domenica 27 ottobre 2013

tutte le novita’

Oggi ho voglia di raccontarvi un po’ del piccolo Joe e di tutte le sue novita’.

Se dico delle ovvieta’ perdonatemi, come sapete e’ il mio primo e unico figlio, e’ tutto nuovo per me e continuo a guardarlo crescere con gli occhi pieni di stupore. E soprattutto, mi diverto un sacco.

Fa tre anni a dicembre e attualmente sembra che la sua cosa preferita (a parte i dinosauri of course) sia andare all’asilo. In questo ultimo periodo e’ cosi’ entusiasta dell’asilo che vuole andarci anche nei giorni in cui gli tocca stare a casa e credo di aver capito il perche’. Entrambi i suoi asili sono associati a delle chiese e lui, non essendoci mai entrato in una chiesa, e’ fermamente –serissimamente e che non si provi a contraddirlo- convinto che siano castelli. Vive nella meraviglia di questa cosa, andiamo in giro ed e’ tutto un “mamma guarda! castello!”, “andiamo al castello!”.

Dovreste vedere quello sguardo, c’e’ dentro tutto lo splendore dell’infanzia, spero che un pochettino gli rimanga sempre.

Per quanto riguarda il linguaggio, direi che a questo punto si esprime in maniera comprensibile sia in inglese che in italiano e non gli sento fare enormi miscugli. Lui sa con chi parlare una lingua e con chi l’altra, ma non credo sappia coscientemente che sono due lingue diverse, non parliamo mai di questo, e’ tutto molto naturale. Con me, non ha dubbi: preferisce l’italiano. A volte, se comincio a leggergli un liPhotoGrid_1382908852052bro in inglese, mi dice di no, che non lo sto facendo per niente bene e mi traduce le prime parole in italiano per farmi capire il modo giusto. Oppure se mi viene da sgridarlo in inglese (non so perche’, ma quello mi viene di piu’ in inglese…) mi risponde “yes Mrs. Johnson!” perche’ l’unico luogo in cui mi sente parlare inglese e’ a scuola, dove tutti mi chiamano cosi’. Ha un amichetto coetaneo francese ed e’ uno spettacolo guardarli giocare insieme. A volte parlano ognuno la sua lingua, mai un malinteso. E’ una cosa che, tra l’altro, mi fa molto riflettere sulla comunicazione e l’amicizia in generale, ma quello e’ un altro discorso. 

Finalmente, mostra di apprezzare molto le cose che gli faccio fare con i colori e tutto il resto e ne sono molto felice, ma a volte e’ quasi impossibile convincerlo a fare altro. Mi e’ gia’ capitato di doverlo implorare di andare al parco e lui impassibile: “No! I wanna art!”. Mi ricorda molto me da bambina anche se forse io ero ancora piu’ solitaria.

Di sicuro per ora non e’ un tipo avventuroso, anzi tutto il contrario. Mi sembra riflessivo, di solito valuta bene le conseguenze delle sue azioni, non gli piace per niente farsi male e cerca di evitarlo. Non e’ nemmeno particolarmente atletico o coordinato, sembra sempre che si muova in un equilibrio piuttosto precario. E’ un bel po’ fifone devo dire. L’altro giorno abbiamo costruito delle scarpe da mostro con le scatole dei fazzoletti di carta e, appena sono andata di la’ ha tolto tutte le unghie perche’ facevano ‘palula’. Il giorno dopo, una volta assicuratosi che non se ne andavano in giro da sole, le ha volute riattaccare.

Continua a coltivare la sua passione per le lettere dell’alfabeto. Ora le cerca sempre, ovunque andiamo, e vedo con quanta curiosita’ prova a metterle insieme. A volte legge delle piccolissime parole. Con i numeri non se la cava per niente bene invece. Ancora non capisco se sappia contare o se vada a caso, una volta lo fa bene e l’altra malissimo. Chiaramente i numeri non gli danno la stessa curiosita’ delle lettere per ora e di nuovo: spero non abbia preso troppo dalla sottoscritta.

Mi dicono tutti che e’ molto intelligente, come si dice un po’ di tutti i bambini credo. Certo che a volte mi chiedo come mai pero’ se e’ cosi’ intelligente, fa cosi’ fatica a fare una cosa cosi’ semplice come usare il bagno. Misteri della vita.

Una cosa mi colpisce molto di questa sua fase attuale: sembra che non gli sfugga nulla. Anche quando non risponde o sembra distratto, in realta’ non lo e’ mai. A volte torna su delle cose che gli ho detto o che sono successe dopo dei giorni, come se fossero state li’ in una specie di sala d’attesa e finalmente fossero pronte per uscire fuori e servire a qualcosa.    

Anche i suoi disegni, quando me li spiega, cominciano ad avere un vago senso e per me e’ incredibile assistere a tutto questo per la prima volta, anche a livello professionale intendo.

Essere sua madre e’ l’avventura piu’ grande e affascinante che avrei mai potuto intraprendere nella vita. Sto imparando davvero tanto da questo piccoletto e non lo ringraziero’ mai abbastanza per questo.

8 commenti:

Luciano ha detto...

Grazie per aver condiviso queste bellissime emozioni.
E non ha scritto nulla di ovvio. Non ci sono ovvietà nell'amore di una madre per il proprio figlio. Nulla è scontato.
Ma davvero è così sedentario e riflessivo? L'opposto di mia figlia, che, se sta un giorno in casa si sente un leone in gabbia e che sfida tutti i pericoli possibili.
È che i figli li amiamo anche per quanto ci assomigliano

Marica ha detto...

:-) che tenero post :-)

cowdog ha detto...

bellissimo post, assolutamente non scontato. sai cosa? ci si stupisce anche con il secondo; un po' perche' ci si dimentica e un po' anche perche' sono tutti cosi' diversi, e fanno scoperte diverse in momenti diversi :)
il mio grande e' decisamente diverso da joe cool. come la bimba di luciano qui sopra, anche il tappo e' un leone in gabbia. io dico che ha "ants in his pants" come il suo daddy e, soprattutto se c'e' un raggio di sole, vuole uscire uscire uscire. corre, va in bici come un matto, adora l'acqua, giocare con la palla. magari fa cose spericolate, ma poi ha paura di dormire al buio, non si fida del mare, e certi libri coi mostri non vuole leggerli. adora lettere e numeri, ma non ha un grande interesse a leggere, per ora. il mio secondo e' piu' tranquillo, gli piacciono i numeri, ma non le lettere e i colori, va su una balance bike come un matto, ma poi e' capace di giocare tranquillissimo e in silenzio con le sue macchinine. e' bello vederli crescere, imparare le lingue a modo loro, osservare e non dimenticare nulla (ebbene si'-.-). hai ragione ema: e' una gran fortuna

Mario Rossi ha detto...

Che grande!
Ammiro e invidio un sacco il suo bilinguismo :)
farà molto "figo" da più grande quando vorrà far colpo sulle ragazze hihihihi :)

SELENA ha detto...

Bello!! Anch'io con figlio di 3 anni e 5 mesi, primo e unico, adoro vedere cosa scopre, cosa gli piace. Vedi, il mio ha propensione per i numeri, vuole solo il parco, gioca solo con macchine e vari e non gliene frega molto dell'arte...uff, ed io che farei tante cose con lui! E il bagno...emmm, qui si va a rilento, si pipi, ma il resto no...imparerá! Spericolato ma fifone allo stesso tempo.
Bilingue ma con propensione a unire le due lingue, ed ora con me risponde in spagnolo invece che italiano, sará perché per due anni gli ho dovuto parlar quella lingua. Vedremo piú avanti come andrá.
É bello condividere queste cose tra mamme ;)

fabio r. ha detto...

che bello ! il bilinguismo naturale è una benedizione, brava tu che riesci a mantenerlo vivo! auguroni in anticipo

nonsisamai ha detto...

luciano: grazie a te per leggere :)
uguali o diversi, li amiamo sempre incondizionatamente.

cowdog: e' quello che sento sempre dire a tutti, che sono sempre esperienze molto diverse. mi piacerebbe davvero tanto poter fare dei paragoni un giorno, chissa'.

mario rossi: dici? lo spero!

selena: vero? mi piace tanto raccontare del mio e sentire di quelli degli altri, e' interessantissimo vedere quanto possano essere diversi e simili allo stesso tempo :)
penso che con italiano e spagnolo sia completamente un'altra storia. quando vivevo in spagna, non facevo altro che mischiare tutto e confondermi anche nello scritto. sono davvero troppo simili...

fabio r: speriamo di mantenerlo cosi'!!

SELENA ha detto...

riguardo il bilinguismo spagnolo-italiano devo dire che il bimbo sa bene le parole e quando usarle. l'unica cosa, ovviamente usa la parola spagnola al posto di quella italiana, ma per il resto é bravo! mi piace osservare come evolve e cosa trova magari difficile, stile ecco jugar, che lui dice fugar, perché non gli viene la j, ed é quasi se me lo dicesse allo stile portoghere, solo che fugar significa scappare, hehehe! e l'altro giorno m'ha fatto morir dal ridere: al suo amichetto gli parla in italiano, questo lo guarda come ebete, e mio figlio mi dice "ma non capisce quel che dico??"