lunedì 12 ottobre 2009

plus, check or minus

+ v -
Non me lo avevano mica detto che dovevo dare i voti e questi sono quelli che ho a disposizione, l'ho saputo l'altro giorno e devo consegnarli domani. Posso aggiungere delle note, ma mi sembrano assai striminziti come "voti". Mi ci sto un po' arrovellando. Non saranno i voti piu' importanti del mondo dal punto di vista della direzione o dei genitori, ma io so che sono importanti per i ragazzini e voglio cercare il piu' possibile di essere giusta. Non mi mettero' assolutamente a giudicare il talento, ci mancherebbe, ma pensavo l'impegno, quello si.
Non voglio essere superficiale in questa valutazione perche' ci sono tante cose che per noi non hanno importanza e invece dal punto di vista di un bambino sono enormi. Loro non sanno quanto valgono, in cosa sono bravi e in cosa no, e' per questo che sono cosi' sensibili a ogni minima critica. Poi nel caso specifico della mia materia, sono convinta che abbiano tanto bisogno di una piccola spinta, di un incoraggiamento per liberare le idee meravigliose che hanno per la testa.
E pensavo anche: in fondo non siamo tutti cosi' anche da grandi? Che se ci fanno sentire a nostro agio, apprezzati, lavoriamo bene, altrimenti ci preoccupiano talmente tanto del giudizio degli altri che finiamo per inciampare sui nostri stessi passi?

11 commenti:

sancla ha detto...

si, siamo così anche da grandi (eccome!)
Troverai il modo.
:)

nonsisamai ha detto...

mai dato un voto in vita mia, che responsabilita'...

Ubikindred ha detto...

Ni siamo decisamente così :-)
I bambini però non so io credo che il problema dell'autostima non ce l'abbiano proprio, almeno finchè non giungono all'adolescenza, per cui vai tranquilla ;-)

palbi ha detto...

+ che altro sara' dura doverli assegnare senza averlo saputo dall'inizio. Magari avresti prestato attenzione a certe cose invece che ad altre

Anja ha detto...

sto dando voti anche io, ed è incredibile come le cose che mi passano per la testa siano simili a te,anche se i bimbi di anni ne hanno e passa...

Veronica ha detto...

Ciao ..ti ho seguita fin qui da un commento sul blog di Gad Lerner.. per scoprire che oltre alla gioia per una frase ben detta di un giornalista condividiamo l'esperienza bella e scolvolgente della vita negli Stati Uniti.. e mi e' piaciuto leggere il tuo blog..
ti mando un abbraccio
Veronica

nonsisamai ha detto...

ubi: ciao! non sono molto d'accordo, non sembra, ma c'e' molto "dramma" in una scuola elementare :)

palbi: gia', anche da questo ho dedotto che non deve essere una cosa a cui tengono particolarmente.

anja: bentornata! vengo presto a trovarti nella tua nuova 'casa' ;)

veronica: grazie mille per essere passata e aver lasciato questo messaggio. a presto!

Fabrizio Cariani ha detto...

io farei cosi':

- solo ai bambini che sono stati incontrollabili/casinari

+ e check divisi al 50% fra i bambini che hanno avuto le intuizioni creative migliori, l'impegno etc. e gli altri.

ma poi che significato hanno 'sti voti? vanno ai bambini, ai genitori??

e.l.e.n.a. ha detto...

vero. anche da grandi siamo così. purtroppo altri grandi, talvolta, non lo capiscono.

un suggerimento: perché non provi - giocando - a farli (anche) autovalutare?

nonsisamai ha detto...

fabrizio: per la serie: come uccidere la crativita'.

e.l.e.n.a: mi piace molto l'idea. ogni volta che faccio una domanda succedono cose interessantissime. il problema e' che mi ritroverei con tutti + a priori, gia' lo so ;)

elena ha detto...

Altroché se siamo così anche da grandi.
Ma perché impariamo da piccoli a sentirci dire che siamo negati in quella tal materia o che non abbiamo capacità in quell'altra. (tanto per restare in ambito scolastico).
Faccio lezione di inglese a due classi di adulti principianti di tutte le età, tra i venti e i sessant'anni.
Tutti, un buon 90%, arrivano dicendo: sono negato con le lingue.
Proseguono dicendo: non imparerò mai.
Continuano e hanno i primi risultati solo quando sono continuamente confortati e incoraggiati (dall'insegnante, io:)), sul fatto che ce la possono fare, che non sono troppo vecchi per imparare, che tutti facciamo errori, che ci vuole tempo, che ci vuole costanza eccetera.
NOn è molto che insegno, ma ho imparato che per insegnare, prima che le nozioni bisogna cercare di trasmettere un sacco di altre cose.