venerdì 3 luglio 2009

anche la pizza adesso!

Un mio studente mi ha portato una copia della rivista GQ del mese di giugno in cui compare un articolo -udite udite- contro la pizza italiana. All'inizio pensavo fosse uno scherzo. Cosa si potrebbe mai dire di male sulla pizza italiana? Io me la sogno anche di notte e poi e' uno dei cibi piu' apprezzati a livello mondiale, tutti cercano di imitarla. La cosa mi incuriosiva.
Cosi' ho letto l'inutilmente lunghissimo articolo in questione e sono stata pervasa da un senso di indicibile fastidio. Questo tale fa un'elenco delle pizze migliori al mondo e critica in una maniera sconsiderata quella italiana, soprattutto la napoletana. Sentite qui:

"[...]Italians don’t really understand pizza. They think of it as knife-and-fork food, best after the sun goes down. Pizza isn’t as fundamental to Italy as it is to America. Over there, it plays a secondary role to pasta, risotto, and polenta. To be candid, I think they could do without it. Not us. Over here, it’s one of the few foreign foods we’ve embraced wholeheartedly, made entirely our own. [...] I’ve eaten in Naples. From the ancient, brutally hot ovens emerge pies that most Americans wouldn’t recognize. The crust is charred and puffy in spots but tragically thin and pale beneath the toppings. Gli italiani non capiscono veramente la pizza. Loro pensano che sia un cibo da forchetta e coltello, migliore dopo il tramondo. La pizza non e' fondamentale per gli italiani quanto per gli americani. Laggiu' gioca un ruolo secondario in confronto a pasta, risotto e polenta. Sinceramente, credo potrebbero vivere senza. Noi no.[...] Ho mangiato a Napoli. Dall'antico forno, brutalmente caldo emerge una pizza che la maggior parte degli americani non riconoscerebbero. La crosta e' carbonizzata e gonfia in alcuni punti, ma tragicamente sottile e pallida sotto i condimenti. [...]."

Non varrebbe nemmeno la pena di prendersela perche' e' ovvio che l'autore non sa di cosa parla. Uno che pensa che gli italiani mangino piu' polenta che pizza. Lo chiedesse a mia nonna a Lecce quante volte ha mangiato la polenta. Se solo avesse prestato attenzione invece di fare il turista, avrebbe potuto vedere che in Italia la pizza non e' assolutamente quello che descrive lui. Ci sono infiniti tipi di pizza e infinite occasioni durante la giornata per mangiarla, non certo solo la sera al ristorante e la mozzarella di bufala contro cui tanto si accanisce e' una specialita', che non e' detto debba piacere a tutti, ma che non ha niente di stomachevole di per se', al contario. Ma che' ve lo dico a fare?

Al di la' di questo articolo pero' e dell'irritazione che mi ha provocato, ho fatto qualche riflessione. Prima di tutto mi sono ricordata di tutte le esternazioni di tono simile che leggo spesso in italiano, del modo feroce in cui anche noi critichiamo la cucina americana, per poi venire qui, scoprire che non e' affatto male, abbuffarci e, una volta tornati a casa, cercare perfino gli ingredienti per provare a preparare gli stessi cibi. E poi mi sono ulteriormente resa conto, dato il mio orgoglio ferito, di quanto in realta' una cosa del genere vada al di la' del cibo. Di quanto sottile sia il confine fra la critica all'abitudine, in questo caso gastronomica, di un paese e e la critica al paese stesso.
Credo che in molti casi, non in questo specifico, e ripeto anche casi opposti, questo tipo di attacchi siano un piccolo velo per coprire l'intolleranza e la poca voglia di andare oltre l'apparenza per capire chi vive in modo diverso da noi. Piu' conosco le persone piu' mi rendo conto di quante forme di razzismo ci siano. Nessuno direbbe nulla di razzista apertamente, nessuno si sente razzista o superiore a un altro per motivi geografici, pero' questo sentimento sotterraneo esiste, e' ridicolo negarlo, e spesso e' analogo a questo il modo di esternarlo. Il difficile a volte e' distinguere.

19 commenti:

Pola ha detto...

My 2 pences:
1) La pizza per gli americani è un lifesaver perché costa poco e si compra già fatta, rendendola disponibile 24 ore su 24 in un sacco di varianti, tant'è che la macchina self-service della pizza ha successo all'estero più che in Italia.
2) Gli italiani, invece, sanno cucinare, amano farlo e ritengono che cucinare per una persona sia un modo per mostrare il proprio affetto. Non stupisce, quindi, che non ci cibiamo 7 giorni su 7 di pizza ma apprezziamo anche altri piatti.
3) La pizza che fanno in america è tutto condimento (vedi versioni di pizza con ananas, la famosa pepperoni, etc) e la pasta passa in secondo piano, fino a diventare un semplice piatto edibile su cui appoggiare il ripieno.
4) La mia teoria personale è che la cucina mediterranea usa 3 sapori per piatto, al massimo 4, e con questi pochi elementi riesce a cucinare una ampia gamma di cibi, grazie all'utilizzo di diverse tecniche di cottura, di ingredienti in diverse forme e età, ed un uso sapiente dei condimenti volto ad esaltare (e non a *coprire*) i sapori.
All'estero ho invece notato un accozzaglia di sapori, come se il numero di ingredienti presenti in un piatto ne accrescesse automaticamente la prelibatezza.
Non sorprende, quindi, di vedere americani incapaci di gustarsi delle bistecche normali: sempre a riempirle di condimenti, salse, salsine, spezie.
5) non c'è niente di male a esplorare diverse versioni di un piatto (pasta spessa o fine, un dilemma che divide anche l'Italia), ma non per questo bisogna accusare un intero paese di avere perso la paternità o lo spirito della pizza.
6) siamo concilianti: noi avremo anche inventato la pizza, ma i pomodori sono americani.

nonsisamai ha detto...

la critica ai troppi ingredienti e' un classico nostro, ma ancora una volta de gustibus... :)
io apprezzo tantissimo la cucina americana. e quella italiana, giapponese, francese, africana, libanese, turca, greca.......................
e se c'e' qualcosa che non mi piace, credo sia non perche' non e' buona, ma perche' la mia bocca non e' abituata a determinati sapori. e' cosi' semplice.

Ginevra ha detto...

non vedo l'ora di sperimentare con le mie papille la cucina americana.
se per tante cose sono chiusa e diffidente, sul cibo sono curiosa e aperta a nuove esperienze.

fabio r. ha detto...

mah... de gustibus... io sono un tollerantissimo onnivoro multilingue, mi piace provare un po' di tutto, e devo dire che la pizza USA di pizza ha...nulla?
altre cose native american ok, ma la pizza...per favore!

Fabrizio Cariani ha detto...

vabbe', il tizio ha uno strano misto di competenza e ignoranza. due dei tre posti che cita di San Francisco sono fra i miei preferiti (anche se ne manca uno un po' meno trendino ma altrettanto di qualita').

Ed e' vero che la pizza nelle migliori pizzerie in america e' allo stesso livello della pizza in Italia.

Ma la tirata USA vs. Italia se la poteva proprio risparmiare, specialmente dato che e' convinto che sulla pizza che a Roma chiamano "Napoletana" vanno le olive. Oppure e' convinto che in Italia si mangi la pizza con la forghetta. Maddai.

Fabrizio Cariani ha detto...

* "vadano le olive"

MarKino ha detto...

ho sentito una ragazza di firenze rispondere alla domanda:
-"da dove vieni?" con
-"dalla patria della cultura!"

(al che le è stato risposto malignamente: "dalla grecia?")

credo che più o meno tutti siano, in qualche misura, convinti di aver dato IL contributo determinante alla civilizzazione dell'umanità (bum!)...
quando però si supera l'opinabile, del faceto (vedi sopra) e ci si addentra nel campo delle esagerazioni,delle forzature e del campanilismo smaccato fine a se stesso, ecco, qua già lo tollero meno....

MiKo ha detto...

AHHHHHHHHH!!!!


AHHHHHHHHHHHHH!!!

E no eh, dite quello che volete di Napoli, ma non vi azzardate a toccarmi la pizza. Anzi LA pizza. (E il caffè espresso). Non credo che la cucina americana sia cattiva (piuttosto credo che le abitudini alimentari di un buon numero di loro siano da buttare), trovo che in generale, però le cose che sono veramente buone lì siano molto molto costose (salvo quando fatte in casa, ovviamente). La pizza napoletana può essere eccellente (o tremenda come tutto), e contemporaneamente molto economica. E la pizza per strada si mangia piegata "a portafoglio". Si mangia così da quando ancora eravamo dominati dagli Spagnoli (in effetti era il modo che le guardie dei Borboni avevano per mangiare la pizza tenendo le mani libere nel caso dovessero inseguire qualcuno).
Poi io sulla pizza sono particolarmente intollerante: sono moooolto selettivo già in Italia, figuriamoci all'estero.
Un ultimo pensiero: è davvero un male che si abbia una cucina sufficientemente varia da poter ammettere di fare a meno di un suo elemento fondamentale?
E comunque no, io non posso farne a meno facilmente, della MIA pizza.

Anonimo ha detto...

qual e' la cucina americana?
io non la conosco.
hanno una tradizione?

e' vero che c'e' una critica della cultura, ma che sia fondata questa critica almeno!

io ho sempre riconosciuto agli USA grandi meriti. Per esempio hanno un rispetto della cosa pubblica che a noi manca, un enorme senso civico, un rispetto sacro del "pagare le tasse", un fiuto enorme per gli affari.
Ma non sanno mangiare e' vero. Non hanno una cultura culinaria, mancano proprio delle basi, non sanno la differenza tra genuino e non. Lezioni sulla cucina proprio non le possono fare. e lo dico senza nessun senso di superiorita'.

valeriascrive

MiKo ha detto...

@valeriascrive: eccome se esiste, solo che non è quella della pizza con l'ananas. Esistono piatti americani di qualità elevatissima (e anche ingredienti). Ricordo in merito un romanzo di Nero Wolfe chiamato "Alta Cucina" (in Italia, non so il titolo originale)...

MiKo ha detto...

Scusate lo spamming: il titolo originale è "Too many cooks", se vi interessa.

elfonora ha detto...

Che gli americani dicano quello che vogliono, la differenza principale sulla pizza Italia/Stati Uniti è la stessa qualità/quantità. Io vivo negli USA e la pizza la faccio ogni sabato con le mie manucce italiane, bella e fresca! Chiedi ad un americano se ha la minima idea di come si fa la pizza...
é come se io dicessi che gli hot dogs sono più buoni in italia, non c'è neanke paragone con quelli americani...a ciascuno il suo!

manukag ha detto...

questo articolo irrita, t'indispone dal principio...
pero' poi hai ragione quando dici quante volte l'abbiamo fatto noi nei loro confronti? un milione di volte a testa credo e un po', anche se non lo diciamo, ne siamo convinti dentro... diciamo la verità, di avere una cultura culinaria superiore alla loro...
sono d'accordo sul discorso dell'abitudine delle papille gustative, eccetera, pero' devo anche dire che quando sono stata in campania, non proprio a napoli-napoli pero', e ho mangiato la pizza é stata un'esperienza orgasmica. dico solo questo.

MiKo ha detto...

Però scusate, è vero che in primis ho fatto battute/insultato/guardato dall'alto in basso mille e mille aspetti americani. Primo fra tutti la cucina. Ma mai a mia memoria mi sono messo a dire che in Italia c'è qualcosa di nato, cresciuto ed esportato dall'Ammerica che noi facciamo meglio di loro. Non ho mai detto che in realtà in Italia il BBQ è meglio di quello texano perché la nostra chianina è meglio (cosa tutta da dimostrare, tra l'altro). Né nessuno mi sentirà mai dire che in fondo gli Americani di hamburger non capiscono niente perché si ostinano a voler mangiare con le mani, invece di mangiarli al piatto con forchetta, coltello e pane di qualità, come farebbe un popolo civile e sofisticato come il nostro. Semplicemente perché non è la stessa cosa.

nonsisamai ha detto...

infuria la polemica! :)

MiKo ha detto...

la verità è che aspettiamo tutti un tuo commento :)

nonsisamai ha detto...

non credo di poter dire niente di illuminante purtroppo, ma grazie miko.

e' che sono stata via tre giorni e sono presissima, piu' tardi leggo tutto per bene e rispondo anch'io ;)

manukag ha detto...

miko, é vero non ci avevo pensato.

cmq pizza napoletana = orgasmo. l'uomo dell'articolo é pazzo.
io ho quasi pensato di trasferirmi in campania per il cibo. fai te.

lajules ha detto...

Mamma che fastidio questo articolo! Anche se per me GQ e' una rivista da gettare alle ortiche. Ma come si fa a criticare la pizza napoletana??!!??

Cmq hai ragione, c'e' molta arroganza anche in Italia quando si critica la cucina americana.