venerdì 18 maggio 2012

settimanina

L’altro giorno una mia amica, casalinga con due figli, mi ha detto di volersi trovare un lavoro. Bisogna dire che non ne ha bisogno a livello economico e non ha passioni particolari da seguire. Vorrebbe un lavoretto cosi’, qualsiasi diciamo, perche’ fondamentalmente si annoia e vorrebbe fare nuove esperienze. E’ un po’ brutto da dire, ma fra me e me le ho augurato quasi di non trovarlo. Ora come ora la vedo cosi’ tranquilla. Cucina benissimo, credo sia l’unica italiana che conosco qui a preparare ancora primo, secondo e tutto, e’ sempre libera e disponibile e organizza feste grandissime. Non che lavorare sia un dramma, anzi lo considero sempre un privilegio immenso, ma me la sono immaginata a correre anche lei come una matta da una parte all’altra e mi e’ venuto da dirle ma chi te lo fa fare come un becero maschilista qualunque. In realta’ il mio probabilmente e’ mero egoismo. E’ cosi’ raro avere vicino persone rilassate che non ti tocca inseguire nei meandri di tutti questi accidenti di schedules, che sono piu’ o meno sempre li’, che hanno tempo per ragionare sui dettagli delle cose, per farsi una dormita al limite o una chiaccherata, che non hanno le occhiaie.... Che dite? Mi sa tanto che qui c’e’ bisogno di una vacanza.

10 commenti:

SugarMama ha detto...

io mi ritrovo più o meno nella stessa situation della tua amica....forse hai ragione tu....chi ce lo fa fare? Forse la voglia di rimettersi di nuovo in gioco, di non vedersi solo come mamma di o moglie di....di crearci qualcosa di nostro.
Io poi prontamente ritorno sui miei passi e mi dico: "vedi, se lavorassi, questa recita, questa passeggiata al mare o queste vacanze non le potresti fare!". Allora faccio quello in cui sono maestra: rinvio ^_^

ero Lucy ha detto...

Mi piacciono sempre così tanto i tuoi post, Nonsi. Scrivi senza filtri, fai riflettere.

70millimetri ha detto...

Sono a favore del lavoro anche part time ma purché ci sia, spesso ho notato che donne (ma anche uomini) totalmente fuori dalla realtà lavorativa (a qualsiasi livello) non riescono a capire la "stanchezza" o il valore delle priorità nella quotidianità.

P.s.
ma il lavoro si trova cosi facilmente li?

Anonimo ha detto...

capisco perche' vuole lavorare.
e' qualcosa che fa per se' e non per i figli o per la casa.

valescrive

nonsisamai ha detto...

sugarmama e valescrive: anch'io la capisco benissimo la voglia di rimettersi in gioco e tutto. non credo sarei piu' contenta senza il mio lavoro. e' solo che alla fine della settimana, quando sei stanca e vorresti solo startene a giocare con tuo figlio e invece hai mille cose da fare, vedi molto di piu' i vantaggi del non avere quel qualcosa in piu' da pensare che ti viene dal lavoro fuori casa. mammamia che frase messa male, abbiate pazienza, mi sono appena svegliata e, dopo una sana dormita, gia' vedo le cose in modo piu' positivo :)

70 mm: un lavoro qualsiasi, si', un buon lavoro no.

ero lucy: grazie <3 <3 <3

Anonimo ha detto...

io lavoro solo due ore e mezza a settimana e mi ricaricano. Essere sempre con un bimbo piccolo, da sola, e' faticoso. Bisogna poter prendere ossigeno per darlo. Se io non lavorassi (due ore e mezza non sono lavoro ma e' tutto quello che posso fare ora) sarei ancora piu' stanca perche' e' una stanchezza mentale, e' una abnegazione costante che alla lunga prosciuga.

valescrive

Anonimo ha detto...

La vedo tale e quale a valescrive e a 70mm.

Ho due bambini, non ho lavorato fino a quest'anno (part-time).

Ora capisco meglio la stanchezza di chi lavora fuori casa (che anche stare a casa con un bambino senza alcun aiuto e senza grandi interazioni sociali e' un lavoro pesantissimo), ma anche, la mia mente e' piu' stabile.
Se avessi un terzo figlio, mai piu' starei a casa senza "far nulla": il lavoro, seppure part-time, mi ha "salvata".

Stare a casa con i bambini era qualcosa di applicabile e ragionevole in societa' in cui la madre non era da sola, ma all'interno di un nucleo familiare o una comunita' dalle interazioni sociali strette (tipo, la realta' dei paesi di un tempo).
Ora, stare a casa e non parlare mai veramente con nessuno e' estremamente alienante.

Che poi, se vogliamo, nemmeno una volta le donne stavano a casa con i figli: mia nonna poco prima che i suoi bambini avessero un anno di eta' andava a lavorare nei campi o a fare il manovale, i figli stavano con la mia bisnonna, insieme a tutti gli altri nipoti.

(Bulut)

nonsisamai ha detto...

mi sa che la vediamo tutti allo stesso modo. la chiave e' lavorare poco quando i bimbi sono piccoli, ma e' facile che la situazione, come dire, sfugga di mano.

Simo ha detto...

Sono perfettamente d'accordo con te! E' così difficile riuscire a ritagliare il tempo per gli amici, e purtroppo spesso alcuni contatti si perdono...
Anche io sono per il lavoro part-time! (e ancora non ho figli...:P)

Valentina VK ha detto...

io in teoria sono una di quelle che sta a casa con la figlia e presto con la prole n2...dal mattino a che mi sveglio fino alla sera quando finalmente posso andare a dormire, non mi fermo mai. c'e' sempre qualcosa da fare e contemporaneamente occuparmi della piccola. se avessi un lavoro part-time, dal punto di vista economico non ci ricaverei un euro di profitto: ci pagherei l'asilo, l'autobenzaass. per andare al lavoro e probabilmente quello che spenderei in piu avendo meno tempo per fare la spesa strategica (visto che nel mio lavor non guadagano, cerco di risparmiare), pero' almeno qualche ora al giorno non dovrei avere il cervello diviso in due tra le cose da fare e stare dietro a lei, tutti i giorni parlerei con qualcuno sicuramente, ancorche' magari per arrabbiarmi in riunione o per una conversazione cretina alla macchinetta del caffe' a commentare una notizia sul giornale mentre certi giorni la mia unica iterazione sociale non virtuale su skype o blog o fb e' la cassiera del supermercato, avrei un motivo per levarmi il pigiama di dosso anziche' continuare a farmi ricoprire di vomiti rutti e macchie oltre la decenza...insomma lavorare esternamente a casa mi restituirebbe qualche ora al giorno di dimensione individuale in cui applicare il mio cervello a qualcosa che non ha a che vedere con la pargola e la casa e il circuito chiuso domestico. E' un enorme sforzo rompere questo circuito chiuso domestico, io ci riesco grazie al fatto che viaggio molto con la bimba quando mio marito e' in trasferta e quindi ritrovo persone o scopro luoghi nuovi, ma e' certamente un metodo faticoso e dispendioso. E' solo da quando la bimba ha superato l'anno che riesco di nuovo a leggere 1 libro al mese, mentre una volta ne leggevo 1 a settimana, eppure mi sforzo tutti i giorni di leggere qualche articolo (di solito mentre lo faccio lei rovescia tutto l aceto balsamico sul pavimento ma mi dico che e' meglio aver letto 4 pagine di cosa succede nel mondo e poi pulire 15 minuti per terra che evitare che il pavimento si sia sporcato).Per dire, mi manca quel tempo di leggere che avevo in treno e sui mezzi quando facevo la pendolare, vovio che ero stanca morta gia appena arrivavo in ufficio ma intanto in quel lasso di tempo avevo letto e parlato con altri passeggeri..insomma, il problema di lavorare full time come madremogliepadronadicasa e' che ti fai un mazzo come quelli che lavorano stipendiati fuori di casa ma non hai mai 1 minuto di stacco, che sia temporale o fisico, sai che non puoi avere 1 day off o 1 giorno di mutua o 1 giorno di permesso per uscire due ore prima..certo, hai i vantaggi che ioriconosco sempre, di poter crescere la tua creatura interamente, di esserci in ogni momento e io sono ben conscia della fortuna che ho a poter scegliere di stare a casa mentre tante mie coetanee in italia devono lavorare per forza perche' servono due redditi per arrivare a fine mese...ma nonostante il fatto che sia sicura della mia scelta, e ho deciso che cerchero' di ricominciare una professione da zero quando n.2 avra' superato i due anni, non tutti i giorni e' facile, specie quando si e' soli come quano sei expat, senza un contesto familiare o di amicizie che riempie durante il giorno...