mercoledì 7 maggio 2008

il sapore del cappero

Spesso dall'altra parte del mondo, le cose piu' semplici del tuo vecchio quotidiano ti sono precluse, cosi' quando hai la fortuna di ritrovarle, magari per caso, finisci per apprezzarle come non avevi mai fatto prima. Questo succede un po' con tutto: musica, film, libri, ma soprattutto con i profumi e il cibo.
Ci sono delle cose che solo chi e' lontano da casa avverte.
O almeno immagino che sia cosi' perche' prima io non le avvertivo.
Il cappero, per esempio. A me non e' mai piaciuto il cappero, ma a casa mia e' sempre stato molto usato. Ogni volta mi toccava accantonarlo con cura in un angolino del piatto. Il sapore pero', evidentemente e' rimasto nella memoria.
Qualche giorno fa al supermercato mi sono imbattuta in un vasetto di capperi e, avendo amici italiani a cena, l'ho comprato soddisfatta. Anche a loro ha fatto piacere: qui i capperi sono una cosa piuttosto speciale, un po' esotica direi.
Non ne ho assaggiato nemmeno uno, ma mi e' bastato il profumo. Quando ho aperto il vasetto, in un attimo mi sono ritrovata in Salento.
Era un'altra sera delle mie infinite estati passate e passeggiavo per le stradine del centro storico di Lecce dove le piante di capperi crescono fra le fessure dei palazzi barocchi. Pensavo. Poi respiravo ancora piu' a fondo e mi ritrovavo improvvisamente in campagna. La nonna Cosimina passava ore, o almeno questa era la mia percezione, a raccogliere i capperi da un grosso cespuglio selvatico. Quando aveva finito se li metteva nel grembiule e si dirigeva verso casa. La ricordo sempre ricurva e con tutti i capelli bianchi e la "retina" per tenerli a posto.
Avevo dimenticato tutte queste cose e soprattutto quanto siano belli e profumati i fiori dei capperi.
I capperi. Chi l'avrebbe mai detto? Li ho sempre odiati io i capperi, o almeno cosi' credevo.
Per abitudine, per incapacita' di apprezzare quello che era a portata di mano e ora non lo e' piu'.
Mi viene da pensare che le cose piccole forse sono le uniche che contano veramente, quelle che poco alla volta scavano un solco dentro l'anima. E ti rendono la persona che sei.

17 commenti:

emme ha detto...

ti penserò la prossima volta che scanso un cappero!

fragile093 ha detto...

Come dimostra, tra le tante cose, il gelsomino in fiore sul retro della nostra casa, queste epifanie le conosco bene. Un po' capitano, un po' le vado consapevolmente a cercare... E in entrambi i casi arrivo sempre alle tue stesse considerazioni.

( ma come fanno a non piacervi i capperi? Siete ben strani! =P )

Francesca ha detto...

ti capisco!
Quando ho trovato le castagne, lo scorso Novembre, mi stavo per mettere a piangere. http://sbarcati.blogspot.com/2007/11/flavors.html

Magnolia Wedding Planner ha detto...

quando abitavo a Londra trovavo veramente tutto nei supermercati e anche nei negozi italiani quà e là ma devo dire che l'effetto nostalgia esisteva persistente..mi ritrovavo perfino ad essere malinconica e arrivavo addirittura a essere orgogliosa di essere italiana..figura tu..è vero il detto che la lontananza avvicina. :-)
Buona giornata
Silvia

Ginevra ha detto...

io i capperi per anni li ho accantonati, ma poi con l'età ho imparato ad apprezzarli. Di certo fanno molto "casa" anche per me, mio padre li mette ovunque quando cucina.
Però non avevo mai considerato l'esistenza della pianta cappero e non sapevo che avessero un fiore così bello.

Anonimo ha detto...

nina

anch'io non mangio i capperi ;)

Manukag ha detto...

Dio quant'è vero quello che hai detto...
Le cose piccole e semplice sono meravigliose, ma è difficile apprezzarle come si deve nella vita di tutti i giorni...
Che bel blog hai, non ho letto tutto, solo i post piu' recenti e mi è venuta una curiosità: non pensi di tornare in europa in giorno? o vedi la tua vita negli stati uniti adesso?

A presto
Manukag

MiKo ha detto...

Eh, il proverbiale cappero di Proust...

tizi ha detto...

Io li ho portati direttamente dalla Sicilia e li adoro...ne mangio uno e in casa c`e` profumo d`estate!
Un bacio !

skalabrina ha detto...

credo sia davvero così! =)
buonissima settimana!!!!!!!

Raffaella ha detto...

La prima volta che sono andata in Nigeria (nel Biafra per la precisione) avevo dodici anni e non si vedeva un formaggino neanche in sogno... per non parlare dei pelati o della pasta per rimanere in ambito italiano... ma mi sarei accontentata anche di poche cose europee. Ora che sono tornata in Italia non scarto neanche i capperi!

Giuy ha detto...

a me non piacciono i capperi :)

nonsisamai ha detto...

manukag: diciamo non nell'immediato ma la domanda e' di quelle da un milione di dollari. grazie e benvenuta! :)

miko: sei un genio!! :))

MiKo ha detto...

@nonsi :)

nonsisamai ha detto...

miko: mi hai fatto davvero sorridere...

fusis ha detto...

a me fanno questo effetto gli odori....una folata di vento e subito un milione di emozioni e di immagini con me. L'odore della lacca mi fa venire in mente mia nonna...la sua pelle morbina su cui mi piaceva dormire...

nonsisamai ha detto...

sulla pelle dei nonni si potrebbero scrivere poemi...