mercoledì 16 marzo 2011

tutto non si puo’ avere

L’altra sera ho ricevuto una telefonata da uno sconosciuto. Diceva di chiamare a nome di tutti I genitori della scuola Flanders, che era incaricato di ringraziarmi per tutto quello che faccio per I bambini e di augurarmi un felice spring break. Li’ per li’ sono rimasta basita. Dopo un po’ di mesi fuori dalla scuola mi ero disabituata a questa loro gentilezza incredibile, a volte perfino ai limiti del surreale.

Cosi’ ho realizzato che ci siamo. Fra un paio di settimane torno al lavoro. Non ci pensavo proprio. Le giornate scorrono cosi’ rapide e piene che non so mai nemmeno che giorno e’. Chiaro, ci sono emozioni contrastanti: la gioia di tornare a un lavoro che amo e la preoccupazione di lasciare un bimbo di pochi mesi a casa. Di sicuro, non potevo trovare baby sitter migliore, una nonnina pazzamente  innamorata che verra’ apposta dall’Italia per aiutarci in questa delicata transizione, il difficile verra’ in autunno.

L’altro giorno ho incontrato una persona che aveva una carriera pazzesca, che la portava a viaggiare in giro per il mondo ogni mese e a guadagnare piu’ di quanto io possa anche solo sperare e ora fa la casalinga. Qualche anno fa ha adottato due bambini e ha ritenuto di mollare tutto il resto perche’ I figli giustamente hanno la precedenza. Immagino pero’ che la rinuncia non sia stata indolore se ogni volta che la incontro trova il modo di tornare sull’argomento con invettive severissime contro chiunque non segua il suo esempio. Quando l’ho rivista allora, ho immaginato subito che non potesse esimersi dalla fatidica domanda.

- Quindi, hai deciso di stare a casa con lui? Hai fatto bene. E’ cosi’ piccolo, poi I bambini hanno bisogno di tutta l’attenzione, non li puoi mica lasciare a se stessi…

- Veramente… tra qualche settimana torno al lavoro.

La risposta e’ stata: - “Ah”

Poi un sorriso congelato e uno sguardo infinito e commosso al bambino e poi uno sguardo altrettanto prolungato alla madre snaturata e poi ancora uno sguardo impietosito al povero pargolo prima delle solite frasi di circostanza. Ma si’, hai fatto bene, vedrai che e’ cosi’ piccolo che non soffrira’ nemmeno troppo…

So perfettamente che questa persona aveva un lavoro completamente diverso dal mio e che io in fondo staro’ fuori poche ore al giorno, che sono due situazioni completamente diverse, pero’ quando sono tornata a casa volevo piangere.

E cosa si fa in questi casi? Si chiama un’amica, che in questo caso, ha ben tre figli e ha smesso di lavorare con il secondo. Mi dice:

- Sai qual e’ la cosa piu’ importante per lui? Che la sua mamma sia felice. 

E ora la sua mamma cerchera’ di capire se riuscira’ ancora a essere felice al lavoro sapendo chi l’aspetta a casa.

16 commenti:

giulia ha detto...

scusa il cinismo ma finche' questi enormi sensi di colpa non se li faranno anche i papà, tu puoi perlomeno dimezzarteli o evitarli proprio! non stai mica facendo soffrire tuo figlio, resterà persino con la nonna, ma insomma... sono stanca di vedere mamme dilaniate per cose che non uccidono nessuno! i bambini che soffrono e vengono davvero rovinati sono altri...
scusa i toni, forse non dovevo, ma non trovo giusto che una mamma oltre alla sua nostalgia per il bimbo lasciato a casa debba anche sentirsi un genitore snaturato... mah...

nonsisamai ha detto...

...e che poi dopo aver lavorato ci si debba anche occupare di quasi tutto quello che riguarda sia la casa che il bambino.

hai ragione, giulia, tante cose non sono giuste, soprattutto i sensi di colpa, ma non basta rendersene conto per eliminarli.

le mamme poi con i sensi di colpa hanno una corsia preferenziale.

ti diro' di piu'. al limite ce li hanno anche con se stesse se rinunciano alla carriera come ha fatto la persona di cui racconto nel post. insomma, non se ne esce e il tuo non mi sembra cinismo.

Zion ha detto...

Fossi in te, se scegliessi di lavorare pagherei una colf per tenere il più possibile in ordine la casa e quando sono a casa mi godrei il bambino senza le menate di dover ANCHE litigare su chi non ha steso i panni. (finchè c'è la nonna...ci si mette d'accordo con lei probabilmente, magari vuole un aiuto)

I sensi di colpa non credo si possano sconfiggere con tutti quegli ormoni in corpo, ma almeno si può essere pragmatici.

Anonimo ha detto...

la casa e il bambino vanno condivisi col proprio partner, non sono d'accordo che la vita della madre debba essere rivoluzionata, e quella del padre continui praticamente uguale a prima, con in piu' un figlio. Lo volevate entrambi questo figlio, giusto?
(no, non ho figli, ma gia' nella gestione della casa ho messo in chiaro col mio partner che certo non sono la cameriera).
e poi, quando i figli escono di casa e si fanno una vita (molto presto negli states, per i parametri italiani), a chi a rinunciato a tutto per loro cosa rimane?
torna al lavoro, e divertiti!

Gio (Edinburgh)

Marica ha detto...

non e' la prima volta che sento questo quesito da parte di neo-mamme...
cmq, a quanto ho capito, tu lavori "poche" ore al giorno (e non so se tutti i giorni) quindi non mi sembra questo gran dramma tornare a lavoro... non credo che tu debba avere sensi di colpa rispetto a slipino! e poi mi ricordo che hai sempre parlato benissimo e con tanta passione del tuo lavoro!

quello che io non capisco (ma non lo capisco perche' probabilmente non sono mamma) sono quelle donne che pur non lavorando mettono il bambino piccolo al nido per tutta la giornata... quello non lo capisco...
ma non escludo che un giorno io possa far lo stesso :-D

Gio ha detto...

L'esperienza della tua amica è troppo particolare per prenderla ad esempio.
Hai scelto bene secondo me.
Sei una madre, e questo non significa dover smettere alcuna declinazione del tuo essere una donna.

Ciao :-)

Gio

nonsisamai ha detto...

zion: mi sa tanto che con il mio lavoro paghero' si e no l'asilo...uff

gio: hai perfettamente ragione. noi ci siamo sempre organizzati cosi': piu' o meno io il dentro e lui il fuori della casa e ha sempre funzionato. ora c'e' il bambino ed e' un po' diverso, ma la questione e' una: io guadagno molto meno. per questo (e anche per altro in realta' su cui magari prima o poi scrivero') e' naturale che a casa ci stia piu' io.

nonsisamai ha detto...

marica: eheh...anch'io prima non capivo, ora gia' un po' di piu'. insomma, tutto il giorno no, pero' avendo la possibilita' economica un paio d'ore quando sono un po' piu' grandicelli penso possano fare solo bene sia al bambino che alla mamma che si rinfresca un attimo la mente...

gio: mi permetto di dissentire in questo caso. e' dimostrato dai fatti che innumerevoli attivita' vadano interrotte, almeno per i primi tempi. spesso non e' neanche un sacrificio, cambia la vita tutto qui e solo ora capisco fino a che punto.

Anonimo ha detto...

credo che ognuno debba fare quello che sente giusto per se'. Non ci sono regole. Vedi se funziona. Se ti accorgi che non sei felice, fai marcia indietro e arrivederci.
Se invece ti senti bene e vuoi continuare a lavorare, troverai il modo di superare i sensi di colpa. Meglio una mamma serena e lavoratrice che una mamma casalinga e nevrotica. Tanto piu' che non lavori molte ore al giorno. Un passo alla volta
valescrive

Elisen ha detto...

La tua 'amica' è evidentemente a sua volta molto combattuta perché voler piegare gli altri alle proprie scelte è chiaro sintomo di insicurezza, paradossalmente. Vai per la tua Ema perché ognuno ha la sua di storia e noi questo lo sappiamo bene.

Zion ha detto...

a Marica e a tutte quelle che come lei non capiscono perchè le mamme che stanno a casa possano mettere un bimbo tutto il giorno all'asilo nido... :D penso che finchè non avremo figli (se mai li avremo) non lo potremo mai capire fino in fondo. ;)
Personalmente ho visto (amiche, sorelle, cognate) quanto siano impegnativi i bambini, pure quelli buoni buoni buoni, e non me la sento di giudicare. L'asilo non lo vedo come un parcheggio, ma a volte come una necessità proprio in un periodo storico in cui alle donne viene richiesto di tutto e di più senza darci tregua.

Nat ha detto...

A difesa di tanti papa', o almeno di quello dei miei di figli, ce ne sono che starebbero volentieri a casa con loro. Nel mio caso se potessimo, staremmo tutti e due a casa. Ma non si puo'. E come Nonsi, il mio salario era ben inferiore a quello di mio marito e a casa ci sono rimasta io, a tempo pieno. Non rimpiango la scelta, tutt'altro (e in un certo senso ho avuto la meglio, rispetto a mio marito).
Forse ora che i bimbi sono piu' grandicelli, posso considerare la possibilita' di tornare a far qualcosa al di fuori della casa.
Per noi e' stato naturale cosi'.
Detto questo, non mi sentirei mai di giudicare scelte diverse come inferiori. Sono solo diverse. Ci sono sicuramente situazioni estreme in cui sarei piu' severa, ma questa non mi sembra certo una di quelle.

Nonsi - credo che tu abbia l'approccio piu' bilanciato possibile. "E ora la sua mamma cerchera’ di capire se riuscira’ ancora a essere felice al lavoro sapendo chi l’aspetta a casa." - questo e' l'approccio migliore.

nonsisamai ha detto...

vale: un passo alla volta e' sempre una buona cosa.

elisen: anche a me e' sembrato che avesse qualcosa di irrisolto dentro, altrimenti non tirerebbe sempre fuori lo stesso argomento. (lo so perche' anch'io tiro sempre fuori questo argomento e infatti ho qualcosa di irrisolto dentro)

zion: sempre bello quando le donne si sforzano di capire le altre donne :)

nat: che perla rara che hai trovato! no, mr. j. non e' cosi', credo uscurebbe di senno a doversela vedere giorno e notte con pannolini e pappine, ma non gliene faccio una colpa, per fortuna cii si compensa...
comunque, capisco perfettamente la tua scelta e non la escludo.vediamo un po' come va.

Stefano ha detto...

Scusa la domanda strana, ma come hai fatto a far venire la nonna dall'Italia? Che visto avrà?

makdaralo ha detto...

1) non lasci il bambino a chiunque, lo lasci alla nonna!
2) non lo lascerai per giorni e giorni, ma per (chissa'?) sei-sette-otto ore al giorno massimo
3) il distacco e' sempre problematico, qualunque sia l'eta' del piccolo, per motivi diversi dipendetni dall'eta'
4) il tuo lavoro ti piace, sara' faticoso ricominciare ma sicuramente "a regime" filera' tutto (con i soliti problemi, inevitabili, legati alla presenza dei figli)
5) secondo me "a regime" sarai piu' felice

Io non lavoro al momento, so quanto vale stare accanto ai figli ma so anche quanto puo' pesare.
Se li lasci a qualcuno di vostra fiducia e' il miglior regalo che puoi fare anche a tuo figlio, perche' avra' una persona in piu' a cui sara' legato profondamente.

Un sorriso!

nonsisamai ha detto...

stefano: fino a tre mesi non c'e' bisogno di nessun visto particolare

makdaralo: un sorriso a te, grazie