mercoledì 10 aprile 2013

l’esperienza museale

L’esperienza museale da queste parti e’ come tutto il resto, molto piu’ informale. E’ tutto piu’ dinamico, ma anche molto piu’ rilassante o meglio laid-back, che non e’ proprio la stessa cosa. Mi pare soprattutto che quelli che lavorano nei musei si prendano un po’ meno sul serio qui. In Texas purtroppo l’offerta museale e’ piuttosto carente, specialmente se paragonata a quella italiana, ma e’ una realta’ in continua evoluzione. Come ho avuto occasione di raccontarvi altre volte a Dallas c’e’ una grandissima energia in questi ultimi anni e l’attenzione mi sembra costantemente rivolta al discorso culturale. Oggi, ad esempio, al telegiornale parlavano di un nuovo programma per attirare giovani artisti in citta’, ci sono diversi segnali positivi. E’ come se si stesse cercando di riempire un vuoto o di superare un vecchio complesso, ma in entrambi i casi il bello e’ che c’e’ tantissimo da fare.

Ultimamente sto frequentando molto il Dallas Museum of Art, che e’ il museo piu’ grande della citta’. Il piccolo Joe ci passa intere giornate, hanno un sacco di attivita’ per bambini e da gennaio l’ingresso e’ diventato gratuito cosi’ tante volte preferisco portarlo li’ che al parco, anche perche’ poi se si stanca c’e’ comunque un parco bellissimo proprio li’ accanto (quello sul ponte sull’autostrada, ve ne avevo parlato qui) oppure posso andare io a vedermi una mostra in pace mentre lui dorme nel passeggino. 

La cosa che mi colpisce e’ che anche ora che e’ gratuito, non c’e’ aria di austerita’, anzi ci sono continuamente attivita’ nuove. Tu entri e sei in un vortice pieno di possibilita’, ma allo stesso tempo come visitatore ti senti subito accolto e a tuo agio.

Quello che ho visto e che per me va davvero oltre l’immaginazione e’ il loro programma di ‘ricompense’. Ebbene si, c’e’ una tessera a punti, un po’ come al supermercato e i punti li ottieni visitando le varie sezioni del museo. Un’idea geniale.

I premi sono incredibili e relativamente semplici da ottenere. Vanno da cose normali come libri o visite guidate private per te e un gruppo di tuoi amici a cose davvero interessanti come visite ai depositi sotterranei del museo o perfino la possibilita’ di passarci la notte al museo. Puoi avere un artista locale che viene a domicilio a insegnare una tecnica a tuo figlio e ai suoi amichetti oppure scegliere un film e invitare i tuoi amici a vederlo niente di meno che al cinema del museo. Fancy, molto fancy.

Immagino starete storcendo il naso a questo punto, ma a me tutto cio’ da visitatore, piace molto. E’ divertente, e’ sorprendente e soprattutto ti fa venire voglia di tornare spesso e dirlo a tutti i tuoi amici. E’ un’ ottima stategia in fin dei conti, anche se denota una visione della cultura assolutamente spregiudicata rispetto alla nostra, molto pragmatica e commerciale. Cio’ che davvero conta per me e’che il museo e’ ricco ed enorme, frequentarlo di sicuro non fa male a nessuno. Certo che il senso del commercio americano non finisce mai di stupirmi in tutte le sue forme.

10 commenti:

dolcedisale ha detto...

Ti stupirai ma anche il Italia, ovviamente in piccolo, inizia a passare questo messaggio (esselunga, ville venete etc. lo fanno da un paio d'anni). Il problema da noi è che invece lo stato non ha nessuna intenzione di aprirsi al nuovo e così cadono i muri di Pompei (e anche molto di peggio). Lavoro in questo settore da anni, e credo che sia necessario stare molto attenti a non "farsi prendere la mano" però usare strategie nuove di divulgazione è, anzi deve, essere una priorità. Proprio qulche giorno fa hoo sentito una conferenza in cui si diceva che in Italia spesso sembra che far cultura voglia dire essere polverosi, accademici, specializzati....mentre io credo fortemente che proprio in un paese come l'Italia, dove la cultura ce la mettono nel biberon, sia importante puntare sulla divulgazione a tuttie per tutti! Almeno io continuo a lavorare per questo!

Ciacco ha detto...

Confermo quello che dice dolcedisale alcune iniziative iniziano a vedersi anche in Italia, altre in verità ci sono da un po' ma mi pare si stiano evolvendo. In ogni caso, io posso dire di avere trovato piacevole l'aperitivo sulla terrazza degli Uffizi (quella sopra la loggia dei Lanzi) dopo un giro serale nelle nuove sale degli stranieri e divertente il percorso didattico nel museo della scienza, per quello però bisognerebbe davvero sentire il mio bimbo grande.
Ecco l'idea di organizzare visite un po' più particoalri mi piace molto, per dire so che allestiscono visite al museo Davanzati, sulla casa del rinascimento con piccoli spot teatrali nella sale o accompagnano certe visite con la presenza di musicisti (anche in costume) o con percorsi didattici e sensoriali.
Una bella esperienza è stata la mostra dui dinosauri con bestioni in vetroresina spari nell'orto dei semplici e poi l'accesso alla collezione di paleontologia, ai bimbi è piaciuto molto.
PErò ecco, insomma, con grazia ed intelligenza, io sarò antica ma un museo non dovrebbe ridursi a un negozio o a un luogo per happening di ogni tipo con la scusa dell'arte che vi è contenuta. Mi continua apaicere l'idea del rispetto per la storia. Sarà che sono antica anch'io
ciacco

Baby1979 ha detto...

Io non trovo offensivo per l'arte che ci siano iniziative di quel tipo. Capisco che sembra ridursi ad un centro commerciale e un po' si perde quell'aura di rispetto per l'arte...però, alla fine in tal modo si attirano più persone e come risultato finale si ha un maggior avvicinamento ad una disciplina spesso trascurata. E magari il bambino che oggi ci gioca, può familiarizzare con il posto e da più grande tornare ad ammirare le opere.

nonsisamai ha detto...

ciacco: la grazia e l'intelligenza ci sono anche nel creare occupazione e nel permettere alla gente di incontrarsi e di condividere un'esperienza che e' poi prima di tutto culturale.

nonsisamai ha detto...

dalce: chiaramente non mi stupisco :) il problema e' che l'atmosfera e' stantia, non c'e' la spensieratezza, e' questo che manca secondo me.

nonsisamai ha detto...

baby: ho sempre lavorato a contatto con i bambini in contesti artistici e all'inizio qui, ero sconvolta da quanta poca familiarita' i bambini dallasiani avessero verso qualunque tipo di istituzione culturale mentre i bambini italiani di sei anni mi facevano notare i collegamenti fra leonardo e marco d'oggiono prima che nessuno gliene parlasse. io dico: e' necessario che siano esposti a quel poco che c'e' anche qui, assolutamente, con ogni mezzo. lo vedo ogni giorno. l'arte li aiuta a crescere. fa proprio bene all'apertura mentale, a tutto.

Sabina ha detto...

Assolutamente fantastico!
Riescono ad inventarsi di tutto per attirare la gente al museo ed è così che bisogna fare! Riescono dal niente a montare un evento e a renderlo appealing, quando noi in Italia abbiamo tesori nascosti in ogni dove e non sappiamo quasi che farcene! Potremmo tranquillamente vivere di rendita con il turismo dell'arte e invece guardaci...

Ciacco ha detto...

Non volevo certo dire che a Dallas le cose non si fanno con grazia o intelligenza, solo che qua si potrebbe esagerare nel rendere tutto "commerciale", perchè secondo me in Itlaia c'è un po' la tendenza a dimenticarsi delle mezze misure. E poi, c'è da considerare che molte delle cose che si trovano, almeno dalle mie parti, sono delicatissime, tutto qui.

bisblog ha detto...

Mi sembra un'idea geniale e poco importa se il fine sia puramente commerciale o esclusivamente divulgativo!
In questi giorni sto cercando delle attività da fare nei musei a firenze con la mia figlioccia di 4 anni e mi si sta aprendo un mondo con tanto di visite guidate per i palazzi fatte da dame in costume! Insomma per me va benissimo sia la tessera a punti che i giochi all'interno dei musei, perché l'importante è trovarsi in quel contesto, respirare un po' di quell'aria, poi il resto vine da sè, è come se ti rimanesse impressa addosso un po' di bellezza e cultura!

bisblog ha detto...

Mi sembra un'idea geniale e poco importa se il fine sia puramente commerciale o esclusivamente divulgativo!
In questi giorni sto cercando delle attività da fare nei musei a firenze con la mia figlioccia di 4 anni e mi si sta aprendo un mondo con tanto di visite guidate per i palazzi fatte da dame in costume! Insomma per me va benissimo sia la tessera a punti che i giochi all'interno dei musei, perché l'importante è trovarsi in quel contesto, respirare un po' di quell'aria, poi il resto vine da sè, è come se ti rimanesse impressa addosso un po' di bellezza e cultura!