienze mi trovo meglio a stare in giro con mio figlio qui, piuttosto che in Italia. Nei ristoranti, negli ambienti pubblici in generale. Se sei in fila e hai un bimbo generalmente ti fanno passare avanti. Poi ci sono le regole. Quelle dei giochi per esempio, sì, sono segnalate le età, ma poi sta al buon senso dei genitori scegliere. Il problema è che qui tanta gente il buon senso non ce l'ha (guarda quello che è successo in Florida, appunto!) quindi le regole servono, servono proprio per quelle persone che non riescono ad autoregolarsi.
Il vino in gravidanza... pensa che io mio ginecologo mi disse che bere un dito di vino ai pasti non era assolutamente un problema. Io non bevvi lo stesso, ma sono sicura che molte persone avrebbero interpretato male la sua affermazione. Quindi dal mio punto di vista ben vengano le regole! Se mettessero il veto nei ristoranti per me non sarebbe un problema, visto che il mio bimbo duenne è imprevedibile a tavola (può essere bravissimo come un completo disastro) io eviterei di portarlo, o eviterei di andarci proprio. Ma io sono io e qui c'è tanta gente che "non ci arriva". Per quello che Obama punta tanto sull'educazione! L'ignoranza è un problema devastante.
Il cappellino al neonato, hehe, anche qui lo consigliarono, ma fu solo un consiglio, spiegarono che i neonati disperdono il loro calore corporeo attraverso la testa, quindi se fa freddo è importante coprirla. Certo, con i 35 gradi che abbiamo qui questa cosa mi fece alquanto sorridere! Però poi ho pensato che in molti tengono l'aria condizionata a 70F e allora viva il cappellino!!! :)

alidep ha detto...

oddio, prime che mi si fraintenda, ho detto londinese e napoletano, ma potevo dire parigino e veneziano. Era solo pre prendere due città diverse. Belle entrambe, nelle loro diversità.

Non si sa mai!! ;)

valentina corino ha detto...

Markino però come qui si sentono altrettanti commenti al contrario, credo solo che molti vedano le cose in modo opposto arrivando da luoghi lontani

MarKino ha detto...

@valentina: ma che c'entra? io sto solo ribadendo come sia forzato interpretare come razzista ciò che nonsisamai scrive, mentre il commento paternalistico di una che scrive "io in Texas non ci metterei mai piede" suoni decisamente sprezzante (e ho poi ribadito che: 1) non sarebbe la prima di ny che ha un atteggiamento simile nei confronti del south-west, 2) che se non era quella la sua intenzione, ha scelto le parole proprio male).

Elisen ha detto...

Nonsisamai sei una grande come sempre! Chapeau! Non ti curar di lor ma 'leggi' e passa.

Elisen ha detto...

Nonsisamai sei una grande come sempre! Chapeau :)
E come suggerisce immortal verso del sommo vate: "Non ti curar di lor ma 'leggi' e passa. Love you.