giovedì 9 maggio 2013

il cervello creativo

L’altro giorno ho fatto una bellissima chiaccherata con Ms. Guorton riguardo i nostri metodi educativi. Abbiamo piu’ o meno la stessa filosofia. Crediamo nello sviluppo del pensiero creativo -lo sforzarsi di pensare sempre ‘fuori dalla scatola’ come si dice in inglese-  e nell’indipendenza dei bambini, nel fatto che debbano imparare a fare delle scelte e a capirne le conseguenze il piu’ presto possibile. Mi ha influenzato moltissimo nei due anni in cui abbiamo lavorato insieme ed e’ buffo perche’ lavorare con lei era un inferno. Non faceva altro che cambiare idea su tutto, non riuscivo a seguirla, invece dopo che ognuna ha preso la sua strada ho cominciato a digerire i suoi insegnamenti e le sue strane convinzioni. Quello che ho imparato con lei mi sta aiutando sia come insegnante che come madre, le devo molto. 

Ad ogni modo, mi raccontava di quando le sue figlie erano piccolissime e lei ricopriva il pavimento della cucina di carta da salumiere e le faceva dipingere e poi tante altre cose che faceva con loro che sono piu’ o meno quello che io faccio con il piccolo Joe, a distanza di quarant’anni.

Nessuna delle sue figlie ha intrapreso una carriera artistica. Una fa il consulente finanziario e l’altra la ricercatrice scientifica.

Mr. Johnson mi prende sempre in giro perche’ dice che al piccolo Joe succedera’ lo stesso, che da grande odiera’ l’arte e diventera’ un commercialista o un avvocato. Per me va bene tutto, basta che prima o poi trovi la sua strada.

E l’esperienza di Ms. Guorton con le sue figlie conferma quello che immaginavo, che non e’ poi molto importante quello che si fa, ma l’aver imparato da piccoli a farlo in modo creativo, a inserire l’immaginazione nella vita di tutti i giorni.

4 commenti:

Mario Rossi ha detto...

Magari l'avessi avuta io un'istruzione simile :(
La mia maestra ci dava gli scappellotti e il più delle volte ci lasciava per ore da soli con 4 divisioni mentre lei tornava a casa a controllare il sugo o a raccogliere i panni stesi se si metteva a brutto....
In casa mia la risposta a qualsiasi domanda/desiderio/pensiero è sempre stata: studia studia che poi puoi fare quello che vuoi....
Il motto era: prima prendi la laurea poi puoi andare a pascolare le pecore....

Stranamente ho sviluppato un odio mortale verso la scuola e lo studio in generale....

ero Lucy ha detto...

Credo che quello che avete insegnato ai vostri figli, o comunque indicato la strada, e' un canale per esprimere emozioni. Magari poi diventera' un blogger ;) o un ballerino, pero' sa gia' che la via per esprimersi c'e'.

nonsisamai ha detto...

mario rossi: mi spiace che abbia avuto un'esperienza cosi' negativa.
in realta' nemmeno io ho mai incontrato insegnanti particolarmente aperti e creativi, probabilmente proprio da questo e' nata l'esigenza di fare altrimenti.

nonsisamai ha detto...

lucy: un blogger o un ballerino?? lol