venerdì 20 luglio 2007

il famoso piatto della bilancia

Mi sento un po' sottosopra. Penso che ho 29 anni e non so ancora cosa faro' da grande. Che venire qui ha rimescolato le carte in una maniera pazzesca. Andare dall'altra parte del mondo solo per amore, lasciare tutti, dover ricominciare da zero. Quando qui davvero non riuscivo a spiegarmi, a sentirmi compresa -sono quelli i momenti peggiori- non so nemmeno io dove la trovavo la forza. E poi l'impazienza. Fin dall'inizio ero entusiasta, ma sempre impaziente. Nella mia testolina milanese contava solo potermi cercare un lavoro e cominciare una vita che assomigliasse il piu' possibile a quella che facevo in Italia. Ma poi qualcosa e' cambiato e ho dovuto rallentare per forza. I documenti che mi servivano non arrivavano e cosi' l'incidente di percorso si e' trasformato nella cosa migliore che mi sia capitata. Sono tornata a studiare e anche se non so come usero' quello che ho imparato, ho ripreso una vita a misura di persona. Prima facevo troppe cose, avevo un sacco di amici, impegni, lavoro, ma tutto questo alla fine non mi lasciava tregua. Non avevo un minuto per me, per fermarmi a riflettere o anche solo a apprezzare a pieno tutto quello che stavo facendo, perche' era tutto troppo veloce. Ero caduta in un vortice, come del resto la maggior parte delle persone che frequentavo, e quasi quasi ce ne vantavamo anche. I pranzi sul 14 erano la norma: un panino al volo da Sant'Ambrogio a Porta Romana con l'amica C. che a volte mi seguiva in bici per poi prendere un caffe' insieme prima di ricominciare. E poi i treni, i ritardi, le letture nelle interminabili attese quando arrivavo a Bovisa e mi cambiavano il binario all'ultimo momento e oramai ero talmente stanca che non avevo nemmeno la forza di arrabbiarmi. Tutto questo e' finito insieme anche a tante altre cose che invece erano belle davvero.
Alla fine, c'e' sempre un prezzo da pagare per scelte cosi' radicali o forse in fondo per tutte le scelte, ma mettendo il buono e il meno buono sul piatto della bilancia, sono contenta del cambiamento, soprattutto di quello che c'e' stato dentro di me.
Per la prima volta nella mia vita, sento di essermi ritrovata, capita o piu' che altro ascoltata. Ho semplicemente avuto piu' tempo e mi sento fortunata per questo. Guardare l'ora di continuo sperando che la giornata passi in fretta e arrivi la sera non e' sano, la vita e' troppo bella per rinunciare a godersela ogni momento. E le mie giornate sono sempre state pienissime e fin troppo brevi anche qui, pero' adesso, sono davvero pronta per altro. Mi sento in forma, mentalmente e fisicamente. Ho ancora le mie insicurezze, pero' mi sento piu' forte e piena di ispirazione. Voglio fare. Ed e' proprio qui il problema. Non ci riesco. Mi sento persa nel mare delle possibilita' e delle difficolta' che sto incontrando. La prima e' nella ricerca di un lavoro. Il mio curriculum e' folle dal punto di vista di un texano. Fa un sacco di scena, per carita', nomi altisonati, ma poi? Cosa so fare? Ecco, questo e' il punto. Quello che sapevo fare meglio era legato alla realta' italiana, qui non serve e se serve non mi sento sicura di poterlo fare allo stesso modo in inglese. Allora, ok, cerco anche di cambiare direzione, tanto non ho pretese particolari. Voglio solo buttarmi, dare un altro scossone alla mia vita. Ma non sta funzionando nemmeno quello. Sono spesso fin troppo qualificata e mi guardano come una marziana o una qualche creatura esotica. E tutti a dirmi quanto sono speciale e che futuro brillante avro'. Io, pero', questo futuro brillante, professionalmente, non lo vedo e non lo vedo anche perche' una delle cose che ho capito in questi mesi e' che la carriera non e' piu' fra le mie priorita'. Il lavoro e' importante, ma il tempo e l'energia che ho deciso di dedicargli saranno inferiori rispetto al passato. Le priorita' sono di tipo personale ora, la voglia di costruire una famiglia vera. Certo, ma non subito, prima trovare un lavoro, mettersi alla prova, sentirsi in ogni senso a proprio agio qui, ma poi e' giusto che l'ordine sia questo? E se mi sveglio dopo aver fatto tutte queste belle cose e capisco di aver tralasciato la piu' importante? Un gran casino. E non per tirare fuori la solita solfa, pero' davvero per le donne e' molto piu' difficile. Il corpo stesso, la maternita', entra in conflitto con le possibilita' lavorative fin da subito. Ma come si fa a non sbagliare?
In Italia non ci pensavo a queste cose. Non ne avevo il tempo, come anche molte mie amiche: non si poteva nemmeno pensare di fare un figlio, perche' poi con uno stipendio solo non si va avanti, fine del discorso.
Ricordo che a gennaio ebbi questa conversazione con un'italiana della mia eta' che vive a Dallas. Io credevo di avere appena avuto un'illuminazione e lei mi fece capire invece quanto fossi ingenua.

- Sai, mi sembra che a un certo punto, nelle coppie ci sia sempre uno che va piu' avanti dell'altro nel lavoro, perche' se tutti e due vanno alla stessa velocita' prima o poi finisce che non hanno tempo per loro stessi e si lasciano.

- No scusa, fammi capire. E tu ci sei arrivata adesso?

16 commenti:

emme ha detto...

è un bel discorso, finito di leggerlo mi viene solo da dire "vedrai che andrà tutto bene", sei forte e sai che non devi trascurare nessuna parte di te, che altro serve? non avere fretta.
un bacio

Anja ha detto...

eh beh sì, c'è da essere d'accordo con emme. E poi deve esserre bello riiniziare

Anonimo ha detto...

Nina

ciao nonsisamai...ti leggo sempre con piacere.

anch'io in texas! vista la vita che faccio qui. quasi ti abitui a non avere tempo per te. ma poi hai un lamento sordo e continuo nello stomaco.

sei molto cara e condivido le cose che dici...avrai una bellissima vita, perchè hai il modo giusto di vedere le cose...

baci

gap ha detto...

il tempo è l'unica cosa di nostro che davvero possediamo..
rallentare ce ne restituisce almeno un po'..
:)

beate le lumache..
;)

Giuy ha detto...

non essere impaziente :) Vedrai che sistemerai tutto :) ricerca del lavoro incluso :)

mitile ha detto...

ammetto che quello che dici mi fa riflettere ancora una volta sul perchè della mia perenne infelicità! quello che hai capito ti aiuterà nelle tue scelte future! Io, fossi in te, sarei orgogliosa solo del coraggio che hai avuto a cambiare totalmente vita seguendo le ragioni del cuore! Brava! Vedrai che la soddisfazione professionale arriverà, magari mentre neanche la starai cercando. un abbraccio

Ginevra ha detto...

in effetti stando a Milano sembra impossibile non correre non affannarsi non avere sempre l'occhio puntato all'orologio.
E i figli poi.. quant'è vera la frase con uno stipendio solo non si va più avanti.
Alle volte desidero un cambiamento radicale che mi porti ad essere padrona di me stessa e del mio tempo, che mi tiri fuori dall'ingranaggio. Alle volte invece penso che dovrei calarmi ancora di più nella mischia.
Che tu sappia cosa vuoi è positivo, penso che il resto verrà da sé con il tempo.

amoilmare ha detto...

Fermarsi e ascoltarsi non può che portare del bene.
La troverai una soluzione, vedrai, basta che rispetto i tuoi tempi e vivi con serenità anche un momento di confusione, che serve sempre.

Un bacio

alicesu ha detto...

il lavoro è sopravvalutato.
Bisogna vivere per altri discorsi.
Ci sto meditando da mesi.
hai avuto comunque un gran coraggio a partire.

nonsisamai ha detto...

Grazie a tutte!! Che bei commenti a questo post. Mi fa tantissimo piacere perche' credo sia la cosa piu' personale che abbia mai scritto qui, e' una cosa a cui penso molto e con le vostre parole mi fate sentire molto meno sola.

grazie.

nonsisamai ha detto...

emme: grazie cara, cerchero' di mettere in pratica il consiglio :*

anja: bello e' bello, ma anche difficile a volte...

nina: ma ciao, grazie per questo commento, quasi quasi mi commuovo...

gap: forse e' da questo che deriva la mia grande passione per le tartarughe... :)

giuy: incrocio le dita!!

ile: un abbraccio anche per te...

ginevra: saperlo si, ma ottenerlo e' un altro discorso :)

amoilmare: cioe' dici che servono anche i momenti di confusione? magari me ne accorgero' dopo... :)

alicesu: l'ho capito qui. qui e' un po' come era in italia ai tempi dei nostri genitori. e' ancora la norma fare figli da giovanissimi. e questo mi ha fatto un po' pensare che forse il fatto che da noi sia diverso e' dovuto molto a esigenze economiche e che se potessero scegliere anche molte delle mie amiche italiane avrebbero dei figli a quest'ora invece di buttarsi esclusivamente nel lavoro. non so, ci sto ancora pensando...

tizi ha detto...

...ma quand`e` che ci incontriamo a meta` strada tra Texas e Ohio...???? Ti capisco benissimo ,io in questo periodo sono spaventatissima , ho paura che il lavoro , la mancanza di tempo per me mi stia facendo perdere altri treni come l`amore per un compagno o l`idea di un figlio, poi mi dico che la vita e` imprevedibile e che tutto puo` accadere davvero in un attimo .Tu hai la maturita` (e credimi , gente molto piu` "vecchia" di noi non ce l`ha proprio)per cogliere questo attimo .
a presto e...finche` c`e` vita...

Imma ha detto...

So benissimo quello che provi.. .da ben 7 anni. Mi e' sembrato quasi che l'avessi sctitto io il tuo post!!!
Un abbraccio

nonsisamai ha detto...

tizi: mmm...maturita' non saprei, ma grazie per il complimento... incontrarci spero proprio di si' prima o poi!

imma: grazie per la comprensione, ricambio l'abbraccio

Anja ha detto...

eh, ma sì che non sia facile mica si discute.
qua ci vorrebbe una frase tipo saggio Yoda: già la strada della forza percorrere tu sai, giovane padawan, e ricompensa nelle tue mani tardare non può.
O variazioni sul tema :)
buon weekend!

nonsisamai ha detto...

che la forza sia anche con te allora :)