mercoledì 30 maggio 2012

mamme e lavori gioie e dolori

Quest’anno, a scuola, sono stata dispensata dalle varie riunioni del collegio insegnanti per non arrivare troppo tardi all’asilo a prendere il piccolo Joe. Sono riunioni a cui prima andavo perche’ avevo il tempo di farlo e mi veniva richiesto, ma a cui in qualita’ di insegnante di arte, non avevo mai assolutamente nulla da dire. Un piccolo gesto di buon senso che ho molto apprezzato e che mi ha reso la vita molto meno complicata.

La settimana scorsa, nella mia scuola, sono finite le lezioni. Gia’ mi vedevo in vacanza, o meglio alle prese con il pestifero, quando all’ultimissimo momento mi e’ stato comunicato che avrei dovuto partecipare alla riunione fiume di oggi. Mandatory. Un’intera giornata di discorsi che, ancora una volta, ben poco avevano a che’ vedere con il mio lavoro. Immagino si siano semplicemente dimenticati di dirmelo per tempo, ma per me, con il bimbo ora, e’ importantissimo sapere queste cose in anticipo. La mia idea e’ che tutta questa urgenza fosse dovuta al fatto che veniva anche offerto un ‘fantastico’ pranzo per ‘salutarsi e chiudere questo splendido anno come si deve’ e volevano che fossimo tutti presenti. Una questione di buone relazioni fra colleghi che non mi stupisce neanche un po’ visto che alla scuola Flanders si gioca quasi tutto su l’affiatamento e il gioco di squadra.

Ecco, il fatto e’ che per partecipare a questa giornata di chiacchere piu’ pranzo in famoso ristorante pseudoitaliano, ho dovuto lasciare per la prima volta Slipino per tutto il giorno e non mi e’ piaciuto per niente. Ho dovuto chiedere al suo asilo il favore enorme di riammetterlo, nonostante la sua iscrizione fosse gia’ stata annullata e ho anche pagato una bella cifra mentre io non ho ricevuto nessun tipo di retribuzione per oggi.

Certo, avrei potuto inventare una scusa. Sarebbe stato fin troppo semplice spiegare che non e’ facile parcheggiare un bambino cosi’ da un momento all’altro, ma mi sembrava giusto esserci senza creare problemi, visto che non capita praticamente mai che mi venga chiesto qualcosa con questa ansia, e poi non sono l’unica ad evere figli piccoli. A volte e’ cosi’ quando si lavora, ci sono le riunioni, i pranzi, si butta via un sacco di tempo, ma bisogna essere presenti, non c’e’ niente di strano.

Forse e’ l’immensa stanchezza di questi giorni di viaggio e del non aver dormito per niente bene ieri notte preoccupata com’ero per il terremoto in Italia, ma mi sento davvero scarica stasera. Ripenso a quello che ho fatto oggi e mi sembra sia stata tutta una grande fatica sprecata di cui nessuno si e’ nemmeno accorto.

Se ripenso un attimo a quest’anno, invece, in fondo sono contenta di come e’ andata, ma mi e’ costato tanto, forse anche troppo in termini di stress, raggiungere i miei piccoli risultati. Mi chiedo semplicemente quando potro’ tornare a concentrarmi davvero sul mio lavoro invece di avere sempre i minuti contati e la testa da un’altra parte. 

3 commenti:

70millimetri ha detto...

Il tempo che manca è una tipico effetto dell'essere genitori, io non sono stato genitore, ma una mia ex lo era e da "esterno" notavo proprio questa corsa continua su tutto. Ci sono anche i genitori rilassati ma di solito non sono un ottimo esempio. Giusto per curiosità, ma alla fine cosa si è mangiato alla cena?

NotreAnne ha detto...

cara, io penso che essere in un paese diverso, senza famiglia estesa e amici 'datati= iperfidati' e avere un bimbo piccolo e lavorare entrambi sia una cosa da quasi(?) folli. O meglio, ogni volta che parlo con amiche in italia che hanno i nonni in città e tipo possono ancor andare ai concerti, mi pare di essere su pianeti cosi' diversi.
Non è un giudizio su nulla, solo ti capisco benissimo. Ti mando una pacca sulla spalla da oltreoceano :)

nonsisamai ha detto...

70 mm: ricordo solo le penne con piselli, cremina, carciofi e pollo, il resto l'ho rimosso.

notreanne: grazie anna, tu sai a cosa mi riferisco. noi il parente stretto piu' vicino ce lo abbiamo a 4 ore e quando abbiamo la possibilita' di farle fare da babysitter, non andiamo certo via a cuor leggero sapendo che non c'e' una grande conoscenza reciproca. aspettiamo che si addormenti e ci fiondiamo in un cinema a due minuti da casa al volo per poi tornare il piu' presto possibile, ti dico che divertimento.
di concerti poi non se ne parla, sono troppe ore e poi di sera. hai ragione, e' proprio una questione di fiducia. oltre che di costi...se penso a quello che stiamo spendendo...mi rifaro' in italia quest'estate, ci sono una serie di nonni e zii che aspettano solo di spupazzarsi il nipotino americano :)