venerdì 19 ottobre 2012

l’odore della classe di arte

Quante possibilita’ ci sono che distribuendo dei giornali da mettere sul tavolo per dipingere, alla bambina a cui e’ appena morto il padre capiti la pagina con il suo elogio funebre?

Quante possibilita’ ci sono che la direttrice arrivi esattamente nel momento in cui Ms. Guorton risponde al suo medico che, tra l’altro, finalmente le da’ una sorta di buona notizia, e quasi la licenzi perche’ non si telefona al lavoro?

Succedono delle cose un po’ cosi’ a volte a scuola.

Quasi tutti i giorni, pero’, c’e’ qualche ragazzino che entra in classe e dice:

- Che buon odoore! Ma cos’e’?

E qualcun’altro risponde: - E’ la classe di arte!

E la classe di arte non ha un buon odore. Neanche un po’. E allora sorrido perche’ penso che deve essere buono quello che provano quando sono li’ dentro allora.

3 commenti:

MaEstro-Buitre ha detto...

Esatto! La cosa che mi fa stare meglio è vedere una luce diversa negli occhi dei miei allievi. Per imparare a cantare, o a suonare possono trovare chiunque, ma quella luce che si accende in quelle pozze talvolta smorte (gli occhi) è la cosa che dà un senso a questa parte del mio lavoro.
Anche se oggi avrei proprio bisogno di me. Ma si sa: il chirurgo non si può operare da solo... Anche se qui siamo da Non Si Sa Mai... e quindi... mah!?, Non si sa mai...
Ciao!
Un'ottima giornata a te e ai tuoi ospiti lettori.

Zion ha detto...

che bello l'odore che sa di buone sensazioni.

Mi spiace molto per il resto, che coincidenze sfortunate (meno male che non hanno licenziato Ms. Guorton).

nonsisamai ha detto...

maestro: e' vero che il chirurgo non si puo' operare da solo, pero' sono convinta che se ti metti a pensare un attimo a quegli occhi la giornata comincia a girare un po' meglio. un abbraccio.

zion:non credo l'avrebbero mai licenziata dopo 30 e passa anni che lavora li'. credo sia stata solo una coincidenza sfortunata, magari qualcuno era un po' di cattivo umore quel giorno. purtroppo tendiamo un pio' tutti a sottovalutare l'effetto dei nostri malumori sugli altri.