lunedì 30 settembre 2013

nel paese dei mostri selvaggi*

Venerdi scorso il piccolo Joe ha avuto una giornata di quelle che ricordero’. Non capisco cosa gli stesse succedendo, ma non ha fatto altro che urlare e ribellarsi a qualunque cosa per tutto il giorno. Sono sincera: non lo sopportavo piu’. Non ha dormito cinque minuti e non si e’ fermato un solo secondo. Piuttosto che niente si metteva a tirare fuori tutti i giochi senza usarli, non c’era piu’ un centimetro di pavimento libero e non eravamo nemmeno a casa nostra. Ero esausta, anzi piu’ che esausta, proprio arrabiata. Alle cinque del pomeriggio ho deciso di andare in palestra. Piu’ che altro perche’ era l’unico posto in cui avrei potuto lasciarlo senza essere denunciata per abbandono di minore. Di solito dopo un po’ di movimento mi tranquillizzo, ma niente, umore pessimo mentre lui continuava con la sua rivolta che io probabilmente stavo alimentando. Non riuscivo nemmeno a guardarlo. Non volevo che vedesse quanto poco bene gli volevo in quel momento, non mi ero mai sentita cosi’ verso di lui.

Fortunatamente quella sera, sono riuscita a fare una lunga chiaccherata con una carissima amica che aveva avuto una giornata piuttosto simile alla mia ed e’ bastato quello per rimettere tutto nel giusto ordine di idee. PhotoGrid_1380550854804

La mattina dopo, non vedevo l’ora che il piccolo Joe si svegliasse per sbaciucchiarmelo tutto e fargli sentire di nuovo tutto l’amore che per un momento forse si era fermato o non era riuscito a uscire fuori e arrivare fino a lui come sempre. Anche lui era piu’ affettuoso del solito. Credo ci sentissimo in colpa entrambi in fondo. O qualcosa del genere.

Volevo fare qualcosa di bello con lui, cosi’ l’ho portato ad ascoltare le favole in una libreria vicino a casa. Quando le favole sono finite, ci siamo fermati a guardare un po’ i libri. A un certo punto, me ne ha portato uno da leggere. Si tratta di “Where the wild things are” di Maurice Sendak. E’ un grande classico, ma non lo avevo mai letto. Conoscevo l’autore per via di una serie di bellissime interviste che aveva rilasciato nel mio programma radiofonico preferito ed ero sicura che sarebbe stato un libro speciale, ma non fino a questo punto.

Quando ho cominciato a leggere, e’ successa una cosa rarissima e magica, mi sono accorta che quel libro parlava proprio di noi e di quello che ci era successo. Non potevo crederci perche’ non ci sono molti libri per bambini che parlano di mamme arrabiate e figli dispettosi. E’ stato rassicurante in quel momento vedere questa particolare situazione rappresentata, un po’ come quando ti dicono che il male che hai ha un nome.

L’abbiamo comprato e lo abbiamo gia’ letto diverse volte. Credo che l’ultimo libro che mi ha fatto piangere cosi’ sia l’autobiografia di Johnny Cash, ma li’ piangevo per la storia, qui per la poesia.

Maurice Sendak non ha mai avuto figli, eppure era in grado di notare ed esprimere sentimenti estremamente sfuggevoli e difficili come questi, che gran dono l’empatia. Mi sarebbe tanto piaciuto chiedergli un paio di cose.

 

 

*E’ il titolo della versione italiana.

6 commenti:

Brothers Project ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Brothers Project ha detto...

Capire gli altri e' un dono. Capire quello che ci succede in alcuni momenti della nostra vita lo e' altrettanto. Ma le cose che ci devono far amare ogni singolo momento della nostra esistenza sono quei piccoli messaggi, che a volte, riceviamo e che ci catapultano in dei viaggi alla ricerca di noi stessi; che si tratti di un libro di un film o delle parole dette da qualcuno mentre si aspetta il treno per tornare a casa: ''Nothing happens by chance''!

MaryA ha detto...

Mi piace il tuo modo di essere Mamma. Trovo che una Mamma sia prima di tutto una persona, con tutti i pro e contro che il ruolo permette, ma solo una Mamma speciale (e intelligente) possa anche "volere poco bene" ad un figlio ma subito dopo ritornare sui suoi passi e ri-amarlo incondizionatamente, e credo che questo possa succedere quando si ama veramente una persona. Dalle mie parti si usa dire "da chi non ha figli non ci andare ne per grazie e ne per consigli" ma Sendak smentisce in pieno questo detto poco simpatico. A volte, si capiscono tante cose, anche se non le hai mai sperimentate.
Spero di aver reso l'idea di quello che volevo trasmetterti attraverso queste parole.

havasflugilojn ha detto...

Il mio libro illustrato preferito. Ci hanno fatto anche un film, non un capolavoro ma carino.

Sabina ha detto...

Incredibile che sia stato proprio lui a portartelo... quasi se lo sentisse che parlava di voi! =)

Anonimo ha detto...

Arrabbiata... due B.... grazie.