mercoledì 6 marzo 2013

quella luce

- Ecco, questa e’ quella che mi ha fatto smettere!

Ha esclamato indicando una certa foto sul frigorifero.

- Smettere cosa?

Le ho chiesto stupita.

Lei e’ una collega di Mr. Johnson che col tempo e’ diventata anche un’amica. E’ felicemente sposata, ma non ha mai voluto avere figli.

- Di guardare le vostre foto! Ogni giorno mi fa vedere qualche vostra foto nelle pause e mi piacciono tanto, ma quando ho visto questa… ho detto basta per un mese.

E’ una foto fatta in una sera qualunque qui a casa. Si vedono solo il mio viso sorridente e quello del piccolo Joe, io sono di profilo e lui e’ in braccio e guarda l’obiettivo con curiosita’.

- E’ che e’ stato troppo, mi ha tirato fuori qualcosa…mi ha fatto quasi male. Fino a quel punto era un gioco, erano delle foto buffe durante la pausa pranzo, ma vedervi cosi’ mi ha fatto tremare. Cioe’ non e’ tanto lui, ma sei tu, la tua faccia! C’e’ cosi’ poca luce intorno e sembra quasi che venga da te la luce. Mi hai trasmesso un qualcosa, una specie di benessere, che mi ha fatto paura e ho dovuto fare un passo indietro. Quando ho visto questa foto, ho cominciato a desiderare anch’io di sentirmi cosi’, ma io non voglio, non l’ho mai voluto…e’ passato comunque.

Chissa’ se guardare dall’altra parte basta a soffocare un desiderio inespresso anche a noi stessi. Se basta probabilmente e’ perche’ e’ giusto cosi’. A me non sarebbe bastato era troppo forte, mi urlava nelle orecchie in ogni momento del giorno e della notte quel desiderio. Ma come darle torto? A volte, fa tremare anche me questa cosa. La maternita’ e’ un’esperienza illuminante per tanti versi, ma troppo grande forse per capirla completamente. Ti stravolge la vita, ti rivolta l’anima come un calzino e a volte stenti perfino a riconoscerti. Pensavo l’altro giorno con un nodo in gola che voglio di nuovo bene agli acchiappaconiglietti piu’ o meno come prima. Sono passati piu’ di due anni. E dire che li ho sempre adorati quei due eppure quando e’ nato il piccolo Joe mi sono diventati quasi indifferenti, non mi suscitavano piu’ quell’amore, quella tenerezza di un tempo. Era come se lui, quel piccolo sconosciuto appena nato, si fosse pappato tutti i miei sentimenti.

Se non ti fa paura una cosa del genere, devi essere suonato. Pero’ in tutto questo, c’e’ anche quella luce, che poi l’unica cosa che conta davvero.

4 commenti:

Ciacco ha detto...

In effetti la maternità è, almeno per me, un amore così grande che ogni tentativo di spiegarlo o anche solo di descriverlo, può solo fornirne una pallida approssimazione.
Questo però non mi impedisce di capire chi non ne sente l'esigenza.
In fondo, per dire, io non l'ho mai sentita nei termini in cui la descrivi tu, era certamente una necessità impellente più per mio marito che per me, ecco direi che non è stato un "bisogno", ma una cosa che ho accolto quando è successa. E che nutro ogni giorno
Silvia

Baby1979 ha detto...

Non sono madre, ma figli ne vorrei. Capisco però perfettamente chi non ne sente l'esigenza e pensa che la sua vita sia già completa così. Se però basta una foto di amore famigliare per destabilizzarti per un mese, forse nel profondo c'è un desiderio inespresso e non riconosciuto, no?

nonsisamai ha detto...

credo che sia espresso e riconosciuto in questo caso, ma se e' soffocabile forse e' giusto soffocarlo. ma non so. ognuno se la vive a suo modo.

Starsdancer ha detto...

com'è vera questa frase: Era come se lui, quel piccolo sconosciuto appena nato, si fosse pappato tutti i miei sentimenti.
Ecco anch'io mi sentivo così, mio figlio era una cosa che avevo fortemente voluto però non riuscivo a capire che fine avesse fatto l'amore che provavo per gli altri anche per il mio gatto che mi era indifferente, poi è tornato dirompente :)