lunedì 25 ottobre 2010

quando la lezione te la da’ la ragazzina

Il Johnson Giapponese per me e’ un enigma. In teoria dovrebbe essere abbastanza simile al mio di Johnson e invece, se l’involucro e’ piu’ o meno lo stesso, il contenuto e’ tutta un’altra cosa. Conoscerlo e’ stato un po’ come addentare una torta al cioccolato che invece sa di taleggio, sorprendente ma anche molto poco piacevole. Viene piu’ o meno ogni due anni a trovarci dal Giappone, ci complica la vita giusto quel tanto che basta e se ne torna come se niente fosse da dove e’ venuto. Il mio principale problema nei suoi confronti riguarda i cani. Non ce l’ho con quelli che non amano circondarsi di cani. Mi spiace molto per loro, ma lo trovo del tutto legittimo: i cani sono impegnativi, puzzolenti, bauscioni, si puo’ capire se uno preferisca starne alla larga. Tra non amare i cani e disprezzarli, c’e’ una differenza pero’. E se poi a disprezzarli e’ una persona che ha vissuto tutta la vita con almeno due o tre di loro alla volta in una famiglia di persone che adorano i cani, davvero non ci provo neanche a capire, non mi interessa, per me li’ manca della sensibilita’, manca qualcosa. Fatto sta che quando arriva lui, i miei cani devono sparire anche perche’ nel frattempo e’ riuscito a convincere i suoi bambini piccolissimi che questi due soggetti in basso possano essere pericolosi.1215081803aA me questa cosa che arriva lui e spariscono i cani (non e’ che spariscono poi, e’ solo che dobbiamo chiuderli fuori o da qualche parte) non e’ mai andata giu’, ma dopo aver visto la reazione di terrore di quei bambini alla vista dei cani (IIE! IIE! IIEEEE! che sarebbe no in giapponese), mi e’ sembrato piu’ semplice lasciare perdere una volta ogni paio d’anni che impuntarmi. Ora mi accorgo di aver sbagliato a sottovalutare il problema. In fondo se in una famiglia c’e’ questo livello di incomprensione, c’e’ qualcosa che non funziona. Ci si sarebbe dovuti sedere intorno a un tavolo e se ne sarebbe dovuto parlare, invece si e’ preferito rimanere con questo immenso non detto. Ci ha pensato la Ragazzina a farci riflettere. Lei cosi’ paurosa, cosi’ ansiosa, lei che non si e’ mai ripresa completamente dal trauma dell’abbandono e della fame, dopo giorni e giorni di questa situazione non ha retto piu’ e ci ha fatto prendere un grande spavento. Ancora ho negli occhi l’immagine di lei che soffre mentre non posso fare nulla per aiutarla. Tre ore e quattrocento dollari dopo, il medico del pronto soccorso veterinario ci spiegava in modo molto chiaro che questo tipo di cane spesso non sopporta lo stress e che potrebbero anche esserci altre cause, ma sicuramente la situazione particolare con gli ospiti l’ha spaventata a tal punto da provocarle delle convulsioni piuttosto gravi. Un minimo sollevati, ma ancora scossi ce la siamo portati a casa e abbiamo fatto sapere ai nostri ospiti che i cani non sarebbero piu’ stati rinchiusi. Il bello e’ che non e’ successo assolutamente nulla. Hanno detto va bene, niente piu’ strilli e pianti in giapponese, niente problemi, niente di niente.  Certo, non e’ che facesero i salti di gioia e nemmeno noi del resto dopo una serata del genere, ma evidentemente bastava parlarsi in modo chiaro e senza giri di parole per arrivare a una soluzione. Mi dispiace tantissimo che a rimetterci sia stata la mia Ragazzina Pimpante.

Da non dimenticare, l’ospitalita’ ha sicuramente dei limiti.

14 commenti:

fusis ha detto...

ho letto che quando i cani subiscono un trauma diventano spesso "ansiosi" ed ogni cosa diversa da quella che si aspettano li può mandare in tilt. La mia canetta, presa al canile 4 anni fa, quando si agita vomita. Ma mi fa tenerezza, nonostante sia una peste perchè in alcuni momenti l'ansia le si legge negli occhi

nonsisamai ha detto...

prova il collare o lo spry d.a.p., sembra che con la mia stia funzionando, ne parlo nel prossimo post!

MarKino ha detto...

bhe, leggendo il galateo riguardo cosa fare in caso di ospitalita`, il succo che ne tiri fuori e`: ne` il padrone di casa ne` l'invitato devon fare qualcosa che possa offendere l'altro - l'ospitalita` e` sempre un venirsi incontro.

nonsisamai ha detto...

sembra facile, ma quando le differenze toccano gli affetti cosi', diventa imbarazzante.
sai che ti dico? forse sarebbe meglio che l'ospite non si aspettasse che il padrone di casa modificasse radicalmente la propria vita per lui. sai dove stai andando, io posso venirti incontro, ma mica fare i miracoli. insomma, ho capito che la sparizione dei cani e dei pesci non fa per me...

A. ha detto...

Ah, il mio cane ha più diritto di starsene in casa sua di chiunque altro, se all'ospite non va bene si può trovare tranquillamente un albergo (che siano fratelli, cugini, amici o zii).
(Io sono più drastica, sostanzialmente mi stanno antipatici coloro a cui non piacciono i cani, è questione di pelle).

nonsisamai ha detto...

volevamo fare i simpatici a tutti i costi. sbagliando.

fusis ha detto...

Allora aspetto il prossimo post!

MarKino ha detto...

@nonsi: ma e` precisamente quello che intendo, ti faccio un esempio culinario: invitando a cena, il padrone di casa dovrebbe fare tutto il possibile per preparare qualcosa di gradito per i suoi ospiti - da parte sua, l'invitato dovrebbe onorare l'impegno e l'ospitalita` del padrone di casa accettando quello che viene proposto (magari senza finirlo, o chiedendone porzioni ridotte); non si tratta di ipocrisia, e` un metodo non verbale per dire rispettivamente "mi fa piacere averti qui" e "apprezzo la tua ospitalita`" (pensaci: ci si rimane sempre un po' male quando qualcuno rifiuta una cosa che hai cucinato dicendoti: non mi piace).

nonsisamai ha detto...

markino: parole sante, concordo assolutamente. di solito infatti sono cose che vengono spontanee, ma in questo caso qualcosa e' andato storto...
comunque, l'esempio del cibo e' MOOLto italiano ;)
senti, ma cosa ne pensi dei feromoni (post successivo)da scienziato? sono rimasta stupita,vedendo quanto hanno funzionato bene, e' stato solo un caso?

dancin' fool ha detto...

:)

cavoli, capisco benissimo la situazione..

pure m.lle (che pare un peluche nel vero senso della parola) si attira degli atteggiamenti ostili e assolutamente ingiustificati, a volte.

mah.

Elisen ha detto...

io ho provato la stessa sensazione con la mia micia adorata...quando veniva a casa qualcuno con dei bambini ad esempio dovevo chiuderla da qualche parte..che nervi!
ma non sapevo dellapenny..non me lo avevi raccontato.povera cicciolina.Imparerà ad odiare il sushi :)

nonsisamai ha detto...

dancin: ma noo, come si fa?? che poi capisco la paura al limite, ma l'ostilita'...

elisen: e' successo l'ultima sera purtroppo, e' per questo che non te l'ho raccontato, comunuqe ora sta benone. dice che e' tendenzialmente epilettica e se si stressa o se ha troppa paura le vengono le convulsioni. vabe' almeno ora lo sappiamo... :(

itsclaraagain ha detto...

Mi è successa una cosa simile l'anno scorso, il giorno del mio matrimonio. Una cara amica ha paura dei cani e per farla venire a casa nostra abbiamo dovuto relegare la cana in giardino, mentre noi tutti stavamo in casa a chiacchierare e divertirci. Per tutta risposta ha avuto un attacco di gastrite e ha vomitato per tre giorni. Avevamo paura di un blocco intestinale, quindi si è beccata il bibitone radiopaco, 7 lastre, notte al PS vet, due settimane di medicine e integratori. Noi ci abbiamo lasciato il viaggio di nozze.
Da allora le esigenze di chi vive in casa hanno la precedenza; se qualcuno ha paura dei cani ci vediamo altrove.
Un bacione alla canetta stressata!

Clara v

nonsisamai ha detto...

clarav: si', diciamo che l'unica cosa positiva e' che ora, a nostre e soprattutto a sue spese poverina, abbiamo capito la lezione. uffa pero'. (mi spiace tanto per il viaggio di nozze!)