martedì 28 maggio 2013

la classe contadina

La Nonna del Far West ama parlare, raccontare vecchie storie, intessere trame autobiografiche ricche di colpi di scena e ogni volta che andiamo a trovarla, se non ci mette sotto a lavorare, fondamentalmente passiamo tutto il tempo ad ascoltarla.

Uno dei suoi argomenti ricorrenti e’ quello delle armi. A cosa ha sparato, quanto le piace quel fucile, note tecniche sui fucili, cose cosi’. Quando vede che abbasso lo sguardo e si ricorda come la penso sulle armi, usa l’argomento che sento dire a praticamente tutti i sostenitori delle armi. Lo so come la pensi, ma io sono cresciuta in una famiglia in cui tutti sapevano sparare, abbiamo sempre saputo come usare un fucile, se sai come usare le armi non puo’ succedere niente di male…

A un certo punto dice una frase piuttosto agghiacciante che mi lascia li’ a chiedermi se ho capito bene.

- …E se qualcuno una notte prova a entrare da quella porta senza invito, io ve lo dico: dovro’ mettermi a ridecorare le pareti.

Si’, avevo capito bene.

Ci ha raccontato anche di quando sua suocera le disse che doveva togliersi dalla testa l’idea di andare all’universita’ e di cercarsi piuttosto un lavoro e io ho pensato che erano davvero avanti qui sessant’anni fa. La suocera di mia nonna le avrebbe al massimo raccomandato di starsene a casa a sfornare quattro o cinque figli e non lamentarsi. Per la cronaca, alla fine ha preso un paio di lauree, master vari e ha fatto anche un paio di figli. Oggi si definisce con orgoglio una contadina, “Ufficialmente, ho anche la tessera”.

Poi ci ha raccontato anche di quanto era felice quando vivevano in Florida, ma poi un giorno il nonno l’ha chiamata e le ha detto che aveva comprato dei pozzi di petrolio in Oklahoma, di mettere i bambini in macchina e ‘ci vediamo la’. Detta cosi’ sembrerebbe una scelta subita, ma evidentemente l’Oklahoma deve esserle piaciuto visto che a ottant’anni suonati si ostina a vivere completamente sola li’ in mezzo al nulla.

A un certo punto, e’ successo che il nonno ha avuto il suo primo infarto e a poco piu’ di trent’anni un dottore gli disse che la fine era vicina. Lui allora, preso dal panico, decise di vendere i pozzi di petrolio per assicurare un bel po’ di liquidita’ alla moglie e ai figli e perse cosi’ una fortuna di milioni di dollari. Non sono diventati milionari, ma il nonno dopo quella diagnosi, ha vissuto altri cinquanta e passa anni.

Non e’ andata poi male.

3 commenti:

Mario Rossi ha detto...

Ma come ha venduto i pozzi?! Che scelta poco furba! Nel casso fosse morto sarebbero comunque passati a moglie e figli....e sarebbero stati mooolti più soldi! Mah!
Bello comunque che là se trovi il petrolio dietro casa (backyard oil) è tuo! In Italia le risorse minerarie e naturali sono dello stato che poi le dà ai soliti e tu te lo pigli nel....

Poi c'è la solita questione controversa delle armi :) ci sarebbe da parlare ore ma tanto chi ha già la sua idea, difficilmente la cambia.
Io comunque ammiro e invidio il loro diritto di difendere la proprietà privata!
Se la signora decora le pareti con l'interno di un rapinatore, le autorità la ringraziano, se da noi lo uccidi per sbaglio, vai in galera per omicidio...

Jay F ha detto...

Ciao, un incrocio casuale con il tuo blog e ho finalmente aperto il mio che aspettavo da anni. Anch'io pseudo emigrata! Felice di seguirti.. ora devo capire qualcosa di blogger!

letizia ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.