lunedì 29 ottobre 2012

l’usato

Quando sono arrivata qui, mi sono subito accorta che il mercato dell’usato e’ molto piu’ vivace che in Italia. Ci sono i ‘garage sale’, per esempio, che da noi non riesco proprio a immaginare e non so nemmeno spiegarmi il perche’. Forse, paradossalmente, mi sembra che sia un meccanismo troppo semplice per funzionare in Italia, ma ditemi voi. In pratica, se decidi di fare un po’ di pulizia in casa e ti rendi conto di avere un sacco di cose che non sono da buttare, ma che non ti servono piu’, nel fine settimana metti su un banchetto fuori dal tuo garage e vendi quello che vuoi ai tuoi vicini di casa. Conosco delle persone che se ne intendono proprio di garage sale e fanno ottimi affari, ci trovano davvero di tutto.

In realta’, ho cominciato a pensare all’usato solo da quando e’ nato il piccolo Joe. Quando ti nasce un bambino ti rendi conto davvero dello spreco sia economico che ambientale in cui viviamo. Devi comprare tantissime cose che nella migliore delle ipotesi userai per poche settimane o mesi e vorresti per lo meno risparmiare un po’ su certe cose secondarie. Non so come sia in Italia, ma qui, fra amiche ci si scambiano tranquillamente le cose ed e’ un bell’aiuto reciproco. Mia cognata in Giappone invece mi dice che li’ non si fa e che e’ quasi offensivo. Il problema e’ che con i bambini non sai mai di preciso cosa ti serve, con cosa si sentiranno piu’ comodi e con cosa gli piacera’ giocare, non e’ cosi’ facile capire cosa comprare. Ma anche volendo comprare tutto nuovo, resta la questione di cosa fare con tutta questa roba dopo che l’hai usata. A parte i garage sale, qui ci sono diverse catene di negozi che vendono cose per bambini ‘usate in modo gentile’. E’ semplicissimo, vai li’, vendi le tue cose al momento e ti pagano in contanti.

Ogni volta penso che sia un’idea geniale: potrei vendere le cose che non gli stanno piu’ e usare i soldi che ricavo (che non sarebbero pochi) per comprarne delle nuove. Ma poi non lo faccio mai. All’ultimo momento decido sempre che in fondo quei soldi non mi cambieranno la vita e che dovrei dare tutto in beneficienza. Che brava. Il problema e’ che alla fine non faccio nemmeno quello, o molto raramente. E’ che le cose che ha usato tuo figlio da piccolo hanno un valore affettivo immenso e a me viene molto difficile separarmene. Di solito, se decido di farlo lo faccio d’impulso davanti a un’amica col pancione e il resto sono cassetti che stanno per scoppiare.

Come vedete questo progetto di riorganizzazione della mia casa pian piano va avanti e mi sta facendo capire e affrontare moltissime cose di me. Comincio a pensare seriamente che magari quando avro’ finito con la casa, se mai finiro’, anche la mia vita sara’ un po’ piu’ in ordine.   

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Sui garage sale non sono preparata, forse anche perchè soffro il complesso dell'accumulatrice animista, ma sui "corredi" dei bambini posso racocntarti la mia esperienza e quella dei miei amici. HO ricevuto e dato molto di ciò che avevo camprato o che mi era stato regalato per i miei giovanotti che ora hanno 6 e 2 anni e mezzo. L'idea che tutte quelle cose, molte delle quali praticamente nuove, andassero sprecate mi risultava insopportabile e faticavo anche ad accettare l'idea che, per dire, avremmo dovuto comprare sei seggiolini (tre a testa) per auto per essere certi di farli viaggiare sempre in sicurezza (nonni inclusi).
Ho tenuto e terrò per sempre le tutine e gli abitini più vicini al mio cuore, il resto sta girando e quando non è servito a persone che conoscevo o a quelle che queste consocevano, le ho date ad un'assistente sociale che conosco. Delle associazioni "senza faccia" mi fido poco
Silvia

Marica ha detto...

si, qui l'usato va tantissimo, e mi pare una bella cosa sia dal punto di vista economico che ambientale.
noi abbiamo comprato diverse cose usate, sia nei garage sale che su craigslist, e ci siamo sempre trovati bene (sia cose per noi che per Little D).
ho anche provato a vendere, ma e' piu' difficile perche' c'e' molta concorrenza :-)
i vestiti di Little D di quando era piu' piccolo li ho gia' prestati ad un'amica, e me li ha gia' restituiti, li conservo per il futuro, ma quando non serviranno piu' penso che molti li daro' via (venduti o in beneficienza) e terro' solo quelli a cui sono particolarmente affezionata.

buon decluttering!

Anonimo ha detto...

a me regalarono 6 scatoloni di vestiti e poi io li ho passati a una mia amica. Ad un'altra ho invece dato i vestiti che mi avevano comprato i miei, i suoceri, gli amici....Un paio di vestiti li ho tenuti, il resto l'ho dato via. Anche perche' ci vorrebbe una casa per contenere tutti i vestiti che lei ha messo e che mette e che mettera'. E io una casa solo per i vestiti non ce l'ho :)

valescrive

Pola ha detto...

In America c'è un mercato dell'usato perché gli americani sono pronti a svendere le loro cose. Gli italiani che vendono, vogliono quasi guadagnarci e quindi non si va da nessuna parte. Se una cosa usata costa più della metà del prezzo, allora c'è qualcosa che non va, a meno che non si tratti di oggetti veramente preziosi o ambiti, come gioielli ed elettronica Apple.
Io in Italia porto da 4 anni le mie cose al Mercatino dell'Usato della mia città (è una catena in franchising in tutta Italia). Il Mercatino si prende il 50% del venduto, però non ho lo sbatti di fare foto, spedire, spiegare. Lì ci porto cose che altrimenti butterei (per sfizio, visto che non mi manca niente). E' frequentato al 90% da immigrati musulmani con figli e mogli appresso. Un mercato dell'usato di quel tipo non va bene per vendere cose preziose o di valore, ma in Italia un usato di prestigio esiste tutt'al più per vestiti vintage (che costano più che a comprarli nuovi).
Ecco perché non funziona.