lunedì 6 febbraio 2012

smettiamo di raccontarcela, il cibo e’ una cosa serissima

Il punto di contatto piu’ forte con i miei amici stranieri qui e’ il cibo. Il cibo e’ quasi sempre al centro dei nostri incontri e dei nostri discorsi. E’ un po’ strana questa cosa e mi succede solo con loro. Forse la verita’ e’ che in fondo se non fossimo tutti un po’ soli e lontani da casa, non avremmo nemmeno fatto amicizia, si insomma, forse a un primo sguardo non abbiamo poi cosi’ tante altre cose da raccontarci. Ad ogni modo, essendo piu’ o meno tutti di paesi diversi, il cibo rappresenta bene le varie identita’. Ogni volta ognuno cucina qualcosa del suo paese e diventa un po’ uno spunto di conversazione, un modo per conoscersi. Va da se’ che siamo tutti molto disponibili ad assaggiare cose nuove. Poco tempo fa, ad esempio, ho assaggiato una specie di crostata fatta con un mollusco nero del Pacifico, una cosa particolarissima. Ecco, a volte ho la sensazione di non capire nemmeno esattamente cosa sto mangiando, ma mi lancio come tutti gli altri, e’ divertente e interessante, va benissimo. Un po’ di tempo fa e’ arrivata una coppia vegana e giustamente si sono voluti adoperare dei piccoli cambiamenti per andare incontro anche alle loro esigenze. Facciamo cosi’ per chi non mangia certi cibi per motivi religiosi e abbiamo fatto cosi’ anche in questo caso.
Si e’ cercato in ogni modo di farli sentire a proprio agio. Qualcuno ha perso ore a preparare dei piatti vegani con tutti i crismi. Questa persona era talmente preoccupata di deludere gli ospiti che addirittura ha fatto assaggiare questi piatti in anticipo ad alcuni amici per farsi dare un parere sul sapore ed essere sicura che andasse tutto bene. Per questo ha tutta la mia stima, che pazienza.
Arrivato il momento fatidico, una brutta sorpresa. I vegani non hanno praticamente toccato cibo. La scusa ufficiale e’ stata che “a quell’ora non hanno tanto appetito”. Gli e’ stato, allora, molto gentilmente offerto di portare qualcosa a casa almeno, ma hanno rifiutato dicendo che gli piace cucinare, che seguono delle ricette loro e che mangiano sempre quelle cose. A me e’ sembrato palesemente che qualcosa non andasse. Forse avevano paura che ci fosse qualche ingrediente non del tutto in linea con la loro dieta, non so, ma ci si comporta cosi’ con qualcuno che si impegna cosi’ tanto per venirti incontro?
Lo dico chiaro e tondo, onde evitare malintesi: non ho nessun tipo di problema con il veganesimo, che tra l’altro va tremendamente di moda qui a Dallas, o con nessun altro regime alimentare, anzi ammiro molto chi riesce a darsi delle regole. Il fatto e’ che a me e’ sembrato che queste persone in particolare che quel giorno erano la minoranza, non abbiano fatto altro che giudicare e discriminare gli altri. Insomma per capirci. Non chiedi a una persona che conosci da cinque minuti (me) qual e’ il cibo italiano che ti manca di piu’ e poi quando la persona (io) risponde commenti che a te invece quel cibo fa sostanzialmente schifo e poi non solo, che e’ grasso, unto e per niente sano cercando quasi di affermare la tua superiorita’ morale sulla base del regime alimentare che ti sei scelto.
E’ stata una situazione un po’ incresciosa pero’ mi ha dato da pensare su quanto, al di la’ di quello che ci piace pensare di noi stessi, siamo davvero disposti a mettere in discussione le nostre idee e anche quando non siamo disposti a farlo, quanto siamo in grado almeno di confrontarci con gli altri in modo pacifico senza generare o subire conflitti e tensioni.
Ma ve lo immaginate cosa sarebbe successo se invece di parlare di cibo avessimo parlato di politica? Aiuto.
Per la cronaca, tanto so che qualcuno me lo chiedera’, no, non sono piu’ stati invitati.   

25 commenti:

Lucy van Pelt ha detto...

Direi che si sono comportati da maleducati e avete fatto bene a non ri-invitarli piu'.

Silvia Pareschi ha detto...

Gli avete chiesto a che ora hanno appetito, i vegani?

nonsisamai ha detto...

dalla loro c'e' che erano davvero smilzi...

Silvia Pareschi ha detto...

Sicuro, e scommetto anche un po' giallognoli.

Silvia Pareschi ha detto...

(Scherzo, non ho niente contro i vegani... è solo che sono ancora un po' irritata dall'aver dovuto cercare proprio ieri sera un ristorante asiatico senza glutammato per due amiche un po' fanatiche...)

MarKino ha detto...

beh, ma questo è l'atteggiamento tipico del vegano (quello vero eh, non quello che lo fa per moda): fanno una scelta di vita così rigida, che per seguirla devono avere una dose extra di motivazione e questo sfocia spesso in un malcelato senso di superiorità.
nel migliore dei casi, il vegano ti guarda con paternalismo, visto che tu, poverino, non hai ancora capito, non sei illuminato come lui; quando va male ti guarda con disprezzo, tu, che stai portando il mondo nel baratro assieme a tutti gli altri trogloditi mangiatori di carne.

Moky ha detto...

Da vegan, mi sento quasi in do vere di commentare: quando veniamo invitati a casa di qualcuno, di solito noi non chiediamo di preparare niente per noi, specialmente se si tratta di una cena con persone dove siamo gli unici a non mangiare prodotti di origine animale. Solitamente chiediamo se e' possibile che noi portiamo un paio di piatti da condividere, e solitamente le persone che fanno da "host" accettano senza offendersi. Perche' spesso, e giuro che ci e' successo molte volte, anche le persone con le migliori intenzioni, commettono degli "errori" cui non pensano: ad esempio proprio qualche giorno fa, al Pampered Chef Party a casa di un'amica, lei mi dice "non preoccuparti, il piatto di pasta al pollo e pomodori e mascarpone verra' preparato senza pollo e mascarpoe per te" Grazie mille, rispondo, non dovevi"... e poi dice "Ho usato un dado di pollo per insaporire la pasta"...Oh no!!
Oppure un'altra volta mi hanno detto: la pasta ha il sugo con le polpette. Tu puoi toglierle ed e' vegan. In questi 6 anni in cui sono vegan, trovo che sia spesso difficile spiegare cosa mangio e cosa non, senza creare magari un po' di ostilita', soprattutto quando si tratta dei figli, cui viene spesso offerta, col cuore, tutta una serie di cibi che dobbiamo declinare gentilmente.

detto questo, ci sono persone che comunque sono maleducate, cibo o non cibo. Avrebbero potuto approfittare e portare qualcosa di assolutamente delizioso da far provare a tutti, e magari inziare anche una conversazione in merito. Voi siete incappati in una coppia non molto educata.
Non siamo tutti cosi', credo. :)

elle ha detto...

Sarò incappata in esempi "cattivi", ma a volte mi sembra che più che una dieta i vegan seguano proprio uno stile di vita rigido. Non mi spiegherei perché allora invece delle mille ed ottime varietà di frutta e verdura a disposizione si debbano preferire alimenti poco gratificanti come semi vari e dolci che non sanno di niente come ad esempio il budino di tapioca (quello a palline) senza neanche il latte di cocco per gunta :)

Brunhilde ha detto...

A me sembra un modo di fare davvero poco conciliante e poco riconoscente per gli sforzi che avevate fatto per accoglierli. Direi che si sono autoesclusi e non si chiederanno di certo: "oh, ma chissà perché non ci hanno più invitati..?".
Sono stata vegetariana quasi cinque anni, e questo non m'ha impedito di partecipare a pranzi, cene e convivi in generale. Raramente m'è successo anche di trovare qualche malignità, niente però che non si potesse sistemare con una battuta. Ho sempre apprezzato gli inviti, e sono stata la prima a cercare di adattarmi.
Non li rimpiangerete!

Anonimo ha detto...

anche io sono vegan! e non mi sognerei MAI di comportarmi in quel modo.
esigo rispetto, certamente (e negli anni, anche quando ero semplicemente vegetariana, non sempre ne sono stata ritenuta "degna", ma è un altro discorso, e non mi va di generalizzare) ma sono IO la prima a rispettare gli altri.
è semplicemente questione di educazione. null'altro!
e non sono né a caccia di proseliti, né mi permetterei MAI di giudicare le scelte (o non-scelte) altrui. ma so anche che alcuni vegan si comportano in modo diverso da me, purtroppo...
in ogni caso, solo stima per tutti voi che vi siete impegnati così tanto: non è così frequente trovare tutta questa sensibilità! persone così scaldano davvero il cuore!

manu
roma

Elisen ha detto...

mi hai ispirato un post :)

.come.fossi.acqua. ha detto...

non è questione di gusti.
è questione di educazione.
e ti credo che non li avete più invitati!
che fatica avere a che fare con persone del genere!

Moky ha detto...

@ Elle: moltissimi diventano vegan per curare o prevenire malattie, come suggeriscono ad esempio Dr. Esselstyn (citato da Bill Clinton su CNN ed alte trasmissioni per avergli salvato la vita, ad esempio, questo il link se ti interessa http://www.heartattackproof.com/) e Dr. McDougall (http://www.drmcdougall.com/) che oltre ad astenersi da cibo di origine animale consigliano di astenersi da oli e cibi ad alto contenuto di trans fats, come ad esempio il cocco. Ecco perche' spesso si incontrano vegan che non usano olio, non mangiano cocco o avocado... Certo, puo' sembrare una "dieta" rigida, ma per olti si tratta di scegliere tra un'operazione di bypass, a cuore aperto, una vita di medicine "salvavita"... si tratta di una scelta ben precisa e diversa da chi sceglie di essere vegan per motivi etici.

nonsisamai ha detto...

moki: grazie per essere intervetuta, troppo facile fare i conti senza l'oste ;) queste persone comunque sapevano a cosa andavano incontro, avevano suggerito loro stessi il sito da cui prendere le ricette.

nonsisamai ha detto...

elle: qui pero' ci sta anche il non conoscere a fondo l'argomento, i motivi ci sono, basta indagare...

manu: anch'io ho fatto questa considerazione. vegani o no, che vita triste senza riconoscere e apprezzare gli sforzi che gli altri fanno per noi.

nonsisamai ha detto...

elisen: :)

Valentina VK ha detto...

beh, il fatto non e' che fossero vegani. e' che sono due maleducati: persino non fidandosi degli ingredienti avrebbero potuto dire ok grazie ce lo portiamo a casa e poi disporre diversamente (tipo darlo a qualcun altro, un vicino..)
i miei suoceri sono della slesia polacca e hanno l abitudine di mangiare molto ma molto peso. Roba che una pasta al forno ricoperta di besciamella e' ancora una leggerezza a confronto di certi piattazzi di maiale - crauti - patate. Praticamente quando vado a casa loro mi porto dietro le purghe perche' altrimenti mi turo per sempre :-D, comunque ho sempre assaggiato e mi sono comportata secondo le buone maniere insegnatami da mamma e nel proseguo nei nostri rapporti, senza che dovessi chiedere, e' comparsa l'abitudine di posizionare un'insalatiera colma di lattuga vicina al mio piatto, poi e' comparso l'olio in tavola a far compagnia al panetto di burro e a quello di margarina..insomma, quando li vado a trovare faccio sempre mezzo kg al giorno sulla bilancia, ma cosi' come ho scoperto io dei piatti pesi ma anche buoni, loro stanno cercando di venirmi incontro..

Moky ha detto...

@ Nonsisama: esistono persone cosi' e se si puo' bisogna schivarle. Purtroppo in questo caso, essendo vegani, danno un brutto nome a tutta la "comunita'" vegan e perpetuano lo stereotipo del vegan malsano, incacchiato e con comportamento da "holier than thou". Fossero stati dei cafoni onnivori, probabilmente li avresti solo cancellati dalla tua rubrica e pace. Ma essendo "rappresentanti" di una categoria particolare di individui, gia' stereotipata per vari motivi, le loro azioni hanno una risonanza piu' "globale", credo.
Peccato sia per voi, che avete fatto lo sforzo di essere ultra-ospitali, e per loro ancora di piu', per aver perso un'occasione di amicizia. Mi ripeto e dico che non siamo tutti cosi'!! :)

elle ha detto...

@Moky @nonsisamai
Il mio commento non voleva essere polemico, ringrazio Moky per aver chiarito quest'aspetto. Detto questo, ribadisco che devo proprio essermi imbattuta negli esempi "cattivi" :)
Il commento sul latte di cocco era ironico (magari infelice, capisco) e si riferiva alle persone che ho incontrato io, che non sono vegane per motivi di salute.
Grazie del chiarimento.

Moky ha detto...

@Elle: noi siamo vegani per motivi di salute e motivi etici, quandi capisco bene il tuo commento di cibi insaporti, perche' siamo sempre preoccupati di creare piatti buoni, non solo dal punto di vista salute (mio marito ha 50 anni ed ha diversi problemi di salute che sono migliorati attraverso la dieta vegana, ed avendo una figlia di 2 anni, la "pressione" per rimanere in ottima salute per i prossimi 30 anni e' tanta!! :)) ma anche di quello di sapore, perche' le papille gustative ce le abbiamo ancora, anche se i nostri gusti sono certamente cambiati. Ogni tanto andiamo a potluck di vegan dove i piatti condivisi non sono per niente buoni. Senza sapore. E comunque, incontro anche io vegani assolutamente strani, o pazzi.

Ali ha detto...

Sai come li chiamiamo dalle nostre parti quelli così? CAFONI.

Spiessli ha detto...

Robe dei pazzi.
Come hanno già detto altri non credo che sia tanto una questione di regime alimentare, quanto di maleducazione congenita.
È capitato anche a me una volta: invitai a cena una conoscente che non è vegana e nemmeno vegetariana, ma mangia solo prodotti rigorosamente bio, niente latticini, poche uova e pochissima carne a causa di un non meglio precisato problema di salute (che ogni volta cambia a secdona dell'interlocutore). Insomma, mi ha chiesto cos'avrei cucinato e mi da: "Ah sì, lo mangio, ma potresti cucinarlo così anziché cosà? Potresti far cuocere separatamente la mia porzione? Ci puoi mettere quello e non quell'altro?" Insomma, da far cadere le braccia. Idem per il dolce (una normalissima torta di mele).
Invitata a casa sua, mi sono presentata con una bottiglia di (buon!) vino per sentirmi dire: "Ah, ma non è bio!"
Robe dei pazzi, appunto.

Ovviamente nemmeno io l'ho più invitata.

Zion ha detto...

Ho tanti amici vegani, io sono vegetariana, e sono certa senza ombra di dubbio che i due soggetti incrociati da nonsi NON sono rappresentanti di nessuna categoria diversa dai MALEDUCATI. Fine.
Sono molto d'accordo con Moky quando parla dell'infelice incrocio di stereotipi preesistenti (la battuta del "giallognolo" l'ho già sentita diverse volte, insieme al "capisco i vegetariani, ma non capisco i vegani...") e di maleducazione.

Io cerco di prendere sempre le persone per come sono, per come si comportano con me. Non importa che siano gialli, verdi, blu o che mangino diversamente da me. Forse perchè l'intolleranza è palese e diffusissima per la categoria veggie, si creano delle situazioni di tensione che non hanno senso di esistere.

Queste due persone hanno dimostrato villania e scarsa lungimiranza: risultato, hanno ferito degli animi e sono stati depennati dalla lista dei graditi.
Peggio per loro. Ma ripeto non sono rappresentanti di alcuna categoria, e se sono dei maleducati non dipende certo da quello che mangiano.

nonsisamai ha detto...

sono d'accordo con voi, il problema non era che fossero vegani.
quello che volevo dire nel post e' che a volte ci si chiude a riccio anche su cose su cui davvero non ha nessun senso dividersi. in fondo, tu mangi una cosa, io un'altra punto. non dovrebbe essere questo dramma e invece.

ondalunga ha detto...

Beh, per maleducati lo sono davvero. Uno cerca sempre di venire incontro a tutti. A me è capitato spesso di aver cenato/pranzato invece con persone di diversa religione e provenienza, mussulmani e kosher, africani e nordeuropei. Nordeuropei vegetariani contro africani che si cibano prevalentemente di carne! E noi italiani nel mezzo che facciamo contenti tutti con pasta e fagioli :)
Scherzi a parte: è difficilissimo mettere d'accordo tutti. Però in qualche modo gli invitati abbozzavano. Il segreto poi è sempre quello, venirsi incontro.