domenica 16 novembre 2008

talking trash o del pettegolezzo globale

E' successo che ad una cena in Italia, si sono casualmente incontrate una delle mie migliori amiche e una compagna di universita', che ancora sento e con cui ho anche avuto per un certo periodo un rapporto piuttosto stretto o almeno cosi' pensavo, visto che abbiamo anche vissuto insieme. Non avendo evidentemente nulla di piu' interessante da dire la seconda ha cominciato a parlare di me. A quanto pare a parlare male di me o peggio: a insinuare non si sa bene cosa. La mia amica ha subito fatto cadere il tentativo di pettegolezzo nel vuoto e siccome oggi e' capitato di sentirci mi ha raccontato anche questa cosa successa proprio ieri sera. Devo dire che sono rimasta abbastanza scandalizzata. Quando ho chiuso con l'amica italiana, ne e' arrivata a casa un'altra americana, a cui ancora con i nervi a fior di pelle ho raccontato quello che era successo. Quando sono arrabbiata l'inglese e' l'ultima cosa che riesco a mettere insieme e cosi' lei mi ha suggerito una nuova espressione che non conoscevo:

- So, she was talking trash about you...?

- Yes she was!

Ecco e' cosi' che imparo la lingua, tutto fa brodo. Trash-talk, perfetto, sono sicura che ricapitera' di usarla questa qui. Pero' caspita, continuo a pensare al pettegolezzo e credo di capire perche' mi abbia dato tanto fastidio: perche' non sono piu' abituata. Sono fuori dai giochi, sono via, non ci sono per le piccole cose, per le cene, solo per i riassunti della situazione generale. E poi non so se e' perche' qui non ho ancora cosi' tanti amici o se le persone sono un po' piu' riservate, o magari se solo non colgo le sfumature, ma avevo completamente dimenticato questo modo di fare, di dire e non dire e lasciar credere cose inesistenti senza nessuna ragione poi, solo per il gusto di dire. L'ultimo periodo in Italia, mi e' capitato un sacco di volte di conoscere amici di amici che mi dicevano ah ma sei tu, quella che si sta per trasferire in America e poi veniva fuori che sapevano tutta la storia passata di bocca in bocca. Non mi ha mai fatto piacere e non mi ha mai nemmeno dato particolarmente fastidio, solo mi stupivo perche' non mi sembrava cosi' interessante da parlarne tanto.
Mi piacerebbe che le persone avessero una vita propria, e' irragionevole?
Comunque, se non vi ho convinto e finito di leggere pensate di andare a sparlare di qualcuno, ricordatevi che la tecnologia gioca contro di voi: questa stupidata ci ha messo meno di ventiquattro ore per arrivare in Texas dall'Italia.

Buona domenica.

11 commenti:

Al ha detto...

Bellissimo il talking trash,è un termine geniale.
Sul sentirsi tagliata fuori,dovresti esserne contenta,il solito giro di amicizie rimescola lo stesso minestrone di banalità per anni,una delle cose che ho sempre ritenuto salubri nel andar fuori dalla propria quotidianità,è quel reset totale da tutte le ovvietà,pettegolezzi e soliti discorsi che ci si porta dietro.
Tutto torna alla giusta misura e si riparte a pensare pulito,non avere fretta di entrare in qualche pollaio americano,a volte ci sono cose che è meglio non sapere,anche perchè dopo aver saputo alcune cose,si creano quei condizionamenti mentali (voluto e non) che comunque fanno cambiare i rapporti.

Goodidea ha detto...

Mi piacerebbe che le persone avessero una vita propria, e' irragionevole?

Senza gli altri non saremmo nulla. La nostra esperienza di vita che ci rende "più grandi" e maturi si costruisce mattone dopo mattone con piccoli e semplici rapporti interpersonali, intimi o superficiali.

Hai subito una piccola "ingiustizia", fa parte del prezzo da pagare. Forse stai passando un periodo di stress, questo evento mostra una piccola ipersensibilità... o voi donne proprio non sopportate i giudizi gossip!

"Talking trash" semplifica. Non troppo?

eccemarco ha detto...

il termine talk trash rende bene l'idea, mi piace. posso farlo mio?

giuro che NON parlerò dell'episodio che per primo mi ha insegnato questa espressione! lol!

nonsisa, capisco la tua irritazione, ma ti consiglio semplicemente di "take a step back" se ci riesci, e di riflettere su una cosa..
l'origine 'antropologica' del gossip sta nel controllo sociale e nella riaffermazione dei valori di una comunità. non è affatto bello che la tua storia sia passata anche attraverso le orecchie di persone che di te non sanno nulla.
(ed infatti sono grato nel leggere nei blog le 'aperture' degli altri, perché sorprendentemente a volte sono pensieri sottili che non si condividono nemmeno con alcuni amici... ma questa è un'altra storia)
Considera, con filosofia, che è normale che la tua storia abbia fatto un largo giro tra amici ed amici di: è stra-ordinaria... e molte persone vivono vite ordinarie e NONOSTANTE questo sono infelici.
Forse su questo posso condividere con voi una mia esperienza. Io amo la vita cosiddetta 'normale' di alcune persone a me care, senza spostamenti, stravolgimenti, cambi di continente... Semplicemente non fa per me. E so che molti di loro hanno BISOGNO di giudicare le vite degli altri (ad esempio: la mia) perché loro non hanno termini di paragone sufficienti e devono confermare a loro stessi/e che le loro vite sono felici.
Quando ho deciso di venire a vivere a Londra le critiche piu' negative le ho ricevute (guarda caso?) da persone che, con rispetto parlando, non hanno mai messo il culo fuori dall'italia.

Bisogna semplicemente capire la loro prospettiva. vivono la loro vita; non è felice al 100% (quale lo è?); non hanno elementi per immaginare cosa costi trasferirsi dall'altra parte dell'Oceano (come nel tuo caso); danno un giudizio negativo, per giustificare la loro mancanza di curiosità.

Scusa la lunghezza del commento ma, come scriveva Sciascia, "non ho avuto il tempo per farlo più corto". :)

take care,
eccemarco

nonsisamai ha detto...

al: infatti, quella e' una parte che non mi manca neanche un po'. cioe' il gossip simpatico e' un conto, ma quello acido...blll


goodidea: no, non semplifica, semmai esplica. devo dire che stavolta pero' ci hai preso. e' un periodo che sono piuttosto arrabbiata e io non mi arrabbio quasi mai per piu' di dieci minuti. e' una cosa piuttosto seria di cui non mi sento di scrivere qui. ma e' da un po' che sto cercando qualcuno con cui litigare.

eccemarco: grazie per il commentone! non sai quanto capisco questa cosa che scrivi! tra l'altro lo vuoi sapere qual era l'allusione?
qualcosa tipo: (riferendosi credo al nostro campo di studi che io in questo momento ho quasi completamente abbandonato) ma guarda te che razza di scelta ha fatto, cosa c'e' andata a fare in texas, non e' fico come l'europa...ma si puo'? puo' anche darsi magari, ma vorrei sapere se c'e' mai venuta da queste parti per giudicare...

palbi ha detto...

sai come si chiama? invidia :)

palbi ha detto...

PS: "talking trash" ha anche una versione meno edulcorata che è "talking s**t". Te lo dico k puo' sempre tornare utile :)

dancin' fool ha detto...

beh, internet è anche il "mondo del pettegolezzo" ;)

che dire nonsisamai. non conosco abbastanza bene gli americani per sapere... sarebbe bello se fossero, almeno loro, meno pettegoli. ma chi lo sa.

nonsisamai ha detto...

palbi: il fatto e' che ho deciso di non usare le parolacce in inglese, che dice che dette da me fanno sempre un po' ridere...

dancinfool: credo nessuno si salvi, ma credo che forse il loro e' un po' meno diretto e allora se non lo sai non ci rimani nemmeno tanto male.

Simo ha detto...

Ciao! Ricapito di qui dopo tanto tempo e mi ha colpita molto questo post: sai, a me in America è capitata un'esperienza simile, se non peggiore: degli americani hanno parlato male di me senza nemmeno conoscermi!! Ti assicuro che venirlo a sapere è stato quasi uno shock, perchè queste persone, che conoscevo solo di vista, quando le incrociavo per strada mi salutavano con un sorriso a 32 denti...da lì ho capito che tutto il mondo è paese, e l'ignoranza e l'invidia umane non le puoi fermare...:(

Ps: fuori tema, sono molto contenta che gli americani abbiano deciso finalmente di dare una svolta alla storia del loro Paese scegliendo Obama su McCain ! Hai proprio ragione tu: peggio di Bush non può fare!

nonsisamai ha detto...

simo: caspita, mi spiace! pero' grazie per la visita, bentornata :)

sticker ha detto...
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