lunedì 22 giugno 2009

going green

L'ecologia va tremendamente di moda da queste parti. Dimostrarsi attenti e informati riguardo all'ambiente e soprattutto riguardo ai prodotti piu' sani e' indubbiamente cool, anche se poi il riciclo e' ancora tutto sommato poco diffuso e girare con macchine enormi e altamente inquinanti ha magicamente smesso di essere uno scandalo da quando il prezzo della benzina e' tornato a valori normali. Mi raccontava un conoscente di un servizio che sta utilizzando. Si tratta di pagare una cifra annuale forfettaria, diciamo sui trecento dollari, per vedersi recapitare ogni sabato dal contadino in persona grandi quantita' di frutta e verdura. L'idea e' di ristabilire un contatto fra campagna e citta' e di mangiare meglio, e meglio significa tendenziamente senza pesticidi. Il problema e' che non hai scelta: se il contadino ha piantato troppe cipolle o se e' la stagione delle cipolle, per un po' son cipolle. Nonostante cio', questa persona si dice abbastanza soddisfatta per ora. Divide la verdura con un amico e e' contento di essere in qualche modo costretto a mangiare piu' verdura e a inventarsi nuovi modi per cucinarla. Che ve ne pare? C'e' qualcosa del genere anche in Italia?

12 commenti:

manukag ha detto...

si', esiste qualcosa del genere anche in italia. con mia mamma abbiamo appena sperimentato un servizio del genere.
pero' non su base annuale, puoi ordinare quando vuoi o con una certa frequenza che stabilisci tu, tipo una volta la settimana o una volta ogni due.
ti arriva una cassettina con verdura e frutta dal trentino alto adige, tutto bio, e poi puoi decidere se chiedere tutta verdura o tutta frutta o avere un misto.
quello che ti arriva é una sorpresa, lo decidono loro a seconda di quello che c'é al momento di prodotto della terra.
non so bene fino a dove arrivano in italia. fin dalle mie parti si' (lombardia).
e poi mi sono informata e sto cercando in generale dei prodotturi/contadini della zona per comprare direttamente da loro, perché io sento il desiderio di mangiare rispettando le tempistiche della terra e non quelle dell'uomo e poi preferisco dovermi adeguare tipo a un chilo di cipolle, ma buone piuttosto che a dei pomodori a dicembre che sanno solo d'acqua...
io trovo che sia una bellissima idea e le appoggio tutte queste iniziative.
spero solo che questo atteggiamento piu' consapevole e rispettoso nei confronti della terra e dei suoi frutti che si sta diffondendo adesso non venga preso solo come una moda.

haroldandmaude ha detto...

In Italia ci sono i GAS (gruppi di acquisto soldiale) che acquistano solo bio: molti a impatto quasi zero (solo aziende locali con pochi km di trasporto) oppure impegnate nel sociale (solo da cooperative che fanno lavorare disabili) garantendosi prezzi bassi per l'acquisto di quantità elevate di prodotti (che vanno dall'olio, ai latticini, il vino, la birra, le verdure, la frutta, cereali e derivati e anche carne) e avendo garanzie sulla qualità dei prodotti. E' un impegno un po' gravoso, ma a quanto pare ripaga enormemente.

Ginevra ha detto...

confermo, mi sa che io e manukag abbiamo sperimentato lo stesso servizio :-)
io ricevo la cassetta bio una volta alla settimana si può sospendere il servizio quando si vuole. Quest'inverno ho mangiato cavolo in tutte le salse. E' vero essere in "balia" della produzione stimola la fantasia e costringe a essere creativi in cucina.
Per quanto riguarda i GAS mio padre ne gestisce uno, così quando vado a Genova ne aprofitto e prendo qualcosa da lui soprattutto pasta e farina.
Nel mio caso più che una scelta ecologica è una scelta di gusto infatti i prodotti sono decisamente migliori di quelli acquistati al supermercato :-)

tizi ha detto...

sicuramente sono una voce fuori dal coro , ma io non credo molto al bio . Prima che un terreno si "decontamini " passano almeno 5 anni e visto che ormai il bio e` di moda e fattura anche tanto , nn credo che le aziende possano permettersi di aspettare tutto questo tempo. E poi ricordo che una mela definita bio , e` sopravvissuta nel mio frigo per piu` di un mese senza il minimo cambiamento ,sembrava bella e pronta da mangiare...discorso a parte e` il contadino che ti porta la frutta fresca o la verdura ...e` fresca ,ma non bio...chi controlla le acque con cui vengono innaffiate le coltivazioni???

Al ha detto...

In sicilia non ho mai sentito parlare di un servizio di questo tipo,però c'è una cosa equivalmente e molto antica,ovvero uscendo dalla città e dirigendosi verso le varie provincie spesso capita di trovare camion o piccoli mezzi o che vendono frutta e verdura prodotti dalle coltivazioni di zona, in alcuni casi se i terreni sono adiacenti alla strada,si trovano i contadini seduti su una sedia con un bancone con i loro prodotti,ovviamente non esiste lo scontrino fiscale e non si sà se sono coltivazioni bio o meno.

nonsisamai ha detto...

anche a me piacciono queste iniziative in generale, pero' sono abbastanza d'accordo con tizi. almeno qui, mi sembra ci sia un grandissimo guadagno su prodotti di cui molto difficilmente si puo' stabilire l'autenticita'. questa cosa e queste persone ossessionate con il green stanno cominciando a essere un luogo comune e un motivo di scherzo come dimostra anche questa nuova serie della abc
http://en.wikipedia.org/wiki/The_Goode_Family

nonsisamai ha detto...

al: sicilia come il texas! succede anche qui la stessa cosa :)

Pino ha detto...

Bisogna imparare a consumare prodotti locali, personalmente non mi interessano le ciliege cilene a Novembre o la frutta proveniente da paesi esotici, ci lamentiamo del cambiamento climatico e non consideriamo che per fare arrivare un chilo di ciliege dal Chile si sono consumati due litri di kerosene con il conseguente inquinamento.
Ho la fortuna di avere l'orticello "condominiale", almeno i pomodori, zucchine e cetrioli, nella bella stagione, sono garantiti.
Per il latte vado direttamente alla "stalla", in bicicletta, così uniamo l'utile al dilettevole.
Forse sono un po' fuori... tema :)
Pino "ortolano"

nonsisamai ha detto...

pino: se parli inglese, ti cerco il link di un programma interessantissimo di npr di un paio di settimane fa dove parlavano proprio di questo!

tanaka ha detto...

Sì, l'iniziativa delle cassette bio si sta diffondendo anche qui in Italia e se ne parla sempre di più... Ci ho anche fatto un pensierino, ma per ora ho rinunciato, perché mi rendo conto che faccio ancora fatica a organizzarmi nella mia vita "casalinga" (pulizie, spesa, cosa cucinare, gestione del tempo, ecc.)e ci mancherebbe solo l'ansia da "prestazione" di cucinare quello che ti mandano in tempo utile, magari prodotti che non sono abituata a usare. Quando mi sentirò "pronta", forse la userò proprio come scusa per forzarmi a imparare qualcosa di nuovo...
Per quanto riguarda il bio, io non sono un'oltranzista (soprattutto perché spesso costa di più), cerco più che altro di scegliere prodotti di stagione e magari di provenienza locale... Però sto notando anch'io che il vivere "green" inizia a diventare "di moda"e se da un lato è un bene, dall'altro c'è sempre chi se ne approfitta per lucrarci o chi ha la fissa per un po' e poi torna a fregarsene perché la moda è cambiata...
Per fare un esempio, quand'ero piccola ricordo che la "moda naturalista" del momento era la protezione degli animali in estinzione, ora di quelli non si parla quasi più ma tutto è diventato improvvisamente "ecosostenibile" e giù tutti a fare i calcoli di quanta terra si consuma e bla bla bla. Sempre meglio che niente, però a volte ahimè è solo fuffa pubblicitaria.

Ginevra ha detto...

in effetti a volte mi pongo il problema della distanza da cui mi arrivano i prodotti penso che farei meglio ad andare in cascina vicino a casa piuttosto che farmi mandare una cassetta bio dal trentino, però la cassetta recapitata a casa è molto comoda.

Pino ha detto...

@ nonsisamai
Non lo parlo molto, ma lo leggo senza grandi problemi, ad ascoltarlo mi manca la pratica... :)
Comunque se puoi mandare il link ben venga, lo ascolterò con mia figlia che lo "mastica" molto bene.

Pino "chiodo"